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Veneto. Gi le mani dal colle sacro ai pagani
08-11-2007
Emanuele Lucani

Il primo novembre scorso sul sacro colle di San Pietro (sarebbe in origine il sacrario di Giano.....) sono iniziati i lavori di distruzione. Il giornale locale "L'arena di Verona" ne da ampia notizia affermando che si scoperta una cisterna romana. Grancelli dagli anni cinquanta che ha denunciato l'incuria e il disinteresse , e nel suo testo "Piano di fondazione di Verona romana" sottolineava la presenza verso quel luogo sacro che nel sottosuolo nasconde i tesori- pozzi e una cisterna romana ignorata costantemente dalla sovraintendenza. Diffondente questo messaggio affinch non mettano le mani sul sacrario, cariverona (la potente fondazione sopravvissuta alla fusione con Unicredit) vuole liberamente manomettere il punto pi sacro della citt. Cariverona strettamente legata all'Opus Dei.

TENTANO DI DISTRUGGERE L'ULTIMO SANTUARIO PAGANO FEDERATO DEL VENETO.
SALVIAMOLO DIFFONDETE IL MESSAGGIO


E' da parecchio tempo che il luogo pi sacro della citt di Verona, il santo dei santi, fa gola all'Opus Dei. Come ultimo atto una compravendita giocata dalla fondazione Cariverona. Inoltre qualche mese fa so no stati operati dei carotaggi sul colle il tutto mi da pensiero, cosa si sta giocando? Da anni si parla di come "riconvertire" il colle e la caserma austriaca che ne occupa il cuore. Le divinit pagane che da sempre dimorano sul quella terra l devono rimanere a tutela della citt, anzi sarebbe utile lasciare spazio agli antichi culti pagani, di chiese a Verona c' ne sono anche troppe, basta! L'antefatto: Articolo apparso sul giornale "LArena" (2.12.1998) che descrive il clima di tensione sorto in alcuni ambienti di Verona alla notizia che il Castel S. Pietro verrebbe ceduto per la costruzione del Santuario della Madonna di Lourdes. I DEMOCRISTIANI E I "ROSSI" ASSEDIANO CASTEL S. PIETRO Per Castel San Pietro, scoppia, nel novembre del 1948, una piccola guerra di religione. A combatterla, ci sono da una parte i democristiani e dallaltra uninedita coalizione che va dai comunisti ai liberali. Succede quando in Consiglio comunale si discute, tanto per cambiare, del futuro di quello che oggi si usa chiamare uno dei "contenitori" cittadini, il cui avvenire tuttora incerto. In verit, la disputa del 1948 non riguarda solo ledificio che sovrasta il colle ma anche e soprattutto le zone adiacenti. La questione nasce in seguito a una richiesta presentata al Comune dai Padri Stimatini. Essi chiedono il "casermone", proponendo una sorta di permuta: poich il fabbricato a quellepoca la sede dellIstituto Ettore Calderara per linfanzia abbandonata, essi si dichiarano disposti a realizzare a Villa Colombari un edificio pi funzionale e moderno per lIstituto. In cambio, intendono trasformare, con opportuni adattamenti, il "casermone" in un santuario. Ma la proposta suscita vivaci proteste. In Consiglio, sia le forze di sinistra che i liberali giustificano la loro opposizione con il timore che i veronesi siano espropriati di un luogo da cui si pu ammirare un paesaggio di grande suggestione, con una perdita che si ripercuoterebbe negativamente sul turismo. Al loro fianco, intervengono anche associazioni, come la Pro Verona e gli Amici del paesaggio, e unistituzione, LAccademia di Agricoltura Scienze e Lettere, che gode di un notevole prestigio culturale. In un suo ordine del giorno, lAccademia ricorda che quel colle aveva ospitato "il primo nucleo" della citt e che sia in epoca romana che medioevale vi erano sorti grandiosi monumenti. Ai richiami storici ed artistici, si uniscono quelli pi prosaici ma non meno efficaci dellAssociazione albergatori, che paventa evidenti rischi per il turismo. Gli ambienti cattolici, e, sul piano politico, quelli democristiani replicano prontamente. Essi dicono che tutto si basa su un equivoco, creato ad arte e in malafede dai comunisti. A loro avviso si tratta, il caso di dirlo, di un castello di menzogne... Il progetto, infatti, non ha mai messo in discussione il piazzale panoramico, che resterebbe a disposizione della citt. I comunisti, invece, hanno falsato la proposta, presentandola come "la conquista della rocca di Verona da parte degli Stimatini". Di conseguenza, chi intervenuto in buona fede a difesa di un patrimonio comune dei veronesi, non ha capito di combattere una battaglia inutile, di lottare per qualcosa che nessuno intendeva togliergli. Lequivoco per i democristiani tutto qui: i comunisti si sono opposti per motivi politico-ideologici, poich sono ostili per principio ad ogni iniziativa di tipo religioso e gli altri non hanno capito e li hanno appoggiati. Mentre il dibattito va avanti, il Consiglio comunale decide di non decidere, istituendo una commissione per studiare a fondo il problema. Poi, come noto, il progetto degli Stimatini non verr realizzato, ma, dopo cinquantanni, del destino di Castel San Pietro si discute ancora.

Emanuele Lucani

CASTEL SAN PIETRO NON POTRA PERDERE LA SUA VOCAZIONE, DATO CHE PER MILLENNI E' STATO E SARA' IL SACRARIO FEDERATO DELLA PAGANITA' MONDIALE. LA DIVINITA' DI GIANO E' ANCORA VIVA E ATTIVA, DOBBIAMO PROTEGGERLA E RICHIAMARLA IN TUTTA LA SUA POTENZA



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