LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

la politica che influenza i musei, o sono i musei che influenzano la politica culturale? Chi condiziona chi?
06-03-2005
Paola Galli

Abbiamo chiesto a Paola Galli, che ha fatto esperienze di lavoro sia in Italia sia in Gran Bretagna, alcune riflessioni sulla sua carriera


la politica che influenza i musei, o sono i musei che influenzano la politica culturale? Chi condiziona chi?

La risposta non per nulla scontata. Se da un lato, infatti, i fattori esterni dettati dalle politiche nazionali in congiunzione con gli aspetti demografici, economici, tecnologici e sociali sono determinanti per la trasformazione e valorizzazione delle istituzioni culturali, dallaltro bisogna riconoscere limportanza del ruolo di chi opera allinterno delle organizzazioni culturali stesse. Le istituzioni culturali, infatti, nelle persone dei direttori e dei membri dei Consigli dAmministrazione, sono responsabili della scelta delle linee di condotta e strategie culturali, che possono avere un forte impatto anche sul panorama politico.
La mia vicenda personale un caso che dimostra come il settore dei musei in Italia sia incapace di valorizzare sia le persone che il patrimonio.
Dal 1997 ho avuto la fortuna di svolgere la mia esperienza di lavoro prevalentemente nel campo museale.
Appena laureata ho trovato un posto come guida e animatore presso un museo milanese. Attraverso una serie di contratti e promozioni interne sono stata assunta a tempo indeterminato, lavorando prima nel settore didattico e successivamente in quello della comunicazione come organizzatrice di eventi e curatrice di mostre con mansioni di ufficio stampa.

Ho lavorato con soddisfazione, dedicando impegno ed entusiasmo nella certezza che fosse importante svolgere la propria professione in modo onesto, corretto e creativo. Credevo nella responsabilit delle istituzioni culturali di perseguire un preciso programma di politica culturale volto a fornire attraverso le collezioni un servizio pubblico educando, intrattenendo, facendo ricerca, contribuendo a studiare e interpretare le identit culturali.
Tuttavia, per nulla soddisfatta delle capacit gestionali e delusa dal fatto che molto spesso le istituzioni culturali si dimostrano incapaci di esprimere una propria autonomia e linea di condotta da un lato nei confronti della classe politica e dallaltro di sponsors privati, nel 2001 ho maturato la repentina e difficile scelta di rassegnare le dimissioni.
Nonostante avessi alle spalle 5 anni di esperienza e un corso di studi specificamente mirato al settore della cultura, non ho trovato opportunit di lavoro. Ho spedito lettere alle quali nessuno ha mai risposto. Sono stata ricevuta da direttori di musei che mi hanno apertamente risposto che lorganico era al completo e che non potevano assumere altro personale in quanto avevano le mani legate.
Limitata dalla impossibilit di sbocco e di crescita professionale in Italia, ho deciso di mirare ad un panorama piu ampio perch, ai miei occhi, nel mondo anglosassone si trovava (e si trova) il futuro dei musei.

Ho lasciato Milano e mi sono trasferita a Londra da sola, senza conoscere nessuno, con il preciso scopo di estendere le mie conoscenze professionali.
A Londra mi sono bastati pochi mesi per ottenere un colloquio di lavoro.
Dal 2002 lavoro alla Courtauld Gallery dellUniversit di Londra con un contratto a tempo indeterminato. Sono Family Programme Co-ordinator e curo un programma che si sviluppa attraverso tre gallerie darte: la Courtauld Institute of Art Gallery, lHermitage Rooms (il distaccamento dellHermitage di Sanpietroburgo) e la Gilbert Collection.

Occasionalmente collaboro ancora con diverse istituzioni italiane svolgendo ricerche di archivio. Non avendo mai escluso la possibilit di tornare in Italia, ho chiesto in pi occasioni a direttori di musei, professori universitari e assessori alla cultura se ci fosse la possibilit di trovare un posto in un museo italiano. Finora tutti mi consigliano di rimanere a Londra perch qui questa professione pi sicura, pi apprezzata e pi appagante.

Dove, mi domando, il sistema italiano fallisce? la classe politica che ostacola lattivit e lo sviluppo dei musei, o sono i musei incapaci di produrre strategie di sviluppo e politiche culturali?
A Londra ho trovato lo spazio per inserirmi ed essere apprezzata. Se dovessi tornare in Italia, potrei trovare le stesse opportunit?

Molto semplicemente la mia vicenda dimostra come il settore dei musei in Italia sia incapace di valorizzare sia le persone che il patrimonio.
Da un lato la mancanza di una politica adeguata e lungimirante da parte dei politici al Governo, dallaltro linadeguatezza dei professionisti stessi, fanno si che la nostra nazione in questo momento sia assolutamente incapace di reggere il confronto con il resto dEuropa nella gestione del partimonio e delle organizzazioni culturali.

I musei stessi non esprimono una visione chiara e palese della missione culturale di cui sono responsabili. Basta scorrere i siti web dei musei italiani per rendersi conto che il prodotto non viene spiegato perch mancano le informazioni pi importanti, e cio le linee programmatiche. Cosa intende promuovere il museo? Come si sta sviluppando? Qual la politica culturale perseguita dal Consiglio dAmministrazione? Quali sono le entrate economiche e come vengono spesi questi soldi? Cosa viene destinato alla conservazione delle collezioni, alla ricerca, ai servizi di accoglienza per i visitatori, alla manutenzione, alla didattica, alle mostre, alle nuove acquisizioni? Che parte giocano i sovvenzionamenti pubblici e gli sponsors privati nel bilancio? E quali sono gli appoggi politici?
Lunico sito dove ho notato un forte e netto miglioramento volto alla trasparenza il portale della Regione Lombardia. Il bilancio del settore cultura reso pubblico: si pu conoscere dove e come i fondi della Regione Lombardia sono stati spesi. Al contrario, i musei che hanno ricevuto le sovvenzioni, non rendono pubblico come e dove quei soldi siano stati utilizzati.

La mancanza di capacit manageriali indubbiamente una lacuna grave non essendo in grado di costruire relazioni autorevoli e costruttive ne con le autorit politiche ne con sponsors privati.
Non detto, infatti, che chi possiede una formazione storico-artistica sia capace di gestire un museo. La gestione del personale, la capacit di operare delle scelte sia etiche che finanziarie, labilit di mantenere buone relazioni con le autorit politiche e di difendere la credibilit dellistituzione nei confronti del consiglio damministrazione, degli sponsors, dei visitatori, della stampa, dei volontari e degli impiegati stessi, sono aspetti che trascendono e devono aggiungersi allimportanza della preparazione culturale.
Daltro canto, le capacit puramente economico-manageriali o politiche, se disconnesse da una preparazione umanistica, possono provocare danni irrimediabili al nostro patrimonio. impensabile che un economista possa gestire unimpresa culturale perch la conoscenza delle collezioni un fattore imprescindibile per lapprezzamento del valore culturale.

Purtroppo immobilizzato dai sistemi di assunzione e talvolta ancora viziato da strategie di nepotismo, il settore della cultura in Italia incapace di utilizzare al meglio le risorse umane disponibili promuovendo la meritocrazia. Chiuso e impermeabile alle assunzioni di professionisti preparati, non neppure efficace nellinvestire in modo costruttivo sulla forza del lavoro volontario.

Lambiente anglosassone, al contrario, aperto sia agli studenti che ai neolaureati non viziato da pregiudizi razziali, di religione o di nepotismo. Se da un lato fortemente gerarchico, daltro canto ineccepibilmente rispettoso nei confronti di ogni professione.
I metodi stessi di assunzione esprimono unapertura invece che innalzare barriere: il fatto che (vale per tutti i settori) si venga assunti tramite un approfondito colloquio o in seguito alla presentazione di un progetto, invece che attraverso concorso statale, rende lintero panorama del mondo del lavoro estremamente mobile, flessibile e competitivo.
Si avverte tangibilmente il senso della meritocrazia proprio perch c rispetto dei ruoli professionali. In poche parole veramente difficile, quasi inesistente, imbattersi in una persona che ricopre una carica senza averne le capacit. Di conseguenza ogni decisione, seppur non sempre condivisa da tutti, viene presa autorevolmente e accettata dagli altri, interni o esterni, con rispetto.
E di ci lintera istituzione ne beneficia: gli ambienti sono accoglienti, puliti, offrono servizi efficienti. Il personale gentile, preparato e consapevole di svolgere un servizio pubblico importante. I visitatori si sentono accolti.

Senza dubbio la politica del Governo esercita un ruolo determinante nel processo di valorizzazione del patrimonio.
Nel 1997, nellambito del programma di rinnovamento del Governo Blair, il Ministro della Cultura Chris Smith ha chiesto che tutti i musei e Art Councils della nazione producessero un documento in cui venisse resa pubblica la arts policy. Con questa operazione politica le istituzioni stesse hanno dovuto definire la propria missione e rivedere il prorpio ruolo. Il risultato che gli scopi culturali delle istituzioni sono oggi resi chiari e palesi. Ma non solo: per ottenere fondi, i musei devono produrre programmi culturali che rispondano ai contenuti programmatici dettati dalla classe politica. E lo devono fare studiando e promuovendo il valore delle loro collezioni. vero che il governo Blair ha destinato grande attenzione alla cultura, ma se si guardano i bilanci dei musei (disponibili on line), si scopre che la Tate produce il 70% del proprio bilancio, mentre la National Gallery e il British Museum, che sono statali, devono provvedere rispettivamente a 1/3 e del proprio bilancio. Questi musei sono tutti ad ingresso gratuito, offrono ricchi programmi educativi gratuiti, non hanno giorni di chiusura infrasettimanali e sono gestiti con grande professionalit.



news

16-11-2018
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 16 NOVEMBRE 2018

18-09-2018
Il Ministro Bonisoli: abolire la storia dell'arte

16-09-2018
Le mozioni dell'VIII Congresso Nazionale di Archeologia Medievale

14-09-2018
Manifesto della mostra sulle leggi razziali e il loro impatto in un liceo triestino.La censura del Comune

12-09-2018
Bando Premio Silvia Dell'orso: il 30 settembre scadono i termini per candidarsi

03-09-2018
Appello per la salvaguardia dellArchivio e del patrimonio culturale delle Acciaierie di Piombino

24-08-2018
A due anni dal terremoto in centro Italia

08-08-2018
Comitato per la Bellezza. Altro palazzone di 6 piani in piena riserva naturale del Litorale romano

24-07-2018
Da Emergenza Cultura: San Candido (BZ), uno sfregio che si poteva e doveva evitare

21-07-2018
Inchiesta de "L'Espresso" di Francesca Sironi: Il ministro Alberto Bonisoli e la scuola offshore

20-07-2018
Associazione Nazionale Archeologi. MIBAC: il titolo non è unopinione!

08-07-2018
Su Eddyburgh un intervento di Maria Pia Guermandi sull'Appia Antica

13-06-2018
Disponibile la relazione di Giuliano Volpe sull'attività del Consiglio Superiore

12-06-2018
Lettera aperta al Sig. Ministro dei Beni Culturali dott. Alberto Bonisoli: Per un futuro all'archeologia italiana

04-06-2018
Dalla rete: sul nuovo governo e sul nuovo ministro dei Beni culturali

19-05-2018
Sul contratto M5S - Lega vi segnaliamo...

17-05-2018
Cultura e Turismo: due punti della bozza Di Maio - Salvini

15-05-2018
Sulla Santa Bibiana di Bernini: intervento di Enzo Borsellino

13-05-2018
Premio Francovich 2018 per il miglior museo/parco archeologico relativo al periodo medievale

04-05-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni" abbiamo pubblicato un contributo di Franco Pedrotti sul depuratore della piana di Pescasseroli: una sconfitta del protezionismo italiano

01-05-2018
Archistorie: rassegna di films sull'architettura dell'Associazione Silvia Dell'Orso

30-04-2018
Nella sezione "Interventi e recensioni", abbiamo pubblicato un contributo di Vittorio Emiliani: Appena 11 giardinieri per Villa Borghese. Ma l'erba "privata" non è meglio

26-04-2018
Roma. Il nuovo prato di piazza di Spagna non regge, il concorso ippico migra al Galoppatoio

21-04-2018
Anna Somers Cocks lascia The Art Newspaper. Intervista su "Il Giornale dell'Arte"

04-04-2018
VIII edizione del Premio Silvia Dell'Orso: il bando (scadenza 30/9/2018)

29-03-2018
Comitato per la Bellezza: A Palazzo Nardini chiedono già affitti altissimi ai negozi

25-03-2018
Lettera aperta di Archeologi Pubblico Impiego - MiBACT ai Soprintendenti ABAP

25-03-2018
A Foggia dal 5 aprile rassegna Dialoghi di Archeologia

23-03-2018
Comitato per la Bellezza e Osservatorio Roma: Tre richieste fondamentali per salvare Villa Borghese e Piazza di Siena

17-03-2018
Comunicato ANAI sul tema delle riproduzioni fotografiche libere

Archivio news