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Il punto sul Parco Naturale Costiero di Rimigliano
10-07-2009
Giovanni Poli

Come saprete si tratta di un luogo costituito da un habitat rarissimo, quasi un “unicum” in Italia. Sei chilometri di arenile lunghissimo e senza problemi di erosione, confinati da una duna quasi intatta con la sua vegetazione spontanea e da un tratto per una profondit di circa 50 metri di profondit di bosco retrodunale con residui dei vecchi laghi costieri, non pi toccato dall’uomo ormai da centinaia d’anni. A differenza dei pochissimi luoghi simili esistenti in Italia (ad esempio la spiaggia ed il bosco fra San Vincenzo e Donoratico in comune di Castagneto Carducci) la caratteristica che lo rende unico, ma che anche la causa della sua probabile prossima rovina la sua facile e comoda accessibilit da parte del pubblico grazie al suo essere confinato per tutti e sei chilometri dalla strada provinciale della Principessa. I danni che questo bene ambientale inestimabile ha gi subito e sta subendo in questo momento e quelli gravissimi ormai prossimi sono i seguenti: Danni gi subiti: 1) Urbanizzazione ed edificazione (strade interne, bar, ristoranti, depositi, marciapiedi, illuminazione, cartellonistica, palizzate sulla spiaggia) di quasi tutto il tratto nord del parco (circa 500 metri fra Riva degli Etruschi ed il fosso del Botro ai Marmi). In questo tratto di quasi 10 ettari, ormai il parco naturale stato compromesso in maniera quasi irrimediabile. 2) Taglio del bosco, (ufficialmente per indirizzamento ad alto fusto), per una profondit di circa 100-150 metri a partire dalla strada della Principessa, (nel tratto compreso fra gli ingressi 1 e 5 del parco). In realt si tratta di un taglio allo scopo di ricavare legna da ardere di buona qualit. Conseguentemente sono stati risparmiati tutti i pini vecchi e destinati a cadere nei prossimi anni ed invece tagliati lecci e querce sani ed anche di grosse dimensioni, operando un devastante diradamento che ha lasciato un bosco di alberi difettosi, pieno di radure assolato e senza pi alcuna traccia di sottobosco. In questi 70 ettari di bosco depredato non rimane neppure il ricordo del vecchio parco naturale. A questo punto il Parco Naturale residuo costituito da una lunghezza di 5.500 metri (dal Botro ai Marmi alla Torraccia) di litorale con la relativa spiaggia ed un entroterra di circa 70-100 metri di profondit fino allo stradello sterrato interno che corre parallelo al litorale. Neppure la met di quello originario, ma pur sempre 50 ettari di territorio (senza contare i 20 ettari di spiaggia) ancora intatto, di bellezza e valore inestimabile. Purtroppo anche per questa residua meraviglia si stanno preparando interventi destinati a snaturare irrimediabilmente proprio quelle caratteristiche che ne fanno un Parco naturale quasi unico. Danni previsti a breve. 1) La recente (settembre 2008) variante approvata al Piano Strutturale del comune di San Vincenzo, prevede che nella zona costiera del Parco si possano realizzare edifici per servizi, ristoranti, bar, docce, depositi e quant’altro definibile come servizio per uso del pubblico (pagante e non pagante). Il campeggio Park Albatros ed i proprietari (Berrighi) dei terreni al di l della strada hanno gi ricevuto (nella risposta alle loro Osservazioni alla,variante) piene assicurazioni in merito. 2) Il Comune stesso (dopo essersi dovuto impegnare a non concedere concessioni balneari) sta studiando come poter ugualmente offrire a chi si insedier nelle case della ex tenuta di Rimigliano, dall’altra parte della strada, bagni e servizi a pagamento sulla spiaggia e sulla duna. A tal scopo sta pensando a simil-concessioni quali affitti di ombrelloni gestiti da cooperative con relativi fabbricati per depositi notturni, bar, ristori, docce, servizi e quant’altro, spalmati lungo tutti i 5 chilometri del parco. 3) Neppure l’arenile vero e proprio dovrebbe essere risparmiato.Infatti con la scusa della protezione dall’erosione (del tutto inesistente in questo tratto di costa) il Comune prevede di continuare la posa in opera delle raccapriccianti palizzate alte due metri lungo la duna, gi sperimentate con esiti mostruosi nel tratto pi settentrionale del parco. Lo scopo delle palizzate, (fra l’altro contrarie alle linee guida della Provincia per la difesa della duna) sarebbe quello di creare lavoro alle ditte che le realizzano, di scaricarvi dietro i rifiuti portati sulla spiaggia dal mare e di impedire il libero passaggio alle persone non intenzionate a servirsi dei bagni a pagamento. E’ del tutto evidente che anche uno solo dei lavori sopra elencati sar sufficiente a snaturare il parco, distruggendone quelle caratteristiche di inviolata naturalit che ne fanno un habitat unico, riducendolo ad un ordinario giardino urbano. N d’altra parte, visti i precedenti desolanti, sperabile che gli Enti preposti alla tutela del litorale ed a quella paesaggistica e forestale del Parco, provvedano ad esercitare nei confronti del Comune quelli che sarebbero i loro doveri istituzionali, che esercitano invece con tanto rigore solamente contro i singoli privati. Questa quindi la situazione attuale del Parco Naturale costiero di Rimigliano. * Oltre la met gi stata messa a reddito, danneggiandola in maniera pressoch irrimediabile. * L’altra met (quella pi pregiata e rara) ancora quasi intatta, ma nel giro di pochi anni il Comune di San Vincenzo (nel silenzio di Provincia, Soprintendenza e Corpo Forestale) ha in programma di urbanizzarla con tanti piccoli interventi progressivi con i quali mettere a reddito questo tratto di territorio finora sfuggito allo sfruttamento turistico a pagamento. Circostanza questa ai loro occhi del tutto inconcepibile e contraria al supposto interesse economico dei cittadini. Il bello che se si facesse un referendum, la grandissima maggioranza dei cittadini, voterebbe per lasciare Rimigliano a mare allo stato naturale, lasciandolo riposare in pace, nella sua intatta bellezza, cos come i loro saggi padri, nonni, e antenati hanno fatto nei secoli passati Il sindaco Biagi questo lo sa, tanto vero che in campagna elettorale si dovuto spingere ad assicurare pubblicamente (solo a voce per) che sulla fascia costiera non saranno rilasciate nuove concessioni e non saranno permesse nuove costruzioni. Per gli atti gi approvati, la risposta alle osservazioni dei proprietari dei terreni oltre la strada e lo studio in corso sui nuovi sistemi di simil-concessioni delle spiagge, provano inequivocabilmente che le decisioni sull’urbanizzazione di Rimigliano a mare sono gi state prese e che le promesse (orali) elettorali, come al solito saranno scordate. Pare che gi nel prossimo inverno, si comincer con i primi tratti di palizzate. Il conto alla rovescia finale gi partito.

San Vincenzo, 2 luglio 2009

http://rimigliano.blogspot.com/


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