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Tagli alle univesit
29-07-2009
Giuliano Volpe

La mattina di venerd 24 luglio i telegiornali hanno comunicato i risultati dei premi e dei tagli decisi dal Governo al Fondo di Funzionamento Ordinario 2009 delle Universit italiane. LUniversit di Foggia ha subito la massima penalizzazione insieme a quelle di Macerata, Messina e Palermo, e, progressivamente con tagli minori, con altre 23 universit, quasi tutte meridionali.
Tralascio le considerazioni sullirritualit di apprendere tali notizie dalla stampa e non da comunicazioni ufficiali del Ministero o della CRUI, poich siamo ormai tristemente abituati a questa impostazione mediatica.
Mi sembra, invece, assai grave (tanto da non poter escludere ricorsi, dintesa con altri Rettori) che, per la prima volta, si venga a conoscenza di un taglio cos grave sul FFO 2009 solo a fine luglio, con loggettiva difficolt di riordinare conti gi resi difficili dallattuale congiuntura economica in una fase cos avanzata dellanno e, soprattutto, di programmare i bilanci dei prossimi anni.
Sono numerose le considerazioni possibili sui parametri utilizzati che, cos concepiti, non potevano non colpire ununiversit giovane collocata in un territorio economicamente e socialmente debole come la Puglia settentrionale. Prendere in considerazione, infatti, la nostra ricerca solo in base ai dati del CIVR del 2001-03, cio pochi anni dopo la nascita dellUniversit di Foggia, o sulla base dei PRIN 2005-07 e del 6PQ, senza valutare i tanti altri progetti e finanziamenti regionali e comunitari, come i progetti strategici e pilota, la nascita del DARE-Distretto Agroalimentare Regionale o del CERTA-Centri regionali per le tecnologie agroalimentari, che hanno visto il coinvolgimento di numerose imprese locali, la costituzione di societ di spin-off che stanno dando una prospettiva occupazionale di qualit a tanti giovani laureati, significa soprattutto non voler tener conto del ruolo di una Universit meridionale nello sviluppo del territorio nel quale opera. evidente, pertanto, che la funzione di motore dello sviluppo e dellinnovazione delle regioni meridionali non sia considerata una funzione strategica per il nostro paese.
Stesse perplessit riguardano i parametri relativi alla didattica, che paiono privilegiare quasi esclusivamente il dato quantitativo (il numero di laureati in tempo, il numero di studenti che acquisiscono 40 cfu nel passaggio dal primo al secondo anno, ecc.) e non quello qualitativo, con un chiaro invito a privilegiare iniziative opportunistiche di velocizzazione del percorso universitario con esami facili: strana concezione della tanto decantata meritocrazia! Se avessimo regalato voti e esami oggi saremmo tra i premiati. indubbiamente vero che, in particolare, nelle universit meridionali esiste un gran numero di studenti fuori corso, di studenti lavoratori (spesso occasionali e a nero) ed anche di studenti che, in un mercato del lavoro assai poco dinamico, considerano luniversit una sorta di parcheggio; anche vero, per, che questa situazione rinvia ad un problema sociale generale, che le universit, come quella di Foggia, stanno gi cercando di risolvere, sia con servizi di tutorato e di sostegno sia anche con incentivi e penalizzazioni nelle tasse in modo da sollecitare una maggiore regolarit negli studi.
Disarmante, infine, il parametro relativo alloccupabilit dei laureati entro i tre anni: , infatti, colpa dellUniversit di Foggia se il tasso di disoccupazione nella nostra provincia al 15,4% ed al 2,9% in quella di Trento? Questi parametri, che sembrano costruiti per i Politecnici e per certi settori scientifici, mettono peraltro in crisi le scienze umanistiche, da sempre un vanto dellItalia nel mondo.
LUniversit di Trento, quella pi premiata, riceve notevoli finanziamenti dalla Provincia Autonoma e altre universit settentrionali sono largamente finanziate dagli enti locali, dalle fondazioni bancarie, dalle imprese, operano in citt e territori pi dinamici: in queste condizioni certamente pi facile essere virtuosi piuttosto che operando in un tessuto economico stagnante, in contesti privi di infrastrutture e servizi.
Ovviamente sono felice per le universit premiate e mi congratulo con i colleghi rettori. Soprattutto non vedrei nulla di male se, in una situazione in cui il finanziamento ordinario garantiva a mala pena la sussistenza, i premi fossero stati costituiti da somme aggiuntive destinate dal Governo per premiare i virtuosi, mentre in realt si toglie ad alcuni, pi poveri, per dare ad altri, gi pi ricchi. Con questi tagli si pratica, dunque, una Robin Hood tax (anche questa ispirata dal ministro Tremonti?) decisamente al contrario, per cui si sottrarr, ad esempio, allUniversit di Foggia circa un milione e duecentomila euro (cio pi di quanto riesce oggi a destinare alla ricerca) che finir nelle casse, ad esempio, del Politecnico di Torino, una briciola che si va ad aggiungere, tra gli altri, al contributo di 11 milioni che questa prestigiosa universit ha appena ottenuto dalla Compagnia San Paolo. Con il risultato che la nostra Universit non avr pi fondi propri per la ricerca, anche per cofinanziare i PRIN, e pertanto rischier di essere ulteriormente penalizzata dalle prossime valutazioni dellANVUR appena istituita. Ci si impedir oggi di sviluppare la ricerca, sulla base dei dati relativi alla ricerca di anni fa, quando la maggior parte degli attuali docenti non era nemmeno attiva nella nostra Universit. Infine, questi tagli rischiano di condannare quelle universit, come la nostra, che hanno sempre avuto i conti in ordine, pur a costo di notevoli sacrifici, portando al di sopra del 90% il rapporto tra spese per il personale e FFO, che invece abbiamo sempre tenuto sotto controllo, con ulteriori penalizzazioni. Insomma un vero e proprio circolo vizioso, che rischia di portare al collasso e alla chiusura.
LUniversit di Foggia autonoma solo da 10 anni e chi scrive il secondo Rettore, insediato da meno di 10 mesi. Evidentemente importa poco che si sia realizzata una profonda razionalizzazione dellofferta formativa con la chiusura di alcuni corsi, la soppressione di sedi decentrate, lemanazione di un rigorosissimo codice etico (a proposito, quante delle universit premiate ne sono dotate? E il Ministro Gelmini non aveva posto questa come condizione prioritaria nella sua Riforma?), lavvio di un serio processo di valutazione dei corsi di studio, dei dipartimenti e delle strutture amministrative, e, infine, una drammatica ma necessaria revisione della tassazione studentesca fondata su un modello ispirato allequit e alla meritocrazia, che premia in particolare i pi bravi e i meno abbienti.
In generale emerge anche da questa classifica ministeriale lo stato di difficolt delle Universit meridionali, che ora rischiano di essere ulteriormente colpite nel finanziamento pubblico, essendo, tra laltro, gi ampiamente penalizzate per un livello mediamente assai basso di tassazione studentesca, a causa delle difficili condizioni economico.-sociali delle regioni meridionali. Nei parametri utilizzati dal MiUR, inoltre, non sono mai considerati gli elementi di valutazione del contesto nel quale ogni Universit opera (come ad esempio il PIL, il tasso di disoccupazione, lo stato dei servizi, ecc.), n sono considerati gli obiettivi specifici di ogni Ateneo: in Capitanata, in Puglia, nel Sud, le Universit svolgono un ruolo importante di crescita culturale e sociale, di affermazione della legalit, di motore di sviluppo locale. Quando finalmente avremo una classifica de La Repubblica o del Sole-24 Ore o, soprattutto, del MiUR che valuti anche questi fattori? Peraltro, appare assai strano che nelle classifiche dei due autorevoli giornali, pur non collocata in posizioni di prestigio, la nostra Universit preceda, in molti settori, altri atenei ora premiati dal Ministero.
Noi pretendiamo di essere valutati, con rigore e seriet, non vogliamo assistenzialismo, ma chiediamo finanziamenti adeguati che tengano conto dei fattori di oggettiva difficolt della realt nella quale operiamo. E se lUniversit di Foggia in grado, come gi accade ora, di attrarre, nonostante le debolezze che ben conosciamo, studenti da altre regioni o dallestero grazie alla qualit dei nostri docenti, se contribuiamo a far crescere il numero di laureati (10.000 in questi primi 10 anni di vita) in una Provincia che ha il triste primato del pi basso numero (1,3%) di residenti attivi in possesso di una laurea, se riusciamo a far nascere societ di spin-off, se depositiamo brevetti, se sollecitiamo linnovazione nelle imprese o nella pubblica amministrazione, se sviluppiamo rapporti di cooperazione internazionale, ebbene, chiediamo che questi risultati vengano valutati positivamente e non semplicisticamente comparati con i risultati dei Politecnici o delle Universit del Nord. Una societ di spin-off fatta nascere a Foggia vale, infatti, 10-20 societ costituite a Bergamo; uno studente di altra regione o altra nazione iscritto a Foggia vale 100 studenti attratti da universit come Bologna o Siena, che da secoli svolgono questa funzione.
Oppure si abbia il coraggio di dichiarare pubblicamente che si intende chiudere molte Universit del Sud, soprattutto le pi piccole poste in territori marginali, considerando un inutile spreco il loro difficile lavoro per la crescita delle societ meridionali.

Giuliano Volpe
Rettore dellUniversit di Foggia



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