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“Tappeti svelati” e “interessi occulti”
13-10-2008
Ercole Noto

Al Ministro per i Beni
e le Attività Culturali
Senatore SANDRO BONDI
E-mail: bondi_s@posta.senato.it

E p.c.: ad amici e “portatori sani”

“Tappeti svelati” e “interessi occulti”

Gentile Signor Ministro,

il telegramma da Lei fatto pervenire agli organizzatori della rassegna “Tappeti svelati” - (evento espositivo in corso a Ravenna, sotto l'Alto Patronato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione con il Comune e altri partners locali) -, con i Suoi “complimenti per il lavoro svolto e dove si sottolinea l’importanza della collaborazione scuola-istituzioni culturali” (dal sito web ‘ravennnotizie.it’, di sabato 11 ottobre 2008), è rappresentativo, a mio modo di vedere, dei rapporti istituzionali corretti che deve tenere un uomo di Governo, anche quando si tratta di politici che forse non meriterebbero tanta attenzione, e confermano, ancora una volta, i valori di onestà intellettuale che definiscono i tratti della Sua signorilità.
A tal proposito, per renderLa partecipe del “dibattito” in corso sul sistema culturale ravennate, mistificato dall’atteggiamento di apertura verso iniziative improntate alla collaborazione fra scuola e istituzioni culturali, come la suddetta rassegna, che in realtà serve ai politici locali per “fare quadrato” e arginare la polemica e la protesta recente per la chiusura di scuole e corsi di formazione professionale, Le invio in allegato copia di quanto ha pubblicato sull’argomento il sito web ‘patrimoniosos.it’, dal titolo: “Collage Ravennate: altra documentazione sul mosaico e dintorni”.
Pensi Signor Ministro, a proposito della questione delicata degli scavi di Pompei, che sta tanto a cuore a Lei e al Premier Berlusconi, cosa ha avuto l’ardire un operatore turistico ravennate conosciuto nell’ambiente degli affittacamere come uno che “conta”, di “suggerire” a Lei ministro per i Beni culturali, senza perdersi in circonlocuzioni eufemistiche, di affidare alla Fondazione Ravenna Antica la gestione del sito di Pompei (da ‘ravennanotizie’, mercoledì 3 settembre).
Non sapevo di primo acchito se considerare la proposta dell’affittacamere interessata o, come afferma lo stesso, provocatoria. Ad ogni buon conto Le riporto di seguito il testo integrale della comunicazione di cui sopra:

LA POSTA DEI LETTORI/ Affidiamo a Elsa Signorino anche gli scavi di Pompei
mercoledì 3 settembre 2008

"Leggo sul Carlino la desolante cronaca di quanto accaduto presso gli scavi di Pompei. Come operatore turistico ma anche sopratutto come cittadino italiano, rimango indignato per quanto si faccia per affossare il nostro bel paese e l'immagine che diamo all'estero.

Vergogna per coloro che, infischiandosene dei diritti dei visitatori, li hanno bellamente lasciati fuori dai cancelli per ore. Come se gli scavi di Pompei fossero cosa loro. Fossi un operatore turistico di Napoli lancerei una bella raccolta di firme per spedire a casa quei fannulloni e li denuncerei per il danno procurato.......ma sono un operatore turistico di Ravenna, così lancio una provocazione: Ministro Bondi, perchè non affida alla Fondazione Ravenna Antica la gestione del sito di Pompei ?!?!

Posso capire che mettere a capo degli stessi una brava Presidente come la Signorino...decisamente non allineata potrebbe procurarLe qualche mal di testa, ma vuole mettere quale rilancio per la zona, per l'immagine, la sua compresa......?!?!
Meditate gente, meditate.......". (filippo donati)

Per rimanere in ambito Campano, a proposito del Forum delle Culture, il Presidente del Consiglio spiega «di aver individuato tre nomi a cui proporre di traghettare la città - (Napoli) - all'evento previsto nel 2013». «Ne discuteremo con il Presidente della Regione, Antonio Bassolino, ed il sindaco Rosa Russo Iervolino - precisa Berlusconi - la decisione conclusiva deve essere condivisa ed alla prima occasione utile parlerò della rosa dei nomi con le Istituzioni locali . L'importante - conclude - « è che si tratti di una persona competente sotto l'aspetto culturale ed in grado di dirigere una macchina così complessa».
Peccato che fra quei nomi che ha in mente il Cavaliere non c’è alcuna ex parlamentare di sinistra, né tanto meno un imprenditore d’area romagnola. Eppure le occasioni che si profilano all’ombra del Vesuvio, per il rilancio del turismo e dello sviluppo economico di Ercolano e dell’area della costa vesuviana, sono tante e allettanti. Pensiamo al progetto “Herculaneum Opportunities”, di cui il programma Urban Herculaneum prevede una serie integrata di azioni finalizzate alla riqualificazione urbana, sia infrastrutturale sia sociale e culturale del territorio.
Un’iniziativa che rappresenta un’effettiva opportunità di business per un soggetto privato che voglia investire in un ambito che si contraddistingue per un ricco, variegato e completo sistema turistico (scavi archeologici, un Parco Nazionale, quello del Vesuvio, e altre innumerevoli occasioni di visita, svago, buon vivere) “in grado di competere efficacemente e con successo sul mercato”.
Si facciano avanti, quindi, questi signori “potenti”, ora che lo Stato si sta riappropriando del territorio, e dimostrino con i fatti, e non con la solita tracotanza che li contraddistingue, il loro vero valore imprenditoriale.

Mi è gradita l’occasione per porgerLe distinti saluti.

Ercole Noto


Ravenna, 12 ottobre 2008


'Tappeti svelati': anche il computer al servizio dei mosaici
sabato 11 ottobre 2008

Un sapere antico, unico è quello dei mosaicisti che ‘inventarono’ i cartoni dei mosaici; in tempi in cui la fotografia era ancora poco precisa e fedele, i filmati inesistenti o rari i mosaicisti cominciarono ad eseguire copie fedeli su cartone dei mosaici antichi e a colorarle. Un esercizio di grande allenamento per gli allievi per imparare a conoscere a fondo le regole e la tecnica del mosaico. È questo quello che si ritrova nella mostra “Tappeti svelati”, inaugurata ieri nella ex Chiesa di San Domenico, realizzata dalla Fondazione RavennAntica e dall'Istituto Statale d'Arte per il Mosaico “G. Severini” dove si possono ammirare una serie di cartoni originali, rilievi fotografici e stampe realizzate durante le varie fasi dello scavo della Domus dei Tappeti di Pietra.
All’evento sono intervenuti il sindaco Fabrizio Matteucci, l’assessore alla cultura Alberto Cassani, l’assessore al decentramento Silveria Lameri, l’assessore alla cultura della Provincia Massimo Ricci Maccarini, Maria Grazia Marini dirigente della cultura del Comune, Mario Petrosino e Mauro Baruzzi rispettivamente responsabile e presidente comunale di Cna, il presidente gruppo turismo e comunicazione di Confindustria Ravenna Gianluigi Casalegno, Lanfranco Gualtieri presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, l’archeologa Maria Grazia Maioli, Nino Carnoli, Isotta Fiorentini, Bruno Bandini, Paolo Raccagni, Felice Nittolo, Luciana Notturni.
Elsa Signorino, presidente della Fondazione RavennAntica, ha definito la mostra: “Un’esperienza pilota fra istituzioni scolastiche e formative ed istituzioni culturali, un apporto originale e prezioso di un’esperienza didattica in partnership che rappresenta una chiave di lavoro da proseguire”. Su questo punto è pervenuto anche un telegramma del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che si è complimentato per il lavoro svolto e ha sottolineato l’importanza della collaborazione scuola-istituzioni culturali.
Un tema ripreso anche dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci che ha ricordato poi, con emozione, quando l’allora sindaco Pier Paolo D’Attorre gli telefonò per raccontargli del ritrovamento dei mosaici di via D’Azeglio.
Continua Signorino: “Tappeti svelati” è parte di un percorso che stiamo conducendo come città per il disvelamento di quello straordinario sito che è la Domus dei Tappeti di pietra. Allo studio, al restauro, alla ricerca su questo sito abbiamo dedicato grandi energie e confermiamo il nostro impegno, cominciato nel 2000. Questa mostra cade, peraltro, in concomitanza con “Otium”, visitabile in San Nicolò fino al prossimo 2 novembre, che restituisce alla fruizione pubblica le pavimentazioni musive della “Domus con soglia a racemi” provenienti dallo stesso sito”.
Era presente all’inaugurazione anche Giancarlo Mori, dirigente del Centro Servizi Amministrativi (ex provveditorato) di Ravenna, che ha esordito con: “Siamo di fronte ad un’audace impresa, un lavoro che si è sviluppato nel tempo – più di 15 anni – rivelando idee molto chiare e una forte professionalità”.
Infine il dirigente scolastico del Severini, Marcello Landi, ha ricordato il grande impegno di Federico Zeri per il sito della Domus: “Fu il primo che si avvicinò a questi mosaici dandogli l’appellativo di ‘tappeti di pietra’ e liberandoli dal triste nome di ‘mosaici di via D’Azeglio’. Zeri voleva un museo stratigrafico che raccontasse tutta la storia di Ravenna, ma per tanti motivi purtroppo non è stato possibile. In questo scavo l’aspetto più interessante è stato il rilievo computerizzato dei mosaici, si trattava di uno dei primi casi in cui questa metodologia di rilievo assumeva un ruolo di primo piano. Da lì in poi il rilievo computerizzato sarebbe diventato di uso comune. Questa mostra è la punta di un iceberg che esiste a Ravenna, di un patrimonio immenso che appartiene a diversi enti e del quale abbiamo cominciato a fare la catalogazione”.
“Tappeti svelati” rappresenta un'inedita testimonianza storico artistica del prezioso lavoro compiuto, con l'ausilio di tecnologie avanzate, dagli allievi dell'Istituto d'Arte Severini, in occasione degli scavi, a partire dal maggio del 1993. Tale lavoro ha contemplato rilievi fotografici e computerizzati di alcune delle stanze della Domus dei Tappeti di Pietra, la realizzazione di numerosi cartoni dei mosaici e interventi di restauro su alcuni di essi.
Il rilievo fotografico e quello grafico, con la conseguente realizzazione dei cartoni, hanno lo scopo di testimoniare lo stato originario dell’opera musiva. Il primo restituisce l’idea dell’ambiente nella sua strutturazione iniziale ed il suo “calore”; il secondo favorisce la percezione delle trame musive riproducendo, attraverso il cartone, nel modo più fedele possibile, la varietà cromatica delle tessere.
Il percorso espositivo parla del modo in cui allievi e insegnanti, accomunati dallo stesso spirito di ricerca e sperimentazione, hanno affrontato le fasi di rilievo e analisi dello stato di fatto e, infine, le fasi delicate di distacco e ricollocazione dei mosaici in linea con le norme sul restauro del Patrimonio artistico.
I curatori dell'esposizione sono Marcello Landi, Elena Pagani ed Isabella Tommasoli, che fanno parte anche del comitato scientifico insieme a Isotta Fiorentini Roncuzzi, Paolo Racagni e Michele Tosi.
L'evento espositivo, realizzato sotto l'Alto Patronato del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, è allestito in collaborazione con il Comune, l'Urban Center, la Provincia, la Direzione Scolastica Regionale, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, con il sostegno della CNA e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
“Tappeti svelati” resterà aperta al pubblico fino al 30 ottobre. L'ingresso è gratuito.
Orari di visita: martedì – mercoledì – venerdì 10-13 e 16-19; sabato e domenica 10 – 19. Giorni di chiusura: lunedì e giovedì
INFO: tel. 0544/36136 www.tappetisvelati.it



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