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in difesa dei beni culturali e ambientali

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TAGLI ALLE SOPRINTENDENZE. Archeologi chiusi in ufficio!
03-02-2006
Giuliano Volpe


Prosegue senza tregua il lucido (e folle) disegno di smantellamento definitivo della tutela dei beni culturali italiani.
La nuova finanziaria ha imposto tagli feroci in particolare, come noto, nel settore dei servizi ai cittadino, della cultura e dei beni culturali, un settore quest'ultimo che vive in questi anni una delle fasi pi buie della nostra storia.
Si tratta di un duro colpo in particolare per gli organi periferici del Ministero per i Beni e le Attivit Culturali, le Soprintendenze, ormai ridotte in uno stato
agonizzante.
Un colpo che rappresenta l'ultima tappa, per ora, di un processo di depotenziamento, come emerge dall'annoso blocco delle assunzioni e del turn over: al momento la met circa delle Soprintendenze coperta per reggenza in mancanza di
Soprintendenti di ruolo, mentre l'et media dei funzionari raggiunge 55 anni.
Personale sempre pi scarso, pi vecchio, sempre meno motivato, ora tenuto costretto ad una scrivania. Infatti, l'esito primo dei tagli dell'ultima finanziaria la soppressione delle indennit di trasferta per i funzionari e i tecnici delle
Soprintendenze. Si stravolge e si mortifica definitivamente una peculirarit della tutela, e cio il suo carattere territoriale. Funzionari e tecnici che dovrebbero soprattutto essere presenti nel territorio sono costretti a restare in ufficio. La
peculiarit dei beni culturali italiani, ed anche in particolare di quelli pugliesi, consiste, infatti, nel continuum di presenze, grandi e piccole, nelle citt, nelle campagne, lungo le coste, nelle acque, e nell'integrazione tra beni culturali e
paesaggio, che ormai costituisce un elemento essenziale della nostra cultura, del nostro modo di essere, della nostra 'identit'.
Come possibile tutelare questo
immenso patrimonio senza poter operare sul campo?
Per protestare contro questa situazione, i funzionari delle Soprintendenze pugliesi hanno deciso di sospendere tutte le attivit sul territorio: sono dunque bloccati
gli scavi di emergenza, i sopralluoghi, le verifiche, i contatti e gli incontri con amministratori locali, con imprese impegnate in lavori edili, con i cittadini in attesa di autorizzazioni.
evidente la volont di smantellare il principio costituzionale (art. 9) della difesa e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio.

Bisogna ora affermare la necessit di una svolta, fatta non solo di fondi pi consistenti, ma soprattutto di una vera e seria politica dei beni culturali, di nuovo personale di elevata competenza, dell'adozione di nuovi approcci metodologici,
di strumenti e tecnologie innovative nello studio, nella tutela, nella valorizzazione, nella fruizione, nella gestione e bella comunicazione, con un rapporto pi integrato, coordinato e cooperativo con le Universit, le Regioni, gli
enti locali.

In tale difficile situazione, un ruolo importante potrebbe e dovrebbe essere svolto dalla Regione, di cui si aspetta con ansia di conoscere meglio la politica che intende avviare nel campo dei beni culturali, che si spera sia caratterizzata dagli
stessi segnali di discontinuit col passato e dalla progettualit gi espressa in altri settori.

Bisognerebbe finalmente avviare politiche inclusive e responsabilizzanti nel governo di un patrimonio culturale collettivo, coinvolgendo al meglio tutte le risorse
umane, scientifiche, economiche, tecnologiche disponibili, nella consapevolezza che la tutela di un patrimonio immenso e diffuso non consista in un'azione asettica e oggettiva, ma nell'opzione fatta sulla base di scelte che cambiano nel tempo e con
la formazione di chi la esercita.

E' importante, in questo momento difficile, che gli archeologi e tutti i ricercatori delle Universit, il mondo della cultura e dell'associazionismo, le forze politiche e sociali realmente sensibili ai problemi della tutela del patrimonio culturale
(che, spesso solo ritualmente, tutti dicono di considerare prioritari) esprimano la propria indignazione per questa assurda situazione e facciano sentire piena solidariet ai colleghi delle Soprintendenze.
Giuliano Volpe

______________________________________________
Giuliano Volpe
Ordinario di Archeologia tardoantica
Direttore del DISCUM - Dipartimento di Scienze Umane
Universit di Foggia
via Arpi 155 - 71100 Foggia
tel: (39) 0881.587636
fax: (39) 0881.587635
cell. (39) 320.4394590
e-mail: g. volpe@unifg.it



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