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Chiesa monumentale del Ritiro di Mesoraca (KR): un grave pericolo
01-02-2008
Stefano Cropanese

Con la presente, desidero esporre la gravissima situazione in cui versa la Chiesa monumentale del Ritiro in Mesoraca (Kr), considerata la testimonianza più importante del Tardo Barocco in Calabria e tra le più interessanti del Mezzogiorno. Il complesso monumentale del Ritiro rappresenta un punto di riferimento importantissimo per il patrimonio culturale ma anche sociale: è stato, per oltre due secoli, un luogo di formazione per migliaia di giovani meridionali; venne elevato a Collegio Reale di Scuola Secondaria nell’anno 1815; in moltissime occasioni, specie durante i conflitti bellici del secolo scorso, venne utilizzato come luogo di asilo dallo Stato. Molte sono le testimonianze artistiche che conserva, beni che testimoniano la più raffinata maestranza meridionale del Settecento. Questo complesso monumentale è, senza ombra di dubbio, l’emblema del rinascimento culturale che la Calabria visse nel Settecento, durante il regno di Carlo III di Borbone delle Due Sicilie. Il problema è che il Ritiro versa in condizioni strutturali, artistiche ed architettoniche molto gravi: non sono io ad affermarlo ma i vari uffici delle Sovrintendenze calabresi, nei verbali redatti durante i sopralluoghi. Cito l’ultimo verbale redatto (settembre 2006): “Purtroppo, a seguito dei movimenti tellurici costanti nella regione, il monumento ha subito importanti dissesti perlopiù concentrati lungo gli assi principali del transetto e dell’abside, in quanto qui si conforma la parte più vulnerabile della struttura costituita da quattro possenti archi a tutto sesto, sorreggenti una grande cupola ottagonale. Gli interni sono decorati con fastosi ornamenti a stucchi, altari marmorei pregevoli, medaglioni e cupola affrescata. La chiesa, oltre a queste ricchezze, rappresenta la casa madre della Congregazione dei “Sacerdoti Missionari figli di Maria Santissima”, fondata nel 1748 da Don Matteo Lamanna. Le gravi fessurazioni scaturite da problemi endogeni ed esogeni impongono un pronto e decisivo intervento di consolidamento statico delle strutture essenziali e il restauro delle opere di finitura, per scongiurare la perdita del bene o di parte di esso”. Mi sono rivolto a vari esponenti politici ma, a quanto sembra, l’interesse verso questo vero gioiello d’arte è assai poco! Nel mese di settembre 2007, dopo tanta insistenza, è stata convocata una seduta pubblica dell’Assemblea Municipale, nella stessa Chiesa, con un unico punto all’ordine del giorno: la Chiesa del Ritiro! A quel Consiglio Comunale, hanno partecipato vari rappresentanti politici ed ecclesiastici i quali hanno promesso di impegnarsi per la salvezza del monumento. Purtroppo, però, non si vede nulla, non si muove niente! Sarebbe una grave perdita per il patrimonio culturale se questo monumento, a causa del disinteresse da parte degli enti preposti, volgesse verso un declino irrimediabile. Onde evitare che ciò accada, chiedo alla redazione di PATRIMONIOSOS di voler prendere a cuore questo problema culturale assai serio che riguarda non solo la Calabria ma l’Italia intera, essendo il Ritiro un monumento di interesse nazionale.
Stefano Cropanese



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