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Rigassificare sul Kas
09-02-2009
Alessio Lattuca

Illustre Prof Russo,
ho letto con interesse l'articolo da Lei recentemente pubblicato su La Repubblica in merito alle questioni sollevate da Legambiente: che si riferiscono alle legittime, seppure poco comprensibili riflessioni, sull'impianto di rigassificazione da collocare a Porto Empedocle, svolte dallo scrittore Andrea Camilleri e alle sensazioni del personaggio Montalbano.
Poich le scelte del ceto politico - che non riguradano il romanzo ma persone di carne e sangue - di realizzare un impianto cos devastante a riidosso delle colline del Kaos e a poche centinaia di metri della Valle dei Templi e, comunque, addosso al perimetro che l'UNESCO ha disegnato, risultano ai pi insensate e in controtendenza rispetto a quelle operate complessivamente dalla Classe Dirigente del territorio che tengono nella dovuta considerazione la qualit della vita dei cittadini e il loro sviluppo socio economico.
A tale proposito risulta pleonastico ricordare che tali scelte sono obiettivamente (quantomeno) disinvolte e perlopi arretrate: soltanto chi vive scollegato dalla realt e da ci che succede nell'economia reale, pu pensare come praticabile l'idea che il porto e l'area di sviluppo industriale possano essere proiettati verso uno sviluppo industriale connesso agli idocarburi.
Tuttavia tale eventualit produrr significativi guasti e pregiudicher il futuro dell'intera area metropolitana e il futuro delle nuove generazioni che malediranno questo tempo: come a taluni accade di fare per le scelte altrettanto insensate che negli anni sessanta altro ceto politico altrettanto duisinvolto ha generato senza un progetto: alla ricerca di un malinteso sviluppo industriale.
Gli effetti devastanti compreso l'inquinamento, fanno bella mostra di s e le cattedrali nel deserto sono diventate sinistri scheletri industriali.
A proposito di danni dagli effetti devastanti e di improbabili rirarcimenti, mi permetto di fornirle in allegato alcune informazioni sugli impianti di rigassificazione.
In attesa di risposta mi gradita l'occasione per inviarLe i pi cordiali saluti.
Alessio Lattuca

http://confimpresa.blogspot.com
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Sito Web: www.confimpresaeuromed.it (in costruzione)


COMUNICATO STAMPA
Anche per le Citt di Agrigento e di Porto Empedocle e, probabilmente, per tutta larea metropolitana potrebbero esserci formidabili opportunit: derivanti dalle misure riservate allArea di Libero Scambio del Mediterraneo.
Si moltiplicano, infatti, gli esperti che annunciano una accelerazione del boom del Mediterraneo sia per il traffico di merci che per gli enormi flussi di turismo del quale si avvantagger ovviamente chi per il gioco dei destini vi si trova geograficamente collocato.
Proprio mentre si segnalano queste eccezionali occasioni bisogna, tuttavia, sottolineare che esistono almeno due pericoli: le scelte insensate e linerzia.
E evidente che le Citt di Agrigento, di Porto Empedocle e larea metropolitana, che di fatto compongono, posseggano tutte le condizioni ambientali per raccogliere successi e per volare a patto che i programmi di sviluppo siano compatibili con la domanda del prodotto che intendono commercializzare.
Il mercato oggi pi che mai in presenza di sistemi globali e ipercompetitivi richiede professionalit ed organizzazione dellofferta.
Per competere necessario creare un circolo virtuoso per il quale sono indispensabili da un lato le infrastrutture materiali e dallaltro le infrastrutture sociali: il capitale umano che costituisce il valore aggiunto per competere.
Pertanto dato limpegno che prevedono obiettivi cos importanti - le classi dirigenti non possono, ancora, limitarsi ad essere, prevalentemente, spettatori o peggio connotarsi per decisioni in controtendenza.
Il secondo pericolo tutto interno e dipende dal vischioso clima politico e dallinerzia che pu derivarne.
Tutto ci superfluo sottolinearlo: non giova allo sviluppo!
Nonostante le note polemiche che hanno caratterizzato il corrente dibattito, nonostante la citt abbia chiaramente fatto capire che si attende dai politici - siano essi al governo che allopposizione - senso di responsabilit piuttosto che i noti comportamenti: i programmi sbandierati stentano a farsi strada per evidenti ragioni.
A questo punto urgente tentare di riflettere sul passato per costruire un futuro pi dignitoso, per dare risposte agli annosi ed irrisolti problemi, per dare risposte alle imprese che operano in un territorio a ritardo di sviluppo che non consente, ad oggi, di operare con le stesse opportunit che offrono aree pi evolute, presenti anche in Sicilia.
Esiste inoltre, lobbligo di ricordare a chi ha responsabilit politica che il territorio si sta giocando unoccasione irripetibile per: dare una spallata allo stato di inerzia e una bella spinta alla crescita.
A tale proposito, presso la sala Conferenze della Camera su iniziativa del Presidente e del Sindaco della citt di Agrigento si svolta la conferenza organizzata per informare la comunit sulle ragioni che hanno reso necessario il ricorso al Tar Sicilia contro il frettoloso rilascio della VIA da parte del Ministero dellAmbiente e del Ministero dei Beni Culturali.
Allincontro hanno preso parte le associazioni che rappresentano le imprese, imprenditori e rappresentanti del settore turismo e ambiente, i rappresentanti delle associazioni culturali, ambientaliste, dei consumatori, politici, cittadini, osservatori.
Larticolato e significativo dibattito, ha registrato interesse e condivisione da parte di tutti i presenti,
poich le problematiche scatenate dalla proposta di realizzazione del rigassificatore a Porto Empedocle, costituiscono una vera occasione per riflettere sullo sviluppo condiviso darea e sulla credibilit dei soggetti pubblici e privati impegnati sul fronte delle garanzie dello sviluppo economico e sociale del territorio, del benessere dei cittadini garantito dalla sicurezza degli impianti per la pericolosit insita nella produzione e nel trasporto del gas, sul fronte degli effettivi riflessi sulla nuova e maggiore occupazione.
E, soprattutto, sul fronte della presunta mancanza di un vero progetto alternativo di sviluppo sostenibile e di sviluppo del turismo a breve scadenza.




Sul quale Enel ha costruito il messaggio che, grazie al nuovo impianto: sar garantita nuova occupazione stabile per una settantina di posti di lavoro, saranno salvati i posti di lavoro della vicina centrale ENEL che, appunto riconvertita a gas diventer produttiva, si insedieranno industrie della catena del freddo nei pressi dellimpianto generando occupazione; saranno investite somme considerevoli per il dragaggio del porto, per costruire il nuovo molo di levante, per la sistemazione degli altri moli, liberando lauspicato sviluppo turistico, con lassunto che esso compatibile anzi promosso attraverso gli investimenti e le royalties versate.
Bisogna dare atto che lENEL consapevole degli effetti negativi dellimpianto proposto e tenta di risarcire il danno mediante le cosiddette compensazioni e le promesse di: nuova occupazione di poche risibili unit risibili a fronte di un investimento di oltre 500 milioni di euro di denaro pubblico e a fronte della concessione ad una grande societ industriale (forzando lo spirito della legge ASI che prevede la concessione alle pmi) di un enorme area al prezzo di soli 5 euro per mq.
Restano inascoltate le proteste di quanti sono convinti che: mantenendo la destinazione artigiano-industriale dellarea ASI, dove si prevede linsediamento del rigassificatore, lo spazio stesso impegnato dal costoso impianto e lo spazio di rispetto e distacco dalle altre attivit produttive, sar sufficiente allinsediamento di attivit produttive capaci di produrre certamente pi posti di lavoro e con un minore imbatto ambientale.
E che:cambiando parzialmente la destinazione dellarea verso attivit ecocompatibili e di turismo sostenibile, accompagnandola con unazione di riqualificazione integrata, in grado di attrarre, nel medio termine, quegli investitori che in passato sono stati dissuasi dal clima di sfiducia, dalla mancanza di certezze sulla destinazione duso e dalle note inefficienze amministrative.
Daltro canto per la realizzazione del rigassificatore sono previsti, ottimisticamente, come affermato da ENEL, almeno 5 anni, ma largamente presumibile che ne occorrano almeno 12, come gi accaduto per altre esperienze.
Nei limiti dei tempi prevedibili possibile, attraverso buone prassi, attuare qualsiasi altro programma di investimento.
A proposito di equivoci utile segnalare che: nonostante l'ENEL sul proprio portale enfatizzi la responsabilit sociale d'impresa, quale momento esaltante di sostenibilit e di capacit di mantenere in equilibrio le sue tre variabili: la responsabilit economica,la responsabilit ambientale e la responsabilit sociale, ritenendo fondamentale gli apporti ed i rapporti con gli stake holders, alla dichiarazione dintendi non corrisponde lapproccio riservato alle comunit in merito all'ipotesi di costruzione dell'impianto di rigassificazione nell'area adiacente il Parco Archeologico della Valle dei Templi, a ridosso delle colline che accolgono il Kas e la casa natale di Pirandello.
Il colosso energetico, che dichiara di considerare imprescindibile la CSR , ha difatto imposto un progetto che il territorio dovrebbe subir passivamente magari in cambio di un piatto di lenticchie e di improbabili promesse pari ad una manciata di micragnose royalty.
Inoltre la minaccia di dismissione dellimpianto esistente ENEL di produzione denergia realmente un pessimo esempio di comunicazione sociale.
Soprattutto perch lENEL avrebbe dovuto, da molto tempo, rispettare lambiente e le rigorose norme che lo regolano.
Limpianto in questione vetusto andava ristrutturato da tempo o dismesso o venduto garantendo loccupazione.
Ora, se lENEL dichiara che grazie al gas limpianto potr essere mantenuto, garantendo loccupazione, vorr dire che limpianto di produzione denergia serve.

E, allora, sorge spontanea la domanda: se serve, perch lENEL non ha operato la trasformazione dellimpianto a gas ovvero, perch non lo fa immediatamente, collegandosi al gasdotto Snam che passa a soli 5 km da Porto Empedocle, nellinteresse della popolazione e nel rispetto delle normative vigenti?
LENEL promette il rifacimento del Porto con importanti investimenti: il molo di levante ed il costante ed annuale dragaggio della parte pi esterna del porto per laccesso delle navi gasiere.
Lo fa evidentemente, nel suo esclusivo interesse aziendale.
A tale proposito utile osservare che: il braccio di levante risulter poco interessante per lo sviluppo dellattivit crocieristica, stante che sar prevalentemente interdetto perch condizionato dallimpianto di rigassificazione cui destinato; la stazione marittima finanziata con un milione di euro; il dragaggio del porto, per superare limpasse in cui si trova, fruisce di una perizia di variante di un milione di euro; il molo Crispi ha ottenuto uno stanziamento di un milione e mezzo di euro; la banchina del porto vecchio ha un finanziamento di un milione e seicentomila euro;. lo sporgente del molo del porto vecchio ha un finanziamento di ulteriori un milione e seicentomila euro; lo sporgente della darsena di ponente ha un finanziamento di quattro milioni e quattrocentomila euro.
Tutti finanziamenti immediatamente cantierabili, a valere sulle risorse ministeriali stanziate per il 2007 - 2008 e 2009 (Decreto Ministeriale Prot. 1756 del 02/08/2007).
Il Porto ristrutturato negli stessi tempi se gli amministratori se ne occuperanno consentir di accogliere investimenti compatibili con un modello di sviluppo sostenibile e senza gli effetti devastanti che il rigassificatore produrr compreso il depauperamento dello scenario naturale-paesaggistico del binomio costa-bellezze antropiche e la limitazione numerica del possibile arrivo di navi da crociera, poich evidente che il turista in crociera, non desideri incrociare le navi gasiere, vedere una canna fumaria sul mare, attraccare a ridosso di unarea industriale pericolosa.
E, invece, largamente probabile che sia possibile trovare investitori pronti a realizzare, con fondi propri, un porticciolo turistico dentro e fuori del porto.
Sar tuttavia improbabile che gli stessi investitori decidano di cimentarsi in presenza di un impianto invasivo fisicamente e moralmente qual un rigassificatore!
E una bugia clamorosa diffusa artatamente secondo la quale non vi siano alternative allo sviluppo del territorio oltre al rigassificatore, infatti:
- la Conversione dellimpianto Enel a totale costo privato non produce perdita di posti di lavoro;
- il Dragaggio del porto gi finanziato;
- la Stazione marittima in corso di progettazione, pu trovare fondi nellaffidamento alla gestione dei privati. DETERMINA NUOVI POSTI DI LAVORO;
- LAttracco delle navi da Crociera frutto di attivit diplomatiche e di accordi commerciali e sindacali. DETERMINA NUOVI POSTI DI LAVORO;
- la Darsena Turistica prevede gli investimenti privati. DETERMINA NUOVI POSTI DI LAVORO;
- Un secondo Porticciolo Turistico allesterno del porto prevede il ricorso a fondi privati. DETERMINA NUOVI POSTI DI LAVORO;
- Il rilancio delle attivit del settore della Pesca Commerciale affidabile ad un Piano di Sviluppo della nautica empedoclina da portare a finanziamento regionale entro il 2008. DETERMINA LO STOP ALLESODO DELLA FORZA LAVORO E LINCREMENTO DEI POSTI DI LAVORO NELLE ATTIVITA DI PESCA E DI TRASFORMAZIONE DEL PESCATO;
- LA riqualificazione dellarea dimessa destinata semplicemente per servizi ovvero per attivit di impresa sostenibili (cantieristica leggera, artigianato, trasformazione del pescato, ecc.) ovvero per attivit turistiche, ovvero per luniversit e la ricerca, comunque intesa produrr NUOVI POSTI DI LAVORO.
Dopo lattenta analisi e il corposo dibattito, che ha registrato significativi e appassionati interventi: emersa la unanime richiesta di un protocollo dintesa, diretto a stimolare il dibattito con i rappresentanti delle Istituzioni, del Ceto Politico, del mondo associazionistico e, possibilmente, a creare un tavolo di lavoro attorno alle questioni connesse ai programmi di sviluppo.
Lo scopo del documento condiviso dai rappresentanti delle imprese e dai cosiddetti stakeholders, quello di partecipare attivamente alla programmazione e alle scelte che la classe dirigente dovr operare in vista dellimminente emanazione dei bandi comunitari e dei progetti da realizzare con i Fondi FAS che a detta di tutti non potranno non tenere nella dovuta considerazione le tematiche connesse alla infrastrutturazione del territorio e della valorizzazione delle sue naturali vocazioni a partire dallagricoltura di qualit e dal turismo e ovviamente dal formidabile patrimonio archeologico ed ambientale.
Daltro canto i tavoli di concertazione previsti dalle norme di finanza negoziata (Contratti di Programma, Pit, Pir e, in ultimo, Piani Strategici) hanno individuato quali trainanti i predetti settori concentrando attorno ad essi misure e risorse del POR Sicilia.
I Piani Strategici, in quanto strumenti di democrazia partecipativa (attraverso i quali le Citt di: Agrigento, Porto Empedocle, Favara, Aragona, Raffadali e Siculiana sono chiamate a costruire il proprio futuro, definendo il disegno politico dello sviluppo in una prospettiva di medio - lungo termine) hanno il fine di individuare la mission del territorio e, possibilmente, di renderlo interessante per gli investitori..
Peraltro ormai opinione diffusa che tutti i soggetti presenti nel territorio - portatori di specifici interessi - hanno il compito di contribuire ad elaborare gli indirizzi di programmazione economica e di pianificazione territoriale di carattere integrato.
Nel senso di puntare a valorizzare gli effetti che derivano dalla messa in rete delle diverse politiche: qualit della vita, formazione, turismo, beni culturali ed ambientali, agroalimentare di qualit, per definire un modello condiviso di sviluppo.
Mentre i soggetti in campo nelle citt - che compongono di fatto unarea metropolitana tentano di muoversi in una direzione moderna efficace e, soprattutto, condivisa: a quanto pare qualcuno - in totale solitudine - opera scelte ostili allo sviluppo e prive di qualsiasi possibilit di remunerazione per il territorio.
in questottica che i presenti, dopo lanalisi dei punti di forza hanno proceduto alla valutazione dei punti di debolezza, tra i quali esploso quello relativo al recente nulla osta rilasciato dagli organi preposti per la collocazione dellimpianto di rigassificazione nellarea contigua al Porto di Porto Empedocle.
In zona Kas, a duecento metri dal Parco di Pirandello e di fronte alle colline che accolgono la Valle dei templi di Agrigento, sarebbe collocato un rigassificatore che molti autorevoli studi considerano: impianti a rischio di incidente rilevante, nel caso del peggiore incidente, una nube di gas incendiario si spingerebbe fino 55 chilometri distruggendo tutto nel suo cammino e causando un numero rilevantissimo di morti, per il Pentagono l'energia contenuta in una gasiera di media grandezza equivalente a quella di diverse bombe atomiche, ancorch prive di radiazioni.
Gli impianti risultano pericolosi perch sarebbero tra gli obiettivi pi attraenti per i terroristi (vedi sito Ministero degli Interni e dichiarazione del presidente dei Lloyds di Londra sulle indisponibilit, recentemente manifestate, per assicurare le navi gasiere, prive di scorta militare).
Gli impianti risultano inquinanti perch produrranno sversamenti in mare e forti emissioni di metano ad alto effetto serra (23 volte pi del CO2 ); lacqua marina, utilizzata nel ciclo di rigassificazione verr raffreddata ad una temperatura di 9 inferiore a quella di presa e clorata dallimpianto con una immissione nellambiente marino di 20 - 33 tonnellate di cloro attivo (candeggina) allanno che causer gravi danni alla pesca ed al turismo.
Inoltre le carenze dei progetti e degli studi presentati dalle societ Nuove Energie e ENEL che non offrono alcun accenno sulle opere a terra inducono a riflettere e ad opporre forti perplessit sulla complessiva affidabilit delle forze in campo.
E da considerare limpatto sulla fiducia e i danni morali che causer ai cittadini e alle imprese soprattutto in merito alla svalutazione delle unit immobiliari presenti nella vastissima area interessata e, in particolare, di quelle ad uso turistico nonch di quelle limitrofe agli impianti che si troveranno a poche centinaia di metri in linea daria dalle gasiere.

A tale proposito si sono chiesti i presenti: se corrispondono al vero le voci che si riferiscono alla ventilata approvazione del progetto da parte della Commissione Regionale preposta e, in tale ipotesi, come si possa giustificare un insediamento cos improponibile alla luce delle tanto declamate vocazioni.
Si sono chiesti soprattutto come sar possibile dare risposte alla diffida trasmessa al Presidente della Regione Siciliana dal responsabile dellUNESCO Prof. Gianni Pugliesi (successivamente rimodulata), alle denuncie che provengono da autorevoli associazioni come il FAI (anchessa successivamente modificata) e allappello firmato da un nutrito numero di intellettuali di fama internazionale.
I quali probabilmente, hanno pi a cuore le sorti di luoghi mistici quali sono la Valle dei Templi, il Kos e il Parco Pirandello di quanto non labbiano taluni agrigentini cosidetti illustri che a parole dichiarano buoni propositi e di fatto agiscono nella direzione opposta.
Tenuto conto inoltre, che largamente condivisa a tutti i livelli lopinione inserita come idea portante nel POR Sicilia - che la Valle dei Templi sia la locomotiva per lo sviluppo regionale, che il Parco Archeologico sia lo strumento pi significativo per lo sviluppo socio economico ed occupazionale, che il Kos sia un luogo mistico da conservare e da valorizzare, che il Porto di Porto Empedocle possa diventare il pi visitato porto turistico e crocieristico del Mediterraneo.
Che di fatto in tutta larea interessata vi una notevole presenza di strutture ricettive a rischio (Hotel Dioscuri Bay Palace, Hotel dei Vescovi, Baglio della Luna e Hotel Kas recentemente acquisito, con un investimento di molti milioni di euro, da una compagnia internazionale che pensava di impiegare i propri denari in un posto normale e affidabile).
Che vi insistono strutture di balneazione. Che esiste una remunerativa attivit peschereccia. Che, presumibilmente, esistono tutte le condizioni perch si possano insediare nellarea dimessa: cantieri di nautica da diporto, attivit di servizi, centri di studio e ricerca.
Nel solco delle scelte gi adottate dagli attuali concessionari - titolari dellarea dismessa ex Montedison (da recuperare e bonificare) che hanno affidato lotti di notevole dimensione: allimpresa Moncada, per la realizzazione di un sistema integrato di produzione e servizi.
Alla luce delle valutazioni espresse emersa lurgenza di riconsiderare le scelte fin qui operate dalle societ interessate (vedi piano di imbatto ambientale) e stabilire un programma: in linea con lidea di sviluppo gi individuata e, ovviamente, pi adatto alle reali esigenze.
Per potere cogliere soprattutto - le opportunit offerte dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria e, in ultimo, dalla Carta degli aiuti regionali che individua le migliori politiche per le aree svantaggiate dirette a condizioni favorevoli per attrarre investimenti.
Un dibattito ampio, concentrato sullesigenza - per raggiungere tale obiettivo e potere competere nellambito dellarea di libero scambio, che le politiche dellUE con il Protocollo di Lisbona hanno stabilito per il Mediterraneo a partire dal 2010 di puntare su asset irrinunciabili quali le infrastrutture nel senso pi ampio (porti, aeroporti, ferrovie, autostrade, scuola, universit) e la valorizzazione dellimpareggiabile patrimonio composto da beni culturali ed ambientali.
Lesigenza di puntare sulle infrastrutture immateriali deriva dallassunto che non possibile ipotizzare sviluppo in assenza di capitale umano. Si tratta, tutto sommato, di una equazione facile da definire: livelli pi elevati di istruzione, maggiore competenza sono condizioni necessarie per sostenere livelli di espansione e sviluppo adeguati alle moderne esigenze.
LUniversit di Agrigento, seppure nata da poco tempo, ma sviluppatasi progressivamente, avr limmane compito di sostenere il progetto e svolgere un ruolo significativo per diventare un luogo di studio nel campo umanistico e laboratorio per il sapere tecnico e tecnologico, funzionale alla crescita del territorio.
Unoccasione indifferibile per lo sviluppo che oggi pi che mai la Provincia di Agrigento non pu non cogliere tenuto conto, peraltro, che gli aiuti comunitari alle realt obiettivo uno cesseranno con il 2013.
Scelte opportune e mirate potrebbero contribuire a creare le condizioni perch questo luogo geografico con le sue qualit ambientali , con la sua posizione, con la sua storia e la sua stratificazione culturale e archeologica, con la presenza dellUniversit, con la presenza dei porti, possa assumere il ruolo - che storicamente e geograficamente gli compete - di cerniera strategica tra le due sponde del Mediterraneo.
E, possibilmente, si adoperi perch il sito riconosciuto dallUnesco quale Patrimonio dellUmanit, possa concorrere per ottenere lambita certificazione carbon free e per promuovere azioni dirette a far dichiarare il territorio del Mediterraneo Area Marina Particolarmente Sensibile (Particulary Sensitive Sea Area PSSA), con particolare riguardo per le Coste Agrigentine.
Le predette opportunit potranno risultare (come accade altrove) utilissimi strumenti per sedurre ed accogliere i numerosissimi e moderni viaggiatori: alla ricerca dei pochissimi e ricercatissimi luoghi riconosciuti: non inquinati.
emersa prepotentemente, tra tutti presenti, la considerazione: come sia possibile coniugare sviluppo socio economico, sviluppo turistico ambientale e rispetto della qualit della vita, con una struttura cos pericolosa e probabilmente inquinante?
E, pertanto, allunanimit hanno espresso visibile disapprovazione per le deliberazioni gi adottate dagli Enti e dagli organi preposti al rilascio delle autorizzazioni.
Hanno manifestato lintenzione di continuare le azioni legali intraprese in ogni ordine e grado e, soprattutto, di volersi battere per laffermazione di un principio irrinunciabile: che delle questioni che si riferiscono alla qualit della vita e al futuro delle comunit debbano decidere liberamente i cittadini.
Che la dignit delle persone non deve mai essere oggetto di baratto con interessi economici di tipo individuale.
Pertanto risulter estremamente utile, ovvero indispensabile consultare i cittadini attraverso un moderno ed efficace strumento di democrazia partecipativa qual il referendum secondo le regole sancite con la direttiva. SEVESO 2 e 3, recepita con Dlgs. n. 334/99 e n. 238/05 ed, ai sensi della Legge Regionale Siciliana n. 9 del 1986 e dello Statuto della Provincia Regionale di Agrigento.
Intanto la presente nota diretta allattenzione e alla sensibilit delle Classi Dirigenti Politiche e non solo, dei rappresentanti delle Istituzioni e degli Enti per la corretta valutazione della complessit delle problematiche esposte e perch possano coglierne appieno la portata.
Con lauspicio che condividano una visibile e decisa azione diretta a promuovere le iniziative pi proficue per sconfiggere limminente pericolo di disastro ambientale, culturale ed economico incombente sul territorio.
In attesa di conoscere lopinione in merito gradita loccasione per inviare i pi cordiali saluti.

Alessio Lattuca



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