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Ancora sull'Accademia di Ravenna
21-10-2008
Ercole Noto (materiali raccolti da)

Gli studenti occupano l'Accademia di Belle arti
marted 14 ottobre 2008

Da questa mattina gli studenti occupano l'Accademia di Belle Arti di Ravenna. In una ventina sono entrati al seguito del personale addetto all'apertura delle aule, alle 7.40, e hanno poi messo i lucchetti alle serrature. L'intenzione, dicono, quella di andare avanti "a oltranza", per protesta contro la "chiusura" della scuola che, secondo una convezione sottoscritta dal Comune e dall'Accademia di belle arti di Bologna, perder Pittura, Scultura e Decorazione mantenendo il solo Mosaico (che verr per gestito dall'istituto felsineo).
E' la legge a obbligare questo percorso. Secondo il decreto del ministero del 22 gennaio 2008, consegnato stamane dal'assessore Stamboulis agli studenti, lo Stato chiede l'apertura di altri 7 corsi, ma mancano le iscrizioni. Gli occupanti chiedono che sia il Comune a farsi carico dei finanziamenti necessari.


Ancisi (LpRA): "Domani in commissione il certificato di morte dellAccademia di Ravenna"
marted 14 ottobre 2008

"Domani - afferma in una nota il capogruppo di Lista per Ravenna in Consiglio comunale, Alvaro Ancisi - la commissione consiliare Cultura e Istruzione chiamata dallassessore Stamboulis a celebrare il funerale dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna, una istituzione plurisecolare, costituita dal Consiglio comunale nel 1803. Fino ad oggi, essa ha svolto, tradizionalmente, i corsi di pittura, scultura e decorazione, a cui, nel 2001, si aggiunto il progetto sperimentale del corso di mosaico, su base triennale e con ulteriore specializzazione biennale. Il suo certificato di morte la convenzione con lAccademia di Bologna che il Consiglio dovrebbe approvare appena dopo la discussione in commissione.
Se il Comune di Ravenna fosse amministrato rispettando le regole della legge e della democrazia, leventuale riforma dellAccademia avrebbe dovuto essere sottoposta, come primo obbligo, al Consiglio comunale e, ancor prima, in sede istruttoria, alla sua commissione competente. La regola democratica avrebbe anche dovuto imporre alla Giunta comunale di confrontarsi prioritariamente col corpo docente e con gli allievi.
Nulla di questo avvenuto, ed ora la discussione pu solamente prendere atto dellirreparabile, tenuto conto che si gi data applicazione allancora non esistente convenzione, tagliando fin dal corrente anno scolastico le prime classi dei corsi tradizionali. Lista di Ravenna si adoperer perch ai docenti e agli studenti dellAccademia sia riconosciuto, sia pure tardivamente, un diritto di tribuna, impegnandosi perch loro rappresentanti possano parlare, in sede di commissione, alla pari dei consiglieri comunali.
Tutte le assicurazioni date dal sindaco e dallassessore sulla crescita dellAccademia di Ravenna e sul mantenimento della propria autonomia, che la convenzione con Bologna garantirebbe, sono smentite clamorosamente dalla semplice lettura dei vincoli contrattuali contenuti nel documento. Nulla importano le infiocchettature introdotte, come chiamare Polo didattico lannessione di Ravenna a Bologna, o come la costituzione di un Comitato di valutazione, presieduto dal sindaco di Ravenna o dal suo assessore, privo di qualsiasi potere.

La sostanza la seguente:
1. I corsi di pittura, scultura e decorazione cessano di esistere a Ravenna da subito. Le iscrizioni al primo anno possono essere fatte solo a Bologna, quelle agli anni successivi vanno ad esaurimento (articoli 2 e 5).

2. La direzione di quello che resta dellAccademia di Ravenna assunta dallAccademia di Bologna (art. 2).

3. A Ravenna, resta solo il corso di mosaico, di cui per lAccademia di Bologna assume da subito la gestione; la regolarit degli esami sar garantita dal suo direttore (art. 5).

Se si volesse, onestamente, chiamare le cose col loro nome, bisognerebbe riconoscere che lAccademia di Ravenna non esister pi, fagocitata da quella di Bologna, la quale accetta gentilmente che solo il corso di mosaico, di cui comunque ha la direzione e la gestione, si svolga a Ravenna. Lautonomia di Ravenna una falsit.

In quanto ai pretesi vantaggi per la nostra citt, basta replicare al sindaco e allassessore che:
1. Non vero che con la convenzione con lAccademia di Bologna, lAccademia di Ravenna avr il titolo automaticamente riconosciuto dal ministeropermetter ai nuovi iscritti un percorso riconosciuto dagli altri istituti accademicimigliorer il percorso formativo degli studenti per quanto riguarda la validit dei titoli: i diplomi rilasciati dallAccademia di Ravenna sono equiparati ai diplomi delle accademie statali dal 1974 e pi recentemente sono divenuti equipollenti ad una laurea.

2. Non vero che solo con Bologna gli studenti godranno di tutti i diritti degli studenti universitari: alloggi, buoni pasto, programmi Erasmus, borse di studio: gli studenti di Ravenna hanno gi questi diritti, a cominciare da Erasmus.

3. Non vero che il corso di mosaico si trasformer in unottica internazionale, dando pi qualit agli studenti: il corso di Ravenna funziona ottimamente, attirando studenti stranieri, ma simpoverir separato dagli altri corsi, essendo il contagio e losmosi tra le varie arti lalimento vitale di ogni accademia. Sar comunque amministrato da Bologna, che non ha cognizione di causa. Del resto, noto che laccademia di Bologna ha pi problemi di quella di Ravenna e non certo messa meglio in quanto a qualit dei progetti didattici.

Circa le asserite economie di scala dallannessione, lart 2 della convenzione chiarisce bene che:
1. LAccademia di Bologna non spender un euro in pi per Ravenna.

2. Il Comune di Ravenna mette a disposizione lattuale sede di Ravenna il cui affitto costa 120.000 euro di affitto lanno, il personale docente di ruolo, quello specialistico del corso di mosaico e il personale tecnico ed amministrativo. LAccademia di Bologna assicura gli insegnamenti del corso di mosaico non specialistici compatibilmente con le proprie disponibilit: non detto che non ne chieda il pagamento delle ore svolte a Ravenna e tanto meno che non richieda il rimborso delle spese missione per i docenti in trasferta.
Alla fine, il vero risparmio magro, rappresentato dal taglio, sulla carne viva dei corsi di pittura, scultura e decorazione, non dallaccorpamento con Bologna, la quale, per, acquista da Ravenna, gratuitamente, enormi vantaggi, rinforzando i propri corsi con i ragazzi che non possono pi frequentare a Ravenna ed inserendo nel proprio catalogo il corso prestigioso del mosaico. I danni sono tutti per Ravenna, che perde lAccademia, perde cultura, perde gli studenti che emigrano o che non arrivano pi da fuori, e per gli stessi suoi ragazzi che dovranno trasferirsi a caro prezzo (di viaggio, di affitti, di mantenimento) a Bologna".


Ancisi: "Poco conveniente cedere l'Accademia Bologna. Ecco le nostre proposte tenerla qui"
sabato 18 ottobre 2008

"Avevo visto giusto - afferna il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi - mercoled scorso, in commissione, nel chiedere un supplemento di informazioni sul conto economico e di approfondimento degli aspetti tecnici riguardo alla convenzione con lAccademia di Bologna: richiesta accolta, col rinvio della decisione della commissione consiliare Cultura ad una seconda riunione, che avr luogo luned prossimo.
Il raffronto, prodotto ieri dallamministrazione comunale, tra le previsioni di spesa secondo lattuale gestione dellAccademia di Ravenna e quelle secondo la convenzione con Bologna dimostra che il risparmio di spesa, da unoperazione cos traumatica come la soppressione delle scuole tradizionali di pittura, scultura e decorazione e il mantenimento della sola scuola del mosaico, di appena 200 mila euro su 932.
Peraltro, le entrate, praticamente pari (-4 mila euro), non tengono conto che le iscrizioni ai primi anni delle scuole tradizionali, bloccate, di fatto, fin da luglio, quando se ne erano registrate otto a livello di pre-iscrizione, avvengono normalmente in autunno. Del resto, come si pu pretendere che arrivino iscrizioni, quando sul sito web dellAccademia non esiste informazione al riguardo?
1. Un risparmio di spesa potrebbe ricavarsi, per circa 100 mila euro, adeguando gli attuali corsi delle scuole tradizionali al decreto 482 del 2008 (che richiede la maturazione di 108 crediti formativi per le discipline di base e caratterizzanti), tenuto anche conto che la scuola di scultura, andando in pensione linsegnante di ruolo, era comunque destinata a non ricevere nuovi iscritti. In tal senso, la dichiarazione degli studenti di voler proporre uno schema riorganizzativo dei corsi, capace di produrre risparmi, rappresenta lopportunit per ricercare una soluzione equilibrata tra le opposte concezioni.
Si potrebbe cos comporre o almeno ridurre la frattura traumatica che si prodotta nella citt, le cui voci di ogni genere e autorevolezza si sono unanimemente espresse contro la convenzione con Bologna cos com, difesa soltanto dalla giunta comunale e, magari a denti stretti o senza dire una parola (PRI, PDCI, Sinistra Democratica), dai soli gruppi di maggioranza.
2. Altre risorse potrebbero venire da sponsor privati, come le Fondazioni bancarie, i grandi gruppi industriali, ecc., i quali si spendono continuamente su molti progetti culturali caldeggiati dallamministrazione comunale, che non hanno tutti la valenza di un problema cos grave come la demolizione di unistituzione culturale pluricentenaria.
3. In ogni caso, se vero (anche se non lo ) che, pure con Bologna, lautonomia di Ravenna mantenuta, come assicura la giunta comunale, lAccademia deve essere subito dotata di uno statuto e dei conseguenti regolamenti didattici, imposti dalla legge di riforma del 1999 e mai introdotti. Lo Statuto di autonomia, che possibile e ammesso anche in presenza di insegnanti assunti soprattutto a tempo determinato, serve per dare valore alle decisioni del collegio dei docenti, riconoscendolo come organo che, autonomamente, contribuisce alla gestione dellistituto, assumendo la responsabilit piena della didattica.
4. Infine, la spaccatura tra il governo locale e il mondo della cultura e della societ suggerisce che la gestione del rapporto con lAccademia di Bologna e del suo impatto con lAccademia di Ravenna, con particolare riferimento alla scuola di mosaico, si avvalga di una commissione tecnica ristretta, di carattere consultivo, creata ad hoc, che, per esempio, potrebbe essere composta dal coordinatore della scuola, prof. Strada, dal dirigente del liceo Artistico, prof. Landi, dalla dirigente del Comune competente sulla formazione superiore, dr.ssa Mazza, e ovviamente dal direttore dellAccademia di Bologna, o suo delegato".


Matteucci: [sindaco di Ravenna] "La Convenzione con Bologna la strada per dare un futuro di crescita all'Accademia"
luned 20 ottobre 2008

In merito alla situazione dellAccademia di Belle Arti il Sindaco Fabrizio Matteucci ha rilasciato la seguente dichiarazione. Da decenni si discute di come dare valore e stabilit allAccademia di Belle Arti.
Si discute, senza arrivare ad una conclusione, di come qualificare lattivit formativa e di come assicurare le risorse economiche necessarie che, impropriamente, oggi gravano tutte sul Comune.

La statizzazione, con le modalit perseguite in questi decenni, non stata possibile.
Allora abbiamo deciso di imboccare unaltra strada senza rinunciare allobiettivo della statizzazione: quella della Convenzione con lAccademia di Bologna.
La Convenzione la strada per dare un futuro di crescita alla nostra Accademia.
Infatti prevede la valorizzazione a Ravenna della prima Accademia del Mosaico: prima e unica a livello internazionale.

Lavoreremo per dotare questo corso di unaltissima qualificazione e di un forte rapporto con il tessuto culturale, formativo e produttivo.
Laccordo con Bologna, che assorbir i corsi di pittura, scultura e decorazione (una volta esauriti quelli in essere) metter a disposizione della nuova Accademia del Mosaico di Ravenna risorse economiche e professionali. E la nostra Accademia potr aspirare a diventare un polo artistico di eccellenza nazionale e internazionale.

Lalternativa?
Continuare a languire in una condizione di stentata sopravvivenza. Forse pochi sanno che alcuni dei corsi di cui si parla hanno avuto pochissimi iscritti o addirittura nessuno.
Oltre allobbiettivo della nostra presenza nel Consiglio di Amministrazione dellAccademia di Bologna, assumeremo tutte le iniziative necessarie per assicurare il forte decollo di questa nuova esperienza.
Stare fermi avrebbe portato alla chiusura per esaurimento.
La nostra una proposta per il rilancio dellAccademia.
Capisco i timori e le incomprensioni che una proposta innovativa crea sempre e che gli studenti avanzano in modo autentico.

Capisco molto meno le strumentalizzazioni dellopposizione. Una delle accuse che viene rivolta alla mia Amministrazione di ottenere risorse economiche dallAccademia di Bologna, dando cos un quadro di maggiore certezza sulle prospettive.
Con la scelta che stiamo compiendo diamo un futuro a questa importante Istituzione culturale e formativa e operiamo anche una razionalizzazione delle spese del Comune nellalta formazione. Una materia che non rientra fra gli obblighi istituzionali di intervento del Comune. Con la Convenzione otteniamo da subito un risparmio di 200.000 euro allanno ed un risparmio maggiore in prospettiva.

Rilanciare lAccademia e razionalizzare la spesa del Comune. Sono due obiettivi giusti, anche se trovano lopposizione pregiudiziale del centro destra. E stata tirata in ballo la candidatura di Ravenna Capitale europea della Cultura. Evidentemente non centra nulla, e certamente non pu essere sminuita da un accordo con una Istituzione culturale prestigiosa come lAccademia di Bologna .


Martini e Bucci (FI-PdL): "E' alle porte la fine annunciata dellAccademia di Belle Arti"
luned 20 ottobre 2008

Pietro Martini e Maurizio Bucci, consiglieri comunali di Forza Italia, intervengono sulla chiusura dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna. "In un crescendo di incertezze e contraddizioni - affermano - lAmministrazione comunale, a fine commissione, sposa la tesi del risparmio. Sono i duecentomila euro derivanti dalla chiusura dellAccademia di Ravenna e che andranno ad alleggerire il bilancio, il punto forte intorno a cui si fatta gravitare la scelta infelice di sottrarre alla citt il suo prestigioso istituto di formazione artistica.
LAmministrazione chiusa ad ogni proposta si fatta aiutare da un ordine del giorno firmato dai gruppi di maggioranza che nulla aggiunge e nulla toglie al contenuto della delibera. Un ordine del giorno strumentalmente presentato per confondere ancor di pi le acque gi torbide e che avvalora la rigidit con cui questa Giunta affronta i problemi e che pretende di poter dire essere credibile nel momento in cui, apprestandosi a chiudere lAccademia afferma di andare nella direzione di un suo importante rilancio.

Se la Giunta vuole risparmiare 200mila euro, ci chiediamo come mai non abbia ancora ridotto nessuno dei costi legati alla politica e al mantenimento del consenso.

Elimini i cellulari di servizio che comportano pi di 60mila euro di spesa annua di costi fissi, elimini le consulenze che ci fanno spendere 1 milione di euro lanno, per non dire della messa a punto di tutta la macchina burocratica, vero buco nero per le finanze del Comune, o delle spese per 11 assessori e duecento consiglieri di circoscrizione.
Il risparmio sullAccademia prima di costituire un minor esborso, rappresenta la scelta scellerata di chiudere con la cultura cittadina in un momento in cui si vuole diventare proprio Capitale europea della Cultura. Con quali credenziali affrontiamo questa sfida? Ci presenteremo con un biglietto di visita non allaltezza della situazione che varr piuttosto come detrimento alla causa.
LAmministrazione non pu e non deve chiudere lAccademia. Dopo che lintera citt ha manifestato in tutte le sue componenti laccesa contrariet al compimento di questa scelta, tutti i gruppi di opposizione hanno dato parere sfavorevole in commissione e sono pronti a dare battaglia in Consiglio comunale".







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