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FATTORIE DIDATTICHE, NON E TUTTERBA UN FASCIO
24-06-2008
Antonio V. Gelormini

Sar lo scirocco, che con lavvicinarsi dellestate comincia a farsi sentire e a sollevare polveroni fastidiosi. Oppure qualcosa di simile a quellirresistibile voglia di tuffarsi, allapprossimarsi maestoso di unonda spumeggiante. Fatto sta, che sulle fattorie didattiche, da tempo, spira vento di confusione, seguito da un approccio disinvolto e generico, che rischia di banalizzare una formula innovativa di valorizzazione dellidentit territoriale, dalla forte carica culturale e dalla marcata vena ambientale. Tanto pi dopo lapprovazione in Consiglio Regionale della legge che prevede un Albo delle Masserie didattiche. Che facendo perno, opportunamente, su una connotazione specifica di queste originali unit rurali, ha creato le premesse per farne un vero e proprio marchio della tipicit pugliese. Indispensabile e necessaria sar, a questo punto, unattenta valutazione dei requisiti richiesti, per evitare la piena indiscriminata di adesioni, che duplichi quanto gi avvenuto con gli agriturismo. Col rischio e la beffa, inoltre, di vedere strutture cosiddette agrituristiche, da 400-500 posti (in pratica sale ricevimenti), iscritte nel nuovo albo per la disponibilit di spazi daccoglienza e per alcune improvvisate attivit didattiche collaterali. Il tema delle fattorie didattiche in Puglia fu gi al centro di un convegno, tenuto alla Masseria Ruotolo di Cassano delle Murge nel marzo 2006, organizzato dalla Confindustria di Macerata, dalla Camera di Commercio di Bari e dal Consorzio Le Roverelle. Da quelliniziativa scaturirono sia lappello a considerare lagriturismo un vero e proprio marchio, per tutelarne meglio le prerogative intrinseche, sia lindividuazione nelle fattorie didattiche di un segmento significativo, per allargare il ventaglio di unofferta della destinazione Puglia, che potesse contare su questo potenziale di ricettivit diffusa. Utilizzarle come una sorta di colonia, dove mandare i ragazzi per una o due settimane, facendo della vacanza unoriginale occasione formativa, una delle declinazioni duso sostenibile dellofferta turistica rurale, per sviluppare presenze concrete, derivate da notti di soggiorno e da pensioni complete. Un patrimonio che va salvaguardato, valorizzato e orgogliosamente messo a frutto, anche come volano di sistema. Certo, non aiutano a fare chiarezza luso e talvolta labuso della classificazione, quando ad esempio si annovera nella categoria la pur meritoria attivit delle cosiddette fattorie del vento. Il cui encomiabile sforzo di promozione didattica, sul fronte delle fonti di energia rinnovabile, non deve mettere a rischio il potenziale attrattivo di un prodotto come le Masserie. Simbolo dellidentit rurale pugliese, della tradizione produttiva e agricola locale, e della sua offerta turistica pi qualificata. Natura e cultura sono il ritornello in rima che accompagna il successo di questo prodotto delleccellenza pugliese. Mentre agriturismo e agroalimentare, nelle loro prospettive di sviluppo e per il ventaglio di opportunit che presentano, sono considerati settori in forte crescita nei dati statistici del turismo internazionale. Una Puglia allaltezza delle sue tradizioni e della sua storia, nel puntare su qualit e tipicit, non pu fare a meno di garantire genuinit e autenticit ai suoi prodotti. Per riconquistare potere dattrazione e capacit di fidelizzazione della domanda. Ma soprattutto per prolungare nel tempo la presa sui suoi estimatori. Ecco perch le Masserie, dalla pi sofisticata alla pi modesta, sono un autentico tesoro da non buttare al vento. (gelormini@katamail.com)



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