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Chiesa di S. Maria in Forum Cassii di Vetralla: poniamo fine al degrado
31-05-2007
Andrea Natali

La Chiesa di S. Maria in Forum Cassii è attualmente l'unica struttura architettonica che testimonia l’importanza dal punto di vista storico, artistico, archeologico e demoetnoantropologico della zona.
Forum Cassii era, in epoca romana, una delle più importanti stazioni lungo la via consolare Cassia e citato nella Tabula Peutingeriana. In questo luogo, che all’epoca contava migliaia di abitanti, si amministrava la giustizia e si svolgevano le contrattazioni.
La posizione lungo l’importante arteria viaria, che fu la fortuna del luogo in epoca imperiale, decretò anche la decadenza del centro durante le invasioni barbariche, in quanto la stessa strada era percorsa dai barbari. Gli abitanti del luogo preferirono arroccarsi sulle vicine e meglio difendibili alture dando origine all’abitato di Vetralla.
Nel medioevo, in seguito ai viaggi dei pellegrini verso Roma, il centro di Foro Cassio riprese vita: la chiesa di Santa Maria di Forcassi o Forocassi, divenne una mansione della via Frangigena. In questo luogo, al fine di poter ricoverare e rifocillare i pellegrini, con vari editti, i papi Innocenzo II (1130), Celestino II (1144) e Eugenio IV (1145) (lo stesso papa che dalla Rocca di Vetralla indisse la II Crociata in Terra Santa) donarono la chiesa e il territorio circostante (massa) ai Cavalieri di Malta.
Nel 1450 i vetrallallesi si rivolsero alla Madonna di Foro Cassio per sfuggire alla peste che mieteva vittime nella Tuscia e, come ringraziamento, oltre a praticare una processione, rinnovarono la chiesa con nuovi dipinti murali.
Nei primi anni dell’Ottocento, per risarcire le casse dell’erario esauritesi nel periodo della guerra tra Francia e Stato Pontificio, la Commenda di Foro Cassio venne venduta ed ebbe inizio l’incuria, il disinteresse e i conflitti di competenze che hanno prodotto e accellerato il processo di degrado strutturale, di crolli, di furti che, nonostante l’acquisto dell'area monumentale da parte del Comune, ha portato ad una situazione totale di abbandono.
Sono trascorsi alcuni anni dai lavori di pronto intervento operati dalla Soprintendenza per i beni Architettonici e per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico per il Lazio, rivolti alla copertura provvisoria del tetto della chiesa, a porre un freno alla degradazione delle murature e, attraverso una recinzione, al limitare dei furti.
Tuttavia tale copertura sembra essere insufficiente a contenere l’acqua piovana che, al contrario, viene convogliata sulle murature accentuando il degrado dei dipinti murali. La recinzione, divelta in ampi tratti, e l’assenza di vigilanza incoraggiano i ladri, gli unici che hanno veramente compreso il valore degli apparati decorativi presenti, favoriti, inoltre, dai ponteggi all’interno della chiesa.
Per porre fine a questa situazione di degrado alcuni pellegrini che avevano già più volte percorso la Francigena per il Giubileo, associazioni e istituzioni culturali (Associazione “Sasso Grosso”, Pro Loco, Vetralla Città d’Arte, Giovane Montagna, WWF sez. di Bracciano, ecc… ), l’Amministrazione Comunale hanno deciso di unire le forze in un comitato per il quale è stato scelto un nome eloquente “SALVA FORO CASSIO”.
Le finalità che si propone tale comitato sono quelle di mettere presto in sicurezza la struttura e di avviare la valorizzazione dell’intera area archeologica, anche in virtù del fatto che il mondo culturale nazionale ed europeo sta focalizzando l’attenzione sulla Via Francigena e Foro Cassio è considerato una delle emergenze più importanti in quanto tappa del pellegrinaggio documentato dal Vescovo Sigerico.
I problemi che si pongono sono quelli di offrire finalmente un progetto credibile che rimuova ogni precedente errore o distrazione. Per riuscire bisogna pensare al futuro per cogliere le opportunità che, malgrado ritardi ed inefficienze, ancora si presentano. Il salvataggio della Chiesa è anche una grande occasione per tutto il territorio.
Il primo passo che si è percorso, al fine di ravvivare l’interesse sul sito, è stato la promozione di una petizione, che in appena due mesi, ha ottenuto adesioni dall’Italia e dall’estero. Dalla qualità delle risposte e delle adesioni si è scoperto un movimento in forte e costante crescita, composto da moltissimi “pellegrini” di tutte le nazioni che chiedono, in modo accorato, una attenzione adeguata ai sentieri della Francigena e alle testimonianze storico-artistiche disseminate lungo il suo percorso.
A tal fine si è ritenuto opportuno promuovere per Sabato due giugno, una passeggiata nella quale un gruppo di “pellegrini”, che hanno già camminato in passato lungo la Francigena, partiranno dalle “Quercie d’Orlando” (Vico Matrino – Capranica) e si congiungeranno idealmente, lungo il percorso della Francigena, con due distinti gruppi provenienti da Vetralla (Piazza del Comune) e da Tre Croci (Piazza Europa). In questa semplice manifestazione si vogliono sintetizzare secoli di storia ininterrotta: la tradizione dei grandi pellegrinaggi, il rispetto delle origini e la forza della devozione popolare con cui la popolazione di Tre Croci ha mantenuto viva, fino agli anni sessanta, una tradizione molto sentita negli anni passati per poi essere vinta dalla arroganza e dalla ignoranza di pochi.
Giunti sul prato antistante la Chiesa avrà luogo la consegna della petizione al Sindaco di Vetralla: un gesto simbolico per ribadire, una volta per tutte, la volontà di recuperare il sito e le testimonianze che rappresenta.



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