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PUGLIA E TURISMO, CAVALCARE LONDA
27-05-2008
Antonio V. Gelormini

Strategie per lo sviluppo turistico regionale di La seconda edizione del Forum regionale sul Turismo, oltre a far bandiera del nuovo portale: viaggiareinpuglia.it, fortemente voluto dallAssessore al Turismo e Industria alberghiera, Massimo Ostillio, si aperta con dato confortante e per certi versi impegnativo, per la carica di aspettative e di responsabilit messe in moto. Per la prima volta la Puglia percepita come meta di riferimento, ancor pi e meglio della destinazione Italia. Per una serie di felici convergenze, certo determinate anche dallazione programmatica perseguita, la Puglia si ritrova a vivere un momento particolarmente attraente. C quindi unonda da cavalcare. Un vento da cogliere, per posizionarsi al meglio e cominciare a diventare timonieri delle rotte tracciate. E il momento di tirar fuori coraggio e ambizioni e di decidere su quali tipi di turismi puntare. Se continuare ad accontentarsi dei flussi di prossimit e degli effimeri risultati di facciata prodotti o se, invece, investire con determinazione nella qualificazione di unofferta turistica capace di competere sui mercati e di produrre concretamente reddito e crescita. Dopo 15 anni la Regione si dota, finalmente, di un nuovo Piano strategico per lo sviluppo turistico in Puglia. Si detto uninversione di tendenza, volta ad avere uno sguardo programmatico pi lungo e pi profondo, rispetto alle precedenti esperienze. Uno studio analitico delle criticit, per fare leva su interventi mirati e soluzioni efficaci. Finalmente un documento ricco di stimoli, poco auto-celebrativo, e piuttosto ambizioso negli obiettivi fissati. Uno strumento prezioso per gli operatori del settore, da utilizzare quasi come una sorta di manuale. La Puglia va, ma gli indicatori gi ci dicono che c da recuperare il flusso straniero. Il 2007 sul 2006 segna un +8% di vacanze italiane in Puglia, ma un -7,5% di vacanze straniere. Lo straniero oggi rappresenta in Puglia solo l1% di quelli in arrivo in Italia. Un po poco. La Puglia va, ma il tasso di occupazione lordo ancora del solo 24% nellalberghiero e del 10% nellextra-alberghiero. Dato che il 79% delle presenze concentrato nei tre mesi estivi, e di questo ben il 58% in luglio e agosto. La parola dordine,quindi, resta: destagionalizzare. Perch i margini di crescita ci sono e sono tanti, ma vanno cercati, conquistati e consolidati. Le posizioni di attesa non pagano pi. Troppo tempo si speso nel tirare a campare. La concorrenza spietata. Investimenti e promozione vanno tarati con decisione su periodi lunghi. Una sfida alquanto improbabile, in una regione come questa ricca di campanili e di chiese spesso chiuse; povera di infrastrutture, ma non di risorse; a corto di innovazione, ma non certo di saccenteria. Lindividuazione dei Distretti senza dubbio tra i punti qualificanti del piano. Distretti culturali, industriali o comunque produttivi intesi come unit di misura di filiere e reti di un particolare territorio. E dei Metadistretti o Metaprodotti quali chiave di interpretazione coerente del processo evolutivo verso i Sistemi Turistici Locali. Questo modello di sviluppo trova corrispondenza nella scelta del concetto di Puglia Slow Tourism, che vuol dire recupero dellentroterra e creazione delle condizioni per trattenere il turista e di come allungarne la permanenza. La valorizzazione delle colline, quale complemento ed estensione dellofferta turistica balneare: attrattiva comunque primaria della nostra regione. Lentroterra, insomma, come risorsa senza eguali di proposte originali, di prodotti tipici, di tradizioni suggestive e scrigno di un patrimonio culturale incontaminato. Dobbiamo imparare ad avere pi dimestichezza anche con le tecniche di marketing. Quando affermo che la promozione turistica per i croceristi va fatta in mare, non penso certo a come intercettare meglio la fugace permanenza di mezza giornata a Bari. Bens a come cogliere al massimo lopportunit di promuovere la Puglia, con unimpareggiabile azione di direct-marketing a 4 5mila persone ogni settimana, con un indice di attenzione altissimo (dalla nave non si pu andar via). Il Forum ha visto tra i relatori il Direttore Generale di Club Med Italia. Ci pensate a una convenzione per avere una serata a tema Puglia, ogni settimana, in tutti i villaggi nel mondo del colosso francese? Quale sorta di spot e di passaparola? Se la parola dordine destagionalizzare, limperativo dovr essere fare presenze. Che vuol dire moltiplicare le notti di permanenza o i pasti consumati. Il turismo di prossimit va bene, ma la lasagna in spiaggia non produce valore. Finalmente abbiamo un portale. E siccome siamo bravi a farci del male, le polemiche fanno gi cronaca. C chi si lamenta dellassenza di locali notturni e chi degli agriturismi. Mi verrebbe da dire che se gli agriturismi sono quelli a 300-400 posti, in pratica sale ricevimenti allangolo della statale, nouvelle cuisine rigorosamente scongelata e vino rosso frizzante della casa, beh francamente forse meglio che non ci siano. Lo dico perch mi piacerebbe ci fossero circuiti e marchi per B&B e Agriturismi dellentroterra, con standard e servizi di qualit, per arricchire e completare la segmentazione di unofferta ricettiva diffusa, insieme ai circuiti delle Masserie di Puglia, delle Dimore Storiche, delle Locande e delle Cantine Storiche. Tutte funzionali a un prodotto a marchio Puglia, nel contesto interregionale e transnazionale di un progetto, per esempio, come I Tesori dellAdriatico, che vede la partecipazione delle regioni e dei Paesi prospicienti lAdriatico. Lo dico perch non mi sta bene che le Fattorie Didattiche, quanto di pi affascinante per forza dellofferta e qualit del servizio, un vero e proprio investimento nelle generazioni pi giovani, vengano utilizzate larco di un mattino o tuttal pi di una giornata. Bisogna trovare il modo di poterle declinare al moderno concetto di colonia per i nostri figli e per quelli di altre regioni, a cominciare dal Nord. Con soggiorni settimanali o quindicinali. Magari convenzionati con qualche stabilimento balneare, ma capaci di produrre notti di soggiorno e pensioni complete. Abbiamo settori a margine di crescita elevati come il Benessere, la Nautica, la Cultura e lArte. Ma perch lo stabilimento termale di Margherita di Savoia non deve poter competere con Abano Terme o Salsomaggiore? E pensare che qui abbiamo spiaggia, mare, le annesse Saline Storiche e ladiacente Zona Umida, ricca di fenicotteri rosa, aironi cinerini e cavalieri dItalia. Tanto si gi detto degli ambasciatori olio e vitigni autoctoni di Puglia o di quella straordinaria rete connettiva rappresentata dai tratturi della transumanza, le antiche autostrade del latte. Va speso pi di un accenno, invece, sui prodotti dalla forte carica emozionale e dalla marcata vena devozionale, come le strade dei pellegrini verso i pi o meno conosciuti santuari di Puglia. E tempo che anche in questo segmento si diventi artefici del proprio futuro. La gestione dei flussi religiosi, da e per la Puglia, deve avere una regia locale. Essere a 900 km. di distanza dal pi importante T.O. del settore, vuol dire rimanerne ai margini delle attenzioni programmatiche. C bisogno di tutta la passione locale per far vivere un itinerario sullasse di una via Lucis, che colleghi la Cattedrale di Troia, in Capitanata, e i suoi Exultet che celebrano il cero pasquale; la Cattedrale di Ostuni col suo profilo ondulato e il bianco accecante della sua citt; e la Cattedrale di Otranto con la policromia del suo magnifico mosaico pavimentale di oltre 600 metri quadrati? I tre Rosoni pi incantevoli di Puglia, che da soli valgono lavvio di un viaggio allinsegna della luc e. La Puglia ha bisogno di essere amata. Uno dei modi imparare a comunicarla meglio, guardandola attraverso gli occhi dei suoi artisti, dei suoi storici, dei suoi personaggi pi illustri. Imparare a proporla non solo attraverso i riflessi del mare o della sua pietra. Ma anche con la luce catturata nelle tele di De Nittis a Palazzo della Marra a Barletta, negli scorci mediterranei moderni dellarte di Pino Pascali o nei riverberi preziosi degli Ori del MarTa a Taranto. O ancora nei ritmi esaltanti della taranta e in quelli decisamente pi melodici dei Negramaro. Facciamo in modo che la Puglia, come dice Pina Belli dElia, uninnamorata consapevole di questo territorio: torni ad essere una regione per gente dal palato fino. Se lo merita e ce lo meritiamo anche tutti noi. (gelormini@katamail.com)



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