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'CIELI SU TORINO' Il silenzio e l'insolito. (Acrilico su pannello di compensato, 150 x 110 (2008))
09-05-2008
Stefano Rollero

Spero di far cosa gradita nell'invitarVi alla lettura della sottostante motivazione che mi ha ispirato a comporre il quadro. Un significato che non si sovrappone al senso pi autentico della composizione, alla mia intima essenza artistica. Bisogna aprirsi all'opera d'arte come ad una sorta di esperienza mistica perch susciti emozione... L'opera: 'CIELI SU TORINO' sar esposta nell'ambito della mostra collettiva organizzata dalla Associazione Artistico-culturale 'Arm-nia' di Settimo Torinese presso lo spazio espositivo; Chiesa della Antica Pieve, P.zza Alpini, Settimo Torinese ( addiacente alla Biblioteca Civica 'Gasti'.) dall' 28 Maggio al 2 Giugno 2008. La chiamavano la piccola Parigi. '.....E i flussi di vita che l'attraversano nelle strade simmetriche si riducono a sorde vibrazioni lungo le venature chiare che l'incrinano.' Nei primi del 1700 Vittorio Amedeo II chiam a Torino un giovane abate palermitano che aveva compiuto a Roma i suoi studi e la cui fama si diffuse in Europa: Filippo Juvarra. Cresciuto alla scuola dell' arte barocca, l'abate architetto si era poi tuffato nelle forme classiche dei monumenti romani. Il nuovo architetto messinese riusciva a dare un nuovo assetto alla citt. Citt che di per se gi stava mutando, incalzata dalla spinta dei tempi, dalle nuove strutture organizzative delle campagne e da quelle produttive, che determinavano un impellente bisogno di allargare i confini con grandi vie di comunicazione. Molti nobili, legati alla corte e allo Stato con alte cariche lasciavano i castelli per prendere dimora in quella che veniva definita 'la piccola Parigi': Il fervore costruttivo si estese in eguale misura anche a filande, officine, cartiere, negozi, richiamando i primi immigrati : siciliani, sardi, e lombardi che abbandonavano la campagna per cercare a Torino lavoro e benessere. Cominciava a nascere, con l'eco stravolgente della rivoluzione francese ,una dimensione torinese puramente barocca, meno sfarzosa, con lo scopo di stupire e suscitare meraviglia. Possiamo vedere la citt attraverso la descrizione dei grandi viaggiatori del Settecento e del secolo Romantico: Ghoethe, ad esempio, ebbe a dire 'Torino una delle pi belle, oltre che delle pi antiche citt d'Europa'. Altrettanto appassionati i sentimenti del poeta Alphones de Lamartine: 'Je ne me figurais pas une ville auissi belle que Turin....Plus j'avance, plus je vois d'autres villes, moins j'espre de retrouver jamais Turin'. Dopo Vittorio Amedeo e i suoi successori fino all'alba del 1 Gennaio 1861, Torino nella sua 'charme', aumenta la sua prorompente teatralit, per le vie di Torino, nei ristoranti e nei caff si vedevano deputati e senatori di quel primo parlamento italiano: Garibaldi, Verdi, Bixio, D'Azeglio, La Marmora, Crispi, Cadorna, e naturalmente Cavour. Torino Capitale contava 186.000 abitanti. Si aprirono Ambasciate e Ministeri, ed ogni settore lavorativo ne risent beneficamente: intanto continuava il cammino della rivoluzione industriale, e le nuove idee. Ma presto avvenne quello che ai torinesi sembr l'inizio della fine: la capitale trasportata a Firenze. L'alto prezzo di questa rinuncia forse, permise all'identit dei torinesi di rimanere immutata. Qui sta forse il destino di Torino. Una citt che per rimanere nella storia non pu fermarsi mai. Si possono ricordare importanti traguardi che hanno accompagnato il cammino del suo progresso, fu ad esempio la prima citt a realizzare l'illuminazione elettrica ed i grandi eventi mondiali: L'Esposizione Internazionale del 1884, con la creazione del Borgo del Valentino, nel 1911 con la grande Esposizione Universale, (a ridosso del borgo Medievale era sorta una vera e propria citt, stupefacente ed eterogenea, ora liberty, ora arabeggiante, tutta stucchi, cupole, statue. (Un mondo incantato e affascinante, che rimase a lungo nella memoria.) Da ricordare l'esposizione internazionale per il centenario dell'Unit d'Italia del Maggio 1961, fino alle recenti Olimpiadi invernali. Torino si esprime rivoluzionando l'impostazione sabauda: in una discussione al 'caff Burello' di Corso Vittorio angolo via Rattazzi, il 1 Luglio 1899 si trovavano alcuni amici; Giovanni Agnelli, Luigi Scarfiotti, Emanuele Bricherasio, Roberto Biscaretti di Ruffia, Michele Ceriana Mayneri, Alfonso Ferrero di Ventimiglia, Luigi Damevino, Carlo Racca. Questi, accumunati da un forte spirito imprenditoriale, decidono di investire complessivamente ben ottocentomila lire per un progetto relativo ad una invenzione americana che, sfruttando l'energia termica di un motore alimentato a benzina, consentiva rapidi trasporti. Esattamente dieci giorni dopo nasce la 'Fabbrica Italiana di Automobili di Torino', il cui atto costitutivo viene registrato presso il notaio Torretta di via Arsenale 6 a Torino. Quello che succede successivamente storia nota....... E' un vero peccato.... Questa Torino del 2008 con il 'Grattacielo della Banca Intesa-Sanpaolo' progettato da Renzo Piano, sconvolge la Torino taurinorum, la citt del barocco e liberty, rovinando le suggestioni degli antichi palazzi, vie e chiese, il suo aspetto esoterico, i suoi straordinari scorci visivi, la sua architettura....... A Torino la costruzione di edifici di grande altezza ha riguardato casi sporadici : a parte l'edificio di Alessandro Antonelli, pensato come 'Tempio Israelitico' ma adibito poi a museo e chiamato Mole Antonelliana, diventato simbolo della torinesit, ( cos come i 'toret', le piccole fontanine che un tempo dissetavano i passanti con un' ottima acqua proveniente da Balme). Orgogliosamente oggi la Mole espone il Museo Nazionale del cinema. Pensare che alla fine degli anni '70 l'Assessore Costa Magna ( liberale o democristiano, non ricordo) adibiva a suo uso personale una 'tavernetta/enoteca' nei locali sottostanti la Mole, invitava i suoi amici e conoscenti ad allegre bevute di buon vino...) Fu poi Diego Novelli a dargli lo sfratto. Il primo vero grattacielo ( La torre Littoria di Piazza Castello) viene costruito a celebrazione dell'ammodernamento di Via Roma ( anni '30 ) dopo la devastazione e demolizione delle architetture barocche preesistenti, per ordine del Duce. Ogni importante citt doveve avere una via centrale per le parate delle camice nere! A questo si aggiunse la corposa speculazione di Assicurazioni, Banche, etc, operata gi in nome della sicurezza ('via prostitute e mendicanti dal centro cittadino!'). Il tema grattacieli riemerse nel dopoguerra (1948) : l'edificio di via Santa Teresa, il Reposi, di via XX Settembre, il grattacielo di Piazza Solferino. Questi edifici rimasero per lungo tempo privi di legittimit, costruiti cio senza licenza edilizia, a testimonianza del fatto che all'epoca le decisioni in quanto a forme, luoghi e quantit si rivelassero di competenza esclusiva degli operatori privati. La voglia di 'modernit' con la costruzione in centro di grattacieli prosegu nel corso degli anni '50/'60. Torino in quel tempo, impegnata a fronteggiare le ondate migratorie che tutti conoscono, difficilmente si permetteva operazioni celebrative di virt che non fossero direttamente legate alla produzione manifatturiera: cos naque il grattacielo Lancia in Borgo San Paolo, quello della SIP in Corso Inghilterra, oggi in restauro non per le esigenze dei cittadini bensi per diventare il Palazzo della Provincia, (ente che dovrebbe sparire!!!!) infine quello della RAI a Porta Susa, bello e ingombrante, nato per ragioni di visibilit aziendale, meno per quelle produttive, che rimase a lungo disabitato. Questo indica che la realizzazione dei grattacieli ha rilevato nel tempo l'aspetto episodico, in ogni caso contrastante con l'impostazione architettonica della citt, della sua 'forma urbis'. Infatti la realizzazione del grattacielo di 180 metri di Renzo Piano sulla Spina 2 area centrale nella zona Ovest di Torino, rovinerebbe lo 'skyline' ottocentesco della Citt, ben valorizzato dai giochi olimpici. Il secondo gigante in vetro e acciaio ( il nuovo Palazzo della Regione Piemonte) spunter nel 2010 nella zona occupata dalla fiat lungo via Nizza, alto 155 metri progettato da Massimiliano Fukas. Secondo Guido Montanari, Storico urbanista, il problema non la qualit del progetto di Piano, ma il contesto in cui si colloca. Luca Mercalli, presidente della Societ Meteorologa Italiana, dice che il nuovo grattacielo rappresenter l'emblema dell'insostenibilit ambientale applicata 'a scenari caratterizzati da bassa densit energetica'. Le considerazioni del famoso architetto Piano possono essere affascinanti, come lidea sulla multifunzionalit, ma chiunque visitasse il centro storico di Torino si renderebbe conto che quest'opera e' assolutamente fuori da ogni schema architettonico della citta', nonch l'impatto panoramico a colpo d'occhio risulter devastante. Inoltre la cornice delle alpi e in primo piano la mole antonelliana, insieme al grattacielo saranno paragonabili ad una scarpa da cerimonia ed uno zoccolo. In definitiva per motivi di interesse economico (matrimonio bancario e la giunta del Sindaco Chiamparino) 'tutto si compie'! Nella carrellata che ho trascritto, tratteggiata dagli eventi significativi della Citt del Museo Egizio, di Don Bosco, dei Savoia, degli Agnelli, della Sindone, di Cesare Pavese, Primo Levi, Gipo Farassino, Norberto Bobbio, Rita Levi di Montalcini, della Fiera del libro, e delle Olimpiadi. Ebbene baster dunque recarsi al ponte Sassi dove Salgari consum i suoi anni e alzare gli occhi al cielo per vedere il nuovo e trionfante grattacielo, tripudio della new economy, e per un attimo come in un gioco mentale, quella prospettiva annuller il silenzio e l'insolito..... Voglio terminare questa riflessione di presentazione della mia opera con un pensiero colto dal Blog di Adriano Celentano ( 'Cosa st succedendo' www.celentano.it) : 'Ben venga quindi l'avvento della tecnica, poich essa un valore immenso per il progresso che deve andare avanti... Ma guai alla tecnica se il suo avanzamento va a minare le bellezze delle cose. E la bellezza delle cose quella dell'arte impiegata nelle costruzioni del passato, che pur coi suoi cambiamenti, ha retto fino ai primi del '900. Un ponte necessario che separi le due culture affinch non si elidano, come purtroppo accade per oggi i brutali accostamenti fatti dai comuni irresponsabili.'
Per vedere l'opera:

http://www.exibart.com/blog/blog.asp?idutente=5268 http://www.artmajeur.com/catanquader



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