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La masseria Rossi di Volla (Na)
22-10-2008
Francesco Giordano

Origine del nome

La denominazione masseria Rossi seppur corretta perch tale la denominazione riportata su alcune recenti cartografie non lo da un punto di vista storico, in quanto la denominazione Pollio, cio della famiglia che per pi tempo aveva vissuto in questa propriet e che vi aveva realizzato la cappella nel 1771, non stato mai riportato in alcuna cartografia e appare solo nelle donazioni e nei documenti ecclesiastici relativi alla cappella.
Questo molto strano, in quanto, la famiglia Pollio considerava questa propriet molto importante, infatti, nella donazione del 1855 da Giuseppe a Chiara Pollio un articolo stabilisce che sia questa masseria che quella di Posillipo in nessun caso potevano essere vendute, perch beni di famiglia, e cos stato per circa 150 anni, fino a che le ingenti spese conseguenti alla 1guerra mondiale e ai danni provocati dalleruzione del Vesuvio lo avevano persuaso, a malincuore, a venderla nel 1918. Dallora la propriet fu rivenduta varie volte.
Le denominazioni finora riportate sulle cartografie dal 1800 in poi, come confermato dalle ricerche storiche e cartografiche, non corrispondono a nessuna delle famiglie dei vari proprietari.
La denominazione Ippolito (o Jppolito), infatti, riportata in alcune cartografie fin dai primi dellottocento, forse quella di una famiglia precedente a quella dei Pollio, che avrebbero edificato una prima costruzione, successivamente rielaborata dalla famiglia Pollio.
Il ragionamento precedente pu essere impiegato per spiegare anche le errate denominazioni Rossi e Russo, utilizzate indifferentemente per identificare la masseria dalla fine del 1800, poich queste famiglie non risultano essere mai state fra i proprietari della villa. Risultano invece Rossi o Russo fra i coloni e fra i confinati, questo fa supporre che la denominazione masseria rossi o russo comprenda unarea pi vasta della originaria propriet Pollio.

Storia delle famiglie Pollio e Pucci
Ricerche pi estese sui Pollio di Volla hanno condotto alla famiglia Pollio originaria in Napoli. Sia Giuseppe Pollio, costruttore della Cappella, che successivamente suo nipote Giovanni, ed il figlio di questo, Giuseppe (figlio di Giovanni fu Francesco), risiedevano nella masseria di famiglia a Posillippo nel luogo detto Largo Salmoneta (o sopra SantAntonio di Posillipo, luogo detto Salmoneta). La villa di Volla era considerata residenza secondaria o estiva. Ricerche ancora in corso sulla famiglia Pollio di Napoli hanno portato al ritrovamento dello stemma nobiliare dei Pollio tali ricerche, se messe in relazione con gli strettissimi rapporti che questa famiglia aveva con la nobilt napoletana, confermano quanto asserito dai coloni circa le origini nobili della famiglia di Volla proprietaria della masseria.
Risulta, infatti, dai vari documenti finora rintracciati, che la famiglia Pollio frequentava ed era imparentata con la migliore nobilt dellepoca Giuseppe Pollio, costruttore della cappella, in prime nozze si spos con Chiara Porzio, in seconde nozze con Giovanna De Stefano dei Baroni Morigerati (dellomonimo comune in provincia di Salerno), mentre suo nipote, Giuseppe Pollio si era sposato (12/1832) con Donna Marianna Filo, figlia di Donna Stefania Basile e del fu Conte della Torre di Altamura Don Giantommaso Filo, figlio del fu Don Massenzio Filo (1745-1821) e di Irene Capece.
La figlia di Giuseppe Pollio, Chiara, si spos nel 1855 con Don Roberto Pucci tenente di vascello della Real Marina, figlio di un generale della Marina Don Filippo Pucci (1795-1860) e di Donna Maria Carolina Hipmann del fu Emanuele ( Maria Carolina portava il nome della Regina Maria Carolina, moglie di Ferdinando IV, che le era stata madrina di battesimo).
La stessa famiglia Pucci, a conferma di quanto detto dei Pollio, di origini nobili, come da storia e stemma nobiliare.
Testimoni della donazione pre-matrimoniale (1855) a Chiara Pollio, risultavano il Conte Domenico Marra, figlio del Principe di Marra e Don Erminio Mayo, precquizio, Ufficiale del Genio.
Chiara Pollio in questa donazione riceve da suo padre Giuseppe Pollio tutte le sue propriet immobiliari, da sua madre lesorbitante cifra di ottomila ducati, e una parte delle propriet anche dalla zia Donna Francesca DAndria, della casata nobile DAndria, moglie di Don Carlo Filo dei Conti della Torre di Altamura.
Le propriet immobiliari donate a Chiara mostrano quanto era agiata la famiglia Pollio nel 1855, le propriet di Giuseppe Pollio erano tantissime comprendevano interi edifici a Napoli e molte masserie in provincia di Napoli.

La Cappella
Giuseppe Pollio prima di ottenere lapertura pubblica della cappella aveva gi fatto richiesta ed ottenuto, da Sua Santit Pio VI, un oratorio privato per la prima moglie, poi riconfermato anche per la seconda: Successivamente, per lapertura della cappella pubblica, Don Giuseppe Pollio ha dovuto: attendere circa quattro anni per conseguire tutte le dovute autorizzazioni, sottoscrivere un gravoso impegno economico con la Chiesa per il mantenimento della stessa e del Parroco che vi avrebbe celebrato.
Queste notizie ci hanno anche permesso, di stabilire che la cappella non stata eretta nel 1774 insieme alla villa, cos come si poteva presumere riferendosi alla data riportata nella tabella lapidea posta allingresso della cappella, che riportava:

REALI RESCRIPTO CAUTUM EST NE SACELLUM ASULO PATEAT A AE R. KR. CDDCCLXXIV

ma risulta edificata ancora prima, nel 1771, ed utilizzata quale oratorio privato, fino a che Giuseppe Pollio non ottenne il consenso allapertura della cappella pubblica. Tale data oltre che dai documenti era possibile leggerla su unaltra tabella posta allinterno della cappella, non pi esistente, che riportava:
Aedicolam et Aram Divo Josepho Domus Familieque Jux tutelari a fundamentis erexit Joseph Pollio 1771.

La Villa
La data di costruzione della Villa come anticipato sicuramente anteriore al 1770, difatti la costruzione della cappella nel 1771 e la descrizione della stessa effettuata nel 1775 ci permettono di affermare con sicurezza che la struttura della villa in tale periodo stata modificata solo per inserirvi la cappella.
Precedentemente, la struttura forse a fine 600 inizio 700, doveva essere pi piccola con un piano in meno e coperta a falde; la stessa struttura risulta essere in parte costruita su precedenti abitazioni e fabbricati, differenti fra loro sia per metodo costruttivo che i materiali utilizzati. Questo fa presumere che la data di primo insediamento e costruzione della masseria sia di molto precedente al 700 anzi forse degli inizi del 600 considerando altre informazioni disponibili, successivamente intorno alla met del 700 stata rielaborata in stile Barocco forse ad opera della stessa famiglia Pollio.
Difatti, ricerche ancora in corso sulla famiglia Pollio di Napoli, hanno portato ad individuare tre ingegneri, forse imparentati fra loro, tutti e tre operanti a Napoli e provincia nello stesso periodo di presunta modifica della Villa, cio tra il periodo compreso fra il 1749 ed il 1780 circa, uno si chiamava proprio Giuseppe Pollio, gli altri Lorenzo e Carlo, tutti regi ingegneri e tavolati del S.R.C, confermando quanto detto dai coloni circa la costruzione della villa da parte di un ingegnere della stessa famiglia dei proprietari.
Queste modifiche in stile Barocco sono evidenti nellattento disegno degli spazi interni della villa, quali lingresso, il cortile ed il giardino, progettati in modo da creare unasse visivo che partendo perpendicolarmente dalla facciata principale e passando attraverso due ambienti voltati, termina verso ledicola posta alla fine del giardino.
Successivamente, lo stile della struttura non stata pi modificato dai Pollio, come risulta analizzando i vari documenti notarili e catastali; infatti, nel 1814 risultano per la Villa Pollio censiti una casa rurale, 6 bassi e 16 stanze, numeri confermati anche nella donazione del 1855.
Solo intorno al 1906 risulta, ad opera di Adriano Pucci, la sostituzione di una parte della copertura a falde e del piano sottostante a volte, crollate per lingente peso dei lapilli dovuti alleruzione del Vesuvio del 1906, con una copertura piana in putrelle in ferro senza pi il tetto a falde.
Analizzando linterno della villa si notano caratteristiche funzionali, distributive e architettoniche atipiche per una semplice Masseria produttiva, che la rendono inconsueta per lentroterra Vesuviano ed in particolare per il territorio di Volla.
Queste caratteristiche rendono la villa in oggetto pi simile ad unaltra tipologia di Ville che piuttosto di Masserie, cio le cosiddette Ville di Delizie del settecento e ancora pi specifico alle Ville Produttive del seicento, costruzioni isolate e lontane dalla costa, edificate ad opera della pi alta nobilt napoletana per svago e prestigio. La distribuzione degli ambienti che sono stati differenziati su quattro livelli (pi uno di copertura non pi esistente) in base alle funzioni e coprono oggi una superficie di circa 1100 mq, su un lotto di circa 1100 mq, pi un giardino chiuso che in origine era di circa cinquemila mq, indica un preciso ed attento disegno di tipo signorile della costruzione.
Gli ingressi erano crocevia di antichi camminamenti, che relazionavano questa Masseria con le altre, in particolare, con quella di Monteoliveto Grande. Lattuale Via Pozzo Bianco, ancora esistente, era un camminamento interpoderale dei Pollio, mentre laltro camminamento privato, ormai scomparso ma visibile sulle carte catastali, partiva dal secondo ingresso della villa e attraverso tutta la propriet Pollio (di 32 moggia al 1771 e 41 moggia al 1814) giungeva sullattuale via Filichito, per proseguire verso laltra masseria Pollio (1855) in localit Salice, di moggia 55.

Ipotesi e leggende
In questo paragrafo vogliamo riportare alcune ipotesi che, per lincompletezza dei dati attualmente disponibili, per la complessit di dimostrazione e per il tempo occorrente, possono essere qui solo trascritte, per poi essere verificate in una successivo studio.
Certi dellidentit e dellesattezza dei dati di tutti i proprietari che dal 1770 si sono susseguiti fino ad oggi (febbraio 2003), resta da chiarire chi era il proprietario della masseria precedente a Don Giuseppe Pollio, e ancora pi importante, a chi dovuto limpianto originario della villa e le sue evoluzioni.
Per quanto riguarda il proprietario precedente ai Pollio, in un documento presente nellarchivio notarile di Napoli si potrebbe trovare la risposta, ma il fascicolo contenente il documento pur presente in archivio risulta introvabile a causa dei lavori di ristrutturazione che in questo periodo stanno interessando la vecchia sede dellarchivio notarile.
Per quanto riguarda limpianto originario della Villa, gli abitanti di Volla si tramandano una storia in cui i monaci del Monastero di Monteoliveto Grande, cio lattuale Masseria De Carolis, attraverso un canale sotterraneo, sincontravano di nascosto con le monache/suore del vicino Convento di , cio lattuale Masseria Pollio. Questi incontri, secondo la tradizione portavano alla nascita di bambini che venivano soppressi e murati nelle nicchie delle cantine del convento e/o del monastero. Questa storia sembra comunque avere dei fondamenti, in quanto il Monastero di Monteoliveto Grande effettivamente esistito, ma ancora pi interessante che molti testimoni (famiglie dei coloni che abitavano nella Masseria Pollio) affermano di aver visto le nicchie nella cantina e addirittura percorso il canale sotterraneo che sfociava nella Masseria De Carolis (Monteoliveto). Qualche anno fa un architetto di Volla, con il benestare dei proprietari e del Comune di Volla, aveva chiamato uno speleologo per verificare e fotografare tale cunicolo sotterraneo; ma gli evidenti dissesti statici del fabbricato impedirono il sopralluogo.

Dr Arch Francesco Giordano



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