LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Il gioco del paesaggio
04-03-2008
Lorenzo Spallino

Convegno: Costruire il lago? Quale futuro per il paesaggio del Lario [Como, 16.2.2008, Amministrazione provinciale di Como]

Abstract
Il paesaggio un gioco al cui tavolo sono presenti diversi giocatori: qualcuno aggressivo, qualcuno distratto, qualcuno ha pi carte degli altri, qualcuno protesta invocando il regolamento. un gioco complesso che negli ultimi tempi vede assenti le pubbliche amministrazioni, nonostante la loro ragion dessere sia proprio nella regolazione di questa complessit nel (superiore) interesse di tutti. Lo spettacolo che il tavolo ci offre sfuocato, privo di prospettiva. La nostra attenzione attratta dall'evento, dall'emergenza. Attratti dal cosa, tralasciamo il perch, ignorando che il mistero della vita sta nel continuo accadere degli eventi, non negli eventi in s. Leggere le problematiche del paesaggio come un gioco pu essere utile per comprenderne gli approcci corretti. Che non si rivelano quelli strategici ma quelli cooperativi, in cui i giocatori realizzano che ci che meglio per l'individuo non necessariamente meglio per il gruppo.

Il gioco del paesaggio

La vita un gioco la cui prima regola : non un gioco. Il padre dell'aforisma, Alan Watts, non voleva dire che la vita non una cosa seria, ma che il gioco una cosa molto seria. Parafrasando Watts, possiamo dire che anche il paesaggio un gioco. Nella lingua italiana l'espressione gioco possiede due accezioni, assai diverse. Da un lato la dimensione ricreativa o edonistica, dall'altra quella agonistica, conflittuale. A loro volta gli inglesi distinguono tra play e game, dove play traduce la nozione di gioco-funzione e game quella di gioco-problema. In quest'ultima categoria si pone il gioco del paesaggio che possiamo definire come l'insieme delle interazioni tra pi soggetti nella gestione, la valorizzazione e la difesa di quelle porzioni di territorio ritenute meritevoli di tutela. Paesaggio e territorio sono ovviamente cose diverse. Il primo attiene alla sfera emozionale, il secondo a quella spaziale, fisica. di Paul Guichonnet, che alla sociologia della montagna ha dedicato una vita, la bella definizione di paesaggio come qualche cosa la cui funzione di costituire una dimensione intermedia tra il mondo naturale e lo spazio personale dei sogni e dei bisogni.

Il tavolo da gioco
Il gioco del paesaggio presenta, come tutti i giochi, un tavolo, dei giocatori e delle regole. Il primo caratterizzato da una molteplicit di eventi e di attori: tutti insieme offrono un quadro la cui complessit supera la nostra capacit di calcolo. Regolare questa complessit nel superiore interesse di tutti compito delle istituzioni. la ragione per cui esistono. Ecco perch le istituzioni che rinunciano a tracciare regole e priorit tradiscono alla radice il loro compito e la loro stessa ragion dessere. Buone regole non significa, infatti, assenza di regole. Lo spettacolo che il tavolo da gioco ci offre oggi sfuocato, privo di prospettiva. La nostra attenzione attratta dall'evento, dall'emergenza. Non abbiamo dimestichezza, e forse non ne vogliamo neppure avere, con tutto ci che richiede non solo passione ma anche sacrificio, applicazione. Attratti dal cosa, tralasciamo il perch, ignorando il fatto che il mistero della vita sta nel continuo accadere degli eventi, non negli eventi in s. Media e istituzioni hanno la loro parte di colpa in questo.

I giocatori
Con le limitazioni di ogni esemplificazione, possiamo identificare sette figure principali di giocatori:

l'imprenditore;
il libero professionista;
il tecnico comunale;
il Sindaco;
il politico;
l'ambientalista;
il Soprintendente.
Limprenditore: sul territorio ci lavora. Come ama dire, ^ci campa^. Gli interessa capire se un intervento fattibile o meno e, se s, con quali costi e tempi. Nella gran parte dei casi non interessato alle regole, delegando ad altri l'approfondimento. Quando ne contrario, ostenta indifferenza. In realt un giocatore attentissimo, non urla, non inveisce, tiene buoni rapporti con tutti, senza mai scoprire le sue carte. Soprattutto nei momenti di crisi economica, forse il giocatore con pi possibilit, quasi che il territorio sia una sorta di riserva inesauribile. Pensate a quando l'Unione Commercianti propose, nei primi anni '60, di interrare il primo bacino da Villa Olmo a Villa Geno per realizzare un enorme parcheggio che facesse da volano per le imprese edili allora in crisi. Oggi vengono i brividi solo a pensarci, ma nell'ottica ^prima mangiare, poi filosofare^ cos.

Il professionista: anche lui con il territorio ci lavora. Ma sempre per conto di altri; geometra, architetto, avvocato, ingegnere. Pronto a difendere a spada tratta gli interessi del suo cliente, tiene per a conservare nel rapporto con le amministrazioni un certo distacco professionale, ben sapendo che le amministrazioni da un lato possono a loro volta essere clienti esse stesse e che, d'altro canto, il cliente non capirebbe lostilit degli uffici motivata da incomprensioni personali. giocatore attento quando deve esserlo.

Il tecnico comunale: in Sindaci e miti Luciano Vandelli ha paragonato i tecnici locali al tenente Drogo del Deserto dei Tartari, che dall'alto dei loro camminamenti temono l'arrivo dei liberi professionisti. Vari e mutevoli, asserragliati in uffici che faticano a contenerli, ignorati quando non osteggiati dagli amministratori, montano una guardia impossibile a un territorio che non il loro, con turni devastanti, responsabilit pesantissime e mezzi scarsi. A volte alteri, altre accondiscendenti, nella maggioranza dei casi rassegnati ad un ruolo privo di ogni prestigio sociale. Sono giocatori in via di mutazione, non di estinzione: la seconda repubblica ha assegnato loro compiti e responsabilit per i quali non erano preparati n lo sono stati. Rinchiusi nei loro uffici, due cose hanno imparato in questi anni: a difendersi dai politici e a leggere nelle norme i limiti delle loro attribuzioni. Ma quanta strada possibile fare nella tutela del territorio in questo modo?

Il sindaco: giocatore di umore mutevole, ha a disposizione carte pesanti e per questa ragione spesso infastidito dalle polemiche sulluso del territorio. E, dal suo punto di vista, con ragione. L'elezione diretta, che pur ha rappresentato unottima riforma amministrativa, lo ha posto come punto di riferimento nel governo delle citt, divenendo il simbolo - e il mito - di un'Italia che voleva cambiare (Vandelli, 1997). Eppure la rivoluzione si trovata stretta fra tensioni, difficolt, contrapposizioni, in un contesto che rimaneva largamente immutato. In questo scenario, cui tutto sommato si adattato rifugiandosi nell'inerzia tipica di chi si erge a figura sopra le parti, il primo cittadino si trovato in qualche modo spiazzato dallo sconvolgimento che ha interessato l'azione amministrativa nell'ultimo decennio: azioni di responsabilit personali verso gli amministratori, Procure spesso aggressive, maggiori diritti per i cittadini, forme di partecipazione pubblica sempre pi complesse, risorse centrali sempre pi limitate, ma soprattutto la necessit di recuperare queste risorse direttamente sul territorio. E quindi dai suoi elettori. Se - come evidente - l'ottica ordinaria del recupero delle risorse quella straordinaria e questa si attua attraverso la valorizzazione della rendita fondiaria, come possibile contestare i sindaci? Chi protesta, dicono, vada a Roma a chiedere maggiori risorse per i Comuni, invece di accanirsi con chi lavora sul territorio. E poi, via, come ha recentemente dichiarato un primo cittadino, cosa volete che siano quattro gru in pi di fronte alla possibilit di maggiori insediamenti?

Il politico: giocatore consumato, in grado di sposare ora l'una come l'altra delle proteste, si presta volentieri a far da paciere tra i giocatori, salvo affermare senza la minima indecisione la propria volont al momento opportuno. Dovrebbe far da tramite tra il territorio e il governo, ma nella realt l'unico che - con le dovute eccezioni - persegue un suo obiettivo non contingente: che quello di farsi rieleggere o di far vincere la sua coalizione. Non ha, o non dovrebbe avere, carte particolari: in realt i suoi poteri sono decisamente estesi, essendo in grado di dirottare sul territorio risorse non indifferenti. Soffre, come ovvio, della possibilit che il governo centrale non appartenga al suo schieramento: ma l'esperienza insegna che anni di identit dei diversi livelli di governo (comune, provincia, regione e lo stesso governo centrale) non necessariamente significano una buona gestione del territorio.

L'ambientalista: giocatore tra i giocatori, c' e non c', protesta o tace, come se fosse afflitto ora da letargia ora da iperattivismo. Suscettibile, ansioso ed ansiogeno, il giocatore che nessuno vorrebbe al tavolo ma che il regolamento contempla come l'unico che non pu mancare. Perch ambientalisti siamo, o dovremmo esserlo, tutti noi se con ambientalismo si intende lo sviluppo della coscienza sociale per la difesa delle risorse naturali, piuttosto che l'insieme dei movimenti e delle organizzazioni ad esso ispirati. Quando emerge dalla fase REM, svolge un'attivit compulsiva volendo improvvisamente essere aggiornato sullo stato del gioco. Ovviamente gli altri giocatori, che pure non hanno condotto le loro operazioni nella cucina del padrone di casa, ne sono infastiditi. Tutto il gioco ne risente: la tensione sale, scoppiano liti, si invoca il regolamento, qualcuno abbandona mai definitivamente - il tavolo da gioco. Tutto questo pu essere letto in vari modi: incapacit di relazionarsi in modo stabile con gli attori istituzionali, estemporaneit degli interventi, incapacit di comprendere i meccanismi e i tempi dell'azione amministrativa, linguaggi autoreferenziali. Rilievi tutti giusti e certamente puntuali, che ignorano per il ruolo positivo che pu avere il rimettere in discussione scelte date per certe. Il che non significa necessariamente negarle, ma pi spesso correttamente calibrarle o farne esperienza per il futuro, fermo restando il valore catartico di una bella discussione in famiglia.

Il soprintendente: giocatore elegante, sopra le parti, mai in polemica aperta. Le modifiche al regolamento lo hanno via via privato di molte funzioni. Gli residua la possibilit di paralizzare le mosse altrui. Scelta peraltro pericolosa perch pu innescare conflitti complessi, dove - se soccombente - viene chiamato a render conto come fosse l'ultimo arrivato. Sufficientemente distante dalle tensioni locali, ha conservato - forse anche per questa ragione - un certo prestigio. La drammatica carenza di risorse lo mette in difficolt quando il legislatore o i giudici amministrativi gli attribuiscono nuovi poteri o ne riesumano di desueti, mentre la continua sottrazione di risorse, umane prima che economiche, stride con l'appartenenza a uno dei corpi pi nobili dello Stato.

Le regole
Verrebbe naturale, nel parlare di paesaggio, identificare le regole del gioco con l'insieme delle norme preposte alla tutela del territorio, sia sotto il profilo ambientale che quello urbanistico. Da un altro punto di vista, qualcuno potrebbe altres sostenere che il corpo normativo non altro che espressione di pregresse codificazioni culturali. Qui non interessano n le une n le altre. Siamo invece interessati ai meccanismi attraverso i quali il gioco si svolge nel modo migliore. In questottica la teoria dei giochi ci dice che il comportamento ottimale nei giochi con pi giocatori, come il gioco del paesaggio, non quello strategico - dove la vittoria di un giocatore corrisponde alla sconfitta dell'altro - ma quello cooperativo, in cui i giocatori realizzano che ci che meglio per l'individuo non necessariamente meglio per il gruppo. O, se si vuole, che talvolta il perseguimento del vantaggio individuale conduce a un risultato meno favorevole sul piano collettivo (Schianchi, 1997). Il quadro che le inchieste giornalistiche ci descrivono invece dominato da giocatori che utilizzano un approccio strategico, tipico dei giochi a somma zero. In quest'ottica ogni decisione, anche la pi piccola, viene presa allo scopo di sconfiggere l'avversario o comunque di indebolirlo. Ma il gioco del territorio non solo non a due giocatori, ma neppure un gioco a somma zero. invece un gioco a somma diversa da zero, che come tale contempla la possibilit che la torta da suddividere possa essere differente a seconda delle scelte degli attori. Come in tutti i giochi della vita, dove ogni soluzione apre nuovi scenari, utilizzare un approccio esclusivo e non inclusivo significa condurre il gioco alla paralisi e, nel nostro caso, depredare il territorio fino a privarlo delle sue attrattive.

I valori
Questo , a detta di molti, lo stato delle cose. Scenario dove le voci che invocano un approccio cooperativo attraverso, prima, la definizione di scenari e obiettivi e, soltanto poi, la scrittura di regole condivise, restano vox clamantis in deserto. Perch in questa ridda di voci asincrone forte il sospetto che lurgenza piaccia. Che cio piaccia proprio l'assenza di regole, la situazione di stabile emergenza. Agli imprenditori quando agitano lo spettro della crisi economica, ai giornalisti quando titolano "basta con le pastoie burocratiche!", al legislatore per motivare il ricorso alla normativa eccezionale, agli ambientalisti stessi, che proprio in una situazione di continua emergenza trovano la loro pi forte ragion dessere. Di pi. Negli ultimi tempi alcuni giocatori, che pure sono parte del sistema, si comportano come se non lo fossero. In questo caso, essi utilizzano un approccio tipico degli odiati a parole - Comitati del NO, aggregazioni di cittadini nate in funzione di un solo problema, prive di una reale condivisione di obiettivi, la cui forza appunto nel rappresentare solo interessi molto specifici sui quali c forte convergenza. Per raggiungere i loro obiettivi imprenditori, autotrasportatori, agricoltori, sindaci e pescatori di alborelle, si riuniscono in aggregazioni che si autodefiniscono spontanee quando non apolitiche, mettendo in campo quella che definita come la retorica della spontaneit (Buso in Bobbio, 1999). Nonostante il sorgere dei comitati sia spesso conseguenza di un approccio comunicativo erroneo da parte delle pubbliche amministrazioni, questa situazione da giurassico dei rapporti tra le forze sociali non pu pi essere tollerata. Per l'ennesima volta si impone la questione irrisolta dei valori e del loro approccio. C' una differenza abissale - diceva Willard Quine, filosofo e logico statunitense - tra quelli che tengono principalmente a chi d loro ragione e quelli che si sforzano di essere nel giusto, mettendosi quotidianamente in gioco. Nonostante al tavolo di gioco veda molti dei primi e pochi dei secondi, voglio e debbo sperare, come Quine, che il mondo vada in eredit a questi ultimi.

Bibliografia suggerita:

AA.VV., Il paesaggio lombardo, Cooperativa Regionale Quaderni Valtellinesi, Sondrio, 1998;
AA.VV., La politica nelle autonomie locali, Edizioni Cinque Lune, Roma, 1982;
AA.VV., Arte, beni, istituzioni, in Sulla citt, oggi, vol. V, a cura di Giancarlo Mazzocchi e Andrea Villani, Franco Angeli, Milano, 2004, ISBN 88-464-5540-1;
Comune di Roma, Ufficio Speciale per la Partecipazione dei cittadini e dei Laboratori di Quartiere (USPEL), Le ragioni della partecipazione nei processi di trasformazione urbana. I costi dell'esclusione di alcuni attori locali;
Bobbio Luigi, Perch proprio qui? grandi opere e opposizioni locali a cura di Luigi Bobbio e Alberico Zeppetella, Franco Angeli, Milano, 1999, ISBN 8846413105;
Friedmann John, Pianificazione e dominio pubblico, Dedalo Edizioni, Bari, 1993, ISBN 88-220-6145-4;
Schianchi Augusto, Le strategie della razionalit, La Nuova Italia Scientifica, Roma, 1997, ISBN 88-430-0497-2;
Vandelli Luciano, Sindaci e miti, Il Mulino, Bologna, 1997, ISBN 88-15-06040-5.

http://www.studiospallino.it/interventi/paesaggio.htm.


news

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

20-10-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 20 OTTOBRE 2017

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

26-07-2017
Franceschini in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini domani in audizione alla Commissione Cultura del Senato

25-07-2017
Franceschini: Musei italiani verso il record di 50 milioni di ingressi

25-07-2017
COLOSSEO, oggi conferenza stampa di Franceschini

20-07-2017
Questa legge contro i parchi e le aree protette, fermatela: appello di Italia Nostra alla Commissione Ambiente del Senato

18-07-2017
CAMERA DEI DEPUTATI - COMMISSIONE PERIFERIE - Audizione esperti (Bovini e Settis)

15-07-2017
Ricordo di Giovanni Pieraccini, di Vittorio Emiliani

12-07-2017
Comunicato di API-MIBACT sui Responsbili d'Area nelle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti, Paesaggio

11-07-2017
Rassegna Stampa di TERRITORIALMENTE sul patrimonio territoriale della Toscana

10-07-2017
Il tradimento della Regione Toscana nella politica sui fiumi

06-07-2017
Per aderire all'appello sul Parco delle Alpi Apuane

Archivio news