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Modena: demolizioni edificio storico nel nome santissimo del PRG. Tutela alle regioni?
22-07-2008
Maria Ricci

Spiace, ma con amarezza evidenzio che Codesto Comune, che gentilmente mi ha inviato l'e-mail che allego, non sembra che abbia applicato quanto previsto per la tutela del patrimonio paesaggistico e culturale. L'edificio in questione, non è un edificio "rimaneggiato" in senso spregiativo, bensì il più vecchio edificio del quartiere e di qualche anno prima del 1930, in perfetto stato di conservazione, carico di storia (testimonianza anche nel fotomuseo Panini) di affetto dei cittadini ed utilizzato per attività pubbliche.

Il PRG, prevede la demolizione, ma il PRG è dovrebbe essere determinato dal Comune, pertanto chiedo a codesto Comune alla Soprindentenza, al Signor Ministro dei Beni Culturali nuovamente la tutela dell'immobile e che ne sia evitata la demolizione per il recupero conservativo, pertanto analogamente egli edifici citati dall'Assessore Sitta, anche questa testimonianza deve essere preservata, delle poche nel nostro quartiere - se non l'ultima -, quale diritto dei cittadini per la salvaguardia paesaggistica e culturale. Prego di volersi attivare immediatamente poichè a quanto si evince, in queste ore si sta allestendo il cantiere per la demolizione. Chiedo cortesemente alle autorità ed illustri personalità, di cui invio la presente per conoscenza, di fare il possibile per salvare questa pregiata testimonianza. Nella speranza in un positivo riscontro saluto cordialmente.

Ricci Maria - Modena
allego foto e precedente e.mail.

Messaggio inoltrato ---------- Da: Assessore Mobilita' Date: 7 luglio 2008 12.40
Oggetto: edificio ex-officine Julli via Cesalpino A: zadalaqua@gmail.com

Gent.le Sig.ra Ricci,
comprendo e apprezzo il suo interesse nel segnalare all'Amministrazione l'anticipata notizia di una prossima demolizione dell'edificio di cui all'oggetto che, come dite, ha ospitato attività artigianali per tanti anni.
Questa struttura, riferibile agli anni 30 e rimaneggiata più volte nel corso del tempo, presenzia in un quartiere esso stesso profondamente cambiato ed è stata a lungo praticamente dismessa. Ricordiamo che in anni recenti aveva ospitato una attività di pubblico esercizio e che l'amministrazione comunale era stata anche interessata a quell'epoca per problemi di rumore e di traffico.
L'edificio è di proprietà privata e il PRG prevede in quel sito la possibilità di costruire residenze.
Non è pensabile purtroppo che il Comune possa farsi carico di preesistenze, private lo ripetiamo, che in qualche modo hanno una storia, anche radicata nel quartiere, come in questo caso ma che, come tutto, il PRG ha preso in esame e anche per essa dettate le regole della trasformazione.
Non risulta, peraltro, nei piani dell'Amministrazione nessuna ipotesi di acquisto degli immobili per utilizzi pubblici. Credo sia noto peraltro l'impegno dell'Amministrazione nel dotare la città di nuovi importanti spazi culturali. Ricordo solo i principali: Ex Ospedale S.Agostino, ex AMCM, ex Fonderie, ex Cinema Principe, Casa Natale Ferrari, ecc.. , impegni straordinari che non consentono di individuare risorse aggiuntive per altri interventi.
Cordiali saluti
l'Assessore Daniele Sitta

URGENTE A: Sindaco di Modena Giorgio Pighi – Assessore Sitta Daniele Comune di Modena – Ing. Vellanti Giovanni Comune di Modena – Soprintendenza per la Provincia di Modena Arch. Polidori; p.c. Ministro per i Beni e le Attività Culturali On. Sandro Bondi, Sigg. Parlamentari modenesi On. Mariangela Bastico, On. Giuliano Barbolini, On. Manuela Ghizzoni; On.Ivano Miglioli, Presidente Circoscrizione n. 4 Cirelli Alberto, Consigliere Artioli Enrico, Dott. Giovanni Losavio Italia Nostra, Arch.Costanza Pratesi FAI, Ing. Tartaglione Piernicola, Parrocchia San Faustino Don Alberto Zironi;

Gentilissimi,

faccio seguito alle precedenti segnalazioni inerenti alla richiesta di tutela dell'edificio di inizio secolo scorso di Modena: quartiere San Faustino, Via Cesalpino (ex officine Julli, ex circolo Archimede ecc..), vi anticipo che l'autorizzazione della concessione della demolizione sembra che sia imminente, non si capisce quando, speriamo di non rivivere film della speculazione anni 60/70, in cui ci si sveglia al mattino con la sgradita sorpresa di non vedere più l'edificio originale. Evento che nessuno desidera, vissuto con sconforto e senso di abbandono da parte del Comune, in quanto c'era la certezza che sarebbe stato sempre riutilizzato per scopi sociali o comunque legati al pubblico, ma mai abbattuto; inconcepibile! C'è chi addirittura, per quanto è amato, con il "magone" ha fatto un filmato, perchè già ne sente la mancanza, cogliendo anche un particolare poetico: la rossa rosa rampicante aggrappata hai mattoni (un'opera d'arte di strada - paradosso - rossa come il colore di riferimento del nostro Comune!). Per questo persisto nel chiedere, che non venga eseguito l'abbattimento, ma sia GIUSTAMENTE PROTETTO E PRESERVATO nella sua originalità ed autenticità, in merito ho sentito pareri di esperti del settore, possiede tutte le peculiarità previste dalla legge, ne cito solo alcune: storiche – è nato prima lui che il quartiere, gli edifici di oggi gli sono nati intorno, immagini dell'epoca lo ritraggono in piena campagna è per questo da sempre elemento distintivo del nostro contesto urbano; culturale – particolarmente significativo per la storia dell'economia modenese, testimone del passaggio strategico da una economia prettamente rurale a quella industriale/artiginale, che ha fatto la fortuna della nostra città. E le nuove interpretazioni di legge al riguardo colgono la necessità di una nuova visione della storia non più limitata agli eventi cruciali ma attenti anche agli aspetti della cultura materiale; valore estetico di tradizione architettonica semplice ma notevole come le sue dimensioni – muri in mattoni di cotto costruiti con perizia, pareti e volta possenti, copertura di tegole tradizionali - che nel contesto anonimo del quartiere impressionano, anche chi lo vede per la prima volta (è già da qui il riconoscimento istintivo e naturale del valore architettonico); la popolazione – è un forte significato d'appartenenza e d'affetto dei cittadini - da luogo di lavoro a luogo di "emozioni". Adottato da generazioni di modenesi, è stato officina artigianale, poi animato da molteplici attività contemporanee visto lo spazio generoso, solo per citarne alcune: circoli culturali, di musica, ristorazione (Archimede, Backammon, Pernilla…), religiosi (sala del Regno dei Testimoni di Geova), artigianali (ebanista, onoranze, elettricista, litografo), meccaniche (famosa officina motociclistica), ecc. Per tutto ciò, e per quanto altro previsto e che non ho citato, CHIEDO cortesemente, ma fermamente, che siano promosse urgenti azioni di tutela per salvaguardare questo manufatto, arrivato al 2008, in perfetto stato di conservazione che VENGA EVITATA LA PERDITA di questo fondante patrimonio artistico urbano (l'abbattimento della casa del bottaio è una ferita ancora viva nella nostra comunità). Evidenzio che le leggi prevedono "l'importanza di trasmettere alle generazioni future, e non solo, un patrimonio architettonico ambientale ben conservato, rivendicazione all'appartenenza alla propria città per vivere un territorio "a misura d'uomo" ed evitare il rischio di perderlo per "noncuranza" o "disattenzione". Con piacere Gent. Sig. Sindaco Pighi, si è colta la sua sensibilità sull'argomento, dai microfoni di TRC, quando rimarcava che edifici di archeologia industriale devono essere mantenuti per rispetto alla cittadinanza per le "emozioni" che danno carichi di "affetto collettivo": parlando di una palazzina dove si pagavano le bollette dell'azienda municializzata, anni '70 dell'ex AMCM (area quartiere Buon Pastore). Parole giuste che si addicono, ma con più valenza, poichè ben più indietro nel tempo e di qualità nei materiali, per il nostro manufatto. Segnalo che c'è un vivo interesse per un progetto di realizzazione del suo restauro (alcuni che leggono per conoscenza sono già partecipi) a favore del quartiere e della città, al fine di creare uno spazio unico che, realizzato, diventerà indispensabile fattore di sviluppo, benessere e cultura (per anziani, giovani, bambini, ludoteca, luogo di letture e ascolto, mostre, convegni, dibattiti e confronti, animazioni, ricorrenze e celebrazioni, eventi, punti di uffici pubblici, ecc.). E qui si può accennare anche al problema della sicurezza, è un argomento di questi tempi, a cui si dà massima attenzione: le paure, la diffidenza, che fomenta il clima di insicurezza si disinnescano con la conoscenza, ma ci vogliono i luoghi riconosciuti! Prego di venire ad osservarlo direttamente o semplicemente con pc su google earth, è un corpo unico notevole, semplice per realizzare il suo recupero, con una bella area esterna, e le murature recuperate semplicemente a "vista", sarebbero uno spettacolo, con un interno che stupisce dall'ampiezza, possente con larghe finestre. In merito c'è ampia disponibilità per la raccolta di firme ed anche la segnalazione agli organi di stampa della questione, considerato appunto il luogo significativo per la collettività. È informazione dovuta che non ci si può trovare nello sconcerto del fatto compiuto. Mi appello nuovamente, al Sindaco, agli Organi Politici, Amministrativi, Tecnici, alle Istituzioni di tutela, di attivarsi per preservarlo, con vincoli artistici e paesaggistici per una gestione sostenibile ed il miglioramento della qualità della vita, del nostro quartiere e della città: da qui un sicuro consenso. Si ringrazia. Cordiali saluti.

Ricci Maria - Modena



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