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Lettera dall'Aquila e mozione facoltà di lettere
25-06-2009
Vari autori

Lettera dall'Aquila e mozione facoltà di lettere



Mando due testimonianze relative a L'Aquila.
E' opportuno siano note a molti.
Massimo M.

********

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L´Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un´efficace testimonianza per tutti quelli che a L´Aquila non ci sono ancora stati. FATE GIRARE.

HO VISTO L´AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte.
Ho visto l´Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate.
Tendopoli. Ho mangiato nell´unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile.
Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare".
Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire.
La gente piangeva.
Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire,
cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa.
Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all´ improvviso, anche nel cuore
della notte, per CONTROLLARE.
Gli anziani stanno impazzendo.
Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve.
Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c´era la parola `cazzeggio´.
A venti chilometri dall´Aquila il tom tom è oscurato.
La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi,
ieri hanno accoltellato uno.
Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari,che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8.
Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L´Aquila.
Poi c´è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono.
Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E´ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l´importante è che all´esterno non trapeli nulla.
Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l´ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole.
Qua i media dicono che lì va tutto benissimo.
Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l´intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c´è più,
tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C´era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie.
E poi quest´umanità all´improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì.
Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai,mai,mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c´erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli `Assaggi, assaggi´.
Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l´ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

***



UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL’AQUILA

FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

Il Preside

Piazza S. Margherita, 2 – 67100 L’Aquila Tel. 0862 701823 : preslet@cc.univaq.it

L’Aquila, 09.06.2009

Il Consiglio di Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università dell’Aquila, riunito in data odierna
nella tenda n. 12, adiacenze Facoltà di SSMMFF, blocco 1, Coppito, ha approvato all’unanimità la
seguente mozione relativa alla sede provvisoria.

La Facoltà di Lettere e Filosofia, storico nucleo intorno a cui si è progressivamente costituita
l’Università dell’Aquila nella sua attuale articolazione, all’indomani del devastante sisma che ha
distrutto completamente la sua sede, ha immediatamente dichiarato – e confermato con i fatti - la
propria volontà e la ferma determinazione a continuare con orgoglio a svolgere la propria missione
e a riprendere con slancio le attività istituzionali. Fedele alle sue radici storiche e geografiche, ha fin
da subito deciso di trovare una sede provvisoria in città, obbedendo alla forte spinta non solo dei
docenti, ma di tutti gli studenti che, in modi spesso commoventi, hanno manifestato un profondo
attaccamento alla Facoltà e alla città dell’Aquila.
Sono stati compiuti enormi sforzi per il reperimento della sede provvisoria, ma tutti coronati da
delusione finale. Le dichiarazioni confortanti di autorità politiche locali e nazionali nonché dei
massimi responsabili della gestione dell’emergenza circa la “centralità”, il “ruolo essenziale”,
“insostituibile” dell’Università per quale “cuore” e “motore” della vita dell’Aquila, si sono rivelate
vuote chiacchiere per quanto riguarda la sistemazione della Facoltà di Lettere e Filosofia, cui non
solo è mancato l’appoggio nell’attribuzione di stabili autonomamente e faticosamente individuati,
ma che è stata scavalcata per sistemare proprio in quei locali altre e spesso imprecisate realtà
cittadine. Nella situazione disperata in cui la nostra città è stata ridotta dal sisma, è evidente che le
necessità di dare sistemazione alla notevole quantità di uffici e di istituzioni diverse presenti
difficoltà enormi; e tuttavia, la peculiarità di una storica Facoltà universitaria non può essere
equiparata a quella di altre, pur importanti istituzioni. La delicatezza del ruolo che essa svolge è
tale, che la mancata individuazione tempestiva della sede comporta l’inevitabile disorientamento dei
suoi 2.500 iscritti, con tutte le conseguenze che ciò implica sul piano di mancate nuove iscrizioni e
richieste di trasferimento degli studenti già iscritti.
Se le autorità politiche locali e nazionali e i responsabili della gestione dell’emergenza stabiliscono
e fanno rispettare altre priorità, disattendendo nei fatti le roboanti quanto vuote dichiarazioni di
principio sull’importanza dell’Università per L’Aquila, allora è doveroso che la Facoltà ne prenda
atto e renda pubblico il suo disagio e la propria rabbia davanti a decisioni che ne pregiudicano la
sopravvivenza. L’opinione pubblica locale e nazionale deve sapere che una localizzazione
provvisoria della Facoltà in edifici disponibili gratuitamente nella città dell’Aquila, in Via
Acquasanta (Sezione detentiva ex minorenni, caserma agenti ed ex locali di lavorazione), giudicati
idonei per lo svolgimento delle proprie attività formative e scientifiche viene destinata a ospitare
uffici e attività che potranno godere di forti appoggi politici, ma non sono neanche lontanamente
paragonabili, quanto alla funzione che svolgono, al ruolo di una Facoltà universitaria, che
notoriamente dev’essere scelta dagli studenti e dalle loro famiglie, scelta che dev’essere poi
confermata negli anni.

La Facoltà di Lettere e Filosofia non può assistere passivamente alla propria dissoluzione, soprattutto quando questa avviene per miopia politica, intellettuale, morale e perfino economica. La
Facoltà è determinata a continuare la propria collaudata e riconosciuta missione di solido punto di riferimento dell’attività culturale, formativa, scientifica e denuncia con forza la vergognosa latitanza di tutti coloro che in questo difficile momento avrebbero il dovere istituzionale di sostenerla,
garantendo sia una sede provvisoria nella città dell’Aquila, sia alloggi adeguati ai suoi numerosi studenti.
La Facoltà si riserva di intraprendere immediate iniziative pubbliche per la soluzione dei gravissimi problemi in cui versa”.

Prof. Giannino Di Tommaso




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