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Lettera al Prof. Roberto Lagalla: Polo Universitario Agrigento
21-03-2009
Alessio Lattuca

Il presidente Confimpresa
Sede Regionale
Via P.pe di Belmonte, 103 - Palermo
Appoggiare corrispondenza sede amministrativa e direzione
Via G. Amendola n. 37 - 92100 Agrigento
Tel. 0922.26818 0922.403800 Fax 0922.554708
E-mail confimpresa@yahoo.it - www.confimpresaeuromed.it


All'attenzione del
Ch.mo Prof. Roberto La galla
Magnifico Rettore Universit di Palermo

Agrigento 17 marzo 2009

Illustre Professore,
richiamo parte della lettera inviata al Sindaco di Agrigento in data 30 luglio 2007, contenente alcune considerazioni in ordine a problematiche connesse alla mission della citt, a politiche di sviluppo e tra queste al significativo ruolo che lUniversit pu svolgere a favore della Comunit: Alla luce delle valutazioni espresse emersa lurgenza di riconsiderare le scelte fin qui operate dalle societ interessate (vedi piano di impatto ambientale) e stabilire un programma: in linea con lidea di sviluppo gi individuata e, ovviamente, pi adatto alle reali esigenze.
Per potere cogliere soprattutto - le opportunit offerte dalla normativa regionale, nazionale e comunitaria e, in ultimo, dalla Carta degli aiuti regionali che individua le migliori politiche per le aree svantaggiate dirette a creare condizioni favorevoli per attrarre investimenti.
Un dibattito ampio, concentrato sullesigenza ( per raggiungere tale obiettivo e potere competere nellambito dellarea di libero scambio, che le politiche dellUE con il Protocollo di Lisbona hanno stabilito per il Mediterraneo a partire dal 2010) di puntare su asset irrinunciabili quali le infrastrutture nel senso pi ampio (porti, aeroporti, ferrovie, autostrade, scuola, universit) e la valorizzazione dellimpareggiabile patrimonio composto da beni culturali ed ambientali.
Lesigenza di puntare sulle infrastrutture immateriali deriva dallassunto che non possibile ipotizzare sviluppo in assenza di capitale umano.
Si tratta, tutto sommato, di una equazione facile da definire: livelli pi elevati di istruzione, maggiore competenza sono condizioni necessarie per sostenere livelli di espansione e sviluppo adeguati alle moderne esigenze.
LUniversit di Agrigento, seppure nata da poco tempo, ma sviluppatasi progressivamente, avr limmane compito di sostenere il progetto e svolgere un ruolo significativo per diventare un luogo di studio nel campo umanistico e laboratorio per il sapere tecnico e tecnologico, funzionale alla crescita del territorio.
Unoccasione indifferibile per lo sviluppo che oggi pi che mai la Provincia di Agrigento non pu non cogliere tenuto conto, peraltro, che gli aiuti comunitari, destinati alle realt obiettivo uno(a ritardo di sviluppo), cesseranno con il 2013.
Scelte opportune e mirate potrebbero contribuire a creare le condizioni perch questo luogo geografico con le sue qualit ambientali , con la sua posizione, con la sua storia e la sua stratificazione culturale e archeologica, con la presenza dellUniversit, con la presenza dei porti, possa assumere il ruolo - che storicamente e geograficamente gli compete - di cerniera strategica tra le due sponde del Mediterraneo.
Sono sempre pi sicuro che il dibattito attorno al ruolo dellUniversit sia argomento particolarmente sensibile perch si occupa di cibo per il cervello, di educazione, di formazione e di formazione di classe dirigente.
Pertanto materia preziosissima che deve essere trattata con il cesello e non con la clava (come recentemente accade nella citt di Agrigento con lunico risultato di produrre diseconomie e guasti irreversibili).
E, soprattutto, deve riguardare lintera comunit (e non soltanto il ceto politico), che ha il diritto - dovere di esprimersi su una questione di vitale importanza per la mission della citt ed indispensabile per un organico sviluppo socio economico.
Daltrocanto la Comunit dovrebbe dimostrare maggiore effervescenza su una questione che riguarda le nuove generazioni: che hanno il diritto di fruire delle stesse opportunit offerte ad altri giovani in luoghi pi evoluti e ovviamente le famiglie che dovranno sopportare minori sacrifici e costi inferiori per assicurare ai figli il diritto allo studio.
La Comunit, tuttavia, ha il dovere di rassicurare lUniversit di Palermo sulla certezza degli investimenti e il diritto di richiedere maggiore impegno in termini culturali ed economici: per agire verso la costituzione di un Polo Universitario di eccellenza: attrattore di risorse e propulsore di rinnovamento sociale.
Ovviamente per rilanciare il ruolo dell Universit, la Comunit si trova di fronte ad una grande sfida: rimettere la conoscenza, il sapere, il capitale umano al centro della politica, delleconomia, della societ, per creare una vera democrazia economica.
A tale proposito risulta indispensabile stimolare linterazione tra il pubblico e il privato, attraverso strutture di ricerca legate alle imprese e con linserimento di risorse umane altamente qualificate: a partire dal potenziamento della Facolt di Archeologia che destinata a svolgere un ruolo fondamentale nellambito delle politiche previste per lArea di Libero scambio nel Mediterraneo e di una rinnovata attenzione alla ricerca sulle nanotecnologie, alla ricerca e restauro di archeologia marina e alla creazione di laboratori (anche a cielo aperto) che possono attrarre studiosi e cultori di tutto il pianeta.
LUniversit di Palermo, intanto, potrebbe lanciare un segnale significativo, trasferendo la Biblioteca di Archeologia nella Citt di Agrigento, quale straordinario ed unico luogo deputato ad accoglierla.
Per dimostrare che lUniversit di Palermo vede in Agrigento lestensione della propria vocazione e quindi concorra perch possa assumere il ruolo che le proprio: una magnifica vetrina del Mediterraneo che lo rappresenti in tutti i suoi aspetti.
Per sostenere, culturalmente, economicamente e, perchno, emotivamente: una realt che registra un sistema economico, basato prevalentemente sulla piccola impresa, che certamente non favorisce quei grandi investimenti in ricerca e sviluppo di cui ci sarebbe bisogno.
E far si che il luogo dove si fa ricerca (l'Universit) e quello dove la ricerca dovrebbe dare i suoi frutti producendo innovazione (l'impresa), collaborino per creare poli territoriali di innovazione e sviluppo (anche attraverso consorzi, come avviene un po' in tutti i paesi sviluppati), per utilizzare i fondi del PON Ricerca e, possibilmente, le enormi risorse di Industria 2015, entrambi messi a disposizione (a favore del Sud) dal Governo Centrale.
Nella comune convinzione che Universit, Ricerca e Innovazione costituiscano una priorit e una immensa opportunit per il futuro della Comunit, il sistema imprenditoriale e lUniversit, nell'ambito di una mirata collaborazione, potrebbero avviare interessanti azioni strategiche.
Tale collaborazione potrebbe offrire un contributo concreto per lo sviluppo culturale, sociale ed economico dellintera provincia (e non solo), attraverso la costituzione di un asse in grado di mettere insieme le esperienze maturate all'interno dei rispettivi sistemi.
In un contesto di decentramento e valorizzazione delle autonomie, diventa sempre pi importante l'azione di organismi che riportino a sistema le singole esperienze.
Il sistema imprenditoriale e lUniversit - che gi svolgono una significativa funzione di rappresentanza delle realt locali - potranno implementare attraverso un'azione di raccordo il loro ruolo in reti solide e competitive.
La valorizzazione della qualit, in merito all'utilizzo di risorse umane e finanziarie e lo sviluppo delle competenze distintive dellAteneo rappresentano i primi traguardi dell'azione congiunta.
L'introduzione di buone pratiche e meccanismi efficienti faciliter la costruzione di un rapporto virtuoso tra comunit, imprese e universit.
L'internazionalizzazione del mondo della ricerca e lapertura dellarea di libero scambio nel Mediterraneo aprir la Sicilia, alle nuove economie emergenti e in tale panorama lUniversit di Palermo e Agrigento potr svolgere sempre pi un ruolo trainante.
Le Comunit interessate, il sistema imprenditoriale e lUniversit potrebbero elaborare una proposta per la diffusione di nuove tecnologie aventi positivi risvolti sulla produzione industriale, sul benessere sociale e sullattivit del territorio per investimenti nazionali ed internazionali; per la promozione dello sviluppo dellimprenditorialit nella comunit accademica e nei giovani laureati, favorendo nuove attivit di business ( spin off) originate da attivit di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti, processi e servizi realizzati presso le proprie strutture di ricerca e assumendo una funzione di indirizzo e garanzia delle attivit imprenditoriali generate all'interno delle proprie strutture.
Per rafforzare il raccordo tra universit, comunit e sistema imprenditoriale e per far emergere il patrimonio di competenze esistenti nel Polo, bisogner aprire i luoghi della cultura e dei saperi alla Comunit e sviluppare una rete informativa sulle attivit, le competenze e le dotazioni infrastrutturali dellUniversit.
Confimpresa Euromed offre la propria disponibilit a promuovere e partecipare allauspicabile programma di sviluppo.
In attesa di incontrarLa gradita loccasione per inviare i migliori auguri e i pi cordiali saluti.

Alessio Lattuca






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