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Linquinamento elettromagnetico della base USA di Niscemi
16-04-2009
Antonio Mazzeo

Cera da aspettarselo. Manca ancora un anno perch sia completata linstallazione delle mega-antenne del nuovo sistema di telecomunicazione satellitare MUOS delle forze armate USA, ma linquinamento elettromagnetico a Niscemi ha gi raggiunto livelli pi che preoccupanti. Colpa delle emissioni delle 41 antenne della Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) della marina militare statunitense di contrada Ulmo, che dal 1991 assicurano le trasmissioni a microonde, ultra, altissime, basse e bassissime frequenze (UHF-VHF-ELF-LF) delle forze aeree, terrestri, navali e dei sottomarini nucleari in unarea compresa tra il Mediterraneo, lAsia sud-occidentale, lOceano Indiano e lOceano Atlantico.

LARPA, lAgenzia Regionale per la Protezione dellAmbiente, ha consegnato allamministrazione comunale di Niscemi i dati sui rilevamenti del campo elettromagnetico generato dallimpianto militare, effettuati in un periodo compreso tra il 10 dicembre 2008 e il 9 marzo 2009. Il monitoraggio effettuato da quattro centraline installate in abitazioni civili prossime alla base, ha rilevato lintensit della componente elettrica delle emissioni, la cui unit di misura il volt per metro (V/m). E in alcuni casi sono stati evidenziati valori superiori ai limiti di attenzione fissati dalle normative in materia.

In contrada Ulmo, una centralina ha registrato una media di esposizione di circa 6 V/mt con dei picchi settimanali di superamento; la seconda centralina, sita sempre nei paraggi dellinstallazione militare, ha registrato i valori medi di 4 V/mt con picchi di superamento occasionali, che in un caso (il 20 dicembre), hanno raggiunto i 9 V/m. Le altre due centraline hanno invece registrato dei valori medi di 1-2 V/mt con picchi preoccupanti, specie in contrada Martelluzzo, dove nella giornata del 10 gennaio si sfiorata lintensit soglia dei 6 volt per metro.

Questi dati ha dichiarato il sindaco di Niscemi, Giovanni Di Martino - mostrano chiaramente che anche senza la presenza dellantenna MUOS c un preoccupante stato di inquinamento elettromagnetico che tocca i centri abitati della zona. Con laggravante che le autorit USA erano a conoscenza dellavvio del monitoraggio dellARPA e che lo stesso stato fortemente limitato, o forse anche vanificato dal diniego opposto dalle autorit militari e dal responsabile tecnico, a fornire le minime informazioni relative agli impianti trasmittenti gi operanti, come ha denunciato il presidente della regione siciliana, Raffaele Lombardo.

In Italia, il decreto n. 381 del 10 settembre 1998 e il DPCM dell8 luglio 2003 fissano i limiti di esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici connessi al funzionamento dei sistemi delle tele e radiocomunicazioni operanti nellintervallo di frequenza tra 100kHz e 300GHz. In corrispondenza degli edifici adibiti a permanenza non inferiori a quattro ore stato stabilito un limite massimo di esposizione di 6 V/m per il campo elettrico e 0.016 A/m per il campo magnetico. A Niscemi, dunque, siamo gi oltre i valori di rischio e le emissioni elettromagnetiche sono notevolmente superiori a quanto si registra normalmente nei pressi dei pi potenti ripetitori televisivi (dove non si supera lo 0,1 V/m) o delle stazioni di trasmissione della telefonia cellulare GSM (le pi simili ai sistemi militari satellitari del tipo MUOS), dove lintensit oscilla tra i 0,3 e i 10 volt per metro.

Non va poi dimenticato che numerose ricerche scientifiche evidenziano come lesposizione prolungata alle onde elettromagnetiche anche nei valori consentiti dalle norme internazionali, abbiano gravissimi effetti sulla salute della popolazione. Nel 1997, gli scienziati britannici Dolk, Elliott e Shaddick effettuarono uno studio relativo allincidenza dei tumori nella popolazione residente in prossimit del grande ripetitore radiotelevisivo di Sutton Coldfield, dove il valore massimo del campo elettrico era pari a 2 V/m per le emittenti TV e 4.5 V/m per quelle radio. Furono evidenziati numerosi casi di leucemia e di melanoma alla pelle tra gli adulti che risiedevano in un raggio di 2 km dalle antenne e un rischio crescente allinsorgenza delle stesse malattie tra gli abitanti residenti in un raggio di 10 km dagli impianti.

A seguito della pubblicazione di questi dati, le autorit britanniche avviarono uno studio dellincidenza dei tumori nella popolazione residente in un raggio di 10 km dai trasmettitori radiotelevisivi con potenza effettiva di almeno 500 kW per la televisione e 250 kW per la radio. Prendendo a riferimento il periodo 1974-96, furono registrati 3.305 casi di leucemia negli adulti, con un declino del rischio in funzione della distanza dagli impianti. Anche per questo numerosi scienziati suggeriscono di abbassare i limiti dellintensit della componente elettrica delle emissioni degli impianti che trasmettono tra i 100 MHz e i 3 GHz a 1 volt per metro, in modo da proteggere maggiormente i tessuti e gli organi delluomo dagli effetti termici delle onde. Proprio qualche giorno fa, il Parlamento europeo ha approvato a larghissima maggioranza la relazione del belga Frdrique Ries, dove si sollecita gli Stati membri a rivedere i limiti dellesposizione ai campi elettromagnetici della popolazione e ad allontanare ripetitori e tralicci da scuole e ospedali.

Preoccupato per la campagna di mobilitazione contro il nuovo impianto di telecomunicazioni satellitari di Niscemi, il Dipartimento americano della US NAVY, attraverso il console generale in Italia J. Patrick Truhn, ha consegnato allassessorato regionale siciliano dellAmbiente le schede tecniche e i dati della simulazione di emissioni di elettromagnetismo ante operam del sistema MUOS. Truhn ha colto loccasione per affermare che le misurazioni effettuate nel sito di Niscemi confermano che le emissioni in radio frequenza generate sono e rimarranno entro i limiti fissati dalla normativa italiana anche dopo linstallazione del MUOS e il sistema di telecomunicazioni rispetter anche i pi cautelativi limiti futuri raccomandati dalla Commissione Europea sul Rapporto Bioiniziative. A Niscemi - ha aggiunto ipocritamente il diplomatico - gi rispondiamo a rigorosi standard di sicurezza e continueranno in tal senso anche in futuro. Le emissioni provenienti dal sito di Niscemi non interferiranno con gli oltre 2 mila altri dispositivi trasmettitori presenti in un raggio di 75 km dal sito.

A non credere per nulla alle rassicurazioni c innanzitutto il gruppo consiliare del Partito democratico di Niscemi. Le dichiarazioni del console USA sono frutto di una strumentale campagna che gli americani stanno mettendo in atto per dividere lopinione pubblica in modo da poter lavorare indisturbati, affermano i consiglieri. I risultati delle simulazioni, che i tecnici statunitensi ci hanno fornito, oltre a non poter essere confutate causa linaccessibilit agli atti progettuali, non tengono conto dellinterazione del MUOS con i numerosi campi elettromagnetici gi presenti nel sito. Se la marina militare statunitense non fornisce i dati del progetto MUOS (a quanto pare coperto da segreto militare) non potremo mai sapere se le analisi sullimpatto ambientale sono state effettuate secondo le normative e i canoni tecnici esatti.

La scarna relazione sullincidenza ambientale del nuovo sistema per le guerre spaziali presentate dalla US Navy agli uffici tecnici del comune di Niscemi, stata analizzata dallingegnere ambientale Gianfranco Di Pietro. La perplessit maggiore sta nel fatto che lanalisi effettuata non per niente completa, n rassicurante, afferma il professionista. Non si evince se stata fatta unanalisi con modelli digitali di elevazione del territorio dei trasmettitori per vedere se tali puntamenti possono interferire con abitazioni e/o luoghi frequentati dal pubblico. Lo studio ambientale della Marina USA non ha poi affrontato minimante i possibili effetti sulla salute delle popolazioni delle esposizioni a lungo termine ai campi elettromagnetici del MUOS, anche se poi si arriva ad ammettere che le apparecchiature elettroniche mediche e le attrezzature ospedaliere operanti nelle aree vicine allinstallazione militare potranno essere vulnerabili alle interferenze elettromagnetiche.

Ciononostante si registrano le prime timide posizioni pro-MUOS tra i cittadini del comune siciliano. Una docente e un gruppo di studenti del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci hanno messo su un blog in cui si ridimensionano strumentalmente gli effetti dellelettromagnetismo sulla salute. Bypassando consiglio distituto e collegio dei docenti, hanno inoltre indetto per il prossimo 16 aprile una conferenza scientifica dal titolo Luomo e il M.U.O.S., a cui sono stati invitati tre esperti dellUniversit di Catania, i professori Francesco Musumeci, Antonio Triglia e Filippo Falciglia. I primi due fanno parte di un gruppo di ricerca dellIstituto di Fisica della facolt dIngegneria che lavora da tempo nella misurazione delle emissioni fotoniche e delle radiazioni ionizzanti, raggi gamma, X ed UV, sui sistemi biologici e i vegetali, e che punta a nuove ricerche sulle onde elettromagnetiche in un range compreso tra i 10 e i 30 Ghz. Il professore Falciglia, associato di Fisica Sperimentale presso la Facolt dIngegneria, stato membro del Comitato per le Ricerche Nucleari e di Struttura della Materia della Regione Siciliana, e svolge attualmente attivit di ricerca presso il laboratorio di misure sui campi elettromagnetici (LEM) del Dipartimento di Metodologie Fisiche e Chimiche per lIngegneria dellUniversit degli Studi di Catania.

Caso vuole che un altro dipartimento della facolt dIngegneria dellateneo etneo (quello di Ingegneria Elettrica Elettronica e dei Sistemi - DIEES) compaia tra i partecipanti allIDRILAB (Renewable Hydrogen R&D Projects Lab), attivit di ricerca relativa agli impianti di generazione da fonti rinnovabili non programmabili (solare ed eolica) e ai generatori per la produzione didrogeno, accanto ad Ecoenergy, divisione ricerca e sviluppo della societ LAGECO Costruzioni e Impianti di Catania. La LAGECO unazienda che nel solo periodo 2000-07 ha effettuato lavori per conto del Dipartimento della Difesa USA per un valore complessivo di 6 milioni, 315 mila e 470 dollari, operando in particolare nella stazione aeronavale di Sigonella, nella base spagnola di Rota-Cadice e presso il centro di trasmissione della US Navy di Niscemi. La Lageco fa pure parte del Consorzio Team Muos Niscemi, che come evidenzia il nome, sta eseguendo dallo scorso anno i lavori di realizzazione delle piattaforme che ospiteranno le potentissime antenne a microonde del contestato sistema di telecomunicazione satellitare. La stessa societ di costruzioni vanta tra i propri principali committenti, oltre alla Marina militare USA e al 41 Stormo dellaeronautica militare italiana, proprio il Dipartimento di Ingegneria Elettrica Elettronica e dei Sistemi dellUniversit di Catania. Quando si parla di neutralit della scienza.



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