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Rigassificatore ad Agrigento: inaccettabili le precisazioni dell'Enel
21-10-2008
Enzo Gueli

Recentemente sul forum "Italians" del Corriere della Sera ho letto un garbato e credibile intervento di un componente (Gaetano Gaziano) dell'associazione: "Salviamo la Valle dei Templi", dove spiegava, con argomenti validi, la propria opposizione contro il proposto rigassifigatore a Porto Empedocle (AG). La risposta di una delegata stampa dell'Enel, Isabella Teresi e' arrivata: immediata, corta, ma purtroppo anche offensiva per la sua superficialita', insensibilita', e per quel tono quasi di fastidio, di "sottile dittatura", che ha ormai incapacitato una societa', quella Italiana, di capire e reagire: sottomessa, manipolata, e, ahime', rassegnata ad accettare le prepotenze dei potenti. Risiedo da molti anni in Sud Afica, il Paese di quel grande statista (Nelson Mandela), che oltre a sostenere e combattere per "freedom and equality", ci ha anche guidato ad acquisire la coscienza e la sensibilita' dei propri doveri ma anche dei propri diritti, con trasparenza, con tolleranza, con giustizia. Valori che Isabella Teresi sembra ignorare; capisco che difendere l'Enel e' il suo lavoro, ma che lo faccia con piu' stile, o almeno con un po' di logica, e non con l'arroganza tipica dei potenti: "this is it, take it or leave it". Non si puo' continuamente narcotizzare la gente con mezze verita', con astratte promesse, con la politica degli annunci. La Valle dei Templi, specialmente per noi emigrati Agrigentini, e' stato e rimarra' sempre il simbolo piu' prezioso, il vanto per eccellenza della nostra provincia, anche se constantemente deturpato. Adesso i potenti ci dicono che il rigassificatore sara' interrato, che non si vedra', che circonderanno "l'invisibile" con vegetazione a dimora, che portera' benefici e sviluppo, che anche la presidente del Fai, che prima contraria, oggi inspirata da divina visione, parla di opportunita'. Pecoraro Scanio ha dato la sua benedizione, cosi' come hanno fatto le "sovraintendenze". Ecco tutto quello che c'e' da sapere: accettare e silenzio. Escludono l'off-shore con una semplice conclusione: i fondali dell' Adriatico non sono quelli del Mediterraneo (believe it or not). Dato che l'Enel non ha mai considerato l'off-shore come "second option" per Porto Empedocle, sono curioso di sapere se l'Enel abbia eseguito studi o verifiche in merito. Ma quello che offende di piu' e' il ricatto: se il rigassificatore si dovesse costruire off-shore, l'Enel non sarebbe disposta ad investire sui "benefici" del territorio, ma che anzi questi benefici avrebbero una ricaduta. Dimenticano di aggiungere del pericolo di un rigassificatore interrato, quando da tutto il mondo arrivano avvertimenti che questo mostro si potrebbe trasformare in una potente e micidiale bomba, capace di far sparire con un "big bang", uno dei patrimoni piu' belli e preziosi dell'umanita'. Ma, pensandoci bene, cosa importa tutto questo a l'Enel?, l'ambiente non e' il loro "business"; e' il gas il loro "business", come lo e'per gli "amici del business", e per "il business degli amici". Ed hanno capito che e' meglio concentrarsi su aree povere che necessitano piani di risanamento, dove i rischi di proteste sono minimi, dove i "personaggi" locali e regionali sono piu' aperti al "dialogo" col "business canaglia", sempre piu' avido e corrotto, capace di speculare sulla gente, sull'ambiente, sulla natura ed i suoi beni. Gli Italiani, e particolarmente i Siciliani nel mondo (credetemi siamo tanti) continueremo a lottare, (anche con l'aiuto di parlamentari, giornalisti, ambientalisti, ecc: onesti e sensibili come tanti milioni di Italiani) contro questo assurdo e improprio progetto che vuole depredarci anche dei nostri ricordi piu' belli. E le nostre spade possono essere piu' affilate di quelle "italiane"!!.

Enzo Gueli

Johannesburg - Sud Africa



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