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Ricerche archeologiche subacquee a Porto Palermo (Albania)
05-09-2007
Giuliano Volpe

Si svolta tra il 19 agosto e l1 settembre la prima campagna di ricerche archeologiche organizzata dal Dipartimento di Scienze Umane dellUniversit di Foggia e dal Dipartimento di Archeologia Subacquea dellIstituto Nazionale Archeologico albanese. Hanno diretto le ricerche il prof. Giuliano Volpe (Universit di Foggia) e il dott. Adrian Anastasi (INA, Durazzo), con la collaborazione dei dott.ri Danilo Leone e Maria Turchiano (Universit di Foggia). Hanno partecipato alle indagini i dottori Alessandra De Stefano, Giacomo Disantarosa, Nunzia Mangialardi (rilievi topografici) ed anche alcuni studenti dellUniversit di Foggia. Le ricerche si sono avvalse del supporto tecnico-scientifico dellAssociazione ASSO di Roma, specializzata in attivit subacquee, con la responsabilit del dott. Mario Mazzoli e la partecipazione dei tecnici Bernardino Rocchi e Marco Vitelli (riprese fotografiche e video). Preziosa stata inoltre la collaborazione della Marina Militare albanese, che ha messo a disposizione due motovedette e alcuni locali presso la base militare di Porto Palermo.
La prima campagna di ricerche ha riguardato una delle zone pi affascinanti e interessanti dal punto di vista paesaggistico e culturale della costa albanese, la baia di Porto Palermo.
Nel corso di quasi un centinaio di immersioni, per una durata complessiva di circa 80 ore di attivit subacquea condotta ad una profondit compresa tra 6-7 e 35 metri, grazie ad una ricognizione sistematica realizzata da squadre di archeologi e tecnici subacquei, sono state individuate alcune aree di dispersione di materiali archeologici, relative a zone di ancoraggio utilizzate dalle navi antiche, soprattutto in occasione di tempeste, per trovare riparo durante il viaggio lungo la costa albanese. La baia infatti offriva almeno tre zone di sicuro ancoraggio, scelte a seconda del tipo di vento. Queste prime indagini hanno in particolare privilegiato larea prossima allisolotto che ospita il Castello di Ali Pasha, dove sono stati individuati, posizionati e documentati numerosi reperti archeologici, alcuni dei quali sono stati recuperati e trasferiti presso il Museo di Durazzo. La documentazione archeologica attesta un uso continuo della baia nel corso almeno di mille anni di storia della navigazione: i materiali archeologici comprendono infatti anfore greche corinzie del IV secolo a.C., anfore greco-italiche del III-II a.C., anfore italiche di tipo Lamboglia 2 del I a.C., anfore africane e anfore egee ed orientali del IV-VI d.C., anfore bizantine. Dalla documentazione raccolta emerge il pieno inserimento del territorio albanese nelle principali rotte commerciali, con contatti che privilegiano larea adriatica e la parte orientale del Mediterraneo. Non mancano peraltro anche ceramiche e oggetti vari di et medievale e moderna. Sono state infine rinvenuti due ceppi di ancore di piombo di et romana, oltre ad ancore di ferro di et moderna, abbandonate da imbarcazioni che, in situazioni di difficolt, non erano evidentemente riuscite ad effettuarne il recupero.
La presenza di relitti nella zona appare altamente probabile, anche se verosimilmente, data la natura dei fondali caratterizzati da una forte pendenza verso il centro della baia, dove la profondit supera 80 metri, essi sono localizzabili a notevoli profondit, non raggiungibili per mezzo della normale immersione con bombole ad aria.
La baia presenta per pi versi i caratteri ideali per la ricerca sia perch si tratta di un naturale punto di sosta e di rifugio per le navi che praticavano il cabotaggio lungo la costa albanese, sia per la presenza del Castello di Ali Pasha, dove si auspica che il governo albanese, accogliendo una proposta formulata dalla missione archeologica subacquea italo-albanese, voglia istituire un Museo del Mare e un Centro di Ricerche Archeologiche Subacquee. Nella baia, inoltre, nei pressi dellisolotto che ospita il castello, si propone di allestire un Itinerario archeologico subacqueo, anche riposizionando sul fondo i materiali recuperati: in tal modo i turisti, accompagnati da guide e seguendo un cavo che materializzi il percorso, potrebbero visitare i fondali, incontrando lungo litinerario anfore, ancore e altri reperti archeologici, opportunamente segnalati e dotati di pannelli esplicativi subacquei. Si spera inoltre che lintera baia sia dichiarata area naturale protetta. Si attuerebbe in tal modo una formula intelligente di turismo culturale e ambientale, che potrebbe attirare molti turisti interessati alla storia, allarcheologia, allimmersione subacquea, senza compromettere ma anzi garantendo la difesa del paesaggio.
La prima campagna di ricerche, resa possibile grazie al sostegno finanziario dellAssessorato al Mediterraneo della Regione Puglia e dellAgenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, parte integrante di un progetto pi ampio denominato (con riferimento alla tipica imbarcazione antica degli Illiri) Liburna. Archeologia subacquea in Albania: tale progetto prevede non solo la realizzazione della carta archeologica del litorale albanese e la conduzione di scavi, ma anche attivit finalizzate alla formazione di giovani archeologi subacquei e alla valorizzazione del patrimonio archeologico sommerso. In particolare si punta alla costituzione di una Scuola italo-albanese di archeologia subacquea (sotto forma di Master internazionale), promossa dalle Universit di Foggia e di Tirana. Una tale struttura didattica di alta formazione potrebbe anche rivolgersi a studenti dellintera area balcanica, contribuendo alla diffusione di una cultura dellarcheologia subacquea e alla definizione di standard condivisi sotto il profilo tecnico-metodologico.
I risultati della prima campagna di ricerche archeologiche subacquee condotte a Porto Palermo saranno illustrati in occasione del III Convegno Nazionale di Archeologia Subacquea, organizzato dallAssociazione Italiana Archeologi Subacquei e dallUniversit di Foggia a Manfredonia dal 4 al 6 ottobre 2007.


Didascalie
La baia di Porto Palermo interessata dalle ricerche archeologiche subacquee italo-albanesi con lisolotto che ospita il Castello Ali Pasha.
Carta della baia di Porto Palermo.
Il cantiere allestito sulla banchina nella baia di Porto Palermo.
Fasi delle ricerche archeologiche subacquee: documentazione di un gruppo di anfore romane.
Fasi delle ricerche archeologiche subacquee: documentazione di unanfora corinzia intera.
Fasi delle ricerche archeologiche subacquee: posizionamento di unancora romana.
Fasi delle ricerche archeologiche subacquee: documentazione di unanfora africana tardoantica.
Un momento del recupero dellancora romana.
Primo intervento di pulitura dalle incrostazioni delle anfore al momento del recupero.
Ancora di et romana.
Anfora corinzia B (IV secolo a.C.).
Anfora Lamboglia 2 (I secolo a.C.).
Disegno dei reperti nel laboratorio allestito presso la base militare di Porto Palermo.
Foto di gruppo dellquipe impegnata nelle ricerche.



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