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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Giugno 2007: una delle due Soprintendenze per i Beni Archeologici della Sardegna viene soppressa
16-07-2007
Soprintendenza Beni Ambientali Sassari

Per il patrimonio culturale sardo il tempo si fermato, anzi tornato indietro di 50 anni! Il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali ha deciso lunificazione delle due Soprintendenze per i Beni Archeologici della Sardegna, sdoppiate nel 1958 in due sedi distinte: una in Cagliari con competenza sui territori delle Province di Cagliari e Oristano e laltra in Sassari con competenza sui territori delle Province di Sassari e Nuoro. Fin dal 1958 apparve infatti evidente che il decentramento era la strada giusta per sopperire meglio in termini operativi alla tutela di un patrimonio immenso e capillarmente diffuso in un territorio che soffre per di una delle meno efficienti reti di comunicazioni stradali e ferroviarie. Dopo 50 anni siamo ora di fronte ad una clamorosa inversione di tendenza, che contraddice in modo stridente lo sforzo innovativo che ormai da decenni caratterizza lintero apparato pubblico statale e locale verso il massimo decentramento di funzioni, per meglio servire il cittadino, ove esso necessita di servizi nel territorio. Non si vede un solo beneficio di questa fusione delle due Soprintendenze Archeologiche, mentre sono del tutto evidenti gli aspetti negativi in termini di efficienza ed efficacia dellazione di tutela e valorizzazione, e in termini di riduzione degli investimenti statali sui beni culturali in Sardegna. Densit e raggiungibilit dei siti archeologici. La Sardegna di gran lunga la regione dItalia con il maggior numero di monumenti e aree archeologiche. Solo i nuraghi, che rappresentano una sola delle tipologie architettoniche di solo una degli aspetti culturali avvicendatisi nellIsola, sommano almeno al numero di 9000 (novemila!), ai quali vanno aggiunte le altre architetture nuragiche e quelle delle altre fasi preistoriche e storiche raggiungendo la strabocchevole cifra di oltre 20000 (ventimila!) siti archeologici a carattere monumentale. Daltro canto per raggiungere la netta maggioranza di tali siti si fruisce di una rete stradale che tra le pi inefficienti del Paese. Non sono pochi i casi nei quali per raggiungere monumenti anche di estrema importanza sono necessarie 4 e 5 ore di auto, quando non ore di cammino . In questo quadro di tutta evidenza che la soppressione di una delle due Soprintendenze Archeologiche un rilevante arretramento nellefficienza e nellefficacia dellazione di tutela, il cui primo presupposto la presenza costante e capillare dellIstituzione nel territorio. Rapporti con gli Enti Locali La presenza nel territorio di un ufficio tanto rilevante come una Soprintendenza ha permesso negli ultimi 30 anni lo stabilirsi di fecondi rapporti con gli Enti Locali, il cui frutto pi evidente lapertura al pubblico di 25 musei, la gestione di numerosi monumenti e aree archeologiche, in numero che pochi confronti ha nellintero territorio nazionale. Fortissimi dubbi sussistono sul fatto che la soppressione di una delle Soprintendenze sia la forma migliore per progredire su questo obbiettivo che primario sul piano delle competenze istituzionali, proprio nel momento in cui Amministrazioni Comunali e Soprintendenze sono chiamate al massimo della collaborazione per ladeguamento dei Piani Urbanistici Comunali al Piano Paesaggistico Territoriale, che dar modo di emanare dispositivi di tutela di tutte le presenze archeologiche del territorio. Rapporti con la ricerca scientifica e lUniversit E sempre lestrema rilevanza dei beni archeologici della Sardegna ad avere dettato, gi da decenni, listituzione anche presso lUniversit di Sassari, oltre che in quella di Cagliari, di corsi di laurea orientati alla professione dellarcheologo. Sono evidentissime le sinergie tra le due sfere, Soprintendenze e Atenei, circa la ricerca scientifica sui beni archeologici, evidenziate tra laltro nel fatto che la totalit dei laureati in Sardegna che intraprendono la professione di archeologo lavorano e fanno esperienza formativa presso le Soprintendenze. La soppressione di una di esse non pare certo lapproccio migliore per proseguire su questo indispensabile cammino di collaborazione diffusa nel territorio tra formazione e ingresso nel mondo del lavoro. In unottica pi globale, il Ministero per i Beni e le Attivit Culturali mostra, con questa improvvida decisione di soppressione di una delle due Soprintendenze Archeologiche della Sardegna, di proseguire in una strada di anacronistico accentramento territoriale e di funzioni, che in netta controtendenza con la linea di sviluppo dellintera P.A. non solo a livello nazionale ma anche europeo, e che soprattutto in contraddizione con la stessa evoluzione culturale del Paese, sempre pi attento alle esigenze di radicamento territoriale delle identit storiche. da rilevare ancora che dal 2 maggio 2006 le due Soprintendenze hanno sperimentato lattivit con un unico dirigente, titolarit a Cagliari ed interim a Sassari fino al 2 maggio 2007, e titolarit a Sassari ed interim a Cagliari dal 2 maggio 2007, e il bilancio da trarre decisamente negativo poich nonostante limpegno profuso dai dirigenti susseguitisi, si registrato un forte rallentamento nelladempimento dei compiti istituzionali di entrambi gli uffici. I funzionari direttivi della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Cagliari e Oristano e della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Province di Sassari e Nuoro ritengono necessario richiamare lattenzione del Ministro per i Beni e le Attivit Culturali, degli Enti Locali, degli Atenei sardi, del mondo politico, delle istituzioni culturali, della stampa e dei cittadini dellIsola su questo atto che, penalizzando fortemente loperativit degli Uffici, avr molte e rilevanti ripercussioni negative sulla tutela, sulla valorizzazione e sulla gestione del patrimonio archeologico della Sardegna.

Angela Antona
Marisa Arca
Paolo Bernardini
Antonietta Boninu
Maurizia Canepa
Donatella Cocco
Giovanni Maria Demartis
Rubens DOriano
Maria Ausilia Fadda
Francesca Gallus
Gabriella Gasperetti
Francesco Guido
Maria Rosaria Manunta
Maria Rosaria Manunza
Donatella Mureddu
Elena Romoli
Giuseppe Pitzalis
Daniela Rovina
Donatella Salvi
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Luciano Trebini
Caterinella Tuveri
Alessandro Usai
Emerenziana Usai
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