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LUCCA - Area Gesam: appello al Sindaco Favilla
20-02-2009
Serena Mammini-Mauro Meloni

Proprio come Giurlani figlio riteniamo che se il Sindaco volesse potrebbe modificare parte del discusso Progetto norma 6 ovvero lintervento, presunto riqualificatorio, previsto nellarea Gesam a San Concordio.
stato detto pi volte, a ragione, che il nuovo cemento derivante dalla realizzazione dello steccone inserito allinterno del piano Gesam, come recita la valutazione degli effetti ambientali del Regolamento Urbanistico porter ad un aumento sensibile del carico urbanistico della zona.
Del resto lo status venutosi a creare con la chiusura insensata (per tempi e modi) del passaggio a livello di San Concordio e lesplosione di una barbara cementificazione ha causato un ulteriore abnorme aggravio del traffico su tutte le strade circostanti visto che gli unici due accessi disponibili sono lintasato viale Europa e quella coda eterna che porta al passaggio a livello di San Filippo (via Squaglia, via di Mugnano e via Ingrillini).
mai possibile che il Piano del traffico giaccia ancora in qualche cassetto, quando anni luce or sono (in piena era Fazzi) lallora assessore ne annunci il doloroso parto? Ricordiamo che agli strumenti urbanistici comunali affidato il compito di individuare le aree da sottoporre a specifica regolamentazione, tenuto conto anche di tutte le problematiche territoriali e infrastrutturali dellarea.
Quattro piani di direzionale e commerciale (che fantasia: forse lennesimo franchising di vestiti o un grande centro estetico e fitness, poco conta) e 4.364 metri quadrati di parcheggio interrato sulla falda non potranno che accentuare le criticit gi evidentemente presenti.
Sottolineiamo poi ci che chiunque abitante avr notato, ovvero laccumularsi di fondi su cui campeggia la scritta affittasi, da tempo vuoti anche a causa della negata ma palpabile crisi economica. Si provveduto a monitorare le politiche economico-territoriali del settore terziario commerciale nella zona?
vero che la concessione stata rilasciata l11 marzo dello scorso anno (e proprio nei giorni in cui si discuteva il primo stralcio della Variante alle Norme tecniche di attuazione del RU relativa ai Piani Attuativi - art. 140.4 -, per cui anche questo intervento, a rigor di logica e non di favore, sarebbe potuto rientrare nelliter del Piano Attuativo, in breve: conferenza tecnica dei servizi, Consiglio di Circoscrizione, Commissione urbanistica, Consiglio comunale, osservazioni dei cittadini in sostanza approfondimento e discussione.
Tuttavia, con tempi e modi, ad esser pacati, equivoci, ci non accadde e oggi siamo ad inseguire il treno che corre) e una concessione rilasciata pur sempre carica di conseguenze giuridiche. Ma altrettanto vero che il Comune oggi si riappropriato della Polis cosicch le urgenze dei privati non gestiscono pi lagenda urbanistica locale, quindi possibile, sempre che lo si voglia davvero, tornare su certi incauti passi.
vero che se la concessione stata rilasciata sono maturati dei diritti ed eventuali ripensamenti costerebbero cari allamministrazione: ma se vero che tornare indietro possibile per lospedale (e proprio Lei si fatto fiero sostenitore delle istanze dei molti contrari), se vero che possibile fermare lintercity dellospedale, perch ci non si pu fare per il trenino locale dello steccone?
In questi mesi, anche grazie al PIUSS, si tornati, in qualche modo, a parlare di idea di citt, di identit dei luoghi, di potere evocativo, di discorso urbano, di pura architettura, di non-luoghi da evitare.
Come cittadini, facciamo un accorato appello al Sindaco Favilla:
ci racconti nei dettagli il progetto, discutiamo con gli abitanti, magari in un Consiglio di Circoscrizione aperto (qualora essa si svegli dal torpore cui caduta da mesi) di una possibile rivisitazione degli aspetti pi controversi dellintervento.
Ha senso, Sindaco, parlare di freno allincremento urbanistico senza regole se non si ha il coraggio e la lungimiranza di rivedere scelte non condivise dal territorio?
Non pensiamo che preferisca indossare i panni del rilasciatore di concessioni edilizie piuttosto che quelli di tutore dello sviluppo sostenibile nellinteresse della collettivit.
Abbiamo la presunzione di affermare che quello che nellimmediato potrebbe sembrare la perdita di un investimento, in un domani assai prossimo, le sar riconosciuto come scelta coraggiosa, ma di buon senso, una rinuncia presente per un grosso guadagno collettivo: larea Gesam finalmente riqualificata con la cattedrale ristrutturata, i parcheggi a raso, i nuovi uffici, lofficina e larchivio Gesam ed una vasta area a verde ad uso degli abitanti che sia davvero un parco pubblico e con un grosso valore identitario ed unico: il porto di Lucca.
Siamo convinti che un amministratore esperto non possa rimanere silente allappello dei 1050 cittadini che, firmando la Petizione, hanno espresso contrariet e preoccupazione verso unoperazione come quella dello steccone, intervento che rischia di trasformare larea Gesam (a poche centinaia di metri dallingresso di Porta San Pietro, vicinissima allaltro Monumento costituito dallarmonica sequenza delle arcate dellacquedotto Ducale) in un altro, terribile, non-luogo.


Serena Mammini, consigliere comunale LUlivo-Pd
Mauro Meloni, consigliere Circoscrizione 7



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