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LIPOTESI AUTOSTRADALE LUCCA-MODENA E IL SISTEMA TANGENZIALE LUCCHESE
30-04-2005
R. Mannocci


Le ipotesi di tracciato
1. Nello scorso mese di gennaio stata divulgata sulla stampa una planimetria del territorio lucchese riportante il tracciato sommario di un primo lotto per dare lavvio alla costruzione dellautostrada Lucca/Modena. Tale tracciato, elaborazione degli Uffici ANAS, si svolge per circa met della sua lunghezza in galleria e per met su viadotto. Tale lotto (della lunghezza di circa 12 km) indicato in attraversamento delle magnifiche colline che circondano la pianura lucchese nel tratto a nord/ovest della citt collegandosi a sud, con svincolo dalla Bretella autostradale Lucca/Viareggio allaltezza di S. Maria a Colle, e a nord con la variante alla SS. 12 allaltezza del centro di Sesto di Moriano, secondo un tracciato (a quattro corsie) interamente allinterno del territorio comunale lucchese.
2. In data 24 Marzo su iniziativa congiunta del Comune di Lucca e del Ministero delle Infrastrutture e con la collaborazione dellANAS, viene ufficialmente presentato a Lucca il cosiddetto Nuovo sistema tangenziale di Lucca, una circonvallazione moderna per un traffico sostenibile . Il progetto contiene varie tangenziali: quella ad est della citt in direzione nord/sud (prevista da tutti gli strumenti urbanistici operanti), quella a sud della citt in direzione est/ovest (anchessa prevista dagli strumenti urbanistici) e una nuova tangenziale ad ovest della citt (mai prevista da alcun strumento urbanistico) che, come nello schema apparso sulla stampa nel gennaio scorso, attraversa il territorio collinare dellOltreserchio, ma con un arco pi ad ovest, partendo ancora da S. Maria a Colle per finire allaltezza del ponte C.Alberto Dalla Chiesa, connettendosi qui con la tangenziale est.
Il tracciato di questa ipotesi di tangenziale ovest (ancora interamente in territorio lucchese, della lunghezza di oltre 11 chilometri e composto da una carreggiata a due corsie) viene indicato per il 70 % costruibile in galleria.
Il primo tratto a sud di questa tangenziale ovest, inoltre, con un raddoppio della carreggiata per una lunghezza di circa 6 km, verrebbe a costituire il lotto zero dellautostrada Lucca/Modena del cui ulteriore andamento non esiste alcuna documentazione.
A questo sistema infrastrutturale hanno dato il proprio appoggio anche il Ministro Matteoli e il Presidente del Senato Marcello Pera, unanimemente indicato come padre ispiratore .

Strumenti urbanistici e sistema infrastrutturale
Nei primi mesi del 2004 i Comuni di Lucca e di Capannori approvano definitivamente i propri Regolamenti Urbanistici. Questi prevedono, secondo un accordo di pianificazione con Regione e Provincia, un sistema infrastrutturale composto da un asse nord/sud ad est della citt di Lucca (che collega la variante alla SS 12 allaltezza del ponte C.Alberto Dalla Chiesa con lautostrada Firenze-Mare allaltezza del costruendo nuovo casello in localit Frizzone) e un asse est/ovest, per ampio tratto complanare allautostrada FirenzeMare, con inizio da tale casello di Frizzone fino al casello di S. Donato ad ovest di Lucca.
Per la costruzione di questa viabilit era gi stato sottoscritto, nel 2003, anche un accordo tra questi Enti e lo Stato e individuato un finanziamento di circa 480 milioni di Euro. Questa viabilit di tipo ordinario quella che, a seguito delle indagini fatte, risultava necessaria alle quantit, qualit e orientamenti dei flussi di traffico esistenti e previsti nella piana lucchese a medio e lungo termine.
Nellaccordo tra Enti e Stato figurano anche il progetto di raddoppio della ferrovia Viareggio-Lucca-Pistoia (particolarmente voluto dalla Regione Toscana) e il finanziamento di uno studio di fattibilit per il collegamento autostradale Lucca-Modena (voluto dal Ministero).
Per dopo la presentazione ufficiale delle ipotesi infrastrutturali del 24 Marzo pare che lo stanziamento dei 480 milioni interesser solamente la costruzione della tangenziale ovest e dei primi 6 km per la mezza carreggiata del lotto zero della Lucca-Modena


Considerazioni
Le principali obiezioni, di carattere generale e locale, a questo progetto possono cos sintetizzarsi:
Un tracciato autostradale che colleghi Lucca a Modena (e il Brennero a Livorno) attraverso la valle del Serchio unaspirazione che da tempo immemorabile affascina taluni politici e amministratori e che immancabilmente fa la sua comparsa nelle varie campagne elettorali che si sono susseguite da un cinquantennio. Lipotesi viene presentata come toccasana economico per un territorio montuoso e in gran parte intatto che, al contrario, proprio nella sua parziale marginalit e nella qualit dellambiente ha le risorse inesauribili per il proprio sviluppo, se usate con cautela e ponderazione.
Lipotesi della Lucca-Modena continua ad essere unipotesi anche se inserita nei piani dellattuale Governo. Non esiste (per lo meno non mai stata resa pubblica) una bozza di tracciato (se non quel segno lungo 6 km presentato dal Presidente dellANAS nella manifestazione del 24 Marzo). Sulla necessit di questo collegamento c la contrariet aperta delle due Regioni interessate. Non esiste alcun approfondito studio dei flussi di traffico che la nuova arteria eventualmente sarebbe in grado o dovrebbe assorbire.
Esiste soltanto linserimento, del tutto sommario, del lotto zero allinterno della prospettata tangenziale ovest di Lucca, una tangenziale non contenuta in nessun strumento urbanistico (piovuta non si sa come e non si sa perch) che registra la piena contrariet della Provincia di Lucca e della Regione Toscana e che difficilmente potr essere passata come indifferibile necessit nazionale.
Localmente enorme sarebbe limpatto ambientale (visivo, acustico e chimico) che questo asse porterebbe sul territorio collinare lucchese anche nella versione che lo realizzerebbe al 70 % in galleria; un ambiente intatto, paesaggisticamente prezioso e da tutelare nei suoi terrazzamenti ad olivi e viti e sue parti boscate della macchia mediterranea, ricco di attivit agricole con apprezzate produzioni DOC e DOP, disseminato di insediamenti storici tutti meravigliosamente conservati (ville, giardini, borghi, chiese, complessi rurali e conventuali, percorsi storici). Un impatto che sar ineliminabile, qualunque potr essere in dettaglio il percorso definitivo di questo asse, che stravolger la funzione assegnata a queste colline dallo stesso recente piano regolatore.
La tangenziale ovest di Lucca e la prima tratta della Lucca-Modena (sembra quasi che alternativamente luna sia usata come il cavallo di Troia dellaltra) sono piovute astrattamente dallalto senza alcun studio o analisi dei flussi di traffico e delle mobilit che ne possano eventualmente evidenziare il ruolo e la necessit. Gli attuali sostenitori dellopera si limitano a dire che indispensabile. E la lapalissiana presentazione pubblica del Presidente dellANAS riuscita a dimostrare (bont sua) che se si fanno quattro strade invece che due il traffico su ciascuna di esse sar enormemente inferiore. Ma i dati in possesso ad oggi, noti e utilizzati per lelaborazione degli strumenti urbanistici, in realt indicano come indispensabili e sufficienti per il futuro funzionale del territorio lasse nord-sud previsto ad est della citt e quello est-ovest parallelo alla Firenze-Mare.
Lautostrada collinare ad ovest di Lucca porterebbe i flussi di traffico in unarea che ne totalmente priva e non risolve assolutamente gli enormi problemi di mobilit che non sono solo quelli che si originano nella valle del Serchio, ma anche quelli enormi che nascono allinterno della piana lucchese, soprattutto ad est di Lucca nella direzione di Altopascio., ove hanno sede le zone industriali di Lucca, Capannori e Porcari.
Larea collinare interessata da questo asse zona quasi integralmente sottoposta a vincolo ambientale ai sensi della L. 1497/39 mentre il primo tratto della stessa, nellarea dellOltreserchio a S. Maria a Colle, investe un territorio pianeggiante ad alta pericolosit idraulica, soggetto ad allagamenti, come attesta la storia recente.
Lambito collinare in cui verrebbe inserito questo asse, sconvolgerebbe leconomia della zona che oltre sullattivit agricola di pregio basata su una fiorente attivit agrituristica che vede molte iniziative meritorie perch portano al recupero di gran parte di un patrimonio edilizio semi-abbandonato e ad un recupero del paesaggio tradizionale.
Lambito collinare che verr attraversato dal nuovo asse viario presenta molte e gravi situazioni di fragilit geologica e idrogeologica sulle quali sarebbe assai pericoloso intervenire con opere cos imponenti ed estese. Tali fragilit ( come in particolare quella delle zone di Pieve S. Stefano), tra laltro, hanno portato allelaborazione di un piano regolatore che limita enormemente, quando non vieta in assoluto, le possibilit di trasformazioni edilizie.
La costruzione del lotto zero della Lucca-Modena e della tangenziale ovest contrastano inoltre ed enormemente con un contemporaneo progetto di valorizzazione, recupero e messa in sicurezza delle colline lucchesi. Questo progetto sostenuto dal Ministro Matteoli finanziato dallo stesso Ministero ed stato approvato dallAmminisrazione comunale di Lucca appena un mese addietro. Insomma con fondi statali si stanno finanziando due progetti antitetici che intravedono nelle colline lucchesi due ruoli decisamente contrapposti e tra loro incompatibili. Lassurdo , poi, che lo stesso Ministro Matteoli che ha finanziato con fondi pubblici questo progetto di valorizzazione collinare, anche decisamente favorevole alla costruzione dellasse autostradale ovest.
Non possiamo non pensare che la bozza di progetto ufficialmente illustrata e diffusa attraverso un elaborato a dir poco sommario (che tuttavia quello ufficialmente illustrato dal Presidente dellANAS e dal Ministro Lunardi ) tenda a minimizzare la coscienza dellimpatto della nuova arteria.
Basta confrontare i numerosi dettagli che accompagnano nella cartina la tangenziale est con lassenza assoluta di qualsiasi dettaglio sulla tangenziale ovest; oppure la schematica indicazione con un bollino rosso della previsione (assurda!) di quello che dovrebbe essere un complesso svincolo tra lotto zero e tangenziale ovest previsto in galleria (sic!) proprio allinterno della fragile collina di Pieve S. Stefano; o ancora le errate misurazioni attribuite alla lunghezza del primo e del secondo tratto della tangenziale ovest; lincompletezza a sud del previsto anello di circonvallazione, perch per razionalit lasse est-ovest dovrebbe connettersi a S. Maria a Colle con la tangenziale ovest.

Proposte
A seguito delle considerazioni suesposte, questa Associazione dichiara la propria totale contrariet alla realizzazione dellasse in oggetto sia nella sua versione di asse autostradale di valenza europea (i danni allambiente delle colline lucchesi verrebbero moltiplicati in modo analogo in tutta la valle del Serchio) sia nella versione di semplice circonvallazione ovest dellinsediamento lucchese.
Il ruolo di questi territori collinari e montani totalmente diverso!
Questa Associazione ribadisce che i problemi di mobilit presenti nella piana lucchese e nella valle del Serchio possano essere risolti, compatibilmente con lambiente, attuando quanto segue:
A. Potenziamento della linea ferroviaria Lucca/Pistoia attraverso il raddoppio dei binari e la costruzione dei raccordi ferroviari programmati con le varie zone industriali dei comuni di Lucca, Capannori, Porcari. La situazione urbanistica , insediativa e produttiva del territorio lucchese rende effettivamente prioritaria e ineludibile questa scelta che non pu essere solo unopzione futura, come stata fino ad ora;
B. Costruzione dellasse Nord/Sud ad Est di Lucca e dellasse Est /Ovest, parallelo allautostrada Firenze/Mare, come viabilit di tipo ordinario, con il pi basso impatto possibile e come definita negli strumenti urbanistici vigenti e condivisi (piani comunali e provinciale), cancellando possibilit edificatorie dei territori limitrofi;
C. Potenziamento della linea ferroviaria Lucca/Aulla in modo da renderla idonea sia al trasporto delle persone che delle merci provenienti o afferenti alle zone industriali di Valdottavo, Diecimo, Borgo a Mozzano, Castelnuovo
D. Adeguamento e messa in sicurezza, secondo i piani della Provincia di Lucca, della viabilit di fondo valle che mette in comunicazione la Piana lucchese con la Media valle del Serchio e la Garfagnana.


Lucca, 30 Aprile 2005
Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)



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