LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Commento all’articolo del prof. Bonsanti nel numero di Maggio del Giornale dell’Arte intitolato Italiani con la valigia
04-06-2008
Daphne De Luca

C’era una volta l’eccellenza italiana dei beni culturali. Un bagaglio di conoscenze tecniche, scientifiche e storiche così elevato da costituire un unicum tutto italiano concentrato in due scuole di alta formazione, ICR di Roma e OPD di Firenze, a lungo considerate come un modello di perfezione da esportare in tutto il mondo. Un prototipo al quale si sono ispirati molti Istituti di restauro nati successivamente in Europa e nel resto del mondo. Poi, in un sospetto crescendo di interesse verso le “cose artistiche”, qualcuno si accorse che il petrolio made in Italy poteva essere convertito in una risorsa infinita da sfruttare il più possibile. Vennero così scuole pubbliche presso istituti d’arte e accademie, ma anche scuole private, e inoltre corsi regionali, provinciali, comunali, delle comunità montane, delle casse edili, dei sindacati, e chi più ne ha più ne metta. Vennero anche le Università, prima a formare assurde figure di laureati in Conservazione dei Beni Culturali che mai avevano visto uno strumento di lavoro in vita loro, poi a formare analisti chimici resi restauratori dal fatto che per qualche mese andavano a lavorare con dei restauratori. Con il risultato che chissà quanti, 50.000? 100.000? sono divenuti i restauratori in Italia, tutti benedetti come tali da Sindacati, Soprintendenze e Ministero. Una realtà piuttosto scomoda, per cui tenuta nascosta dalle Istituzioni ma anche dagli stessi restauratori-co nservatori, forse in parte per una forma di comune pudore o peggio di omertosa convenienza. Una realtà che viene puntualmente ignorata per esempio nei convegni del patinato Salone di Ferrara, vero e proprio “specchio per allodole” della conservazione italiana. Una fiera di mercanzie costituita ad hoc per rasserenare gli animi dei più scettici, convincendoli a colpi di stand e convegni, che la tutela e la conservazione abbiano un ruolo di spicco nel nostro paese. Non stupisce allora che anche alcuni studiosi d’eccellenza (cfr. articolo del Prof. Bonsanti nel “Giornale dell’arte” del numero di Maggio scorso, intitolato “Italiani con la valigia”, p 43) con ruoli prominenti nella formazione dei futuri specialisti della conservazione diano un immagine così distorta dell’effettiva condizione del patrimonio artistico italiano e della sua gestione. Perché se è vero che l’eccellenza italiana dal punto di vista tecnico-scientifico è ancora un prototipo esportato all’estero a grande richiesta, così come lo dimostrano i vari cantieri nostrani in Francia, Spagna, Cina, Messico o San Pietroburgo, va però ricordato che la situazione in casa nostra sta degenerando verso un punto di non ritorno. E non per la solita storiella dei fondi economici inesistenti, ma perché in questo paese non è mai stata fatta una vera e propria azione di tutela dei beni culturali. Tutela che dovrebbe iniziare innanzitutto dalla regolamentazione dei titoli di studio degli addetti del settore definendo una volta per tutte chi può restaurare cosa, ma soprattutto chi è preposto al controllo. E ciò per evitare non solo che il preziosissimo “oro nero italiano” venga affidato al primo passante desideroso di diversificare la propria produzione aziendale improvvisandosi restauratore, ma soprattutto che le gloriose Istituzioni preposte al controllo lascino a briglia sciolta schiere di dattilografe promosse a direttori dei lavori di restauro (cfr. articolo del Prof. Zanardi, la cui pubblicazione nella stessa pagina dell’articolo di Bonsanti serve probabilmente a dimostrare che il problema della tutela dei beni culturali viene percepito come una questione puramente opinabile…). Ma le disgrazie italiane -che certamente vorremmo tutti evitare di esportare- non finiscono certo qui. Bisognerebbe anche soffermarsi sulla vergognosa questione delle gare d’appalto al maggior ribasso (pietosa ed inevitabile conseguenza della mancanza di regolamentazione dei profili lavorativi ma soprattutto di un mal costume tutto italiano di creare leggi facilmente aggirabili), che trasformano obbligatoriamente il mestiere del restauratore –salvo troppe poche eccezioni- in un vero e proprio hobby e per giunta costoso, anche all’estero. Una realtà economica difficile e scoraggiante, dove rimangono spesso solo i conti del commercialista, le tasse da pagare e i debiti bancari, e ben poco spazio all’agognata “scientificità” del restauro, che si tratti di laser o di nanotecnologie. Oppure si potrebbe discutere del clientelismo-sempre rigorosamente nostrano- che regna nelle varie Soprintendenze, rendendo davvero molto difficile l’ingresso nel sistema lavorativo alle nuove ditte d i neo-diplomati/laureati pieni di speranza. Per fare un solo esempio, in una recente gara per il restauro d’una fontana si poteva partecipare solo se si dimostrava che in precedenza si era restaurata una fontana per un valore di 320.000 euro. E se una larga parte dei nostri beni culturali versa ancora in un lamentoso stato di abbandono (del resto non si può conservare un patrimonio la cui estensione e dislocazione è tuttora ignota alle istituzioni preposte a salvaguardarlo), va però notato che il numero dei restauri eseguiti nel Bel paese è paradossalmente in continuo aumento. Restauri effettuati nella maggior parte dei casi solo su opere di serie A, spesso ripetuti più volte a distanza di pochi anni e accompagnati dalle solite pubblicazioni scarsamente scientifiche atte a glorificare l’operato di quello o quell’altro Soprintendente. Per cui, bisognerebbe chiedersi se l’eccellenza italiana è davvero un modello esportabile, o se occorre prima e con urgenza risanare la situazione, e se i restauratori italiani (e non solo quelli) guardano all’estero in realtà per pura e semplice disperazione. Daphne De Luca Restauratrice



news

01-04-2021
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 1° aprile 2021

16-02-2021
Audizione del Professor Salvatore Settis presso Assemblea Regionale Siciliana

08-02-2021
Appello di Italia Nostra - sezione di Firenze: Manifesto Boboli-Belvedere, febbraio 2021

31-01-2021
La FCdA contro il nuovo attacco all’archeologia preventiva e l’estensione del silenzio-assenso

18-01-2021
Petizione Petizione "No alla chiusura della Biblioteca Statale di Lucca"

27-12-2020
Da API-Mibact: La tutela nel pantano. Il personale Mibact fra pensionamenti e rompicapo assunzioni

25-12-2020
CORTE CONTI: TUTELA PATRIMONIO BASATA SU LOGICA DELL’EMERGENZA

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto all’estero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

Archivio news