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Verde in Israele grigio in Italia
23-04-2008
Massimo de Rigo

Sono tornato ieri da Gerusalemme e ho visto l'attesissima risposta di Manfredi Palmeri. Rientro da un Paese che pianta un albero alla nascita di ogni bimbo e che sta ampliando le aree verdi in una titanica battaglia contro il clima torrido e la siccit. Pur essendo Israele in stato di guerra perenne, ho constatato di persona come rispetta i suoi cittadini considerandoli una preziosa risorsa. Un Paese assediato e senza risorse, dove per non si muore di enfisema, di asma bronchiale e di cardiopatie da insufficienza respiratoria. A Milano, una delle tragiche capitali europee dell'inquinamento con migliaia di vittime accertate ed altre migliaia presunte, si abbattono boschi storici per edificare montagne di cemento a ridosso di aree naturalistiche, pianificando movimenti giornalieri di mille (1.000!) auto al posto di una delle rarissime oasi respirabili della metropoli. Tutti noi avevamo qualcosa di meglio da fare che denunciare a chi ci rappresenta un prevedibile attacco mortale ad uno dei pi importanti parchi pubblici di Milano e d'Italia (internazionalmente considerato esemplare: "un'esperienza unica di collaborazione continua a grande dimensione e molto efficace: attualmente vi vede implicati circa 15.000 cittadini volontari, ogni anno" il cui inestimabile contributo stato determinante per il recupero del "grande sistema di laghi salvati con un restauro naturale delle vecchie cave che avevano fortemente danneggiato la natura agricola"). Personalmente, andando in pensione, pensavo di dedicarmi alla splendida nipotina, alle mie ricerche storiche e allo studio della figura alla Scuola d'Arte del Castello, tirando il fiato dopo tante battaglie di salvaguardia storica e ambientale. Mi sbagliavo: dopo il bel convegno organizzato su Petrarca alla Sala del Grechetto - in cui ho apprezzato e ringraziato pubblicamente Manfredi Palmeri per il suo patrocinio - abbiamo dovuto accellerare a tutto campo in un'impresa disperata che, per la sua natura trasversale, coinvolgeva la quasi totalit degli schieramenti di destra e sinistra, fautori del cemento e ambientalisti di facciata, uniti in un affare molto, molto redditizio.
Le nostre erano domande semplici e non banali, sottoscritte da altri venti tra consiglieri zonali, cittadini e volontari del Parco delle Cave: una lunga e attenta analisi nella speranza che tutto il contesto del progetto (che cresce a dismisura in una scandalosa clandestinit di informazione) fosse ragionevolmente riesaminato e quanto meno ripensato.
1. Questo nuovo quartiere di oltre mille abitanti ad imbuto sulle cave e senza sfoghi poich a ridosso delle aree lacustri come sar strutturato con un adeguato flusso viabilistico?
2. Sar ammissibile lo stravolgimento di tutto il traffico veicolare?
3. Quale alternativa all'imbuto dell'unico e tortuoso percorso a doppio senso che sostituisce uno storico sentiero costeggiato dagli alberi e dall'alveo del fontanile?
4. Con quali criteri paesaggistici sono stati concessi i permessi di costruire a ridosso di un percorso riconosciuto come di grande interesse paesistico?
5. Ancora: quali gli interventi per mitigare e compensare adeguatamente l'oggettiva invasivit di questo Programma integrato di intervento, mentre Al Gore indica Milano come una delle citt pi amiche dell'ambiente in Europa e nel mondo? Domande semplici per prevenire un disastro tipo Punta Perotti. Una risposta c' stata, non dal Comune: i lavori delle 5 cooperative hanno preso un'improvvisa impennata su tutto l'enorme fronte a ridosso delle aree naturalistiche del Parco delle Cave. Tutta la zona nord-est del Parco ora un enorme cantiere e la gente si domanda cosa stia succedendo, poich i cartelli di legge sono incompleti. In queste ultime settimane hanno distrutto tutto per dare il massimo dell'accellerazione al cantiere. Hanno distrutto una delle ultime testimonianze storiche del contado milanese: si chiamava sentiero del Marcionino. Era costeggiato dall'alveo di un antico fontanile, il Marcionino, ancora attivo fino a pochi mesi fa e in questi giorni ricoperto di terra, e quindi di cemento, dopo lavori di tubazioni. Naturalmente, costante in questa vicenda sin dallinizio, anche questoltraggio avvenuto senza cartelli di Legge dettagliati che informino adeguatamente la cittadinanza di un quartiere di 15.000 abitanti e che dovrebbero coinvolgere la Provincia di Milano.
In realt, chi ha prenotato lappartamento vista Tesoro del Mondo sapeva gi tutto da anni, ma c stato tutto un passaparola sotterraneo che ha escluso la collettivit. A Palazzo Marino, al termine della Giunta Albertini (febbraio 2006) questo PII pass in seconda convocazione, con la maggioranaza divisa e lopposizione a ranghi molto ridotti Pass come unimportante opera di riqualificazione ambientale. Tanto rilevante da essere tenuto astutamente nascosto alla collettivit che solo ora comincia a vederne limpatto sul Parco. La compromissione del fontanile si consumata alla faccia della Legge Regionale nr. 7/2003 (art. 5 comma e) che indica linee guida per la valorizzazione e il recupero degli antichi alvei dei fontanili. Hanno decapitato questo antico sentiero con lo stesso 'stile da beccaio' del boia del Bosco del Marcionino (8500 mq di alberi rasi al suolo in due giorni nel solito silenzio assordante che incombe su questo PII) esattamente 13 mesi fa. Armi dello scempio, come allora, cupe motoseghe, per non perdere tempo in recuperi di alberi con deprecabili ritardi al cantiere in super accellerazione su tutto il fronte nord est del Parco delle Cave.
Il giorno prima, all'ingresso del sentiero, era stato costituito un tavolo pubblico, per spiegare ai cittadini quello che amministratori pubblici, partiti (le sedi prolificano anche attigue) e gli stessi progettisti-costruttori, ma anche i referenti delle associazioni del Parco delle Cave, dovevano aver gia' fatto da almeno tre anni.
Alcuni documenti del progetto (che va precisato pubblico), appaiono paurosamente lacunosi. Questo solo fatto meritava adeguati accertamenti, prima del disastro. I cittadini impegnati in una dura battaglia di civilt hanno ben presente che l'assertivismo corresponsabilit.

Massimo de Rigo
Comitato di Salvaguardia Ambiente Zona 7



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