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Omissioni e segreti della stazione MUOS di Niscemi destinata alle guerre stellari USA
09-10-2008
Antonio Mazzeo

Le istituzioni siciliane di fronte allallarme ambientale rappresentato dallinstallazione a Niscemi della stazione terrestre del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS. I lavori per ospitare i nuovi radar sono per iniziati segretamente il 19 febbraio 2008, senza che lallora governo di centrosinistra rendesse pubblica la concessione dellisola per le Guerre Stellari delle forze armate degli Stati Uniti dAmerica. E la stazione MUOS sorger allinterno di unimportante riserva naturale



Sembra preoccupare perfino la Regione Siciliana linstallazione a Niscemi della stazione di controllo terrestre del Mobile User Objective System MUOS, il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integrer comandi, centri dintelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, ecc.. L8 ottobre, durante la seduta del Consiglio regionale, lassessore al turismo e ambiente, Giuseppe Sorbello, ha sollecitato il Consiglio siciliano per la protezione del patrimonio naturale (CRPPN) a fornire chiarimenti e un supplemento di istruttoria in relazione al progetto MUOS, per l'installazione di un sistema di comunicazione per utenti mobili da allocare nella riserva naturale di Niscemi. Data la possibilit di problematiche legate all'elettromagnetismo, lassessore Sorbello ha invitato il CRPPN ad approfondire i pareri gi rilasciati da altri enti
prima del completamento delliter approvativi. In particolare, il CRPPN dovr richiedere al Comune di Niscemi (che ha gi rilasciato il nulla osta alla valutazione di incidenza), di esplicitare chiaramente se in sede di rilascio del nulla osta abbia tenuto nella dovuta considerazione la problematica riguardante le emissioni elettromagnetiche previste in progetto. Nella stessa seduta, il Consiglio regionale ha pure inviato allArpa Sicilia (lAgenzia Regionale Protezione Ambiente), gli elaborati e le relazioni di progetto, per una istruttoria integrativa in particolare sulle emissioni elettromagnetiche previste e sulle eventuali refluenze che queste possono avere in contrasto con la biocenosi presente.
Se con la richiesta di approfondimento dellAssessorato allambiente, le associazioni che si battono contro i dilaganti processi di militarizzazione della Sicilia segnano un punto a favore, la seduta del Consiglio regionale ha reso pubblici alcuni elementi inquietanti. Il primo riguarda la decisione dinstallare la potente stazione UHF allinterno della Riserva Naturale Orientata Sughereta di Niscemi. Istituita nel luglio 1997, essa rappresenta assieme al Bosco di Santo Pietro (Caltagirone), il residuo di quella che un tempo era la pi grande sughereta della Sicilia centro-meridionale. La riserva si estende per quasi 3.000 ettari ed ospita una fauna diversificata che annovera gatti selvatici, volpi, ghiri, picchi rossi maggiori ed upupe. Non poco in una delle zone della Sicilia dove impera labusivismo edilizio e sorgono alcuni tra i pi devastanti complessi petroliferi nazionali.
Le carte in possesso dellassessorato regionale rivelano inoltre che lamministrazione comunale di Niscemi era da tempo a conoscenza del progetto MUOS, al punto di averne valutato non si sa come la compatibilit ambientale. Ciononostante i cittadini di Niscemi e dei vicini comuni di Gela e Caltagirone non sono mai stati informati dellesistenza del pericolassimo programma militare, un segreto inespugnabile anche per il Parlamento italiano, mai chiamato a valutarne scopi e impatti geostrategici.



Lavori al via ben otto mesi fa

Mentre per la Regione siciliana chiede ulteriori approfondimenti sulla futura stazione MUOS, le autorit militari statunitensi hanno iniziato da tempo a Niscemi i lavori per ospitare tre grandi antenne radar circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, e realizzare una centrale di comando, depositi carburanti e strade di collegamento (valore complessivo superiore ai 43 milioni di dollari). Le prime opere di movimentazione terra e di predisposizione delle piattaforme per limpianto MUOS hanno infatti preso il via lo scorso 19 febbraio, dopo una breve cerimonia a cui partecip, tra gli altri, il direttore del Mobile User Obiective Program della Us Navy, Wayne Curls. Secondo quanto riportato in una nota interna dellU.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily (NavComtelsta Ncts, il comando che coordina le attivit dellesistente stazione di telecomunicazione navale di Niscemi), nel
corso della sua visita, Wayne Curls ha descritto le enormi potenzialit del sistema MUOS. Quando il sistema sar pienamente implementato ha dichiarato i sistemi di Guerra avranno la completa capacit di comunicazione per rispondere a tutte le richieste di missione in qualsiasi parte del mondo. Sempre secondo NavComtelsta, inizialmente i lavori saranno eseguito dai contractors e la nuova infrastruttura comporter un piccolo aumento nel sito del personale della Marina Usa. La realizzazione della stazione prevista entro tre anni. I lanci dei satelliti saranno eseguiti entro il 2010, cos il sistema sar MUOS sar online nel 2011.
Lavori a pieno regime, dunque, e dal 19 febbraio 2008, data in cui presidente del consiglio era ancora Prodi e ministro della difesa Parisi. Il governo di centrosinistra aveva concluso la sua effimera legislatura senza rispondere alle interrogazioni di alcuni parlamentari di Rifondazione Comunista e Verdi che avevano chiesto conferma delle indiscrezioni stampa sul piano dinstallazione in Sicilia del nuovo sistema satellitare. Pi grave ancora lomissione del comandante dei reparti dellAeronautica militare italiana di stanza a Sigonella, Antonio Di Fiore, che nel corso di unispezione parlamentare a Sigonella del deputato Cannav (Prc), il 31 marzo 2008, aveva smentito con fermezza la realizzabilit del MUOS. Anche volendo aveva dichiarato Di Fiore la stazione radar non si potrebbe realizzare a Sigonella perch la gestione non compatibile col volume di traffico civile gestito dal radar militare esistente nel vicino aeroporto di
Catania-Fontanarossa. Lalto ufficiale ovviamente prefer sorvolare sul fatto che da pi di un mese erano stati avviati i lavori MUOS nella vicina Niscemi, localit prescelta in sostituzione di Sigonella proprio per ridurre linterferenza delle onde elettromagnetiche sui sistemi di bordo degli aerei, ma soprattutto per evitare che le emissioni potessero avviare la detonazione degli ordigni presenti nella grande stazione aeronavale, come accertato nel 2006 da uno studio delle societ statunitensi AGI - Analytical Graphics, Inc., e Maxim Systems.
Di contro nessuno se l sentita a valutare i possibili effetti delle onde elettromagnetiche sulle popolazioni che vivono nei pressi dellinstallazione di Niscemi. Le ricerche in materia non mancano, anche se sono ancora troppo poche quelle relative allemissione dei sistemi radar e di telecomunicazione militare. Sufficienti per a delineare scenari estremamente preoccupanti. Fra tutte, spiccano le risultante dellinchiesta su Gli effetti associati allesposizione umana nella Waianae Coast ai campi di radiofrequenza dellinstallazione militare LF (bassa frequenza) di Wahiana, realizzata nel 1999 dagli oncologi statunitensi Maskarinec, Cooper e Swygert per conto del Dipartimento alla Salute dello stato delle Hawaii. La base militare di Wahiana di propriet della Marina Usa e pu essere considerata come una sorella della stazione di Niscemi, anche perch destinata ad ospitare un secondo terminal terrestre del sistema MUOS.
Ebbene, lo studio dei ricercatori si incentrato sulla popolazione infantile della Waianae Coast, evidenziando ben 12 casi di leucemia nel periodo 1979-1990. Sette di questi casi (tutti accaduti negli anni 1982-84), sono stati definiti inusuali in termini di sesso, et e tipo di leucemia. I rischi di esposizione sono stati definiti altissimi per i bambini residenti in un raggio di 2,8 miglia intorno ai trasmettitori.



Una selva di antenne ad altissimo costo energetico

Attualmente a Niscemi sono installate una quarantina di antenne di trasmissione HF (alta frequenza) ed una LF. Questultimo impianto trasmette su una frequenza di 39,9-45,5 kHz, contribuendo alle comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) di Stati Uniti ed alleati NATO. A partire dalla fine degli anni 90, le stazione di Niscemi, Aguada (Portorico), Keflavik (Islanda) e Awase (Giappone) sono state dotate del sistema di trasmissione LF AN/FRT-95, che ha consentito alle forze armate Usa di accrescere la copertura nelle regioni del Nord Atlantico e del Nord Pacifico. Il trasmettitore AN/FRT-95A opera tra i 24 ed i 160 kHz con una potenza compresa tra i 280 kW e i 500 kW, ma il sistema permette lestendere in caso di necessit sino ai 2,000 kW.
A seguito della chiusura della stazione di Keflavik, nel dicembre 2006 sono state assegnate a NavComtelsta - Niscemi tutte le funzioni di collegamento in bassa frequenza con i sottomarini strategici operanti nella regione atlantica. Limpianto terrestre MUOS sar in VHF-UHF (Very High Frequency ed Ultra High Frequency), con frequenze che raggiungeranno valori compresi tra i 244 e i 380 MHz. Le onde radio VHF-UHF attraversano la ionosfera senza venire riflesse e per questo vengono usate per le trasmissioni extraspaziali con i satelliti artificiali. Esse possono anche essere usate per trasmissioni terrestri oltre lorizzonte utilizzando le irregolarit della troposfera (la parte bassa dellatmosfera). Queste irregolarit riflettono le onde in tutte le direzioni, consentendo ai segnali UHF di disperdersi su vaste aree geografiche.
Se ignoto limpatto su salute delluomo e ambiente delle onde elettromagnetiche della stazione di Niscemi, amministratori e cittadini dovrebbero comunque allarmarsi per gli additivi ed altri prodotti nocivi contenuti nelle spropositate quantit di gasolio divorate dagli impianti di telecomunicazione della base. Stando ai dati forniti dal Pentagono, nel solo periodo compreso tra il 2003 e il 2005 il Sito di Trasmissione di Niscemi stato rifornito di 2.100.000 litri di gasolio (tipologia DF2), pari ad un consumo di 700.000 litri lanno. Di per s il dato non dice molto se non lo si compara con il consumo di altre infrastrutture militari Usa in Italia, ben differenti per grandezza e funzioni dalla minuscola stazione di Niscemi. A Sigonella, ad esempio, nello stesso periodo sono stati consumati 10.400.000 litri di gasolio; 9.100.000 di litri il consumo a Camp Darby (Livorno); 18.000.000 ad Aviano (Pordenone). Che Niscemi sia una
stazione del tutto anomala dal punto di vista energetico, traspare dalla verifica dei consumi di altre importanti installazioni di telecomunicazione che gli Stati Uniti possiedono in Italia. Il potente impianto di generazione elettrica per i sistemi radar di Napoli-Capodichino, ad esempio, ha richiesto appena 550.000 litri di gasolio DF2. La stazione Usa-Nato dellisola di Tavolara, in Sardegna, anchessa utilizzata per le comunicazioni LF con i sottomarini, ha divorato 300.000 litri, quantit sette volte inferiore a quella di Niscemi.
Ma chi controlla la dispersione dei prodotti di combustione nellatmosfera, nel suolo e nellacqua dellonnivoro impianto siciliano?



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