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Il ritrovamento di un tesoro vichingo. Se fosse successo in Italia?
24-07-2007
Marco (stradale77@libero.it)

IL RITROVAMENTO AVVENUTO PER CASO MENTRE DUE CERCATORI D’ORO PER PROFESSIONE STAVANO SETACCIANDO UN PODERE CON UN METAL DETECTOR Composto da 617 pezzi, è esposto al British Museum di Londra. Il più importante trovato in Inghilterra da oltre centocinquant’anni Molti degli oggetti provengono da regioni lontane come la Russia e l’Afghanistan. Alcuni modelli fanno riferimento all’islam, alla cristianità e a una religione pre-cristiana. Un favoloso tesoro vichingo, composto da 617 pezzi in argenti, un bracciale a fascia e un tamburo rivestito d’argento, è stato scoperto con dei metal detector in Gran Bretagna. Lo ha reso noto il British Museum. Secondo il museo londinese si tratta del più importante tesoro dei Vichinghi scoperto nel paese da più di 150 anni. Il suo ritrovamento si deve a due britannici, David Whelan, 60 anni, e il figlio Andrew, 25 anni, cercatori d’oro per professione, che si sono imbattuti nel tesoro mentre con l’aiuto di un metal detector setacciavano un podere nei pressi di Harrogate nel North Yorkshire (Inghilterra settentrionale). Alcuni pezzi provengono, secondo il British, da Afghanistan, Russia, Scandinavia, Europa continentale e Irlanda. In alcuni casi sono modelli molto rari che fanno riferimento all’islam, alla cristianità e ad una forma pre-cristiana di religione dei Vichinghi. Il tesoro è da ieri esposto al British Museum. «La quantità e la qualità dei pezzi è considerevole. È una scoperta estremamente significativa a livello mondiale», ha detto Gareth Williams, esperto del museo, che non ha trattenuto l’entusiasmo. Secondo lo studioso, era dal 1840 che non avveniva un ritrovamento di tale importanza. Allora, nella località britannica di Cuerdale furono scoperte 8500 monete d’argento, catene ed amuleti. L’importanza del tesoro scoperto ora deriva dal fatto che molti dei pezzi provengono da regioni lontane come l’Afghanistan, la Russia e l’Europa continentale a testimonianza delle relazioni commerciali con altri popoli e dei numerosi viaggi intrapresi dai Vichinghi. Alcune delle monete sono state, inoltre, messe in relazione con l’Islam e con religioni pre-cristiane. Il tutto sembra aver superato brillantemente la prova del tempo grazie al forziere di piombo in cui era stato «impacchettato». Un gruppo di esperti sta ora valutando il valore del tesoro, per stabilire quale sarà la ricompensa da dare a chi l’ha scoperto. In base alle leggi in vigore, il tesoro è stato dichiarato, infatti, un bene appartenente allo stato. I Vichingi, un popolo di navigatori e guerrieri provenienti da terre che corrispondono oggi a parti della Norvegia e della Danimarca, approdarono sulle coste della Gran Bretagna alla fine dell’ottavo secolo dopo Cristo. Nell’865 giunse sulle coste orientali dell’Inghilterra un grande esercito, presumibilmente guidato da Ivar, Halfdan e Guthrum. Essi conquistarono la città di York e una parte di loro si insediò là per coltivare la terra. La maggior parte dei regni inglesi stava all’epoca affrontando tumulti interni e non poteva in alcun modo contrastare l’attacco vichingo. In meno di cento anni colonizzarono l’isola, stabilendosi, in particolare, nel nord, dove ancora oggi si possono vedere le tracce del loro passato. Il tesoro, come detto, consiste in oltre 600 monete e decine di altri oggetti, raccolti tra Scandinavia, Russia, Francia e Irlanda Gradirei un commento sulla notizia dalla Dott.sa Gatti. In Italia cosa sarebbe successo?



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