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Ancora eolico sulla Maremma!
07-04-2008
Luca Bellincioni

E di questi giorni la inquietante notizia dellaccordo per un parco eolico nel territorio di Monte Romano fra lEnel e lamministrazione comunale. Presentato con la solita retorica (tronfia, demagogica e ormai fin troppo demenziale) dei posti di lavoro e con quella falsa e ridicola dello energia pulita e dello sviluppo sostenibile, ed ovviamente salutato e reclamizzato con grande entusiasmo dai conniventi giornali locali, il parco (ma sarebbe pi appropriato chiamarlo centrale) si presenta come lennesimo capitolo di un costante e drammatico attacco al territorio della Maremma tosco-laziale. Prima il parco di Scansano, nel Grossetano, poi il progetto assurdo e fortunatamente fallito di una centrale eolica presso Allumiere, sulla Tolfa, poi ancora laltro progetto mostruoso della mega antenna di Civitella Cesi, in seguito le altre numerose proposte di centrali eoliche in Toscana e nellAlta Tuscia, assieme al ridicolo progetto di una centrale a Biomasse a Barbarano Romano, nella Valle del Biedano. Ora, di fronte a tutto ci, anche un imbecille capirebbe che c unidea ben precisa della Maremma che le lobbies dellenergia si sono fatta. Una fetta del territorio nazionale fra le meno urbanizzate, fra le pi ricche di biodiversit (paesaggi, ambienti, climi, flora, fauna, ecc), oggi sempre pi minacciata da avidi speculatori e improponibili politicanti che vedono nella Maremma un grande deserto da riempire ad ogni costo. Infatti, le amministrazioni locali sono quasi sempre favorevoli ai vari devastanti progetti, soprattutto a quelli sulleolico poich pi facilmente presentabili ai propri cittadini, dopo la martellante propaganda propinataci dai media (vedi pubblicit e programmi televisivi pseudo-ambientalisti) anche da autorevoli (sulla carta) associazioni ambientaliste (vedi Legambiente), questultime in realt mosse da mal celati interessi privati con lindustria del vento. Ho gi avuto modo di esprimere, su un altro articolo pubblicato su questo sito, le mie dure considerazioni sullinopportunit di realizzare centrali eoliche nel territorio maremmano, e vi rimando il lettore. Riassumendo, tuttavia, vorrei ricordare come la Maremma tosco-laziale costituisca oggi uno degli ecosistemi pi integri e pregiati dItalia (e forse non solo); un territorio inoltre dalleccezionale valore archeologico, per la presenza incredibili - quanto a qualit e quantit - tracce della storia delluomo, dalla preistoria ad oggi, ma soprattutto legate alla presenza etrusca, il cui fascino tuttora attrae visitatori da tutto il mondo.
A tal proposito, tornando al caso di Monte Romano, vorrei proprio che i promotori del progetto ci facessero capire come limpatto delle le turbine eoliche, alte anche fino a 100 metri, possa essere compatibile con la conservazione di uno dei paesaggi rurali pi belli ed integri del Lazio (lunico baluardo della coltura e del pascolo estensivi nella regione) nonch del vastissimo corridoio biologico maremmano, vista la straordinaria ricchezza di avifauna nidificante e migratoria della Tolfa, che appunto correrebbe gravi rischi di incidenti con la creazione della centrale elettrica eolica, pericolosa, come accertato, per i volatili. Non ultimo, come potrebbero le gigantesche pale eoliche, che sarebbero visibili fin da grandi distanze, convivere con le straordinarie emergenze paesaggistiche, storiche e archeologiche depoca preistorica, etrusca, romana e medievale sparse in tutto il territorio circostante (Cencelle, Norchia, San Giovenale, Respampani, Luni sul Mignone, Tuscania, Tarquinia, Blera, Civitella Cesi, ecc), le quali PROPRIO dal rapporto armonioso con il paesaggio circostante traggono il proprio fascino e, nondimeno, il proprio potenziale turistico. Potenziale, tra laltro, mai e poi mai finora sfruttato ancorch minimamente (si pensi allo scandalo della splendida Norchia, abbandonata allincuria, al degrado e alla delinquenza da decenni), per linettitudine manifesta e raccapricciante delle istituzioni comunali, provinciali e regionali. Sicch questi amministratori, da sempre incapaci di far decollare il turismo in una zona dalle potenzialit immense, ancora oggi riescono soltanto ad avallare progetti che porterebbero alla deturpazione dellEtruria. Gi larea di Monte Romano purtroppo interessata dalla presenza di imponenti elettrodotti che servono i mostri di Civitavecchia e Montalto, simbolo di una decennale (e ormai, a quanto pare, tradizionale) servit allindustria dellenergia,. E ora invece di pensare alla bonifica del paesaggio maremmano della zona, dal potenziale immenso anche riguardo al cosiddetto turismo on the road - che fa e ha fatto fortuna in molte zone della vicinissima Toscana -, si pensa a distruggere definitivamente uno degli ultimi baluardi del paesaggio laziale allantica, con i suoi vasti orizzonti vuoti ed incontaminati. Senza contare che listallazione della centrale porterebbe alla necessit di creare nuovi elettrodotti, nuove strade e altre opere di urbanizzazione in un territorio prettamente agricolo e naturale, miracolosamente esente da questo tipo deterioramento para-metropolitano (con tutto il degrado di discariche abusive, smog, inquinamento delle acque e della terra che ci comporterebbe!). Ancora una volta, cemento, degrado e squallore in aree integre, ossia spreco di territorio e paesaggio, invece di sane politiche urbanistiche che abbiano come principio quello della difesa del territorio e della lotta al consumo indiscriminato del suolo, oggi tra i problemi pi gravi e tragici non solo nel nostro Paese ma del mondo intero.
Auspico, perci, che di fronte a questo nuovo attacco speculativo si possa finalmente formare un movimento di opinione (e perch no?, un vero e proprio comitato promotore) favorevole allistituzione di un Parco Nazionale della Maremma Etrusca, che protegga PER SEMPRE il meraviglioso territorio dellEtruria Tolfetana, Viterbese e Grossetana, e che dia nuove e felici prospettive a queste terre, finalmente in rispetto alle sue antiche e moderne vocazioni. Prima che sia troppo tardi.



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