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SALVIAMO IL VITTORIANO DALLO SCEMPIO LA GENTE SI ARRABBIA E SI MOBILITA
20-07-2007
Gianfranco Cerasoli

Risale al 1880 il primo concorso internazionale per la realizzazione del Vittoriano che
che non ebbe esito per l'imbarazzo provocato dalla vittoria di uno straniero e l'inadeguatezza dei progetti. Nel 1882 venne indetto un secondo concorso riservato soltanto ad artisti italiani.
Il bando prevedeva il progetto di una statua equestre di Vittorio Emanuele II con uno sfondo architettonico e scalee, da porre sull'altura settentrionale del Campidoglio, in asse con la via del Corso. Il 14 giugno 1884 la Commissione Reale votò all'unanimità il progetto di Giuseppe Sacconi, giovane architetto marchigiano che subito dopo fu nominato Soprintendente e Direttore dei lavori.



Plastico del progetto

Molti sono i giudizi sul Vittoriano ,Federico Zeri, nel 1986 disse che "Brutto e infelice fu il progetto del Sacconi, ma nel dettaglio il monumento è di altissimo livello qualitativo, un autentico, stupendo museo di ciò che fu il canto del cigno della tradizione artistica e tecnica dell'Italia."

Paolo Portoghesi, nello stesso anno, "Nel poema delle modanature, nella lirica mèlo di un gesto scenografico, nel colossale dispiegamento di scalee, il monumento di Sacconi unisce, nella storia, i segni etruschi e italici allo spirito della città di Roma; congiunge, nella grandezza, l'Italia alla sua capitale."

"Il Vittoriano è un campionario di elegantissime modanature in cui traspare una sensibilità plastica perfino morbosa legata a quel senso di corporeità che è tipico della pittura di nudo della fine del secolo."

Ma il Vittoriano non è solo un monumento di “altissimo livello” ma insieme al Tricolore, l’inno nazionale è anche il simbolo della Repubblica in quanto Altare della Patria.

Nel mese di giugno il Vittoriano è stato al centro dell’attenzione delle più alte cariche dello Stato , dal Presidente Napoletano, dal Vice Premier Rutelli il Sindaco di Roma perché sono stati inaugurati gli ascensori realizzati in vetro e acciaio che potranno trasportare, ognuno, dodici persone alla volta, per un totale di 720 persone all’ora.
Sulla terrazza delle Quadrighe non potranno salire più di 2000-2500 persone ogni giorno.
Il Direttore del Vittoriano Alessandro Nicosia parla di grande successo poiché nelle prime due settimane di giugno oltre 20.000 persone hanno utilizzato i due nuovi ascensori di cristallo
L’uso degli ascensori è per tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30, il sabato e la domenica fino alle 23.30, con interruzione dell'accesso un'ora prima. Il biglietto costa 7 euro.
Per chi vuole risparmiare si possono fare 196 scalini e si arriva lo stesso sulla terrazza di uno dei monumenti simbolo del nostro paese ammirato da cittadini italiani e stranieri a cui si aggiunge la particolare devozione dei Romani.




Il Presidente Napoletano all’inaugurazione ha detto che si tratta di «un´innovazione che apprezzo moltissimo» mentre il ministro Rutelli ha rivelato che nel tale innovazione nel 2002 la volle Carlo Azeglio Ciampi durante il suo settennato al Quirinale..

Gli ascensori sono stati progettata dall´architetto Paolo Rocchi e sono costati 1.155mila euro, la struttura in acciaio e cristallo è semicilindrica: ripete la curva dell´emiciclo. La linea è arrotondata e la forma leggera. , separata dal monumento.
Insomma sembrerebbe una innovazione gradita a tutti.








Così non è poiché da giorni sta montando la rabbia dei cittadini romani la cui espressione più ricorrente è “uno scempio realizzato su un monumento, su un pezzo di storia di Roma” e dei tanti turisti stranieri man mano che si rendono conto che quella struttura di cristallo non ha niente a che vedere con il cantiere che avvolge e copre tutto il Vittoriano poiché l’impatto sul monumento è devastante.
Se si guarda da piazza Venezia non si nota più di tanto ma man mano che ci si allontano per via del Corso e si arriva sino a piazza del Popolo c’è da chiedersi chi abbia potuto mai approvare una simile bruttura.



Foto da Piazza Venezia


Foto da Piazza del Popolo
Il Ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli che ha fortemente voluto la realizzazione dell’opera come può non comprendere che rispetto alla struttura del Vittoriano l’ascensore è un corpo del tutto estraneo.
E singolare che poi dichiari che “ le brutture della Bella Italia passano quasi inosservate, senza suscitare sdegno. Mentre per altre cause, pure importanti, la gente si mobilita e si solleva.”.
In questo caso non si comprende se i due ascensori fanno parte delle brutture della bella Italia o sono da considerarsi patrimonio culturale della bella Italia.
Tra l’altro non può dire che “Ci sono voluti cento anni per realizzare gli ascensori permettendo finalmente la vista al grande pubblico dalla terrazza sulla città sul mondo perché non era certa questa l’idea di Giuseppe Sacconi e tanto meno degli architetti che ne assunsero successivamente la direzione dei lavori quali , Gaetano Koch, Manfredo Manfredi e Pio Piacentini che oggi si stanno rivoltando nella tomba.






Le cronache Ministeriali ci dicono che esisteva un altro progetto redatto dall’ex Direttore Regionale del Lazio, attualmente con lo stesso incarico in Puglia Ruggero Martines che prevedeva l’utilizzo di ascensori all’interno delle due torri senza che questi arrivassero sulla terrazza.
Quel progetto allo stato preliminare è stato accantonato è tramite un appalto concorso si è realizzato il progetto che viene aborrito da tutti gli architetti.
La scelta del progetto è stata fatta da una commissione composta da Antonio Giovannucci Direttore Regionale della Basilicata, Giovanni Belardi Architetto della Soprintendenza di Roma e Corrado Bozzani docente universitario, il Direttore dei lavori è l’architetto Federica Galloni attuale Soprintendente di Roma ( una delle nomine più contestate a Rutelli) mentre il responsabile del procedimento è l’attuale Direttore Regionale del Lazio Luciano Marchetti che ha validato e autorizzato il lavoro della commissione.
Certo viene da chiedersi come è possibile che tecnici del Ministero abbiano potuto dare il proprio assenso a tale orripilante struttura e oggi appare oggettivamente debole la posizione dello stesso Ministro Rutelli e del Direttore Marchetti che sostengono la tesi della «Reversibilità totale», per parare, le polemiche circa l´impatto.
E’ indubbio che occorre rimediare ma occorre anche capire di chi sono le responsabilità per i soldi dei contribuenti che non possono essere buttati via attraverso un utilizzo che sa di arroganza e cosa grave , trattandosi di beni culturali di incompetenza.

Oggi gli Italiani ed i Romani potrebbero mutuare le parole di Rutelli per dire “Siamo di fronte a un insuccesso storico della classe dirigente nel governare le questioni del Vittoriano.”



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