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in difesa dei beni culturali e ambientali

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SARDEGNA - Ancora cemento a Piscina Rey !
20-09-2007
Stefano Deliperi





Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico hanno inoltrato un esposto (19 settembre 2007) alle amministrazioni pubbliche (Ministeri per i beni e attivit culturali e dell'ambiente, Presidenza della Regione, Assessorati regionali dell'urbanistica e della difesa dell'ambiente, Comune di Muravera, Servizio tutela del paesaggio, Soprintendenza ai beni ambientali di Cagliari), al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, ai Carabinieri del N.O.E. ed alla Magistratura competenti in relazione alla realizzazione in corso dei lavori dell'intervento turistico-edilizio Edilhouse coop. a r.l. sul litorale di Piscina Rey - ziu Franciscu. In merito il Comune di Muravera, secondo i cartelli "inizio lavori" presenti sul posto, avrebbe emanato le seguenti concessioni edilizie: n. 1052 del 20 marzo 2006 (opere di urbanizzazione interne ai sub-lotti), n. 1126 del 29 novembre 2006 (costruzione casa custode e uffici sub-lotto 2), n. 1130 del 30 novembre 2006 (costruzione centro servizi sub-lotto 3), n. 1168 del 3 aprile 2007 (progetto esecutivo volumetria sub-lotto 2).



Negli anni scorsi, con deliberazione Giunta regionale del 30 aprile 1991, era stato rilasciato alla Edilhouse coop. a r.l. uno (complesso ricettivo di: mc. 31.023; mq. 88.150; 640 posti letto) dei famigerati 235 nullaosta per "complessi alberghieri" (spesso lottizzazioni "riciclate" di "seconde case") in deroga ai vincoli propedeutici ai piani territoriali paesistici (art. 13, comma 1, lettera c, della legge regionale n. 45/1989) successivamente annullati dai Giudici amministrativi (1998, 2003) su ricorso degli Amici della Terra proprio per le gravi carenze di legittimit in tema di salvaguardia ambientale.



L'area costiera di Piscina Rey tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e successive modifiche ed integrazioni), mentre nel piano paesaggistico regionale - P.P.R. appare ricompresa nell'ambito di paesaggio costiero n. 26 "Castiadas" (art. 14 delle norme tecniche di attuazione) ed classificata, in parte "area semi-naturale" (praterie, spiagge: prati stabili, aree a pascolo naturale, cespuglietti ed arbusteti, gariga, ecc.) e in parte "area ad utilizzazione agro-forestale" (colture erbacee specializzate). Essendo comunque il Comune di Muravera sprovvisto di P.U.C. definitivamente approvato ed in vigore, si applicano per tale ambito di paesaggio costiero le disposizioni cautelari provvisorie (art. 1 della legge n. 1902/1952 e successive modifiche ed integrazioni) di cui all'art. 15, comma 3, delle norme tecniche di attuazione del P.P.R. Nella fattispecie concreta, ogni intervento non autorizzato definitivamente sembra dover esser rivisto alla luce delle disposizioni del P.P.R. e potrebbe esser realizzato soltanto previa "intesa" (art. 11 delle norme tecniche di attuazione) fra Regione, Comune e Privati.


La realizzazione di interventi turistico-edilizi e/o di trasformazione urbana di sensibili dimensioni devono essere preceduti da eventuale positiva conclusione del procedimento di "verifica preventiva" - screening (direttiva n. 97/11/CE, D.P.R. 12 aprile 1996, legge regionale n. 1/1999, art. 31).



Appare, inoltre, opportuno ricordare che cosa avvenuto in questi ultimi decenni proprio sul quel litorale. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico da anni - troppi anni, purtroppo - contrastano in tutte le sedi possibili, in primo luogo quelle legali, i vari tentativi che si sono succeduti nel tempo di legalizzare vendite, svendite, speculazioni edilizie su terreni appartenenti ai demani civici. E proprio a Costa Rey - Monte Nay - Piscina Rey il Comune di Muravera, fra gli anni '60 e '70 del secolo scorso, ha svenduto illegittimamente centinaia di ettari ad uso civico su quelle coste per far giungere l'agognato turismo a base di villette e mattoni. Numerosi imprenditori belgi, in buona parte provenienti dall'appena indipendente Zaire, l'ex Congo belga, fecero quello che sapevano. Lucrare. E costruirono sulla costa ed in collina, per vendere. Spesso senza le necessarie opere di urbanizzazione, tanto a questo avrebbero pensato le amministrazioni pubbliche. E nel tempo, ottenevano le varie autorizzazioni per costruire in ogni dove.



Per chi fosse stato distratto, negli anni scorsi, quasi esclusivamente le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico cercarono di opporsi nelle necessarie sedi legali a questa marea montante di cemento: davanti al Commissario per gli usi civici fermarono (1996) il tentativo di "legittimazione" delle occupazioni abusive del demanio civico sostenuto dal Comune di Muravera, consentirono alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, grazie al prezioso lavoro del pubblico ministero dott. Paolo De Angelis, di aprire indagini sulle svendite illegittime di terreni ad uso civico a fini speculativi. Arriv la legge regionale n. 18 del 1996 per aprire la porta alle "sclassificazioni" dei terreni edificati abusivamente sui demani civici e a salvare notai curiosamente distratti ed imprenditori, nonch incolpevoli acquirenti.


Con decreto Assessore Agricoltura e Riforma agro-pastorale n. 64/SI/97 del 4 aprile 1997 stata disposta ex art. 1 della legge regionale n. 18/1996 la "sclassificazione" dal demanio civico di ettari 511.44.37 in loc. Piscina Rey - Monte Nay, mentre stata respinta la relativa richiesta comunale (deliberazioni C. C. Muravera n. 65 del 4 luglio 1996 e n. 100 del 15 ottobre 1996) per ulteriori ettari 98.38.40 sempre nella medesima loc. Piscina Rey (foglio 35, mappali 3, 7, 17 e 18). Con sentenza Commissario Usi civici n. 118 del 12 gennaio 1998 stata confermata la detta operazione di "sclassificazione" dal demanio civico.


Ma arrivarono anche le ruspe per demolire complessi abusivi proprio a Piscina Rey in seguito a sentenze penali passate in giudicato (2001). Con sentenza Cassazione penale, Sez. III, 25.9.1997, stata parzialmente riformata (disponendo nuovo giudizio per il sindaco di Muravera, poi assolto con sentenza Corte d'Appello di Cagliari - Sez. Sassari) la sentenza Corte d'Appello di Cagliari n. 699 del 5.11.1996, a sua volta di parziale riforma della sentenza del Pretore di Cagliari - Sez. Snnai n. 91 del 25.5.1995: stata stabilita la demolizione ed il ripristino ambientale degli abusi realizzati dalla SAITUR s.r.l. (un intero complesso immobiliare di villette a schiera per migliaia di mc. di volumetrie) in area ad uso civico. La lottizzazione stata posta sotto sequestro (sent. Cass. pen., Sez. III, 7.4.1994). Con ordinanza Corte d'Appello Cagliari del 7.9.1998 e sentenza Cassazione penale, Sez. III, 9.4.1999, n. 769 stata respinta la richiesta di revisione degli ordini di demolizione e ripristino ambientale: ordini confermati in sede esecutiva con ordinanza Corte d'Appello di Cagliari n. 104 del 19.10.1999. Un nuovo incidente di esecuzione ha visto la Corte d'Appello confermare le statuizioni precedenti (ordinanza 28.2.2001). Dopo ben dieci pronunce giurisdizionali (forse un record !), il condannato ha provveduto in proprio alla demolizione (novembre 2001) ed al ripristino ambientale.

E giunsero in questi ultimi anni anche i dovuti atti di recupero di centinaia di ettari al demanio civico di Muravera. Vogliamo forse dimenticarlo ? Oggi l'amministrazione comunale di Muravera, guidata dal sindaco Salvatore Piu cerca porre un freno all'edificazione sulla collina di Costa Rey, anche se si tratta di cantieri regolarmente autorizzati. Tardi, ma un segnale positivo. Ma contemporaneamente arriva il "via libera" per nuovi interventi edilizi come questo: come mai ? E' legittimo ?


Sembrano, quindi, diversi gli aspetti legali ed ambientali che necessitano dei
doverosi approfondimenti. Attendiamo risposte precise, esaurienti e rapide.

http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it


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