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Interrogazioni parlamentari su Sant'Apollinare a Milano e Palombara Sabina
08-11-2007
Frassinetti-Rampelli

BENI E ATTIVITA` CULTURALI

Interrogazioni a risposta in Commissione:

FRASSINETTI. — Al Ministro per i beni e le attivita` culturali. — Per sapere – premesso che: da tempo a Milano, nel quartiere di Baggio, la cittadinanza e le associazioni della zona sono mobilitate affinche´ venga restaurato il famoso campanile romanico del IX secolo della chiesa di Sant’Apollinare che e` usurato per la presenza di parecchie crepe; il predetto campanile e` una delle pochissime testimonianze delle origini del romanico in Lombardia, giunta integra fino ai nostri giorni; Baggio e` un vero e proprio borgo legato al suo passato indipendente (fa parte del comune di Milano solo dal 1923) e la storia del suo campanile e del suo organo hanno una valenza oltre che storica anche turistica tanto che questo sito potrebbe entrare a far parte di un percorso turistico-monumentale dell’intero quartiere insieme al Parco delle Cave, al Monastero degli Olivetani ed alle ville di inizio novecento; i dirigenti del Museo Archeologico hanno gia` recentemente effettuato un sopralluogo asserendo che il materiale che trattiene i mattoni della torre si sta sbriciolando e che e` necessario un immediato intervento di restauro; i maggiori quotidiani come il Corriere della Sera, nelle pagine di cronaca locale, si sono interessati al caso (vedi articolo del 15 aprile 2007) –: se questo Ministero sia a conoscenza delle condizioni precarie in cui si trova questa opera d’arte; se comunque intenda intervenire per contribuire al recupero del campanile e in caso di risposta affermativa in che termini e secondo quale tempistica. (5-01318) FIANO. — Al Ministro per i beni e le attivita` culturali. — Per sapere – premesso che: la legge 17 aprile 2003, n. 91, a seguito delle modifiche apportate dalla legge finanziaria per il 2007, prevede l’istituzione, a Ferrara, del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah; la legge istitutiva del Museo dispone – quale contributo per le spese di funzionamento – un finanziamento a carico dello Stato di un milione di euro annui; ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della citata legge, il Museo, per le attivita` di ricerca e documentazione scientifica, si avvarra` della collaborazione della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, che e` l’istituto con maggiori competenze storiche in materia ed e` dotato, tra l’altro, di fondamentali e ricchissime risorse documentali, quali la biblioteca, la videoteca e l’archivio; il 2 febbraio 2006, il Governo ha accolto come raccomandazione l’ordine del giorno 9/06293/011, a firma dell’on. Di Teodoro, che impegnava il Governo « ad erogare direttamente al CDEC, l’istituto storico nazionale della Shoah in Italia la cui intensa e qualificata attivita` di ricerca e documentazione scientifica – di cui all’articolo 1, comma 3, della legge 17 aprile 2003, n. 91 – e` fondamentale nella ricostruzione delle vicende legate alle leggi antiebraiche e alla Shoah in Italia, un congruo contributo annuo di euro 250.000, a valere sul finanziamento annuale al Museo a carico dello Stato, per la prosecuzione e il completamento delle ricerche sugli ebrei italiani deportati e su quelli salvati, e per la predisposizione e l’aggiornamento della documentazione storica e delle banche-dati informatiche destinate all’allestimento espositivo del Museo »; l’esigenza posta dall’ordine del giorno appare sempre piu` attuale, vista l’imponente attivita` svolta dal CDEC, nonostante le difficolta` finanziarie in cui si dibatte –: quali iniziative intenda assumere per garantire al CDEC, in ragione delle sue meritorie attivita` , un congruo contributo annuale, anche nell’ambito del finanziamento ordinario previsto dalla legge n. 91 del 2003 a favore del Museo nazionale dell’Ebraismo italiano e della Shoah, con il quale il CDEC stesso e` chiamato a collaborare. (5-01321) Interrogazione a risposta scritta;

RAMPELLI. — Al Ministro per i beni e le attivita` culturali. — Per sapere – premesso che: nell’agosto del 1986 il signor Defendente Santivetti, mentre effettuava dei lavori di movimento terra presso una campagna di Palombara Sabina (Roma), rinveniva due statue di epoca romana dall’ingente valore (Eirene e Zeus); entro ventiquattro ore dal ritrovamento, lo scopritore ed il proprietario del terreno presentarono a norma di legge una regolare denuncia presso i carabinieri del luogo e successivamente venne richiesto, tramite un legale, il cosiddetto « premio di rinvenimento »; a tutt’oggi, dopo piu` di vent’anni, la Soprintendenza ed il Ministero competenti non sono in grado di valutare la suddetta richiesta, rispondendo agli interessati in maniera alquanto evasiva; nel settembre del 2006 il Ministro in indirizzo ha firmato un accordo bilaterale con il prestigioso Museum of Arts di Boston al fine di far rientrare in Italia le opere di grande valore che si trovano impropriamente negli Stati Uniti; con questo accordo il Ministero intende inaugurare una serie di scambi e di cooperazione internazionale con gli Stati Uniti allo scopo di ridurre i traffici illeciti di opere d’arte; il capolavoro prestato al Museo di Boston per avere in cambio la statua di Vibia Sabina – ora esposta a Villa Adriana nell’ambito di una delle piu` importanti mostre dell’anno – e di due preziosi vasi del IV secolo A.C. trafugati a Cerveteri negli anni settanta e` proprio la statua dell’Eirene trovata a Palombara dal signor Santivetti; dal momento che il Ministero – grazie a questa statua – e` riuscito ad avere indietro dal Museo di Boston delle importanti opere d’arte, e` facile supporre che il valore dell’Eirene sia stato definito e cio` in contrasto con quanto affermato dalla Soprintendenza secondo cui ancora non esiste una stima di tale opera; a giudizio dell’interrogante la vicenda in esame dimostra come la strategia approntata dal Ministero nella lotta ai traffici clandestini delle opere d’arte non e` ancora supportata da una politica di incentivazione nei confronti di chi rinviene le opere ed onestamente ne fa denuncia; nel gennaio 2007 l’architetto Fabiola Santivetti, cugina dello scopritore, si e` recata presso la Soprintendenza in via Pompeo Magno per visionare gli atti relativi alla pratica in questione ai sensi della legge n. 241 del 1990, ma la richiesta di accesso ha dato esito negativo; da quel momento e` iniziata per gli interessati una vera e propria odissea: i responsabili dell’ufficio, ogni volta che sono stati contattati, rispondono che non hanno avuto il tempo di esaminare la pratica, che manca della documentazione, che il tribunale di Tivoli ha smarrito il fascicolo, che la Questura ha smarrito la denuncia, che il Ministero vuole del tempo eccetera –: per quali motivi non sia stato riconosciuto alcun premio di rinvenimento dopo piu` di vent’anni; se non ritenga opportuno intervenire con urgenza presso la Soprintendenza competente per risolvere le inadempienze e le lungaggini burocratiche riguardanti il caso in questione; in che tempi e in che modo intenda attribuire al signor Santivetti il giusto riconoscimento previsto dalla legge, dopo che il Ministero ha beneficiato del ritrovamento dell’opera recentemente utilizzata come merce di scambio per ottenere importantissime opere d’arte ora esposte in mostre di grande richiamo. (4-04452)



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