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"la verit donna e altrimenti serva fuori dogni libertade
22-12-2008
Ercole Noto

Nel teatrino della politica il balletto della verit occupa gran parte del palcoscenico del nostro vivere civile, dove ogni cittadino partecipa (o dovrebbe partecipare) alla sagra del suo paese, dove i protagonisti, senza alcuna distinzione di schieramento, si avvicendano con discorsi rutilanti per sorprendere e stupire. Ogni teatrante recita la sua parte e tutti insieme danno vita allo spettacolo della politica. Ma se Ha luomo amore a la veritade e a la vertude, Dante: Conv. III-III II, anche vero che nei governi locali molto spesso il lavoro grezzo riconducibile a qualche bardascia, che infatuata di politica crede di conoscere la verit, ch () donna, e altrimenti serva fuori dogni libertade, Dante: Conv., IV-II-I7, e non si accorge che la sua critica enfatica di linguaggio (come quella per esempio sul degrado delle mura di Ravenna), non altro che debordante prosopopea vuotamente gonfia. Anche l'imperatore Romolo Augustolo era ritenuto bardasciu e come tale fu deposto da Odoacre. [Diu ci ni scansi e liberi re bardasci, per conoscerli bene cha mangiare (insieme!) sette sarmi (misura agraria di peso) ri sali]. Una recente mostra fotografica dal titolo Universalmente. Luoghi e volti della Ravenna universitaria, si prefigge attraverso il mezzo fotografico di rappresentare in modo artistico detta realt presente nel territorio da 20 anni (1989-2009): dalle strutture architettoniche delle varie sedi ai ritratti degli studenti e dei docenti decontestualizzati dall'ambiente universitario, cos si legge nel comunicato diffuso a corredo delliniziativa. "Chi si laurea a Ravenna trova lavoro" - afferma con trionfalismo il vicesindaco Giannantonio Mingozzi, confermato recentemente nel consiglio d'amministrazione dell'universit. Tra i laureati del 2006 spiega Mingozzi - sono infatti quasi il 60 per cento quelli in Conservazione dei Beni Culturali che, a dodici mesi dalla laurea quadriennale, risultano gi inglobati nel mercato del lavoro. Una affermazione che contrasta con un passaggio precedente, dove si parla di "cifre purtroppo basse che denotano ancora una sottovalutazione del titolo di laurea nel mercato del lavoro". Se fosse vero, la percentuale degli iscritti dovrebbe notevolmente aumentare, quantomeno per una prospettiva migliore di futura occupazione; cos in un recentemente comunicato (2008) si afferma che luniversit cresce (+22%) e aumenta il rapporto con il territorio. Un territorio sempre pi cementificato, non per necessit abitativa, ma per speculazione edilizia, un fenomeno in qualche modo sostenuto dalla notevole offerta di case di nuova costruzione, con lobiettivo di incrementare le entrate derivate dagli oneri a carico dei costruttori. La seconda casa, inoltre, considerata un investimento, da affittare agli studenti che rappresentano anche un introito per la citt. In verit solo "pubblicit ingannevole", perch la triste realt tuttaltra, se anche L'Unit (11 dicembre scorso) riporta una proposta di legge di Marianna Madia, deputata Pd nella commissione lavoro alla Camera, che regoli lesercizio della professione per quanti, e sono numerosissimi, la sorte non potr essere benigna, a fronte di un mercato selvaggio che nel solo 2007 ha sfornato, tra vecchio ordinamento e lauree triennali, 5.700 laureati in beni culturali, di cui quasi l80% donne, che rischiano di restare precari a vita o passare ad altro. A segnalare che larcheologia unemergenza occupazionale e non solo, anche lAssociazione nazionale archeologi - (non comprende professori, studiosi affermati, archeologi dello Stato bens laureati, specializzati, studenti frequentatori di master, possessori di master, dottorandi e dottorati) che due anni fa ha condotto un censimento tramite internet e contatti diretti. I risultati, su 350 schede, vanno presi come indicativi delloccupazione giovanile nel settore, pi che come una fotografia esatta. Donne: 72,01% Uomini: 27,99% Et partecipanti: dai 48 ai 26 anni. Tipo di laurea: Conservazione in beni culturali 26,78% Lettere classiche con indirizzo archeologico 67,80% Architettura 0,34% altro 5,08% Tipo di ente al quale collabora: ministero 19,25% universit 21,25% centro di ricerche 1,5% musei 8,75% societ o cooperativa privata 45,25%; altro 4% Status lavorativo prevalente: dipendente pubblico 3,66% dipendente privato 4,69% collaboratore occasionale 26,30% collaboratore a progetto (ex co.co.co) 24,74% borsista assegnista 6,25% libero professionista partita Iva 14,84% titolare o socio di coop. o societ 8,85% altro 1,56% non risponde 9,11% Altri lavori fatti dagli archeologi guida turistica 15,65% insegnamento 15,65% lezioni private 13,45% editoria 3,47% giornalista 5,21% cameriere/a 5,21% commesso/a 5,21% assistente tecnico museale 3,47% operaio 3,47% accompagnatore turistico 2,60% hostess/steward 2,60% istruttore sportivo 2,60% corsi di formazione 2,60% traduzioni 2,60% altro 16,52%. Secondo i dati forniti dall osservatorio ravennate , un laureato in Conservazione guadagna una media mensile di circa 831 euro. Sentiamo allora qualche altra campana. Nel 2006 ho partecipato agli scavi per il canale emiliano-romagnolo dove sono emerse fornaci romane, dellet imperiale racconta Marcello Turci, 27 anni di Rimini, ora studente alla scuola di specializzazione a Roma dopo aver conseguito due anni fa la laurea in Beni culturali con indirizzo archeologico a Ravenna Quel contratto, a progetto, tramite una societ che gestiva lintervento per la soprintendenza, gli durato 3mesi circa. La paga? 7,5 euro lordi lora, ero pagato a ore. Il guaio che non vedo molte prospettive. A proposito: i compensi? Non ci sono tariffari interviene Cevoli, presidente dellAna, archeologo, - i pi fortunati possono guadagnare 900 euro al mese, in Campania 70 euro lordi al giorno, per dinverno si lavora meno e non c cassa integrazione per cui uno sfiora la miseria e passa a fare altro, la guida turistica, linsegnante... . Erinni scrive al sito patrimoniosos e dice con rabbia a fior di pelle: [Sono un archeologa che da poco ha superato i trentanni, in questo campo oramai sono una veterana, nel mio vario peregrinare di ditta in ditta mi sono imbattuta in una societ a dir poco sconcertante Non solo sfrutta gli archeologi facendogli ridicoli contratti a progetto che di natura sono in contrasto con il lavoro dell' archeologo visto che in cantiere io devo esserci almeno dalle 8 alle 17.00, quindi HO un vincolo di orario, non solo pagano una miseria, io prendo 10 euro l'ora lordi, e sono quella pagata meglio, mi hanno addirittura chiesto di non divulgare la mia strabiliante paga oraria, non solo non ti forniscono il materiale adeguato pretendendo che noi di tasca nostra mettiamo a disposizioni macchine fotografiche, paline e bindelle metriche, etc. etc, cosa ovviamente assurda visto che la suddette ditta si dichiara in "qualit", ma non contenti ci fanno vivere, perch molti archeologi spesso sono "trasfertisti", in un appartamento fatiscente di forse 80 mq in 8 con un unico bagno....ora possibile che ci si trovi a sottostare ed accettare simili condizioni solo perch la nostra categoria non tutelata da niente e nessuno? Sono due settimane che sono qui...ovviamente sto cercando altro, ma andata via io ci sar un altro archeologo che accetter queste condizioni, questa ditta sono 20 anni che sulla piazza...sono senza parole...in due settimane causa pioggia ho lavorato solo 34 ore..., essendo a progetto ovviamente non ho diritto a cassa integrazione, fate un po' voi il calcolo di cosa entrer nelle mie tasche...sono una professionista, sono laureata, amo questo lavoro, vorrei continuare a farlo, possibile che non ci sia una via di scampo?]. Ma a Ravenna si continua a mistificare la realt, a fare giochi di illusionismo e di alchimia trasformando la cruda verit in serva fuori dogni libertade. Allora, stiamo parlando di un corso di studi che paga i sacrifici economici e le speranze riposte da tanti giovani, oppure, per dirla parafrasando Paolo Fabbri, in LUniversit a Ravenna. Illusioni e realt , edizione del Girasole, 2003, della chimica della luna ( di cui i docenti di colpo sono diventati esperti), di un corso che solo appaga! Leggiamo qualche passo tratto dal libro dellautore, dove lo studioso, anchegli docente, affonda con spietata critica luniversit di Ravenna, che lo addita come traditore, Giuda iscariota della categoria, in seguito definita casta. Prima si diceva dello studente che era carne da cannone perch il sistema lo vedeva come uno strumento per chiedere al governo aumenti di organico e di risorse in genere. Pi recentemente, lo studente diventato merce rara, da trattare con i dovuti riguardi perch facilmente pu passare ad altro ateneo. Dunque non bisogna affaticarlo troppo, bisogna dargli dei bei voti e, se possibile, vedere di trovargli un lavoro al termine degli studi. Su questultimo passaggio intervenuta recentemente in soccorso delluniversit una convenzione che coinvolge le principali istituzioni della citt, unite attorno al progetto del parco archeologico di Classe e di gestione dei laboratori di restauro del nascente museo - [dove troverebbero stabile collocazione i reperti (ma quali reperti!! casse e casse di cocci dal valore discutibile che inutilmente ingolfano i magazzini di tanti musei) provenienti dallarea archeologica, che saranno cos oggetto non solo di restauro, ma anche di studio e ricerca] dove dice il novello Argentario in un percorso di grande ristrettezze economiche si potrebbe pensare a delle borse di studio-lavoroe con uno sforzo di tutti i soci, anche qualcosa di pi, per mantenere inalterati i finanziamenti della Fondazione Flaminia confermati intorno ai 2,6 milioni di euro. Nella logica della massa critica come la definisce Fabbri abbracciata da pi parti con squisito spirito aziendalistico, per produrre occorre investire, per investire ci vogliono i soldi, per far soldi ci vogliono studenti. Resta linterrogativo di cosa si dovrebbe produrre: professionisti seri o somari disoccupati. In cambio lo studente pi che mai utile per tenere a galla il bilancio: sia col pagamento diretto delle sue tasse, sia perch la pi cospicua entrata degli atenei il contributo dello Stato commisurata in entit al numero degli studenti. () Prima era carne da cannone, adesso carne da cannone. Dopo lobiettivo del massimo reclutamento possibile, viene quello di trattenere i reclutati il pi a lungo possibile cos da poter andare fuori corso, continuare a pagare le tasse e a mantenere i necessari numeri di iscritti. [La cultura della permanenza in universit un fenomeno civile ebbe a scrivere Carile - (compare di gatto e vicino di cottage del professor Piula) che solo una visione arretrata della vita universitaria potrebbe rifiutare] (Programma per la candidatura a preside: triennio 1999-2002, p. 14). Una dichiarazione che porta Fabbri a scrivere: A questo punto, dichiaro di avere una visione arretrata della vita universitaria. E poi, dopo la laurea (la cui tesi si compili con tutto comodo) ecco pronti i corsi post-laurea, che perfezionano, che specializzano; con master dai titoli contorti e spesso incomprensibili, che per sanno tanto di alta specializzazione e che di alto hanno solamente le tasse. Prende corpo cos il primo Master internazionale in Study, Diagnosis and restoration of archaelogical materials dellUniversit di Bologna in collaborazione con la Xian Jaotong University, organizzato in Cina nella citt di Xian, famosa per limportante ritrovamento archeologico dei guerrieri dell'Esercito di Terracotta del Primo Augusto Imperatore, rinvenuto nei pressi del Mausoleo di Lintong, nei pressi di Xi'an (citt gemellata con Pompei), e avviato come progetto relativo a tematiche di conservazione e restauro nellanno accademico 2003/2004. Il Master, attraverso lezioni teoriche e sessioni di laboratorio tenute da docenti del Polo scientifico-didattico di Ravenna, si propone di creare una figura tecnico-professionale in grado di operare nel settore del restauro dei beni archeologici attraverso lacquisizione di capacit scientifiche di interpretazione sia della materia costituente il manufatto e del suo stato di alterazione, che del contesto in cui esso si colloca. Tali capacit consentiranno agli studenti di elaborare, pianificare ed operare sul manufatto archeologico deteriorato al fine di prolungarne lesistenza o rallentarne il degrado definendo interventi di conservazione e restauro da adattare ai rispettivi contesti nazionali . [In pratica, nullaltro che il fondamento della teoria e prassi che qualcuno spaccia per chimica della luna]. E il malumore serpeggia, se gli assistenti tecnico-scientifici restauratori dellIstituto Centrale per il Restauro lamentano latteggiamento ambiguo del nostro Ministero che da una parte vanta ed esporta allestero la professionalit del restauratore - [vedi la collaborazione con la Siria, di cui abbiamo tante volte qui esternato i dubbi per una presunta vocazione internazionale dai possibili profitti per qualcuno] -, avvalendosi anche del lavoro di molti assistenti restauratori (B3), mentre al suo stesso interno ne umilia la valenza culturale, vanificando di fatto lesperienza maturata dal 1939 al 1998 e luso delle risorse spese in questi anni (Roma 9 gennaio 2008); o quando un gruppo di precari in un appello pubblicato spiega molto bene la condizione di quei lavoratori delle biblioteche, ma anche di altri occupati nelle aziende della cultura italiana. Raccontano: La nostra figura risulta schiacciata tra la richiesta di alta professionalit e il mancato riconoscimento di una pari dignit contrattuale, tra la richiesta di risultati qualitativamente alti e una valutazione del lavoro che privilegia la mera quantit. [da Bruno Ugolini, Le precarie invisibili dello Stato , LUnit, 28.04.08]. E intanto che molti precari non sanno come mettere insieme il pranzo con la cena, qui i compari se la cantano e se la suonano. A leggere la rassegna stampa dello scorso 12 novembre molti articoli sulle fondazioni evidenziano tagli e miseria; tutte presentano il conto in rosso, tranne quella ravennate che annuncia nuove iniziative. Se Guidarello potesse svegliarsi dal suo sonno eterno, vibrerebbe fendenti a destra e manca a fiddiari lu cieluoltraggiato com da questo pseudo-premio che gli viene dedicato. Basta passare in rassegna i nomi dei componenti la giuria per accorgersi che tutto un bluff.. Fra i premiati anche quella Margherita Ghinassi di una emittente televisiva che ha curato un servizio per la mostra Otium; se non questo favoritismo! () o volete chiamarlo riconoscimento?
Ercole Noto



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