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MUSEO DI CULTURA E MUSICA POPOLARE DEI PELORITANI (Villaggio Gesso-Messina)
09-07-2008
Mario Sarica



Il Museo di Cultura e Musica Popolare dei Peloritani di villaggio Gesso, attivo dal 1996, si configura come una delle realt culturali messinesi pi originali. Unico esempio siciliano di impianto museografico dedicato al patrimonio etno-organologico, ovvero agli strumenti musicali e da suono della cultura di tradizione agro-pastorale, il museo peloritano ha conquistato sul campo titoli di merito davvero ragguardevoli. Oltre a salvare dalla dispersione una delle espressioni pi significative del sapere di tradizione orale, e consentire una fruizione consapevole lungo un percorso espositivo interattivo, il progetto museografico, di cui titolare lassociazione culturale Kiklos, si sviluppato negli anni secondo i pi aggiornati orientamenti interdisciplinari. Secondo un rigoroso approccio di ricerca sul campo, la Kiklos, nel tempo non solo ha incrementato le collezioni museali, ma si anche impegnata sul versante della produzione culturale e della trasmissione dei saperi tradizionali, cogliendo risultati davvero rilevanti. Concepito secondo i pi aggiornati indirizzi museografici, il Museo di villaggio Gesso (Messina), la cui istituzione stata voluta dallAmministrazione comunale di Messina, oltre a proporsi con originali profili architettonici firmati dallarchitetto Antonio Virgilio, pienamente funzionali allimpianto espositivo, si configura, dunque, come unesperienza esemplare per la conservazione e la fruizione attiva di una porzione rilevante del patrimonio di cultura ovvero quello relativo al ricco catalogo etno-organologico. Espressione emblematica della comunicazione non verbale, gli strumenti musicali e quelli da suono, di cui lallestimento museale offre una singolare e ricca raccolta, occupavano infatti un posto centrale nelle dinamiche sociali della cultura agro-pastorale peloritana, sia in contesti di festa che di lavoro, nel rispetto di un codice linguistico, fortemente caratterizzato sul piano simbolico e funzionale. Oltre a ricostruire la lunga e complessa vicenda organologica dello strumentario musicale della tradizione siciliana, con particolare attenzione a quello rilevato nel territorio peloritano, ordinato secondo le classiche famiglie degli aerofoni, idiofoni, membranofoni e cordofoni, il percorso museografico, evidenzia, con lausilio di un notevole e raro apparato iconografico, schede didattico-informative e supporti video, i caratteri tipici di ogni strumento, ovvero i profili organologici, le occasioni duso, le funzioni cerimoniali assolte, le modalit di costruzione e le tecniche di accordatura. Particolare spazio il museo riserva agli strumenti pastorali, ovvero ai flauti e alle ance, semplici e doppie, e alle zampogne a paro, che costituiscono il patrimonio etno-organologico di pi antica memoria dellarea peloritana, vera e propria area elettiva duso di tale strumentario, che vanta, peraltro, ascendenze plurimillenarie e parentele con i fiati pastorali delle civilt mediterranee pi remote.
Accanto agli oltre trecentocinquanta strumenti musicali e da suono, che fanno parte delloriginale impianto espositivo, possibile osservare anche oggetti agro-pastorale duso quotidiano dei Peloritani, quali utensili di lavoro e manufatti lignei , nonch costumi di lavoro e cerimoniali, che segnalano il pi vasto orizzonte di cultura materiale e immateriale entro il quale si collocavano i produttori di suono, evidenziando nel contempo le loro strette relazioni con le essenze vegetali del territorio, materia prima imprescindibile per ogni forma del fare sonoro in ambito rurale. Il suggestivo viaggio tra i suoni strumentali della tradizione, che si sviluppa in quattro sale, dotate di postazioni video, oltre ad un ampio spazio dedicato alla vicenda storica di Gesso e alle sue emergenze architettoniche, artistiche ed etnoantropologiche, propone anche una sala di animazione musicale, che conserva, fra laltro, u cavaduzzu e lomu sabbaggiu, singolare maschera pirotecnica messinese, e una collezione di pupi siciliani appartenuti aloprante messinese Nin Cocivera, oltre che uno spazio multimediale di approfondimento, articolato in una sezione bibliografica, una postazione video, con documenti di ricerca, e unarea digitale per lascolto dei repertori strumentali e vocali di festa e di lavoro di tradizione orale.
Nellambito di una pi ampia azione di salvaguardia e valorizzazione delle forme musicali popolari, tipiche dellarea messinese, lAssociazione Kiklos, titolare esclusiva del progetto museografico e proprietaria delle collezioni, avvalendosi del contributo di specialistici e studiosi, ha promosso dal 1996, anno dinaugurazione della sede museale, mostre tematiche (Natale, Carnevale, Opera dei Pupi,), concerti-seminario (La zampogna nellItalia centro meridionale), laboratori etno-organologici (costruzione zampogne, flauti, tamburelli), ed eventi periodici, le ormai tradizionali Notti disiata-concerto di Natale, Notte dei Musei, Notte di san Lorenzo e le Prove musicali aperte, ogni seconda domenica di ogni mese. Oltre a offrirsi come spazio dincontro per i tanti suonatori e cantori di tradizione, ancora oggi attivi nel territorio peloritano, che si configura storicamente come annotato prima area elettiva, soprattutto per luso degli aerofoni pastorali (flauti, clarinetti, zampogne), il museo ha offerto a centinaia di scuole di ogni ordine e grado (dalla scuola materna a quella secondaria e superiore) visite didattiche, accolte sempre con grande entusiasmo e partecipazione, e progetti formativi specifici quali La scuola riscopre gli antichi suoni (2007) e La fiaba ritrovata(2008).
Interpretando fino in fondo il suo ruolo di polo culturale primario deputato alla riscoperta e valorizzazione dellarea peloritana e delle sue tradizioni, la Kiklos ha stabilito inoltre proficui rapporti con altra realt e con la comunit di Gesso, individuando originali forme di collaborazione (mostre, concerti) in coincidenza soprattutto con il Natale e la festa celebrata in agosto in onore del Patrono SantAntonio Abate. Di assoluto valore poi la produzione culturale resa possibile dalla partecipazione di partner istituzionali e non, particolarmente sensibili alle istanze culturali, quali il Comune di Messina, la Fondazione Bonino Pulejo, la SES-Gazzetta del Sud, tangibilmente espressa dalla pubblicazione di antologie sonore in Cd, videodocumentari, programmi multimediali. Sul fronte della comunicazione on-line da segnalare il sito web (www.museomusicapeloritani.it), dalle architetture multimediali davvero originali e ricco di contenuti, compresa una suggestiva visita virtuale al museo. Un patrimonio culturale, quello offerto dal Museo, dunque, di assoluto rilievo, da salvaguardare e valorizzare, esito di un patto virtuoso fra pubblico e privato, che sinserisce, con una molteplicit di approcci, nei nuovi processi identitari, oscillanti fra passato e presente, tradizione ed innovazione.
Mario Sarica, curatore scientifico del museo



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