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Due Regge, due storie diverse. Persano e Venaria
20-07-2009
Mariantonietta Sorrentino

“Venaria è lo spettacolo della Corte nel rito della Caccia”. E fin qua ci si arriva facilmente anche via web: è una certezza la stretta connessione storico-logistica tra la città, la Reggia sabauda e “La Mandria” , alias una tenuta con i numeri di una maggiorata fisica. A questo spettacolo “Bellitalia”, Rai 3 sede di Firenze,ha dedicato, a ragione, più di un suo servizio. Ma i palazzi per i piaceri del Re, con relative tenute, non sono monopolio solo del Piemonte. Anche i Borbone del Regno di Napoli avevano il culto della caccia, poco importa se si trattava di selvaggina o di belle signore. Centro per l'allevamento e la riproduzione di cavalli di razza destinati ai sovrani sabaudi e alla pratica venatoria, la tenuta piemontese è una realtà invidiabile perchè tutelata. Ma se “La Mandria” di Torino conserva, tra le altre cose, il più significativo esempio di foresta planiziale ancora presente nella regione, diversa sorte è toccata alla nostra Persano ( Sa) che aveva i numeri per piacere e poteva diventare volano di sviluppo se solo la Campania avesse avuta la stessa cura per i Beni Culturali dimostrata dalla Regione Piemonte.
Così non è stato, ahimè. Quanto i Borbone hanno amato ed hanno lasciato non è stato fatto oggetto di tutela. La realtà della Reggia di Persano (Sa) è stata quasi cancellata dall’incuria, dalle depredazioni , insomma dagli eventi successivi l’Unità di Italia. E quando una tessera di pregio si perde l’intero territorio ne viene danneggiato, si depaupera, smarrendo un tratto del suo volto. Nella località lussureggiante, adagiata ai piedi dei monti Alburni, ancora insiste quanto rimane di quel Casino di Caccia reale, progettato dall’ ingegnere militare spagnolo Juan Domingo Piana, migliorato dal genio di Luigi Vanvitelli e, soprattutto, fortemente voluto dalla passione venatoria del Re e non solo da quella. La Reggia oggi ospita un Comando Militare dell’Esercito Italiano. Un tempo era “solo” feudo di Persano, ossia sinonimo di caccia e di cavalli reali. Là nel 1763 Carlo III di Borbone ordinò l'inizio di una pianificata opera di miglioramento della pregiata razza equina esistente. Molti ignorano che il simbolo rampante della Ferrari fu mutuato proprio dal cavallo di Persano, una razza scelta ottenuta da stalloni arabi ed inglesi, destinata alle unità di Cavalleria e di Artiglieria nonchè all'attività equestre dell'Esercito. Amaro finale di partita per un territorio che, con il Fusaro, Caserta e Carditello, fu scelto dai Borbone per lo svago.
Le puntate che “Bellitalia” Rai 3 ha dedicato alla realtà sabauda ci ricorda la nostra perdita. Qua nel salernitano non è stato possibile tessere un servizio giornalistico, made by Rai.
Venaria, Persano. Due regge, due storie diverse per esito, ma non per genesi.



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