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Napoli, pericolo elettrosmog con lantenna TV delle forze amate USA
28-04-2009
Antonio Mazzeo

Antenna ad altissimo impatto ambientale quella dellAmerican Forces Network - AFN (la rete radiotelevisiva delle forze armate statunitensi residenti allestero), installata sulle antiche mura del Monastero dei Camaldolesi di Napoli. Il trasmettitore fonte di inquinamento elettromagnetico e le autorit italiane potrebbero imporne loscuramento gi nei prossimi giorni. Il sistema TV destinato ai nostri militari non potr pi funzionare nellarea di Napoli, a meno che le autorit ambientali italiane non forniscano unautorizzazione scritta per utilizzare un nuovo sito di trasmissione e sostituire quello esistente che deve essere smantellato, ha dichiarato al quotidiano Stars and Stripes, il maggiore Tom Bryant, comandante delle operazioni dellAmerican Forces Network in Italia. "Le nuove attrezzature sono gi state testate e tutto rientra nei limiti di legge, ma non abbiamo ancora ricevuto il permesso. Sconosciamo le ragioni di questo ritardo. Sarebbe stato meglio che fosse arrivata una risposta negativa, sapremmo almeno come comportarci per il futuro.

Laffitto per luso del trasmettitore che sorge sulla Collina di Camaldoli scaduto lo scorso anno, ma i militari USA hanno ottenuto una proroga di nove mesi. Marted 29 aprile la data limite per smantellare limpianto e trasferirlo altrove. Secondo il Comando statunitense di Napoli-Capodichino, lAFN avrebbe negoziato con la RAI un accordo per utilizzare un ripetitore di sua propriet che sorge sempre sulla Collina di Camaldoli ma fuori dallarea del monastero. Solo che per avviare le trasmissioni sono necessarie una serie di autorizzazioni non ancora concesse.

LAFN ha ricevuto lapprovazione da parte del Ministero delle Comunicazioni - afferma il maggiore Bryan ma stiamo ancora attendendo quella del Centro Regionale Inquinamento Elettromagnetico. Secondo lufficiale statunitense, sia la RAI che lagenzia ambientale della Regione Campania avrebbero condotto dei test che proverebbero che i segnali AFN rispondono agli standard italiani per le trasmissioni elettromagnetiche ed ha negato che ci siano mai stati problemi di ordine ambientale con gli altri impianti dellAmerican Forces Network in Italia. Dichiarazione non veritiera: fonti ufficiali USA hanno ammesso lesistenza di un contenzioso con le autorit italiane per il ripetitore AFN di Vicenza che trasmette in 107 FM. Nel nostro paese, la rete radiotelevisiva delle forze armate USA utilizza attualmente 24 trasmettitori; 60 sono quelli presenti in tutto il sud Europa e nellarea mediterranea.

Che limpianto AFN di Napoli sia una pericolosa fonte dinquinamento elettromagnetico non una novit. In seguito ai rilevamenti sullelettrosmog effettuati dallISPELS (Istituto Superiore di Sicurezza sul Lavoro) e dalla Asl, il 30 marzo 2001 i magistrati della Procura della Repubblica partenopea ordinarono il sequestro preventivo di due ripetitori della TV dei militari statunitensi, ordinando la cessazione delle trasmissioni. Secondo Legambiente, il monitoraggio delle emissioni dellantenna installata nel Monastero dei Camaldolesi, rilev al tempo unintensit della componente elettrica di 330 volt/metro contro il limite massimo di 6 volt/metro. Livelli dinquinamento elettromagnetico trenta volte superiori agli standard di sicurezza furono invece registrati allinterno dei locali del convento dei Camaldolesi che ospitano le Suore Brigidine. A causa dellelettrosmog, nel corso del blitz della Procura furono sequestrati e oscurati pure dieci ripetitori di emittenti radio e televisivi (tra cui radio Radicale e Radio Montecarlo).

Appena una settimana fa, il Comando napoletano del Corpo forestale dello Stato ha posto sotto sequestro gli impianti di tre emittenti radio e di unemittente televisiva presenti sulla Collina di Camaldoli. Una delle tre radio sarebbe risultata del tutto abusiva, mentre le altre due, pur utilizzando frequenze autorizzate, avrebbero dovuto funzionare in unaltra localit (a Camaldolilli). Le antenne risulterebbero prive delle autorizzazioni in materia urbanistica e del nullaosta paesaggistico-ambientale. Gli impianti ricadono infatti allinterno del Parco Metropolitano delle Colline di Napoli, istituito dalla Regione Campania nel 2004, mentre la stessa Collina dei Camaldoli incide in unarea Sic (Siti dimportanza comunitaria), la cui tutela rientra nellambito del sistema della rete Natura 2000. Ciononostante essa continua ad essere sovrastata da una selva di tralicci e antenne di trasmissione.



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