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La protezione ambientale una necessit non un lusso
07-01-2008
Ercole Noto

Nella conferenza stampa di fine anno il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, nel presentare il bilancio dellattivit svolta nel 2007 e i programmi per il 2008, ha considerato quella di Ravenna uneconomia multisettoriale, con forte attenzione alla sostenibilit ambientale degli investimenti. La sostenibilit ambientale alla base del conseguimento della sostenibilit economica: la seconda non pu essere raggiunta a costo della prima (Khan, 1995). Quindi, fondamentale per lo sviluppo sostenibile il riconoscimento dell'interdipendenza tra economia ed ambiente. Si tratta di un'interazione a due vie: il modo in cui gestita l'economia impatta sull'ambiente e la qualit ambientale impatta sui risultati economici. Questa prospettiva evidenzia che danneggiare l'ambiente equivale a danneggiare l'economia. La protezione ambientale , perci, una necessit piuttosto che un lusso (J. Karas ed altri, 1995). Sul tema dell'ambiente e della difesa del territorio, il Comune investir complessivamente nel nuovo anno circa 6,5milioni di euro; mentre nellambito del turismo verranno previsti interventi per promuovere il segmento turistico del parco del Delta del Po. Scelte non del tutto condivise dallopposizione per i metodi adottati dallattuale politica dellamministrazione, e quindi dalla Giunta, nella gestione dellambiente, che ai bei propositi attua in contrapposizione una politica dissennata della difesa del territorio; in altri termini: predica bene e razzola male. La denuncia arriva dal capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, che dal sito ravennanotizie boccia la proposta dellAmministrazione Comunale di Ravenna di procedere con il Progetto di risanamento della Pialassa Piomboni e di separazione fisica delle zone vallive dalle zone portuali mediante arginatura naturale. La pialassa Piomboni versa gi in una condizione estrema di degrado, ridotta ad uno stato comatoso dalle politiche sconsiderate di aggressione industriale, dallincuria, dallabbandono e dallabusivismo incontrollato. Ma quello che viene grottescamente presentato come un progetto di risanamento altro non che staccare la spina alla Pialassa. Lista per Ravenna si schiera a sostegno del Comitato per la difesa della Pialassa Piomboni - aggiunge Ancisi - rinnovando limpegno decennale assunto contro il progetto di espansione del porto industriale a danno mortale di questo prezioso ambiente naturale ravennate, riconosciuto come sito di importanza comunitaria (SIC) e sottoposto a vincolo di uso civico di pesca. "Il progetto dellAutorit Portuale, ora allesame della Regione, del Comune, della Provincia e della Soprintendenza ai beni architettonici per il paesaggio, riduce lestensione della pialassa, interrandone, con lapporto di un milione di metri cubi degli inquinatissimi fanghi di dragaggio del porto-canale, circa un terzo, pari ad oltre 60 ettari di specchio dacqua, allo scopo di realizzarvi un piazzale di movimentazione delle merci - dice Ancisi -. Oltre a creare sulla pialassa questa enorme cassa di colmata, si riproduce lo schema del progetto originario presentato dieci anni fa, rivolto a separare con un argine artificiale, corredato da paratoie e porte vinciane, la zona portuale dalla zona valliva, impedendo un efficiente ricircolo dellacqua e condannando la pialassa allasfissia. Precludendo il passaggio della fauna ittica e delle imbarcazioni, viene anche leso luso civico della pesca. La distruzione di un isolotto di gr ande interesse naturalistico e sede di nidificazione dellavifauna contrasta essa stessa con la tutela imposta dal regime dei SIC". "Lista per Ravenna - conclude il capogruppo - far la sua parte in sintonia col Comitato di difesa della pialassa Piomboni, non rinunciando a sostenere ipotesi progettuali alternative, che consentano lo sviluppo del porto e della sua economia, senza sacrificare ed anzi rivitalizzando la pialassa stessa. Il sito localizzato immediatamente a Sud del porto-canale di Ravenna, il Candiano, in area litoranea e sublitoranea tra i lidi di Marina di Ravenna e Punta Marina, e comprende tre tipologie: la zona umida Pialassa dei Piomboni, la Pineta litoranea posta tra la Pialassa ed il mare, il tratto di litorale con lembi relitti di dune attive, la spiaggia ed il mare antistante per un tratto di circa 250 metri. Chiuso tra larea portuale con insediamento industriali e le due stazioni balneari citate, il sito interessato da fortissime pressioni antropiche che causano alterazioni significative, nonostante ricada in parte entro la stazione Pineta di S. Vitale e Pialasse di Ravenna del Parco Regionale Delta del Po (zona C: 110 ha, preparco: 13 ha), in parte sia sottoposto a vincolo idrogeologico (197 ha), in parte sia Riserva Naturale dello Stato (48 ha). Delle tre tipologie ambientali prevalenti, la laguna subcostiera (pialassa) costituisce l'ambito pi esteso, con sacche dR 17;acqua salata popolate da comunit algali degli Ulvetalia e relitti barenicoli con vegetazione succulenta alofila o giuncheti salsi; seguono la pineta costiera di Pinus pinaster con tratti di sottobosco arbustivo dei Prunetalia e la spiaggia sabbiosa con relitti di dune vive, rilevate, a vegetazione annuale di Silene colorata e Vulpia membranacea e ammofileti. Cinque habitat di interesse comunitario, dei quali due prioritari, coprono circa il 60% della superficie del sito. Altre specie di pregio naturalistico risultano dai rilievi floristici di Pietro Zangheri (effettuati tra il 1926 e il 1959), che necessitano di aggiornamenti e conferme: potrebbero essere ancora presenti Helianthemum jonium e, probabilmente, alcune orchidee. E importante lavifauna, che annovera la presenza di undici specie, cinque delle quali nidificanti in modo pi o meno regolare (Avocetta, Cavaliere d'Italia, Fraticello, Sterna comune, Averla piccola). I migratori abituali comprendono 46 specie: tra questi sono rappresentati tutti i gruppi di specie acquatiche (Svassi, Fenicottero, Ardeidi, Anatidi, Gabbiani e Sterne, limicoli) presenti con nuclei anche numerosi durante i periodi di migrazione e svernamento. Sono presenti anche le specie tipiche degli ambienti di bosco e di ecotono con spazi aperti, siepi e coltivi (Passeriformi, Tortora, Picidi). Per quanto riguarda i pesci, sono presenti tre specie tipiche di ambienti lagunari con acque salmastre: Aphanius fasciatus, Knipowitschia panizzae, Pomatoschistus canestrini. Lunico rettile di interesse segnalato il Saettone (Elaphe longissima). Tra gli invertebrati, segnalata la presenza di tre coleotteri, due legati agli ambienti di pineta (Scarabaeus semipunctatus, Polyphylla fullo), uno agli ambienti aridi delle dune sabbiose e degli incolti (Cicindela majalis). E' inserita nel perimetro del Parco del Delta del Po definito dalla L.R. 27/1988. Il Piano Territoriale di Stazione adottato con del. C.C. 279/23841 del 14/05/1991 classifica il sito come Zona "Pre-Parco". La Pialassa Baiona inoltre Zona Ramsar istituita con DM 13/07/1981, permetro successivamente rettificato dal DM 29/11/1983, pubblicati sulla G.U. 73 del 14/03/1984. Tutta larea vincolata ai sensi della Legge 431 del 08/08/1985 e della L. 1497/1939 sottoposta quindi alle disposizioni di cui al D.L. 490/1999. La Pialassa Baiona inoltre ZPS (IT40700014) ai sensi della DIR 79/409 CEE e SIC (IT4070004) individuato ai sensi della DIR 92/43/CEE. Il Comitato Difesa Pialassa Piomboni, rigettava in un precedente comunicato a firma dellarch. Sergio Monducci, la suddetta proposta, che cittadini di tutte le estrazioni sociali ritengono dannosa nei confronti dellambiente della Pialassa dei Piomboni. Il piano di risanamento approvato dalla Amministrazione Comunale di Ravenna prevede: 1) Unico problema affrontato quello di come disperdere in mare gli inquinanti immessi nella Pialassa e non come evitare ed eliminare gli scarichi nella Pialassa. 2) La costruzione di un argine tra il porto canale e la Pialassa, giustificato come barriera di separazione delle acque, mentre nel progetto preliminare espressamente dichiarato che esso ha il solo scopo di costituire un deposito per il materiale di risulta dal dragaggio del porto canale per potenziare lingresso delle navi. Questo argine costituirebbe una ulteriore barriera al ricambio dellacqua che oggi avviene per buona parte attraverso il porto canale. 3) Allinterno della zona di tutela e vincolo prevista la realizzazione di un piazzale di 250.000 mq di superfice da destinarsi a deposito di container. Giustificata come cassa di colmata (deposito del materiale proveniente da scavi). Questa affermazione smentita dalla relazione descrittiva al progetto preliminare nella quale si precisa che il materiale dragato nella zona ambientale della Pialassa insufficiente alla realizzazione delle isole e dei dossi. Dovr quindi essere utilizzato anche materiale proveniente dallesterno della zona ambientale. 4) Trasformazione di una parte della Pialassa per una superficie di 100.000 mq a impianto di depurazione, chiamato fitodepurazione, anzich realizzare un vero impianto di depurazione fuori dalla zona di salvaguardia. Nella relazione descrittiva non viene mai precisata la natura degli inquinanti. 5) Realizzazione di bocche a battente (porte vinciane) per lentrata dellacqua in Pialassa, che ne ridurebbero enormemente la portata con aumento delleutrofizzazione ed inoltre, impedirebbero lentrata della fauna ittica che usa come luogo per la riproduzione la Pialassa del Piombone. 6) La costruzione di 4.600 m di piste ciclabili che costituirebbero un disturbo continuo allavifauna che attualmente staziona e nidifica in Pialassa. Sino ad ora aderiscono al movimento di opinione, oltre al Comitato per la Difesa della Pialassa del Piombone, Associazioni venatorie, la Coop. PRAIM di pescatori, pescatori autonomi, capannisti singoli ed associati (Associazione Capannisti dei Piomboni, il WWF, Italia Nostra (RA), il Comitato per la difesa della Fabbrica Vecchia e del Marchesato, la Pro Loco di Marina di Ravenna, Alvaro Ancisi Associazione Diritti Civili Lista Per Ravenna, Ordine Della Casa Matha, Lega Ambiente, e cittadini singoli. Il movimento dopinione, di cui fanno parte anche numerosi tecnici aderenti alle varie forze rappresentate, concorda sui seguenti punti: lirrinunciabile espansione del porto di Ravenna, non deve avvenire a spese della Pialassa del Piombone; il progetto dellAmministrazione non porter ad una riqualificazione, ma alla morte della Pialassa stessa per interramento; occorre un nuovo progetto che parta da pi sinceri obiettivi di recupero ambientale del SIC (Siti di Importanza Comunitaria) esistente, dragando in particolar modo i canali preesistenti che si sono interrati con landare del tempo occorre tutelare gli usi civici sullarea. Non riteniamo che le nostre siano solo chiacchiere da bar, ma un impegno concreto affinch, non venga spacciato per progetto di risanamento, un intervento che, ha come unico scopo quello di creare le premesse per linterramento completo della Pialassa del Piombone. Ricordiamo inoltre che nella riunione della Commissione Provinciale per le Bellezze Naturali del 13-06-1995, la zona della Pialassa Piombone era stata dichiarata zona da vincolare, poi misteriosamente, il Comune non ha mai pubblicato questo vincolo per questo fatto stato presentato un esposto alla Magistratura, che sta indagando. Il Comitato proseguir poi le propria attivit realizzando una mostra ed una proposta alternativa per il risanamento della Pialassa Piomboni e per lespansione del porto. Ravenna, ahim, non la prima volta che si macchia di danneggiamento del patrimonio naturale e paesaggistico, come loffesa perpetrata non molto tempo addietro ai danni del cosiddetto Bosco di S. Romualdo, lungo il fiume Lamone, uno dei punti di maggior pregio naturalistico e paesaggistico del percorso ciclabile recentemente istituito lungo largine del suddetto fiume tra Bagnacavallo e il mare. Larea, estesa per circa dieci ettari, conservava lultimo esempio per il ravennate di un tipico e importante bosco ripariale maturo di salici, pioppi, frassini e ontani, con un ricco sottobosco, ultimo rifugio di moltissime specie di avifauna. Ricade allinterno del Sito dImportanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS) Punte Alberete, Valle Mandriole, allinterno del Parco regionale del Delta del Po, e, pertanto, inserito dalla regione Emilia Romagna nei siti della Rete Natura 2000, dichiarato S ito di importanza Comunitaria ai sensi della direttiva 92/43/CEE. Purtroppo, dopo le opportune proteste da parte delle associazioni ambientaliste, da quelle pi note a quelle meno conosciute, tutto si insabbiato, e la stessa interrogazione alla Giunta, posta da una esponente ravennate dei Verdi e membro del Consiglio comunale, per sapere (dopo aver ricordato che lAutorit dei bacini regionali romagnoli, nei suoi studi per la redazione del Piano di bacino, non aveva evidenziato alcun tipo di rischio idraulico per il tratto del fiume Lamone interessato dai lavori) - se il progetto dellintervento fosse stato sottoposto preventivamente a valutazione di incidenza, e quali impatti sullintegrit ambientale del sito erano stati individuati, quali accorgimenti di mitigazione prescritte e quali eventuali misure compensative previste, giace nella melma di una dissacrante politica. Un atto inqualificabile di danneggiamento di un ecosistema, patrimonio della collettivit, tutelato dalle leggi dello Stato in considerazione dei valori ambientali e paesaggistici, come previsto anche dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (il codice Urbani, Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42).
Ercole Noto



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