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Le universit italiane e francesi partecipano al Convegno internazionale di studi: Tra storia e restauro in Francia e in Italia
15-12-2005
Mariano Nuzzo

Gli studiosi della conservazione provenienti dalle Universit italiane e francesi partecipano al convegno curato dal professore Paolo Fancelli Tra storia e restauro in Francia e in Italia, tenutosi gioved 2 dicembre presso laula Magna della Facolt di Architettura L. Quaroni di Roma. La giornata si svolta con traduzione simultanea della lingua italiano-francese, francese-italiano.
Il tema dellincontro internazionale di studio ha teso a porre in evidenza come lattenzione verso settori locali, ritenuti minori, possa aiutare luomo nella comprensione del passato. Lapprofondimento di questi fenomeni ha portato allindividuazione di nuovi indirizzi di ricerca, che hanno determinato la sperimentazione di nuove metodologie e la rigenerazione di nuove teorie filosofiche della conservazione.
La storia dellarchitettura assume da ci una rinnovata e ben pi ampia dimensione conoscitiva, come sostiene Paolo Fancelli, e la storia del restauro, da egli stesso definita variante alla prima ovvero approfondimento, rappresenta il punto di giunzione con la storia delle tecniche e lindagine critica delluomo.
I lavori si aprono con lintervento del Preside della Facolt di Architettura Professore Barbera, al quale segue lintervento dello storico dellarchitettura Bazzoni. Dopo i saluti di rito, il professore Fiore, Coordinatore del corso di laurea in Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici dellUniversit La Sapienza, presiede la prima sessione del convegno.
Segue alle relazioni dei professori Frommel dellE.P.H.E. della Sorbonne e Cerruti della Sapienza lintervento del professor Fancelli, che entra nel merito dellincontro di studio chiarendo i rapporti tra la storia dellarchitettura e il restauro. Lo studioso afferma la priorit inscindibile del rapporto tra storia e restauro, propagandata, in primo luogo, dalla scuola romana e quella napoletana, rappresentate quasi nella loro totalit al convegno, poi dalle altre. Fancelli ritiene che esistono diversi tipi di storia; della citt, della vita quotidiana, intesa come vivere gli spazi, e tra le tante storie esiste quella del restauro. Esiste, inoltre, la dimensione estetica della storiografia intesa come romanzo storico. Importante elemento di indagine per la conoscenza del passato il cantiere, vissuto dal rilievo delle architetture al restauro. Si afferma cos la dimensione plurima della storia.
Non manca nel suo intervento unannotazione critica alle teorie di Paolo Marconi, che lo studioso romano dichiara di condividere solo per quanto riguarda la ricerca dei documenti e del manufatto, a differenza dei suoi metodi di intervento. Tale atteggiamento si inserisce nel dibattito contemporaneo sul restauro che in Italia esprime tre posizioni ben distinte, quella del restauro critico, che vede i suoi fautori in Cesare Brandi, Roberto Pane e Renato Bonelli, e altre due tendenze, che da questultima si sono generate, per raggiungere due diverse posizioni antitetiche: una definita della pura conservazione, elaborata in ambiente milanese; laltra della manutenzione-ripristino derivante da un ambito ministeriale e legata alla figura del professore Marconi, della terza universit di Roma. LUniversit La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli hanno sviluppato e tramandato nel loro interno la filosofia del restauro critico attraverso gli allievi diretti dei maestri Brandi, Pane e Bonelli. Oggi tali teorie sono sostenute dalle Universit di Firenze, Torino, Udine, LAquila, Chieti, Ferrara, per non dimenticare giovani studiosi delluniversit di Bari e Cagliari.
Fancelli giunge, quindi, a individuare i problemi del restauro nelle scelte conseguenti da adottare e per questo motivo ritiene importante suggerire la completa cognizione di ognuna di esse. Se per - egli sostiene - il restauro inteso come specifica critica in atto, allora esso anche storiografia in atto. Lo studioso cita le parole di Miarelli Mariani che per il restauro suggeriva termini critici e propositivi, il restauro alla ricerca dello stato originale e mai di quello originario.
Lo stesso richiama le teorie di Brandi e riconosce al restauro il fine di comprendere loggetto dellopera darte e fa cenno alle teorie formulate da Pareyson sul concetto di estetica che si affiancano al discorso storico.
Da tutto ci Fancelli giunge alla conclusione che le azioni sul monumento avvenute nel presente storico brandiano inducono le sincronie e le diacronie a convergere nello stesso presente.
Il professor Leniaud dellE.P.H.E. della Sorbonne interviene sui restauri del XIX secolo in Francia e mostra interessanti immagini della chiesa di Saint Denis, in relazione alla quale Debret utilizza tecniche nuove e metodi innovativi per la Francia dellOttocento. Particolare interesse riveste anche la vicenda che ha port alla realizzazione de la flche posta sullabside della cattedrale di Rouen nel 1823.
Maria Piera Sette, dellUniversit La Sapienza, schematizza la storia del restauro dellOttocento cominciando dalla definizione di Cagiano De Azevedo: il restauro specchio del gusto di ogni epoca. Ella richiama il chirografo di Leone XII, relativo alla Basilica di S. Paolo fuori le mura del 18 settembre 1825, che apre la stagione del restauro modernamente inteso. La studiosa ricorda la prima esperienza romana di restauro della chiesa di Santa Maria delle Fratte, ad opera di Pasquale Belli, e lapertura nel resto dellItalia della tematica dei completamenti. Il monumento viene riconosciuto come documento e le preesistenze, come aveva affermato Liliana Grassi, rappresentano una singolare testimonianza storica. Da questo momento in poi esso diventa opera darte e documento storico. A chiusura del suo intervento evoca le successive teorie di Viollet le-Duc, di Ruskin, fino allitaliano Camillo Boito.
Il professore Spesso, dellUniversit di Genova, descrive lultimo viaggio di Prospero Mrime in Corsica, nel 1839. Di questo soggiorno lo studioso evidenzia la sovrapposizione della figura dellIspettore generale a quella dello scrittore e sottolinea limportanza che Mrime conferisce ai monumenti preistorici e la necessit indispensabile delluso di un accurato rilievo. Della terra di Corsica lIspettore pone particolare interesse alle cave di granito, mettendole in un nuovo rapporto con il territorio, inserendole con segno innovativo nellelenco dei monumenti. Minore attenzione, invece, mostra per i monumenti che definisce morenti, ossia quelli del periodo barocco. Lo studioso genovese sostiene: Mrime finalizza i suoi studi alloriginalit del restauro, cercando di perfezionarne i criteri dettando norme finalizzate ad attenuare gli arbitri dellinvenzione dei restauratori.
La sessione pomeridiana sulla storia del restauro presieduta dal prof. Roca De Amicis dellUniversit di Roma La Sapienza.
Le relazioni sono affidate ai francesi O. Poisson, Inspecteur des Monuments Histotiques e J. Jokilehto, ex Assistent Directeur Gnrale ICCROM.
Chiude la sessione M. R. Vitale dellUniversit di Catania-Siracusa.
Di particolare interesse lintervento sul tema Larchitetto-restauratore e la formazione del francese M. Grubert, Directeur du C.E.D.H.E., Chaillot e del professore Claudio Varagnoli dellUniversit di Chieti.
Segue il dibattito aperto ai dottorandi e dottori di ricerca, coordinato dal professor Gianni Carbonara, Direttore della scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti di Roma, le cui domande ed osservazioni suscitano linteresse dei professori che intervengono nella discussione con profondo acume critico.
In conclusione della giornata di studi si apre la tavola rotonda sul tema Storia e restauro in Francia e in Italia: confronto e prospettive. Intervengono i professori S. Frommel, M. Galletti (Soprintendente per i Beni Architettonici e del Paesaggio di Roma), J. M. Leinaud, O. Poisson, O. Rossi Pinelli dellUniversit La Sapienza di Roma ed E. Vassallo dellUniversit I.U.A.V. di Venezia.
Le conclusioni sono affidate alla professoressa Stella Casiello, Direttrice della Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti di Napoli e al professore Giuseppe Fiengo, Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici della II Universit di Napoli, autori di numerosi studi sui restauri francesi e sulle vicende normative legate ad essi.
In chiusura il Professor Fancelli, organizzatore della giornata, ha voluto ringraziare i professori Frommel, Cerruti e tutto il Dipartimento di S.A.R.C.


Caserta, 13.12.2005

arch. Mariano Nuzzo
Dottorando di ricerca in conservazione dei beni architettonici
Seconda Universit degli Studi di Napoli



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