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Paesaggio e democrazia
27-02-2009
Alessio Lattuca

Constatando che il paesaggio svolge importanti funzioni di interesse generale, sul piano culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce una risorsa favorevole all'attivit economica, e che, se salvaguardato, gestito e pianificato in modo adeguato, pu contribuire alla creazione di posti di lavoro;
Consapevoli del fatto che il paesaggio coopera all'elaborazione delle culture locali e rappresenta una componente fondamentale del patrimonio culturale e naturale dell'Europa, contribuendo cos al benessere e alla soddisfazione degli esseri umani e al consolidamento dell'identit europea;
Riconoscendo che il paesaggio in ogni luogo un elemento importante della qualit della vita delle popolazioni: nelle aree urbane e nelle campagne, nei territori degradati, come in quelli di grande qualit, nelle zone considerate eccezionali, come in quelle della vita quotidiana;
Osservando che le evoluzioni delle tecniche di produzione agricola, forestale, industriale e pianificazione mineraria e delle prassi in materia di pianificazione territoriale, urbanistica, trasporti, reti, turismo e svaghi e, pi generalmente, i cambiamenti economici mondiali continuano, in molti casi, ad accelerare le trasformazioni dei paesaggi;
Desiderando soddisfare gli auspici delle popolazioni di godere di un paesaggio di qualit e di svolgere un ruolo attivo nella sua trasformazione;
Persuasi che il paesaggio rappresenta un elemento chiave del benessere individuale e sociale, e che la sua salvaguardia, la sua gestione e la sua pianificazione comportano diritti e responsabilit per ciascun individuo;
Tenendo presenti i testi giuridici esistenti a livello internazionale nei settori della salvaguardia e della gestione del patrimonio naturale e culturale, della pianificazione territoriale, dell'autonomia locale e della cooperazione transfrontaliera e segnatamente la Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale d'Europa (Berna, 19 settembre 1979), la Convenzione per la salvaguardia del patrimonio architettonico d'Europa (Granada, 3 ottobre 1985), la Convenzione europea per la tutela del patrimonio archeologico (rivista) (La Valletta, 16 gennaio 1992), la Convenzione-quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettivit o autorit territoriali (Madrid, 21 maggio 1980) e i suoi protocolli addizionali, la Carta europea dell'autonomia locale (Strasburgo, 15 ottobre 1985), la Convenzione sulla biodiversit (Rio, 5 giugno 1992), la Convenzione sulla tutela del patrimonio mondiale, culturale e naturale (Parigi, 16 novembre 1972), e la Convenzione relativa all'accesso all'informazione, alla partecipazione del pubblico al processo decisionale e all'accesso alla giustizia in materia ambientale (Aarhus, 25 giugno 1998)
Queste considerazioni, tratte dalla Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze nell'ottobre 2000 dagli Stati membri del Consiglio d'Europa, che ha riconosciuto come univoca una definizione nella quale il termine paesaggio: "designa una determinata parte di territorio, cos come percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.", come si conciliano con le scelte operate dal ceto politico locale, regionale e nazionale che per quanto ovvio pregiudicheranno lintera regione costiera e non hanno tenuto in nessun conto la convenzione Aarhus ?
Ancora oggi pur con le inevitabili trasformazioni Come si conciliano con le scelte operate dal ceto politico agrigentino e non



Tuttavia risulta indispensabile riflettere sul perch accadano alcuni fatti in alcuni luoghi!
A tale proposito opportuno segnalare che sul territorio e, in particolare, sullarea portuale e sulle aree dismesse di Porto Empedocle non mai stato realizzato un vero studio progettuale e di fattibilit.
Pertanto fino ad oggi risultato poco credibile contrapporre progetti frammentari ad una ipotesi occupazionale (ma di parte!) come quella che si riferisce alla collocazione di un impianto di rigassificazione nellarea Kos.
E utile ricordare che le tesi finora opposte in riferimento alla salvaguardia del Paesaggio, della Valle dei Templi, del Kos, sembrerebbero non convincere il ceto politico.
Come se il Paesaggio della Valle dei Templi: che fa parte della storia dellUmanit, (non appartiene soltanto alla cultura agrigentina e siciliana, ma la pi straordinaria testimonianza del passato delluomo), sia meno importante di uno stramaledetto rigassificatore - che a regime potrebbe garantire meno posti di lavoro di un medio albergo - ma di sicuro causer guasti che non potranno mai essere compensati (come dicono loro) da alcuno.
Nella Citt di Agrigento esiste per uno scherzo del destino una meravigliosa macchina del tempo che pu fare viaggiare i fortunati visitatori in modo spettacolare fino agli albori della civilt.
Mi chiedo e chiedo come sia possibile costruire il futuro delluomo se non se ne preserva il passato?
Qui ad Agrigento vi un bene dellumanit, che corre il serio rischio di divenire un crimine verso lumanit: poich se continuer ad essere sottovalutato e peggio ancora trascurato destinato nel tempo, a distruggersi.
In realt, allo stato attuale, i beni culturali, la Valle e il territorio limitrofo, in attesa che possano essere maggiormente fruiti a fini economici dovrebbero, quantomeno, essere preservati dagli agenti esterni e dai malintenzionati.
Bisogner, pertanto, mettere in sicurezza (nel senso pi ampio del termine) il sito archeologico e il paesaggio.
Lapproccio invalso tra chi decide sul futuro del giacimento culturale mi suggerisce quanto spesso la storia, ad alcuni, non insegni nulla (basti ricordare le autorizzazioni rilasciate negli anni cinquanta alla FIAT per costruire i capannoni nella piana San Gregorio sotto il Tempio della Concordia; disastro scongiurato dalla Comunit Culturale Nazionale ed Internazionale e, in particolare, dallazione di Pietro Griffo).
Se poi questi alcuni sono preposti a custodire, difendere e tramandare ai posteri dei beni che fanno parte della storia, allora siamo messi veramente male. E non vi futuro alcuno da immaginare!
Oltre a tutte le superiori considerazioni: sarebbe estremamente significativo che la classe dirigente si ponesse delle domande che trascendono la ventilata importanza occupazionale delliniziativa (importante per chi?) e si preoccupasse di uno strumento essenziale per la vita civile: la Democrazia appunto!
E utile nel merito segnalare che il faraonico progetto del rigassificatore - promosso da una societ controllata dalle famose acciaierie bergamasche e. successivamente ceduta allENEL non ha tenuto in nessuna considerazione il trattato di Aharus (che impone la partecipazione della popolazione alla formazione delle decisioni in materia di impianti ad alto rischio ambientale qual appunto il rigassificatore) ed stato deciso al di fuori dei consigli comunali e provinciali che troppo spesso vengono chiamati ad approvare decisioni gi prese nelle segreterie dei partiti.
E questa la Democrazia tanto richiamata dai partiti?
E una Democrazia che risponde agli interessi dei cittadini o piuttosto a quelli delle oligarchie del potere economico-finanziario?
E urgente, pertanto, che in tempi brevissimi le comunit interessate reagiscano in maniera particolarmente professionale dotandosi, di uno studio di fattibilit sullintera area in questione che sappia intravedere i progetti di sviluppo (ed i riflessi occupazionali) assolutamente diversi dalla tardiva, quanto anacronistica, proposizione di uno pseudo sviluppo industriale di limitata portata.
Ringrazio per la sensibilit che sar riservata ai problemi segnalati e per il contributo di idee e di impegno che sar indirizzato alle comunit per la risoluzione dellimpasse in cui sono precipitate.
Alessio Lattuca



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