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OGGETTO: Comune di Lucca - Piano attuativo in frazione S. Anna, via Einaudi (Del. Commissariale n 56 del 20.04.07)-Considerazioni
21-09-2007
Roberto Mannocci

C/o Istituto Storico della Resistenza Palazzo Ducale
C. P. 317 55100 Lucca
Tel/fax 0583.48461 lucca@italianostra.org


- Al Sindaco
- Ai Membri della Giunta
- Ai Capigruppo Consiliari
COMUNE DI LUCCA Lucca, 19.09.2007



Con la delibera in oggetto il Commissario Prefettizio del Comune di Lucca ha adottato il Piano presentato dalla Societ Valore SPA in attuazione del Progetto Norma N 5 di cui al vigente Regolamento Urbanistico.
In merito a questo Piano attuativo e al suo ruolo urbano questa Associazione desidera fare le seguenti considerazioni dopo averne preso visione presso gli Uffici competenti.

CONSIDERAZIONI GENERALI

Valutazioni di politica territoriale - Lo scopo dei Piani attuativi quello di fornire proposte dettagliate di forme urbane. Quando uno strumento urbanistico generale rimanda alla discussione e alleventuale approvazione successiva di questi micro-strumenti urbanistici perch ha constatato che limportanza dellintervento richiede un approfondimento che abbisogna di una proposta dettagliata che non necessariamente deve essere accettata tout court, ma deve essere valutata nella sua compatibilit urbana. E in questo senso, quindi, che lA.C. deve fare le sue valutazioni sul significato e sui riflessi urbani che ogni proposta di Piano attuativo riveste. La previsione del passaggio intermedio costituito dal Piano attuativo che si pone tra Piano generale e singole autorizzazioni edilizie apre (per limportanza della funzione, per la consistenza volumetrica possibile, per il significato e il valore del contesto.) il campo ad ogni considerazione non solo tecnica, ma anche e soprattutto di politica territoriale, pur nellambito delgli strumenti generali vigenti.
Questo per chiarire, in generale, che non basta che una qualsiasi proposta di Piano attuativo resti negli ambiti massimi quantitativi e/o qualitativi fissati dallo strumento generale perch debba essere recepito in forma automatica, ma, trattandosi di strumento urbanistico con lo stesso iter di coinvolgimento collettivo proprio degli strumenti urbanistici, ne deve essere verificata la sua compatibilit urbana, ambientale, architettonica, funzionale. assieme alla sua coerenza e convenienza con gli interessi generali. A fare queste valutazioni infatti (sia nella fase di adozione del Piano attuativo che in quella di approvazione) chiamato il Consiglio Comunale ovvero lOrgano che fa le scelte di politica territoriale.

Verifica dei limiti di sostenibilit - Ogni proposta di Piano attuativo non solo deve rispettare i limiti previsti dal Regolamento Urbanistico, ma deve essere contemporaneamente coerente con le indicazioni generali dettate dal Piano Strutturale (che sovra-ordinato rispetto a tutti gli altri strumenti urbanistici) e deve essere verificata, in particolare, la sua compatibilit con i limiti quantitativi massimi da questo fissati sia in generale che per ogni singola UTOE (Unit Territoriale Organica Elementare), ovvero per quegli ambiti funzionali in cui il Piano Strutturale stesso ha suddiviso tutto il territorio comunale. La norma di questi limiti e la suddivisione in UTOE hanno lo scopo fondamentale di non snaturare le singole realt e di fissare la sostenibilit delle trasformazioni possibili per ognuna di esse a seconda delle proprie caratteristiche.
Il territorio lucchese stato interessato dalla costruzione di enormi volumetrie sparse in ogni dove. I Piani vigenti hanno fissato i limiti massimi generali di queste trasformazioni, limiti che non possono essere travalicati. LAmministrazione per non ha mai reso noto se sta svolgendo un dovuto monitoraggio della situazione per verificare se quanto si sta facendo e quanto sta autorizzando rientra ancora in questi limiti e pertanto se risulta legalmente sostenibile. E giunto lindifferibile momento in cui (con numeri, autorizzazioni e volumetrie alla mano) si controlli e si dimostri pubblicamente se questi parametri inderogabili (generali e per singole UTOE) sono stati rispettati e quali sono ancora gli eventuali margini rimanenti per ulteriori trasformazioni.

Venendo al caso particolare del Piano in oggetto, pertanto, evidenziamo quanto segue.

CONSIDERAZIONI SPECIFICHE

Viabilit ed edificabilit - Via Einaudi nata, come gi il Viale Luporini, quale viabilit di collegamento ai caselli autostradali di S. Donato. La seconda di queste strade ormai gi divenuta strada urbana perch i piani urbanistici hanno reso edificabili i terreni adiacenti. Ma la stessa fine si sta prospettando per via Einaudi come dimostrano alcune costruzioni ivi gi realizzate e come sancisce il piano attuativo in oggetto. La previsione dei 200 appartamenti contemplati in questo Piano, i 300 uffici e le attivit direzionali, lattrezzatura della multisala cinematografica, lalbergo e le residenze turistico/alberghiere, le attivit commerciali con la possibilit di impianto, per trasferimento o per accorpamento di licenze, anche per medie strutture di vendita ecc. ecc. daranno un bel colpo al ruolo primario di viale Einaudi quale collegamento autostradale. Contro questa illogica urbanistica che trasforma tutta la viabilit di collegamento in viabilit urbana, favorendo speculazioni edilizie nei terreni adiacenti agli assi viari, questa Associazione si sempre battuta, a cominciare dai mega-centri commerciali (Carrefuor, Media-world, Cornacchie) in aderenza allasse suburbano, fino alle recenti speculazioni edilizie allo scalo merci in margine del nuovo collegamento del sovrappasso ferroviario. C la totale mancanza di qualsiasi obiettivo di buona pianificazione in questo atteggiamento che porta ad unescalation perversa di nuovo consumo di suolo con la richiesta di nuova viabilit di collegamento perch quella precedentemente costruita viene offerta alla speculazione edilizia.

Il ruolo urbano delle varie zone Nellautorizzare ogni intervento consistente sul territorio non pu non considerarsi come questo si pone nei confronti delle strutture insediative esistenti anche a vasto raggio. E innegabile che oggi il centro storico soffre drammaticamente per la perdita di qualsiasi ruolo, di qualsiasi identit e di qualsiasi richiamo per i lucchesi: in calo vertiginoso i residenti stabili, ormai quasi totalmente assenti gli uffici privati, lattivit commerciale sempre pi limitata a quella ad indirizzo turistico, la funzione direzionale in accelerata dismissione (dagli uffici comunali finanziari a S. Anna, a parte di quelli provinciali allo Scalo merci, a quelli dellAgenzia delle Entrate a Guamo, allArpat che trasloca da via Vallisneri .). Orbene cosa provocheranno in questo panorama gi desertificato del centro storico i 200 nuovi appartamenti contemplati nel piano (cui vanno sommate le previste residenze turistico- alberghiere che molto spesso sono solo degli stratagemmi che nascondono nuove residenze ordinarie), i 300 nuovi uffici, la nuova multisala cinematografica che far chiudere lultima funzione di attrattiva ancora presente nella citt antica, il nuovo centro commerciale di media distribuzione possibile per accorpamento di licenze?
Cosa provocheranno nel centro storico e cosa provocheranno localmente? Sono domande che lAmministrazione deve porsi per fare, con coerenza le scelte conseguenti perch altrimenti non hanno senso le recenti lamentele per la fuga dellAgenzia della Entrate.

Quale nuovo pezzo di citt ? Il Piano presentato dalla Societ Valore, per consistenza e impatto (132.000 mc, H massima 22 ml, quindi fino a 7 piani di vita) si propone come un nuovo quartiere urbano da costruirsi ex novo. Ma quale disegno urbano esprime, quale idea di citt? Nonostante ogni edificio contempli in interrato un proprio parcheggio di riferimento, lintera superficie lasciata libera dalledificazione ossessivamente coperta da parcheggi di superficie. Le poche aree verdi (ma veramente poche) sono in dotazione privata dei soli edifici residenziali. Con esclusione di una piccola, insignificante e invivibile piazza pubblica con fontana, che solo proscenio alledificato, non esiste alcun tessuto connettivo per la vita pubblica di relazione e il verde pubblico limitato ad alcuni filaretti di alberi collocati nei marciapiedi che separano una fila di auto dallaltra. Ovvero tutto questo spazio comune assumer, moltiplicandolo, laspetto dei parcheggi del Palafiera o del viale Carducci, anche se la superficie sar drenante. Se questo cos alto numero di parcheggi auto non altro che quel minimo prescritto dagli standard per le varie funzioni ivi previste e se questi stalli comportano lesaurimento della superficie disponibile, tanto da non permettere che il complesso abbia alcuna degna articolazione di spazi per la vita urbana di relazione, questo indice che il Piano concettualmente e sostanzialmente sovradimensionato, anche se burocraticamente rispetta i parametri burocraticamente espressi dal R.U.. Qui spetta alla valutazione dellAmministrazione comunale se vuole che sia costruito un pezzo di citt per i suoi cittadini oppure un assurdo agglomerato di auto ed edifici ammonticchiati. Se lobiettivo che si persegue il primo (come ci auguriamo), il drastico ridimensionamento quantitativo e qualitativo dellintervento indispensabile, per ricondurlo, almeno, da operazione speculativo-edilizia in operazione urbanistica.

Fidando in una opportuna considerazione dei punti anzidetti, cogliamo loccasione per inviare i migliori saluti.


Il Presidente
(arch. Roberto Mannocci)



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