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Firenze, Porta Romana e via Madonna della Pace. Tutela del Giardino della Scuderie. Viabilità del quartiere del Bobolino
12-02-2009
Fulvia Zeuli

Alla redazione di Patrimonio SOS via e mail

Oggetto: Firenze, Porta Romana e via Madonna della Pace. Tutela del Giardino della Scuderie. Viabilità del quartiere del Bobolino

Il comitato del Bobolino ritorna all'attacco, mascherando da richiesta di tutela il solito vecchio concetto di "not in my backyard". Abbiamo liberato da più di 600 automobili che vi parcheggiavano abusivamente un giardino storico confinante con il giardino di Boboli. Per fare questo ci siamo permessi di turbare la quiete degli abitanti di una delle vie più tranquille di Firenze con il passaggio di un numero molto limitato di automobili, una settantina forse, al massimo un centinaio al giorno. Avete presente quante automobili passano in 10 minuti da una via tranquilla come via Romana? (per non parlare dei viali).
Il comitato ha ottenuto dal Comune di Firenze di impedire il passaggio per il fortunato quartiere esclusivo dei mezzi superiori ai 35 quintali. Da dove credete che debbano passare, allora? Se devono accedere all'ingresso posteriore del giardino di Boboli, oppure all'istituto d'arte, devono passare dal giardino pubblico, con disagi e pericoli per la popolazione. La motivazione addotta nella perizia giurata (priva del benché minimo rilievo, monitiraggio od indagine approfondita sulle precarie condizioni strutturali che proclama) è che le case sono costruite con malta di calce. E tutto il centro storico di Firenze come è costruito?
Purtroppo ancora una volta chi urla più forte ha ragione, e sembra ottenere anche molto consenso sui media. Pare che ci siano persone che si dedicano a tempo pieno a salvaguardare la inviolabilità delle strade del Bobolino, strade comunali a tutti gli effetti. Invece Il funzionario di zona della Soprintenenza si occupa, oltre che di questa vicenda surreale, anche della tutela di tutto l’Oltrarno e del Quartiere 4 di Firenze, e forse talvolta trascura di sbandierare le ragioni istituzionali. Fa specie tuttavia che i difensori dei privilegi, e nemici della quiete del giardino siano spalleggiati dai Verdi o dalla De Zordo (“un’altra città un altro mondo”?).
Accludo il testo di una nota a suo tempo inviata dalla Soprintendenza al Difensore civico, e vi aggiornerò con il testo della risposta del Comune di Firenze (a completo sostegno della Soprintendenza) alle richieste del Comitato da voi pubblicate.

Arch. Fulvia Zeuli, funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze.

<Oltre alla tutela del complesso monumentale ci si è prefissi l’obbiettivo di migliorare un servizio alla cittadinanza, abolendo il parcheggio abusivo delle auto nel giardino storico. Infatti, nonostante da tempo fosse presente sul cancello del giardino all’ingresso di Porta Romana un cartello con il segnale di divieto di transito ai non autorizzati, e l’indicazione “proprietà demaniale”, era invalso il malcostume da parte di innumerevoli automobilisti di accedere al complesso e parcheggiare anche di notte e per molti giorni consecutivi.
In tutto il giardino delle ex Scuderie, ad esclusione della zona retrostante l’edificio sede dell’istituto d’arte e della zona detta Calastrini o dei canili, è sempre stata proibita la sosta.
La polizia Municipale del Comune di Firenze non ha mai elevato contravvenzioni, o stabilito il rispetto del divieto di sosta, benché ne fosse stata investita da una convenzione tra Comune e soprintendenza, stipulata in data 24/05/2001 e operante fino al 2004 .
Va inoltre considerato che dal 1 gennaio 2008 è cessato anche un presidio all’area, seppure parziale, garantito dai custodi, dipendenti del Polo Museale fiorentino, di servizio al cancello di Porta Romana nelle ore notturne, a tutela di un deposito di statue presenti nell’edificio delle Pagliere, ed ora dislocate altrove.

Questa Soprintendenza, informata l’Amministrazione Comunale ed ottenuta l’ autorizzazione (con Dia rilasciata in data22/11/2007, n. 62451), ha aperto un nuovo passo carrabile sul retro del complesso. Ciò ha consentito di liberare il giardino monumentale dal passaggio di veicoli e di restituirlo ad un uso pubblico in sicurezza.
Il nuovo ingresso carrabile è stato realizzato aprendo un varco, munito di cancello e sbarra elettrificata, adiacente a quello pedonale già esistente. Si sottolinea che la recinzione, oggetto dell’intervento, risale agli anni quaranta del 1900.
E’ così possibile accedere attraverso via Madonna della Pace sia ad una zona da tempo destinata a parcheggio per l’Istituto d’Arte, sul retro dell’edificio delle Scuderie, sia ad un’area di servizio delle Soprintendenze, detta dei canili.
Si tratta di un’area collegata al giardino di Boboli da un accesso secondario non aperto al pubblico. E’ una zona di minore pregio utilizzata in passato sia come deposito del cantiere della Soprintendenza, che è tutt’ora ubicato nell’edificio detto dei canili, sia come parcheggio per la sosta dei mezzi di servizio e dei dipendenti delle Soprintendenze. E’ una zona che nella originaria configurazione del giardino delle Scuderie della Pace non era mai stata sistemata a verde, e negli anni ’30 non era separata dalla viabilità retrostante da alcun muro di recinzione, come si può vedere in documenti conservati presso l’archivio Storico del Comune di Firenze. (Disegno su carta lucida a china, planimetria, scala 1 : 625 - rilievo (1930 - 1935, attr.) Collocazione: rot. 003382, microfilm 21560). Tale circostanza è confermata dai materiali ritrovati durante i lavori: la zona era in parte asfaltata ed in parte ricoperta da ghiaia o stabilizzato, su sottostante massicciata in pietra. Nessuna traccia di terreno vegetale.
E’ una zona che versava in condizioni di forte degrado, la cui riqualificazione è indispensabile in quanto funzionale sia al giardino delle Scuderie della Pace che al giardino di Boboli, ed a Palazzo Pitti. In particolare è utilizzata dai funzionari che effettuano sopralluoghi con auto propria, e parcheggiando qui possono raggiungere la sede di Palazzo Pitti evitando di raggiungere Piazza Pitti e di occupare il parcheggio esistente da quel lato nel giardino di Boboli. Chiariamo pertanto che non è stato creato alcun nuovo parcheggio, ma si solleva il carico di transito nel centro storico.

Per la pavimentazione si è scelto un materiale drenante dall’aspetto naturale.
La cancellata preesistente, anche se di fattura dignitosa, non rivestiva particolari caratteri di valore artistico, ed è stata modificata nel rispetto della sua tipologia, utilizzando materiali e finiture simili all’esistente.
Il progetto della sistemazione dell’area è approvata dalla competente Soprintendenza con nulla osta ai sensi dell’art. 21 dec. Lgs 42/2004.

Per quanto riguarda le ulteriori affermazioni contenute nell’esposto facciamo presente che non risulta a quest’ufficio che il Comune di Firenze abbia considerato non ammissibile nel 2000 un progetto di apertura di passo carrabile. Non risulta imoltre a quest’ufficio che



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