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Commento alla sentenza del T.A.R. Sardegna in relazione alla Dichiarazione di notevole interesse pubblico del contesto Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis
22-02-2008
Roberto Coroneo

In riferimento alla città di Cagliari, al contesto Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis, alla proposta avanzata il 21.2.2007 dalla Commissione Regionale per il Paesaggio, inerente la Dichiarazione di notevole interesse pubblico dello stesso contesto, e alla sentenza del T.A.R. Sardegna dell’8.2.2008, con la quale fra l’altro si annulla la delibera della Giunta Regionale del 22.8.2007 di approvazione della stessa proposta, i sottoscritti docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Cagliari intendono portare all’attenzione generale alcune riflessioni che non comportano un giudizio tecnico sull’operato del T.A.R. piuttosto alcune valutazioni sul concetto stesso di bene ambientale e culturale, come emerge da quella specifica sentenza. Riconosciamo infatti al T.A.R. quella competenza in materia di verifica della correttezza procedurale, che viceversa noi non possediamo. Per la nostra formazione e per le nostre specifiche competenze in materia di beni ambientali e culturali ci sentiamo però autorizzati a ritenere che il T.A.R. Sardegna, in base a quanto emerge dalla sentenza in oggetto, mostri di non aver tenuto nel dovuto conto non tanto la lettera, quanto lo spirito che ha diretto la formulazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D. Lgs. 42/2004). Nel sostenere che l’estensione del vincolo all’area del contesto Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis finora non soggetta a vincolo archeologico, e nella quale insistono progetti e investimenti finalizzati anche all’edilizia civile, non è giustificata da nuovi ritrovamenti di natura archeologica, che avrebbero richiesto l’allargamento del vincolo, la valutazione del T.A.R. entra in palese contraddizione con quanto invece affermato nella proposta di Dichiarazione di interesse pubblico avanzata dalla Commissione per l’intero contesto, compresa l’area finora non soggetta a vincolo archeologico, secondo la quale sarebbero invece intervenuti fatti nuovi, suscettibili di rendere quanto mai necessaria tale estensione. Concordiamo su quanto la Commissione Regionale del Paesaggio ha specificato nella lunga e articolata premessa alla sua proposta, che cioè il fatto realmente nuovo, che imponeva e di fatto impone una revisione della situazione precedente, è rappresentato dallo stesso Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che introduce il concetto, radicalmente innovativo, del bene paesaggistico come unità ambientale nella quale insistono le varie categorie di beni culturali (naturalistici, storici, archeologici, artistici, demoetnoantropologici). In questa chiave assume ben poca rilevanza l’affermazione del T.A.R., che nell’area non sottoposta a vincolo non siano intervenuti nuovi ritrovamenti archeologici, perché privilegia la vecchia, precedente accezione del bene culturale e non tiene conto del fatto che, per le sue caratteristiche geomorfologiche, pedologiche, floristiche, storico-archeologiche, antropologiche, anche quell’area risulta inscindibile dall’unità ambientale rappresentata dal contesto Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis. Da questa nuova percezione, introdotta dal Codice, deriva la possibilità di restaurare il paesaggio, con il ripristino della sua unità ambientale non tanto originaria (giacché un ritorno alle origini è operazione impossibile) quanto anteriore a una serie di interventi più o meno recenti, che l’hanno compromessa quando non obliterata, pur non cancellandone del tutto la memoria, che va quindi anch’essa salvaguardata. Appare evidente, in questa nuova percezione del paesaggio, l’importanza del processo di ricostruzione della fisionomia storica del contesto. Appare dunque pienamente legittimo l’operato della Commissione, che si è basata sull’intera documentazione d’archivio (non soltanto sulla cartografia storica) e materiale per ricostruire la fisionomia storica del contesto Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis. Quanto all’obiezione che il T.A.R. fa propria nel contestare alla Commissione di non aver considerato le trasformazioni cui è andata incontro una parte dell’area, nello specifico quella non soggetta a vincolo e interessata da investimenti privati, occorre sottolineare che dette trasformazioni datano soltanto a partire dal 1997. Sarebbe quantomeno illogico che proprio la più recente fase di vita di parte del contesto sia assunta come fatto dal quale non si debba e non si possa prescindere, anzi capace di inibire qualunque proposta di ripristino dell’unità ambientale rappresentata dall’intero contesto. Se giudicate lesive dell’unità ambientale, dette trasformazioni non devono essere considerate irreversibili, soprattutto se la destinazione ultima del bene al quale si sono applicate lo sottrae alla fruizione pubblica, per consegnarlo ad una totalmente privata, lesiva dell’obiettivo fondamentale: che cioè l’intera unità ambientale Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis rimanga o ritorn i a essere patrimonio della collettività. Se il processo di ripristino dovesse avere dei costi, e se questi dovessero comportare il giusto risarcimento all’imprenditore privato che abbia legittimamente investito nell’area, riteniamo che ogni unità ambientale riconosciuta di notevole interesse pubblico possa comprendere e debba considerare l’eventualità di simili risarcimenti, da parte dell’Ente pubblico, a tutela tanto del privato quanto del bene collettivo. A nostro avviso la sentenza del T.A.R. difetta dunque di lungimiranza, perché anziché informarsi alla nuova percezione del paesaggio, introdotta dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, si limita a ribadire la legittimità di quanto programmato e intrapreso prima dell’entrata in vigore di detto Codice, senza riconoscere il giusto peso alla mutata sensibilità nei confronti dell’ambiente, viceversa recepita e fatta propria dalla Commissione. Da organi dello Stato di così ampie competenze in materia giuridica ci saremmo aspettati non solo censure di natura procedurale ma almeno un invito a prender coscienza di questa innovativa visione del paesaggio, almeno un auspicio del recupero dell’unità ambientale del contesto, che riportasse in primo piano ciò che in sede pubblica l’intera vicenda, nella sua improduttiva politicizzazione, nei comportamenti eccessivi da una parte e dall’altra, nell’uso strumentale delle affermazioni, ha evidenziato e ancora oggi evidenzia: l’assenza d i una reale volontà di recuperare il contesto di Tuvixeddu-Tuvumannu-Is Mirrionis come valore ambientale in sé, a prescindere dalla sua produttività in termini economici. Riteniamo che una società che voglia definirsi autenticamente civile non possa esimersi dal riconoscere un tributo, di qualunque natura esso debba essere, alla cultura, e che proprio la consapevolezza del valore di questo tributo rappresenti il più alto segno di civiltà. Cagliari, 18.02.2008 Simonetta Angiolillo, Professore ordinario di Archeologia classica Roberto Coroneo, Professore straordinario di Storia dell’arte medievale e Direttore del Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storico-artistiche Bruno Anatra, Professore ordinario di Storia moderna

Per l’eventuale sottoscrizione del commento si prega di inviare un messaggio al seguente indirizzo: rcoroneo@libero.it


Hanno sottoscritto (al 21-2-2008):


Giuseppe Arca, professore associato di Geometria, Università di Cagliari
Enrico Atzeni, professore ordinario di Preistoria e protostoria, Università di Cagliari
David Bruni, ricercatore di Storia del cinema, della fotografia e della televisione,
Università di Cagliari
Paolo Bullitta
Giovanna Caltagirone, professore associato di Letteratura italiana contemporanea,
Università di Cagliari
Pier Maurizio Castelli, presidente della sezione di Cagliari dell’associazione
Italia Nostra
Roberta Costa, ricercatore di Storia della musica, Università di Cagliari
Natalia Cusinu, storico dell’arte
Valeria Di Chiara, docente di discipline giuridiche ed economiche nella scuola
superiore
Maria Concetta Dentoni, ricercatore di Storia contemporanea, Università di Cagliari
Antonietta Dettori, professore ordinario di Glottologia e Linguistica, Università di
Cagliari
Marco Giuman, ricercatore di Archeologia classica, Università di Cagliari
Maria Adele Ibba, tecnico del Laboratorio di Archeologia classica, Università di
Cagliari
Italia Nostra Cagliari
Italia Nostra Sardegna
Cristina Lavinio, professore ordinario di Didattica delle lingue moderne, Università
di Cagliari
Luigi Leurini, professore straordinario di Lingua e letteratura greca, Università di
Cagliari
Annamaria Loche, professore ordinario di Filosofia politica, Università di Cagliari
Marinella Lorinczi, professore di Lingua e letteratura romena, Università di Cagliari
Lussu Lilli, professore associato di Storia della filosofia, Università di Cagliari
Stefano Manfredda, responsabile settore reti, Università di Cagliari
Annalisa Marchi, professore associato di Genetica, Università di Cagliari
Rossana Martorelli, professore associato di Archeologia cristiana e medievale,
Università di Cagliari
Sandro Maxia, professore ordinario di Letteratura italiana contemporanea, Università
di Cagliari
Emanuele Melis
Nicola Melis, ricercatore di Storia e istituzioni dell’Africa, Università di Cagliari
Alessandro Mongili, ricercatore di Sociologia, Università di Cagliari
Luisa Mulas, professore ordinario di Letteratura italiana, Università di Cagliari
Marina Mura, ricercatore di Psicologia sociale dell’ambiente, Università di Cagliari
Patrizia Mureddu, professore ordinario di Lingua e letteratura greca, Università di
Cagliari
Gianni Murgia, professore associato di Storia moderna, Università di Cagliari
Claudio Natoli, professore ordinario di Storia contemporanea, Università di Cagliari
Gian Franco Nieddu, professore straordinario di Lingua e letteratura greca,
Università di Cagliari
Claudio Nonne, storico dell’arte
Andrea Pala, dottorando di ricerca, Università di Cagliari
Leonida Pandimiglio, professore ordinario di Storia medievale, Università di Cagliari
Marinella Parisi, professore ordinario di Psicologia dello sviluppo e psicologia,
Università di Cagliari
Bruno Picasso, professore ordinario di Meccanica applicata alle macchine, Università
di Cagliari
Arnaldo Pontis
Antonello Sanna, professore ordinario di Architettura tecnica, Università di Cagliari
Maria Grazia Scano Naitza, professore ordinario di Storia dell’arte moderna,
Università di Cagliari
Giovanni Sistu, professore associato di Geografia economico-politica, Università di
Cagliari
Giorgio Todde
Gianfranco Tore, professore associato di Storia moderna, Università di Cagliari
Nicoletta Usai, dottore di ricerca, Università di Sassari
Roberto G. Valera, professore ordinario di Giacimenti minerari, Università di Cagliari
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