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Resuscita o rinasce… LA BADIA CAMALDOLESE DI VOLTERRA
09-10-2009
Renzo Marrucci

Resa visitabile una parte dei suoi spazi interni Una sorta di faticoso miracolo, la riapertura dei suoi spazi interni, come la sobria e plastica corte interna con lo spazio del refettorio affrescato ed altri, visitabili durante alcuni giorni della settimana. Finalmente si incomincia a poterci entrare dentro, ed è già un passo storico per Volterra, dove la storia ha un peso specifico in ogni cosa ed la dimensione del tempo viene vissuta al di là del tempo, in una lunga attesa dei suoi giorni scanditi e lenti come lunare e cosmica spazialità, nel vivo resistere della sua panchina… ancora fin che rimane, come manto, nelle sue originarie vie e vicoli, ormai in un lento perduto senso della materia e nel suo deterioramento dovuto ad un profondo senso di ignoranza manutentiva… e in verità anche per atavica rilas sata fatalità… Siam contenti per la Badia che oggi almeno si può visitare in alcuni suoi spazi, interpretiamolo come un segno di risveglio e di volontà combattiva, un lento e faticoso resuscitare a misura, espresso per non cedere alla rassegnazione di una realtà in cui il tempo pare più schiacciare che confermare il diritto alla vita. Si tratterebbe ora in realtà di inserire questo edificio in un programma di attività che gli consenta di essere vissuto non come uno spazio emarginato e a tempo parziale, ma nell’effettivo contesto della vita attiva del territorio. Le attività potrebbero essere molteplici, sia come spazio espositivo che di altro genere ecc… La sede si presta già con questi spazi disponibili e interessanti e basta essere propositivi e iniziare a ospitare eventi di valore e non banali. Attirare per ora autorità e persone… conferenze e varie altre compatibili manifestazioni… E’ evidente che il restauro dovrà impegnarsi nel recupero di tutto il corpo della badia e degli spazi esterni, in grado di integrare la funzionalità con attività che possono spaziare su diverse linee… Magari smettere di rievocare il culto dell’orrido onde favorire l’interruzione di una mentalità retrò, che cioè si fondi su di una filosofia negativa che ho visto in certi filmati recenti sulla badia. Non è che si possa costruire il futuro su una struttura così importante se si sviluppa una atmosfera di negatività, frutto di storie vecchie e inerti, di fronte a lavori che riportano alla vita e che richiamano attenzione alla cultura, alla conoscenza, ad un territorio che vale la pena rilanciare nelle sue qualità profonde e panoramiche. Occorre che si lancino messaggi sulla Badia che ritorna a vivere con una visione diversa, perché diversa è l’epoca della sua rinascita se la sappiamo svincolare dall’idea terroristica di un passato fondato su di un logorato pregiudizio. Cambiare mentalità è il primo sintomo della rinascita e significa volgere al positivo e avere desiderio di vivere il presente nel portare avanti la storia e la vita con ottimismo, senza chiudervisi come purtroppo avviene ancora oggi in senso negativo a Volterra. Saper guardare al futuro deve essere in noi forza progettuale e spirito di fare bene, svincolati da interessi trasversali e miopi che finiscono per squilibrare progetti veri, il cui ritorno è nel presupposto del recupero del proprio interesse artistico, architettonico e urbanistico primario perché ridia slancio e prestigio alla città. In sostanza, se da una parte la Soprintendenza e la Cassa di Risparmio di Volterra e Il Comune comprendono l’importanza di dover mandare avanti il restauro in tempi meno lenti e più adeguati alla realtà odierna e secondo intenzioni serie e vere, costanti, che rivitalizzino le parti che restano sia all’interno che all’esterno con un programma di riuso flessibile delle parti recuperate e man mano predisponendo la piena riabilitazione e vivibilità della Badia…riprenderà forza e splendore un lato interessante di Volterra, facendolo rinascere da una infelice emarginazione urbana e territoriale, con tutto ciò che comporta un nuovo uso intelligente e vissuto del territorio e di un ambiente unico.

RENZO MARRUCCI

Milano, 08 OTT. 2009



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