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Inviolatella Borghese: che fare? A rischio diversi ettari di verde tra Cassia e Flaminia
07-04-2008
Fabrizio Vistoli

Luned 18 febbraio 2008 si tenuto presso la sala riunioni della Parrocchia di San Gaetano, in via Poggio Martino 1 a Roma (zona Corso Francia-Vigna Clara), un breve ma interessante incontro-dibattito dal titolo Inviolatella Borghese: assalto al parco pubblico.
Organizzata dal Comitato Cittadino per il XX Municipio, dal Comitato Promotore del Parco di Veio e dalla Sezione romana dellAssociazione Nazionale per la tutela del Patrimonio storico, artistico e naturale Italia Nostra Onlus, la manifestazione, seguita da un uditorio folto e attentissimo, ha inteso richiamare lattenzione di cittadini e istituzioni centrali e periferiche sulla sorte e sulla futura destinazione duso di un esteso lembo di territorio del XX Municipio tra Cassia e Flaminia, minacciato da rilevanti fenomeni di abusivismo edilizio e pubblicitario, nonch pesantemente svilito nelle sue enormi potenzialit di verde pubblico.
Lex tenuta dellInviolatella Borghese, compresa nel territorio del Comune di Roma e dal 1995 inclusa nel perimetro del Parco di Veio, un esteso brano di campagna adiacente al cosiddetto centro storico dellUrbe, fortunosamente scampato alledificazione selvaggia che ha interessato le zone limitrofe negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso grazie allazione pluridecennale di volenterosi cittadini, illustri urbanisti (i cui nomi corrispondono a quelli di Leonardo Benevolo, Antonio Cederna, Bernardo Rossi-Doria e Vittoria Calzolari) e provvidi amministratori.
La propriet fondiaria, definita da Giuseppe Tomassetti uno dei luoghi pi pittoreschi della Campagna romana, prende questa denominazione dalla Chiesa urbana di S. Maria in Via Lata, lantica via Flaminia, che la possedeva gi dalla met del Trecento, prima che passasse nel Settecento ai Borghese, da cui il complemento con cui al presente maggiormente conosciuta. Situata a nord della Capitale, circa cinque miglia fuori Porta del Popolo, si estendeva nel Seicento per circa 200 rubbie (vale a dire 360 ettari), confinando con i fondi in dotazione di altre nobili famiglie (come i Nucci, i Savelli, i Villini, i Mutini, i Planca-Incoronati, i Massimi, gli Angeletti, etc.) i cui nomi corrispondono a quelli di Ospedaletto, Valchetta, Crescenza, Muratella, Tomba di Nerone e Acquatraversa; tutti possedimenti agricoli compresa lInviolatella che si qualificano, senza eccezione alcuna, oltre che per gli spiccati valori ecologici e naturalistici di cui sono ancora oggi depositari, ma anche per i rilevantissimi ritrovamenti archeologici effettuati al loro interno nel corso della seconda met dellOttocento e nei primissimi anni del Novecento.
Larea risulta ad oggi divisa tra varie propriet, per la maggior parte pubbliche: circa 40 ettari sono stati incamerati, a titolo gratuito, dal Comune di Roma che li ha rilevati nel 1999 dalla Societ Acqua Marcia; altri 13 ettari confinanti, confiscati a societ collegate con la Banda della Magliana (che vi aveva investito parte degli illeciti proventi della sua losca attivit), sono stati a loro volta assegnati nel 2003 al Comune di Roma; altri 70 e pi ettari, infine, sono di propriet del Demanio che li gestisce attraverso il CRA-Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura, Ente nazionale con personalit giuridica di diritto pubblico posto sotto la diretta vigilanza del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali.
Sul territorio dellex Tenuta si sono susseguiti negli anni provvedimenti sempre vlti alla sua assoluta salvaguardia e mirati alla conservazione dei suoi caratteri geotopici originari, ovvero delle sue peculiarit geologico-naturali, ambientali e paesaggistiche.
La localit in oggetto, infatti, rientra per intero tanto nella Zona A del Parco Regionale di Veio in cui vigono precise norme che vietano qualsiasi attivit edilizia e di trasformazione territoriale, almeno fino allapprovazione del Piano di assetto (finora mai varato), quanto nella Zona di Tutela Orientata e Paesaggistica del Piano Territoriale Paesistico 15/A Veio-Cesano, in cui interdetto ogni intervento di urbanizzazione non correlato allutilizzazione agricola dei suoli.
Dunque tutte le carte sembrano in regola per perseguire come da pi parti auspicato la ricomposizione in unit della tenuta agricola (eliminando le cosiddette scuciture, ovvero il distaccamento di zone pi o meno vaste per destinarle alla costruzione), per incoraggiare la ripresa delle attivit agropastorali al suo interno (al momento quasi del tutto cessate) e per assecondare la sua fruizione pubblica secondo il modello del parco-campagna, gi peraltro sperimentato con successo allinterno del parco regionale dellAppia Antica con il piano di Utilizzazione della Valle della Caffarella.
Ci nonostante il Consiglio comunale di Roma, incurante degli obblighi giuridici sopra ricordati ed in assoluto spregio degli obblighi morali a questultimi connessi, ha dato recente mandato al proprio assessore allambiente di esaminare, con priorit assoluta, la richiesta di concessione presentata dallAssociazione cinofila Villa Bau Village che vorrebbe impegnati a suo favore, per scopi connessi con la sua attivit, 10 ettari dellInviolatella.
Con tale progetto proprio una quota di propriet comunale verrebbe urbanizzata per destinazioni privatistiche, a danno della unitariet del comprensorio e del progetto pubblico di parco-campagna, violando gravemente le citate norme vincolanti in materia di tutela paesaggistica e di salvaguardia del Parco di Veio.
Come se questo non bastasse, per ci che riguarda la parte di territorio confiscato alla Banda della Magliana stato presentato al Comune di Roma, da parte dellassociazione sportiva Essere Lazio Rugby, un ulteriore progetto avente finalit sociali (in quanto connesso con lintegrazione dei disabili), per la realizzazione di un centro sportivo, con ulteriore inammissibile e vietata urbanizzazione e snaturamento di aree agricole gi pubbliche.
Del resto gli episodi illustrati non sono che gli ultimi di una serie di tentativi di indebita appropriazione di suolo comunitario perpetrati ai danni del comprensorio territoriale compreso tra Piazza Giuochi Delfici e Acquatraversa. Tra gli interventi pi rilevanti a questo proposito, pu infatti citarsi quello messo in atto non molto tempo fa dalla Marymount International School, che sempre allinterno della parte gi pubblica dellex tenuta di Inviolatella Borghese ha fatto realizzare un parco attrezzato, dotato di un campo di calcio in materiale sintetico e di un anfiteatro, il tutto chiuso da una recinzione con fondamenta in cemento; infrastrutture per il compimento delle quali non certa la presenza del necessario nulla osta da parte dellEnte gestore Parco di Veio, realizzate dunque in violazione delle ricordate misure restrittive.
Negli anni precedenti a tale intervento, lIstituto scolastico aveva altres gi chiuso al transito, anche pedonale impedendo di fatto la fruizione del parco la porzione pi lunga di via di Villa Lauchli (una traversa di via Cassia antica ubicata poco prima del Vivaio Sgaravatti venendo da Ponte Milvio), realizzando nei pressi anche un parcheggio per circa 100 posti auto in un area su cui sono presenti i vincoli gi indicati.
Vincoli non rispettati anche dalla Societ immobiliare Biroli, che ottenuti in affitto nel 2004 14 ettari di terreno agricolo sito in via dei Due Ponti di propriet dellIstituto Sperimentale di Cerealicoltura struttura dipendente dal CRA con sede in via Cassia 176 , ha avviato un anno dopo lavori di sbancamento e taglio di essenze arboree che hanno stravolto loriginario stato dei luoghi, in palese non ottemperanza dei vincoli che tutelano larea, inclusa nel perimetro del Parco di Veio, e dello stesso contratto di locazione, che oltre a prevedere il diritto di prelazione in caso di vendita, si impegna a non modificare lintima essenza del sito, ancora incontaminato.
Insomma, prendendo a prestito un adagio molto in voga di questi tempi, la situazione ad Inviolatella non affatto buona.
Nel timore che improprie, sciagurate, iniziative pubbliche e private possano compromettere irrimediabilmente la natura e la vocazione di questa storica porzione di territorio, impedendo che la zona Nord di Roma conservi questo prezioso polmone verde e conquisti il suo parco-campagna (come avvenuto con la Caffarella a Sud) si stanno mobilitando i Comitati e le Associazioni locali con interventi presso la Direzione del Parco di Veio, il Sindaco e lAssessore allambiente del Comune di Roma e con interrogazioni parlamentari ai Ministri dellambiente, delle Politiche agricole e dei Beni culturali.
Questo limpegno ribadito dai relatori dellincontro-dibattito da cui siamo partiti, che si spera possa essere accolto da quanti, avendo a cuore le sorti del nostro Bel Paese, intendano assecondare quella spinta incontenibile alla vita che secondo Antonio Cederna, celebre giornalista ed ambientalista scomparso nel 1996, ogni uomo curioso, colto o avventuroso, sente, visitando il territorio e le campagne pi belle e ricche di storia.



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