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PIANO DI GESTIONE UNESCO
05-05-2009
Angelo Forgione

Al Sindaco di Napoli


Non si sono ancora avute risposte sulla questione sottoposta (Piano di gestione Unesco). Quando la cittadinanza chiede risposte, le Istituzioni hanno il dovere di fornirle.
L'Assessore Diego Guida, nel corso della trasmissione "S.O.S. Città" su Televomero, aveva di persona riferito al sottoscritto la data del 20 Aprile quale termine ultimo previsto per la presentazione del Piano di Gestione. Non se ne è saputo più nulla.


Sta per partire il più austero "Maggio dei monumenti" di sempre, con i monumenti rovinati e sfregiati: Piazza Plebiscito, Castel Nuovo, Galleria "Umberto I" tanto per citare i siti più emblematici travolti dal degrado; strade storiche rovinate da fragile pietra lavica etnea sostituita da colate d'asfalto; il quadro è davvero deprimente.
I turisti camminano per strada ammirando le nostre bellezze uniche al mondo ma domandandosi il perchè di tanta incuria. Questa è l'immagine di Napoli all'estero: una città stupenda ma sciatta, malgovernata nonchè pericolosa.


La posta in gioco è altissima e se Napoli dovesse subire a Giugno pesanti sanzioni dall'Unesco, i napoletani non lo perdonerebbero.
Il Sindaco ha il dovere di dare risposte perchè, a prescindere dalle inadempienze del Governo centrale, se la città è in ginocchio le responsabilità sono anche e soprattutto Sue.


Si confida che anche questa non finisca per essere "lettera morta".
Grazie.


Angelo Forgione
Movimento V.A.N.T.O.
(Valorizzazione Autentica Napoletanità a Tutela dell'Orgoglio)
















Il giorno 14/apr/09, alle ore 17:16, Angelo Forgione ha scritto:




Al Sindaco di Napoli
All’Assessore al Turismo del Comune di Napoli
All’Assessore al Turismo della Regione Campania




PERCHE' NON VIENE PRESENTATO ALL'UNESCO IL PIANO DI GESTIONE?
NAPOLI NON DEVE USCIRE DALLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA'.




Mentre le chiese e i monumento d’Abruzzo vanno giù sotto i colpi del sisma, già si pensa già a come ricostruire per ridare all’aquilano la sua identità. Un discorso che la comunità napoletana avverte particolarmente, in una città che ha un centro storico sicuramente più importante e che sta perdendo pezzi per mano umana.

L’allarme sul centro storico di Napoli è stato lanciato da tempo. Ci hanno pensato gli ispettori dell’Unesco, recatisi in città a Dicembre 2008 per constatare lo stato di degrado e abbandono in cui versano i nostri monumenti. Il rischio di essere estromessi dalla lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità è alto. E questo comporterebbe la perdita di prestigio e cospicue somme di danaro.

Cosa serve dunque per scongiurare questo rischio? Napoli non perderebbe la certificazione dell’Unesco a patto che si doti del “Piano di gestione” che non arriva.
Ora, dopo aver inviato i suoi ispettori a verificare il degrado e l’incuria in cui versa il nostro centro storico, ci mette in mora e ci ammonisce di provvedere. Tutti gli elementi raccolti nell’ispezione di Dicembre saranno discussi in un dibattito che avverrà nel giugno 2009 a Siviglia, dove si terrà la riunione del Comitato degli Stati Membri della Convenzione del Patrimonio. Pare che in tale sede si potrebbe decidere, in termini tutti negativi, il futuro del patrimonio monumentale di Napoli, con l’applicazione di pesanti provvedimenti. Staremo a vedere.

Ma perché si tarda a presentare questo imprescindibile documento? Perché ci si perde in lungaggini burocratiche? Perché non ci si rende conto delle reali potenzialità turistiche della città? Perché la tutela del Patrimonio non è vista come priorità assoluta?
Tutto questo si è tradotto in un degrado e una fatiscenza di tutti i siti di interesse artistico, storico e monumentale della città, Le principali strade e piazze, i tanti monumenti e troppi palazzi storici sono continuamente aggrediti dall’incuria. Basti verificare le condizioni indecenti in cui versano la Piazza del Plebiscito e l’Arco di Trionfo di Castel Nuovo, la Galleria Umberto I e via discorrendo.

Di tutto questo ne fa le spese anche la stessa provincia ed è emblematico il caso della candidatura dei Campi Flegrei presentata all’UNESCO nel 2008. Una candidatura che non è stata bocciata ma non esaminata. L’Ambasciatore UNESCO Alan Smith visitò lo scorso anno gli splendidi Campi Flegrei, in piena emergenza rifiuti, e suggerì di ritirare la candidatura per ripresentarla in tempi migliori. Non fu soltanto un problema di rifiuti perché influirono molto anche le pessime condizioni del centro storico di Napoli; l’Ambasciatore Smith in sostanza disse: «il vostro centro storico per il momento non lo tocchiamo, però, in queste condizioni, non presentate altre candidature».

Napoli ha il dovere morale di stare al passo con le altre città che si affacciano nel mediterraneo; città che, oltre ad essere molto più avanti, viaggiano spedite mentre Napoli è ferma. Urge sbloccare i progetti di riqualificazione e cancellare le aree degradate; è indispensabile rimodellare il “Piano Regolatore Generale” alle reali esigenze del territorio. Infine, bisogna una volta e per sempre sbloccare la riconversione di Bagnoli e di tutta l’area di Napoli est.

Il centro storico di Napoli è uno dei più grandi per estensione in Europa ed è quello che ha la maggiore concentrazione e quantità di beni. Napoli, confrontata per esempio a Barcellona e Madrid, vince nettamente per concentrazione di opere e tesori artistici, ma gli spagnoli sono riusciti a mettere a sistema i loro centri storici, li hanno rivalutati e resi volani di sviluppo con la conseguenza sistematica dei tanti turisti che accorrono da tutto il mondo. Napoli, invece, sta a guardare con un prezioso centro storico in stato di degrado e abbandono.

Gli amministratori della città di Napoli devono aprire gli occhi e fare presto. L’Unesco attende risposte e pretende il “Piano di gestione”. È ormai chiaro che è in gioco il destino di Napoli, che si prepara a giocare la partita più importante per il suo futuro.

Nota a margine
Di seguito la motivazione con la quale, nel 1995, Le Bureau du Patrimoine Mondial de l'UNESCO" si esprimeva all’unanimità per l’inserimento del centro storico della città di Napoli nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
"Si tratta di una delle più antiche città d'europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell'Europa e al di là dei confini di questa".




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