LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

LA CITTA, LARCHEOLOGIA, LE INFRASTRUTTURE
17-11-2008
Valerio Ricciardi

La necessit di dotare centri urbani di tradizione millenaria di nuove infrastrutture connesse alla mobilit, alle reti di comunicazione e agli altri servizi al cittadino pu e deve coniugarsi con il rispetto e la tutela del patrimonio archeologico e ambientale] Valerio Ricciardi La realizzazione di grandi infrastrutture in citt di antica storia certo una complessa sfida per progettisti, urbanisti e archeologi; spesso si assiste ad accese diatribe fra coloro che, attenti ad evitare guasti non reversibili al patrimonio archeologico noto o ancora da portare alla luce, vengono sommariamente accusati di immobilismo da chi platealmente focalizzato spesso solo sugli aspetti economici e sulla realizzabilit tecnica dellopera - vorrebbe vedere ultimate linee di metropolitana, nodi di scambio, parcheggi sotterranei, reti di distribuzione di dati ed energia che, pure, debbono ad onor del vero essere considerati un asset strategico non solo per garantire una buona vivibilit e fruibilit dei servizi, ma anche per evitare che la produttivit dei loro abitanti venga penalizzata da fattori condizionati dalle vestigia passate pi che dalle opportunit presenti. A Roma negli ultimi anni alcuni esemplari casi di studio sono stati sotto gli occhi di tutti, ma n on meritano di esser giudicati in modo equipollente. Agli inizi del 2000 illustrai con le mie fotografie per la rivista Archeologia Viva un documentato articolo (Gianicolo: le mani sul colle) del prof. Lorenzo Bianchi, fortemente scandalizzato dalle modalit di realizzazione di un parcheggio sotterraneo che, nei programmi, avrebbe dovuto essere funzionale non solo per il parossistico picco di flussi turistici connesso allimminente Giubileo, ma anche per lOspedale pediatrico Bambin Ges. Un intervento motivato ed accorato, rimasto inascoltato. Anche la Soprintendenza Archeologica di Roma cerc di spendersi perch venisse almeno spostata di una ventina di metri verso il Tevere lentrata inferiore del tunnel che saliva verso il parcheggio: si sarebbe in questo modo risparmiata la riscoperta villa romana di Agrippina, volendo con la possibilit di sottrarla al suo secolare oblio e musealizzarla in situ, con possibilit di accesso su prenotazione del pubblico da uno dei marciapiedi interni al tunnel. Ma lopera venne invece in eluttabilmente completata come rigidamente previsto dal committente e dal contractor. Il prezzo pagato in termini archeologici non fu affatto modesto per un grande parcheggio che in seguito ha avuto un tasso di utilizzo che definirei, eufemisticamente, nettamente al di sotto delle aspettative. IL PINCIO RISPARMIATO Maggior risalto anche mediatico ebbe, lestate scorsa, la querelle sulla realizzazione di un parcheggio sotto il colle del Pincio. Il progetto prevedeva di svuotare come una noce gran parte del colle per realizzarvi, nellipotesi iniziale, non pi di 700 posti auto; alla fine, la celebre terrazza del Pincio, inserita - come piazza del Popolo - nellorganica e armoniosa sistemazione urbanistica di Giacomo Valadier avrebbe dovuto tollerare persino le griglie di ventilazione del parcheggio sottostante, utili per lo scarico dei gas dei veicoli Laspra polemica indusse il Sindaco Gianni Alemanno a nominare una commissione di saggi per averne un opinione autorevole, anche se dichiaratamente non vincolante. Le valutazioni conclusive non furono unanimi: se larcheologo Andrea Carandini e lex soprintendente di Roma Adriano La Regina si mostrarono possibilisti - subordinando per lopera ad una ampia serie di garanzie e limitazioni operative, che avrebbero ridotto di molto il vo lume utilizzabile per il parcheggio, e dunque la sua capienza - larchitetto Giorgio Muratore invece si oppose con inflessibile determinazione, confortato anche da Italia Nostra e da una lunga teoria di soggetti che spaziava dai consueti, ormai ubiquitari, opinionisti dellultimora ad autorevoli studiosi. A mio avviso, per, utilizzare il problema delle emergenze archeologiche per posizionare lo spartiacque fra opportunit ed inopportunit di realizzare lopera, era fuorviante: avendo il colle del Pincio una altezza certo ben superiore a quella dello strato archeologicamente sensibile, tecnicamente una soluzione si sarebbe potuta anche trovare con una serie di varianti - sia di progetto che definite progressivamente in corso dopera - supportate da sondaggi ed altre ben note indagini geofisiche non distruttive come georadar, sondaggi elettrici, profili di resistivit, sismica a riflessione con massa battente e quantaltro. Si sarebbe senzaltro potuto, a fronte di costi certo assai incrementati rispetto a quelli gi ingentissimi del progetto originale, entrare in orizzontale dalla base del colle scavando e puntellando, come si fa in una miniera, per realizzare da sotto il fatidico parcheggio, senza verso lalto avvicinarsi troppo alla superficie, ed affidando ad accuratissime prospezioni la scelta dei punti dove far sboccare le griglie di ventilazione. Tutto ci per 700 posti, senza nemmeno tener conto di quelli cui si sarebbe dovuto rinunciare per rispettare le distanze minime dalle strutture antiche individuate, cos come sarebbero state indicate dalle Soprintendenze? Proviamo a fare una sommaria valutazione del rapporto costi-benefici: assumendo convenzionalmente che ogni palazzina del cosiddetto Tridente, la zona che avrebbe dovuto trar vantaggio dalloperazione, abbia dieci unit immobiliari, ed associando a ciascuna di esse una vettura, si sarebbero creati utili posti macchina, a ragionevole distanza, per soli settanta edifici. E tutto ci a fronte dellincontestabile evidenza che il grande parcheggio costruito negli anni 60 sotto il galoppatoio di Villa Borghese piuttosto vicino in linea daria - non di norma mai al completo? Non avrebbe forse avuto pi senso realizzare, naturalmente a prudente profondit sub-archeologica, un nuovo tunnel pedonale di accesso con tapis roulant dalle adiacenze di Piazza del Popolo, per allargare il bacino di utenza del gi esistente parcheggio del galoppatoio? Proposi questa soluzione su un frequentatissimo blog di architettura (Archiwatch) nato tempo prima proprio per iniziativa dellarch. Muratore, e con mia sorpresa dopo poche settimane anche il Sindaco giunse alla stessa conclusione, annunciando un nuovo tunnel verso il parcheggio di Villa Borghese e la cancellazione del progetto del Pincio. Una eventuale carenza di posti derivante dal nuovo accesso al preesistente grande parcheggio sarebbe stata risolta estendendone la cubatura verso il basso, di uno o due livelli, con prevedibile risarcimento operativo, quindi, per le imprese che avevano vinto la gara per il Pincio, e buona pace della memoria del povero Valadier. A chi scrive rest, a parte la sottile sodd isfazione, la sensazione che se si fosse attuata, probabilmente il vero dividendo delloperazione Pincio sarebbe stato costituito dal farla, ed i veri beneficiari i contractors coinvolti. Quanto la lungimirante scelta dellattuale Sindaco sia stata il prodotto di approfondimento, sofferto dubbio ed intima meditazione finalizzata al bene comune, e quanto pi banalmente loccasione sia stata ghiotta per poter sconfessare - con una scelta foriera di ampia risonanza mediatica - loperato della precedente Giunta di diversa matrice politica, non mi dato sapere; dobbiamo per convenire che, dal punto di vista dei nostri lontani discendenti, ci sar senzaltro un aspetto assolutamente secondario se raffrontato allo scempio scampato di poco. Ben altro ritorno ha avuto, ad esempio, il tunnel Giovanni Paolo II che dallaltezza dello Stadio Olimpico connette la tangenziale direttamente a via Cortina dAmpezzo e a via Trionfale, allaltezza del Policlinico Gemelli. Si percorre mediamente in automobile in tre minuti invece che, dallo stesso punto, anche 40′-50′ nelle ore di punta seguendo il vecchio percorso. Ci ha migliorato sostanzialmente la qualit della vita di moltissimi romani, prima martirizzati dal convulso traffico delle altre vie tradizionali di accesso, e che ora possono connettersi con la strategica tangenziale in modo rapido e indolore. Lopera ha avuto un certo costo, ha richiesto un certo tempo di realizzazione, ha creato i prevedibili, consueti disagi coi cantieri, ma il dividendo sociale a consuntivo stato davvero elevato e limpatto paesaggistico contenuto. LA METRO DI PARAGONE La realizzazione della indispensabile linea C della Metropolitana di Roma sembrerebbe per fortuna star seguendo sin qui un percorso pi virtuoso. Forti delle esperienze maturate con le due linee in esercizio, si impostata una stretta interazione fra Comune, Soprintendenza, progettisti e societ appaltatrici. Eppure, nonostante un approccio che sembrerebbe per la prima volta davvero attento a quanto ancora sepolto sotto la citt, non sono mancate polemiche, qualche volta anche degne di miglior causa, se si pensa al lato esterno delle fondazioni del Colosseo tagliato di netto senza troppi complimenti dal tracciato, pure assai superficiale, della metro B dei primi anni 60. Quanti gridano in modo un po manicheo alla polverizzazione del patrimonio archeologico romano potrebbero ricordarsi che, con un tasso record di 699 automobili ogni 1000 abitanti, nel centro storico di Roma il costo certo in termini di degrado del patrimonio monumentale e archeologico per via del traffi co veicolare, di gran lunga superiore a quanto ci si pu aspettare di dover demolire, o in molti casi solo smontare e traslare, di manufatti di et romana o posteriore. Basti pensare allanidride solforosa (S02), residuo di combustione di idrocarburi, che reagendo con lossigeno e lumidit atmosferica forma anidride solforica e poi acido solforico (H2SO4), micidiale aerosol che attacca non solo le rocce carbonatiche (marmi, travertini, calcari) ma persino le murature in mattoni. Il nuovo tracciato, situato alla profondit di 25-30 m dal piano stradale, stratigraficamente ben sotto i livelli archeologici. Ma le stazioni vanno realizzate a una quota superficiale; le prese di ventilazione e le uscite attraversano tutti gli strati sino al livello attuale. Gli scavi e i sondaggi sin qui effettuati hanno gi portato ad importanti modifiche ed aggiustamenti del progetto originario. La stazione di San Giovanni, ad esempio, stata ridotta come superficie di oltre la met rispetto a quanto previsto; di fatto, essa sar delimitata, senza interferirvi, da strutture sepolte di et romana che saranno preservate, e quando possibile anche rese visibili. Caso eclatante stato anche quello della stazione di Largo Torre Argentina, in prossimit dellarea archeologica coi famosi templi di et repubblicana rinvenuti negli anni 30: gli accertamenti hanno indotto la Soprintendenza a far rinunciare in toto a questa fermata, malgrado la coincidenza col capolinea di una importante linea tranviaria. Per quanto attiene lirrinunciabile nodo di piazza Venezia, scartata per ragioni statiche lipotesi della Soprintendenza di situare luscita principale a fianco del Vittoriano in unarea gi parte della selletta fatta spianare dallimperatore Traiano nellambito della costruzione dei Fori - ci si concentrati su un accurato scavo stratigrafico dellarea che dovr incorporare lo scatolare in cemento armato contenente la stazione sotterranea. Sinora sono venuti alla luce un ampio tratto del basolato della Via Flaminia, ancora in uso sino allinizio del IX secolo; tabernae riutilizzate anche in et tardoantica e altomedievale, una calcara, officine metallurgiche. Anche in questo caso i risultati dellindagine archeologica hanno determinato varianti di progetto; ad esempio, per il ritrovamento di una domus tardo antica a via Cesare Battisti si deciso di spostare verso Piazza SS. Apostoli luscita gi prevista. I sondaggi di piazza Sforza Cesarini hanno restituito un vaso in ceramica contenente un tesoretto di monete del V secolo, in una serrata sequenza di strutture fra cui ambienti pavimentati in mosaico in bianco e nero. Grande attenzione viene attualmente dedicata alla progettata stazione di Piazza Paoli, allestremit NW del Campo Marzio, dove gli studiosi oggi ipotizzano fosse situato il Tarentum, antichissima area sacra dedicata al culto sotterraneo di Dite padre e Proserpina: lesatta localizzazione della stazione perci ancora tutta da definire sulla base di successive indagini. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE Va a questo punto rimarcato come una positiva valutazione di fattibilit anche se condizionata - di una Soprintendenza non certifica che lintervento utile, bello e socialmente virtuoso. Pu solo porre dei precisi paletti che tutelino il bene di sua competenza, noto o potenzialmente individuabile in corso dopera. Mentre larchitetto, lurbanista, lingegnere civile dei trasporti hanno il ruolo specifico di ricostruire attendibili scenari sul piano dellimpatto paesaggistico, delle ricadute sociali, della viabilit, della razionale e facile fruibilit, dellinquinamento acustico e atmosferico associati a un intervento edilizio di non piccola scala come un grande parcheggio, una tangenziale, un viadotto sopraelevato, un raccordo autostradale, un centro commerciale. Agli amministratori pubblici spetta lonere e la responsabilit politica di ritenere complessivamente sensata o meno una operazione: perci quando la realizzazione di una grande opera ha un rapporto costi-be nefici sfavorevole, fuorviante trincerarsi dietro lassenza di espliciti veti di natura paesaggistica o storico/scientifica. Forse dovremmo iniziare ad acquisire una consapevolezza che par merce rara, oggi: cio che non tutto ci che pu tecnicamente esser fatto, non tutto ci per realizzare il quale si possono reperire fondi o complesse forme di project financing che evitino tasse di scopo o comunque lutilizzo di fondi pubblici, non tutto ci sui cui non pende la scomunica del mondo scientifico e accademico, soddisfatte queste condizioni automaticamente merita desser fatto; altrimenti si declina verso una logica mercantilmente interventista, priva di progetto complessivo. E se forse vero che lidentit la tensione dinamica fra delle radici e un progetto, dobbiamo imparare una volta per tutte che le nostre radici abbiamo lopportunit di reciderle una sola volta.



news

13-12-2017
Interrogazione parlamentare su libere riproduzioni. I casi di Napoli e Palermo

08-12-2017
Rassegna Stampa aggiornata al giorno 08 DICEMBRE 2017

06-12-2017
Premio Silvia Dell'Orso 2017

03-12-2017
Novità editoriale - La struttura del paesaggio. Una sperimentazione multidisciplinare per il Piano della Toscana

22-11-2017
Fotografie libere. Lettera di utenti dell'ACS di Palermo al Ministro Franceschini

22-11-2017
COMUNICATO di Cunsta, della Società italiana di Storia della Critica dell'Arte e della Consulta di Topografia Antica sulla Biblioteca di Palazzo Venezia

20-11-2017
Intervento di Enzo Borsellino sulla mostra di Bernini

13-11-2017
Maestri: Emiliani ricorda Edoardo Detti

01-11-2017
Nella sezione Interventi e recensioni un nuovo intervento di Vittorio Emiliani sulla legge sfasciaparchi

01-11-2017
A un anno dal terremoto, dossier di Emergenza Cultura

29-10-2017
Petizione per salvare il Museo d'Arte Orientale dalla chiusura

20-10-2017
Crollo Santa Croce, l'esperto:INTERVISTA - "Da anni chiediamo fondi per consolidare pietre, inascoltati"

20-10-2017
Bonsanti sul passaggio di Schmidt da Firenze a Vienna

16-10-2017
MANOVRA, FRANCESCHINI: PIÙ RISORSE PER LA CULTURA E NUOVE ASSUNZIONI DI PROFESSIONISTI DEI BENI CULTURALI

24-09-2017
Marche. Le mostre e la rovina delle montagne

07-09-2017
Ascoli Satriano, a fuoco la copertura di Villa Faragola: la reazione di Giuliano Volpe

30-08-2017
Settis sui servizi aggiuntivi nei musei

29-08-2017
Carla Di Francesco il nuovo Segretario Generale - MIBACT

25-08-2017
Fotografie libere per i beni culturali: nel dettaglio le novit apportate dalla nuova norma

21-08-2017
Appello di sessanta storici dell'arte del MiBACT per la messa in sicurezza e la salvaguardia del patrimonio monumentale degli Appennini devastato dagli eventi sismici del 2016

19-08-2017
Dal 29 agosto foto libere in archivi e biblioteche

19-08-2017
Cosenza, brucia casa nel centro storico: tre persone muoiono intrappolate. Distrutte decine di opere d'arte

12-08-2017
Antonio Lampis, nuovo direttore generale dei musei del MiBACT

06-08-2017
L'appello al Presidente Mattarella: i beni culturali non sono commerciali. Come aderire

04-08-2017
Istat: mappa rischi naturali in Italia

03-08-2017
APPELLO - COSA SI NASCONDE NELLA LEGGE ANNUALE PER IL MERCATO E LA CONCORRENZA

31-07-2017
Su eddyburg intervento di Maria Pia Guermandi sulle sentenze del Consiglio di Stato e su Bagnoli- Stadio di Roma

31-07-2017
Comunicato EC Il Colosseo senza tutela: sulle recenti sentenze del Consiglio di Stato

30-07-2017
Dal blog di Giuliano Volpe: alcuni interventi recenti

27-07-2017
MiBACT, presto protocollo di collaborazione con le citt darte per gestione flussi turistici

Archivio news