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Mala-urbanistica (lucchese e toscana)
08-08-2008
Roberto Mannocci*

I governanti toscani, con i dati estratti dal rilievo satellitare Corine Land Cover, hanno tranquillizzato: in Toscana si è costruito pochissimo. Le sensazioni dei comuni cittadini sono quindi solo false percezioni!

Ha tranquillizzato (e moltissimo) anche il Garante della Comunicazione prof. Morisi a cui però (come all’assemblea della Rete dei Comitati a fine giugno) è sfuggita la valutazione che i Comitati stessi sono “fuori dal mondo” non solo perché percepiscono quello che non c’è assolutamente (l’eccesso di costruzioni), ma perché non si rendono conto che le villettopoli così vituperate in realtà sono richieste, e volute, e hanno mercato, quindi la Regione (che è dentro il mondo) cosa può fare?

Insomma la Regione (stando dentro il mondo) vuole essere efficiente interprete di queste voglie comuni di villettopoli e i margini per farlo sono ancora molto ampi. Certo, ancora ce ne vuole per deturpare tutto il paesaggio dell’intera Toscana e (graziealcielo!) esistono ancora tanti scorci intatti sfruttabili dai migliori attuatori delle nostre voglie e dei nostri bisogni: gli speculatori.

Non sappiamo, in dettaglio, cosa il satellite ha evidenziato (un’analisi dettagliata dell’arch. Claudio Greppi, però, ne rileva puntualmente l’inattendibilità), ma, solo a mo’ di esempio, citiamo il caso della mala urbanistica lucchese, appena scoppiato, e che è del tutto compatibile con la politica urbanistica regionale.

A Lucca si è costruito così tanto, ma così tanto che (con obiettivi dati numerici ancora incompleti e computati solo dal 2004 ad oggi) il Comune è stato costretto a rilevare che in quattro zone (UTOE, in termini tecnici) le quantità residenziali massime stabilite dal sovra-ordinato Piano Strutturale (del 2001) sono state ampiamente “sforate”.

La conseguenza immediata è che il Sindaco ha bloccato il rilascio di permessi per nuove abitazioni in queste zone, rimandando a settembre la correzione dello strumento urbanistico per permettere l’estensione di quelle quantità!

Gli speculatori e gli amanti di villettopoli (così ben interpretati dagli Amministratori) possono quindi stare tranquilli: a settembre con facili accordi tra Comune e Regione il P.S. lucchese sarà debitamente corretto per ampliarne le possibilità!

Questi dati così espliciti però sono ampiamente incompleti perché rilevati limitatamente al periodo 2004/2008 (cioè successivamente all’approvazione del Regolamento Urbanistico) e non partendo dal 2001, ovvero da quando il Piano Strutturale determinò i limiti quantitativi compatibili, e sono stati indirizzati al solo settore residenziale lasciando immotivatamente fuori dal censimento tutto il settore produttivo e quello terziario. Abbiamo quindi ben ragione di pensare che la reale situazione lucchese sia molto più grave di quella, già gravissima, che è emersa.

Ma il fiore all’occhiello della Toscana, dirà qualcuno, è il recupero del patrimonio edilizio esistente!

Purtroppo il “recupero”, che anche a noi piacerebbe veder coerentemente applicato, è termine divenuto troppo ambiguo.

A Lucca, con queste norme toscane che orgogliosamente assegnano ai comuni grande e totale discrezionalità, tutto quello che è configurabile come recupero di immobili o ristrutturazione dell’esistente o demolizione e ricostruzione non è computato ai fini del carico urbanistico, né quello che si ottiene dallo sfruttamento delle volumetrie esistenti è scomputabile dai fabbisogni della comunità.

Allora non solo il “recupero” non serve assolutamente a limitare il consumo di nuovo suolo, ma diviene mero “abuso” di volumi comunque reperibili: così è nata la mutazione di serre agrarie collinari in 32 appartamenti, i capannoni sono divenuti condomini, negozi, centri commerciali ed uffici, si sono abbattute tettoie per costruire in centro storico 55 abitazioni ex novo, è nata la bulimica metamorfosi di baracche di lamiera in ville-portaerei con nuove strade, parcheggi e piscine sugli intatti rilievi collinari….

Ancora il Comune di Lucca, nella sua inviolata autonomia, è stato libero di regalare, ai possessori di edifici, 180 mc in più una tantum, oltre a garages, seminterrati, sottotetti, ascensori, scale, corridoi ecc. Tutte cose non computabili, se no…. altro che sforamenti!

Con quest’istruttiva esperienza, chiediamo alla Regione Toscana di fare subito un passo importante e necessario: raccogliere da tutti i Comuni toscani i dati sui permessi per nuove costruzioni, ristrutturazioni, trasformazioni, bonus volumetrici, spazi accessori ….. anno per anno dal 1995 in poi per confrontarli con i singoli quantitativi ammissibili.

Tre/quattro mesi di tempo, nell’epoca informatica, sarebbero sufficienti per sapere, obiettivamente. Il finanziamento dell’operazione potrebbe derivarsi dai fondi (finalmente ben utilizzati) della Comunicazione e della Partecipazione. Sapere e monitorare, obiettivamente, con dati numerici, cosa è successo sul territorio toscano e dove lo stiamo portando, per chi e per quante persone e per quali constatati e previsti bisogni stiamo costruendo e martoriando città territori e paesaggi, non è un vezzo, è un dovere!

Roberto Mannocci
Consigliere nazionale di Italia Nostra



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