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Il MUOS a Niscemi, una bomba ecologica
10-11-2009
Antonio Mazzeo

Incompleta e di scarsa attendibilit con una documentazione allegata discordante, insufficiente e inadeguata. quanto emerge dalla relazione tecnica che analizza lo studio per la valutazione dincidenza ambientale presentata nellestate del 2008 dalla Marina militare statunitense in vista dellinstallazione della stazione del sistema di telecomunicazione satellitare MUOS allinterno della riserva naturale Sughereta di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

La presentazione della valutazione dincidenza si era resa necessaria in quanto le infrastrutture MUOS occuperanno unarea di circa 2.500 m2 ricadente in zona B della riserva di Niscemi, Sito di Importanza Comunitaria (SIC), identificato dal codice ITA050007 e rientrante - secondo il manuale delle linee guida per la gestione dei Siti Natura 2000 del Ministero dellAmbiente - nella tipologia a dominanza di querceti mediterranei. Parere favorevole sullo studio ambientale predisposto dallUS Navy era stato rilasciato l8 settembre del 2008 da tutti i partecipanti alla conferenza dei servizi indetta dallAssessorato regionale al Territorio ed Ambiente. Alla conferenza, oltre allente gestore della riserva naturale, erano presenti anche due tecnici del Comune di Niscemi. Successivamente, sulla spinta delle mobilitazioni No MUOS sviluppatesi nelle province di Caltanissetta e Catania, lamministrazione comunale di Niscemi aveva incaricato tre professionisti a riverificare i possibili impatti dellimpianto satellitare sulla flora e la fauna della Sughereta. Consegnata il 10 ottobre 2009, la relazione a firma dei dottori Donato La Mela Veca (cartografo), Tommaso La Mantia (agronomo presso la facolt di Agraria dellUniversit di Palermo) e Salvatore Pasta (botanico), individua un impressionante numero di lacune ed omissioni nella valutazione ambientale del progetto, rilevando la scarsissima attenzione prestata dai militari statunitensi allo straordinario patrimonio ospitato in una delle pi importanti riserve ecologiche siciliane.

Dal contenuto della valutazione dincidenza, scrivono i tre professionisti, emerge un resoconto incompleto o spesso poco dettagliato di tutti gli impatti diretti ed indiretti dellintervento. Si forniscono indicazioni sulla superficie coinvolta nella messa in posto di case pre-fabbricate e delle antenne (circa 900 m2), delle strade e dei marciapiedi (circa 1.500 m2), ma non stato possibile trovare alcuna informazione quantitativa sui volumi e sullestensione areale delle opere di rimodellamento della morfologia e di regimazione idraulica. Mentre due delle tavole presentate risultano sfalsate di pochi metri e riguardano esclusivamente larea in cui prevista la messa in posto delle nuove antenne e dei capannoni pre-fabbricati, viene invece del tutto trascurato il resto dellarea influenzata dal progetto. Gli esperti sottolineano poi unapparente discordanza tra il perimetro dellarea dintervento riportato sulla cartografia messa a disposizione e lambito dintervento cos come delimitato sul campo e indicatoci dai responsabili progettuali ed esecutivi del progetto. Nello specifico, lo studio per la valutazione dincidenza non aveva preso in considerazione larea pianeggiante che sovrasta quella in cui prevista linstallazione di tre grandi antenne circolari con un diametro di 18,4 metri e due torri radio alte 149 metri, gi occupata da materiali e mezzi del cantiere MUOS.

Manca una bench minima valutazione degli impatti che linfrastruttura avr sulla fauna in fase desercizio e le considerazioni sugli impatti su flora e vegetazione in fase di cantiere sono a dir poco scorrette e inconsistenti, aggiungono i professionisti, lamentando la mancata consegna di documenti fondamentali nel procedimento, come ad esempio le relazioni paesaggistica e faunistica e la Carta dei vincoli della riserva. Nella documentazione non compare neppure un singolo riferimento alla denominazione n ai codici numerici relativi ad eventuali habitat presenti nellarea dindagine.

Relativamente allo studio della vegetazione, sono stati sottostimati e del tutto trascurati gli elementi di maggiore pregio. Avendo essi una fenologia tardo-vernale e primaverile, lepoca dindagine dei tecnici incaricati dallUS Navy stata del tutto inappropriata. Invece di considerare larea di scarso interesse, spiegano i professionisti, sarebbe stato pi corretto rifiutarsi di compiere il sopralluogo in una stagione del tutto inidonea ad individuare le principali emergenze botaniche (flora, vegetazione e habitat del comprensorio). Contrariamente al giudizio dei fautori del progetto MUOS, la riserva di Niscemi costituisce un biotopo di notevole interesse naturalistico e scientifico, ed stato, designato per la presenza di quattro habitat, di cui uno prioritario. Lhabitat pi esteso costituito dalla Foresta a Quercus suber (Sughera) che presenta spiccati caratteri di xericit se confrontata con altre sugherete della Sicilia. La Sughereta di Niscemi, spiegano gli esperti incaricati dal Comune, certamente unarea di grande interesse perch sebbene le unit di vegetazione naturale e semi-naturale, sugherete innanzitutto, appaiano frammentate sono uno degli ultimi esempi di questa tipologia di habitat nella Sicilia meridionale.

Ricca e di amplia distribuzione la flora esistente nellarea interessata dal dissennato programma militare. Si tratta di circa 200-250 specie diverse, il 40% delle quali esclusive del bacino del Mediterraneo, con alcune gi sottoposte a tutela internazionale (fior di legna, serapide lingua, lino delle fate minore, melica piramidale, quercia spinosa, pungitopo). La relazione tecnica segnala la presenza di due specie incluse nelle liste rosse regionali, ovvero leliotropio (indicato come vulnerabile) e la laurea, mentre riveste un certo interesse fitogeografico la presenza di Helichrysum scandens (endemico della Sicilia sud-orientale), radicchio virgato, crespino spinoso, calicotome infesta e alkanna tintoria, questultima piuttosto rara a livello regionale. Sui pendii a est dellarea in cui sorgeranno le antenne sono state osservate inoltre importanti praterie a barboncino mediterraneo, garighe frammiste a prateria ad erba della pampa, piccoli nuclei di macchia sclerofilla termofila con lentisco, ilatro, ulivo silvestre, ed esigui popolamenti di sughere.

Sebbene larea di intervento sia minima rispetto alla superficie della riserva nel suo complesso, le interazioni con lavifauna possono essere significative dato il contesto territoriale, si legge ancora nella relazione predisposta dal Comune di Niscemi. Larea di grande interesse per la presenza di un elevato numero di specie di uccelli (122), dovuto al fatto che il Sito Natura 2000 si trova lungo le linee di migrazione dellornitofauna, per leterogeneit del paesaggio vegetale e perch la sua posizione allestremo sud dellIsola determina nel periodo invernale condizioni ambientali idonee allo svernamento di molti uccelli. In particolare nella riserva stata riscontrata lesistenza di due specie che in Europa svernano solamente in Sicilia, lupupa e il biancone, e di altre due che svernano irregolarmente, il grillaio e laquila minore. La rilevanza del sito per data dalla presenza di 8 specie di uccelli tutelate da direttive e convenzioni internazionali, tre delle quali classificate come vulnerabili e due minacciate: coturnici, gruccioni, beccacce, succiacapre, ghiandaie marine, tottaville, magnanine comuni, averle capirossa. Nellarea dei cantieri sono stati pure osservati gheppi, poiane, colombacci, tortore, civette, rondoni, cappellacce, calandrelle, balestrucci, saltimpalo, merli, beccamoschini, sterpazzoline, occhiocotti, gazze, cornacchie grigie, storni neri, passere sarde. Rilevante la comunit di uccelli rapaci diurni come nibbi reali, nibbi bruni, sparvieri e biancone, indici di elevata qualit ecologico-funzionale delle zoocenosi locali. Irregolarmente sono stati osservati pure laquila del Bonelli e il capovaccaio.

Lo studio per la valutazione dincidenza ambientale delle forze armate USA sorvola inoltre sul fatto che il Sito dImportanza Comunitaria di Niscemi si qualifica per lelevata diversit degli anfibi e rettili esistenti. Delle 11 specie di anfibi e 27 di rettili che vivono in Sicilia, sono infatti presenti nellarea rispettivamente 4 e 14 specie. Alcune di esse risultano protette dalle normative internazionali: tra gli anfibi, il discoglosso dipinto, il rospo comune, il rospo verde, la raganella italiana; tra i rettili, la testuggine comune, il ramarro, la lucertola campestre, la lucertola siciliana, il gongilo ocellato, il biacco maggiore, il colubro liscio, il saettone, il colubro leopardiano, la biscia dal collare. Anche per i mammiferi va rimarcata la grande ricchezza locale, sottolineano gli estensori della relazione tecnica. Allinterno del SIC sono presenti complessivamente 16 specie di mammiferi, 5 delle quali protette perch in rischio di estinzione (pipistrelli albolimbati, pipistrelli di Savi, serotini comuni, istrici, gatti selvatici). La riserva popolata inoltre da ricci, mustioli, crocidure sicule, conigli selvatici, lepri, topi quercini, arvicole del Savi, moscardini, volpi, donnole, martore.

Ma non sono solo i lavori dinstallazione delle grandi antenne del MUOS a mettere fortemente a rischio la vita di queste importanti specie vegetali e animali. Su di esse incombe infatti il pericolo delle intense radiazioni elettromagnetiche che saranno emesse quando gli impianti di teletrasmissione entreranno in funzione. Gli studi pregressi sulle emissioni elettromagnetiche prefigurano un quadro allarmante sulle possibili ricadute negative delle antenne sulla fauna del SIC, avvertono gli estensori della relazione tecnica. Gli studi sugli effetti delle onde utilizzate in telefonia (equiparabili alle microonde del MUOS, nda) hanno dimostrato inequivocabilmente gli effetti negativi. Con riferimento alla flora e alla fauna, in particolare, in una sua recente review sugli effetti della meno intensa radiofrequency radiation from wireless telecommunications, il direttore generale per lAmbiente della Junta de Castilla y Len (Spagna), Alfonso Balmori, afferma che le microonde e linquinamento da radiofrequenze rappresentano una possibile causa del declino della popolazione animale e del deterioramento dello stato di salute delle piante che vivono nei pressi delle torri telefoniche. Per lo studioso iberico, le radiazioni provenienti dagli impianti della telefonia cellulare possono produrre effetti sui sistemi nervoso, cardiovascolare, immunitario e riproduttivo. Esse danneggiano il sistema nervoso alterando lelettroencefalogramma, modificando la risposta dei neuroni o la cosiddetta blood-brain barrier, la barriera che separa il sangue dal fluido cerebrospinale. Alterano i ritmi circadiani (sleep-wake), interferiscono sulla ghiandola pineale e sbilanciano la produzione ormonale. Modificano il ritmo cardiaco e la pressione sanguigna. Interferiscono negativamente sulla salute e sul sistema immunitario, causando abulia, stanchezza, deterioramento del piumaggio e problemi di accrescimento. Causano difficolt nella costruzione dei nidi o diminuzione della fertilit, del numero delle uova, dello sviluppo degli embrioni, della percentuale di cova o di sopravvivenza dei pulcini. Generano problemi genetici, locomotori, parziale albinismo e melanismo e promuovono linsorgenza di tumori. Per questa ragione conclude Alfonso Balmori dovrebbero essere assunte misure in via precauzionale, e accertate la gravit degli effetti ambientali di queste infrastrutture, se ne deve vietare linstallazione in aree naturali protette ed in luoghi dove sono presenti specie in pericolo. A Niscemi, per, i lavori di costruzione delle infrastrutture che ospiteranno il MUOS sono iniziati, segretamente, il 19 febbraio 2008 (ben prima dunque dello studio dincidenza ambientale dellUS Navy) e oggi procedono speditamente anche allinterno dellarea sottoposta a riserva.

Assai grave mi sembra il particolare che, prima ancora di iniziare i lavori, aree escluse dagli elaborati risultino gi occupate, il che fa pensare a un impatto dei cantieri e delle opere accessorie certamente maggiore rispetto a quello prospettato, dichiara lambientalista siciliano Giuseppe Palermo. Se le risultanze di questa relazione dovessero essere confermate al termine della valutazione dincidenza, secondo la direttiva CEE 92/43 (Habitat) e alla luce del principio di precauzione, la sola eventualit degli effetti negativi di cui si parla nel testo dovrebbe portare a respingere il progetto. Larticolo 6 di questa direttiva esplicito: le autorit nazionali competenti possono dare il loro assenso soltanto dopo aver avuto la certezza che esso non pregiudicher lintegrit del sito in causa. Qualora poi un progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico - nonostante le conclusioni negative della valutazione dincidenza e in mancanza di soluzioni alternative - le autorit dovranno comunque adottare le misure compensative necessarie a tutelare la coerenza globale di Natura 2000. Nel caso di un sito in cui si trovano un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, come nel caso del SIC di Niscemi, precisa per Giuseppe Palermo, possono essere addotte solo considerazioni connesse con la salute delluomo e la sicurezza pubblica o di primaria importanza per lambiente o, previo parere della Commissione europea, altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico.

Anche senza il MUOS, le emissioni elettromagnetiche generate dalle antenne della base di telecomunicazione dellUS Navy esistente in contrada Ulmo a Niscemi, hanno raggiunto livelli pericolosissimi per la salute della popolazione. Il monitoraggio effettuato dallARPA, lAgenzia Regionale per la Protezione dellAmbiente, in un periodo compreso tra il 10 dicembre 2008 e il 9 marzo 2009 (quando erano in funzione appena il 50% circa delle antenne della base) ha evidenziato valori superiori ai limiti di attenzione fissati dalle normative in materia per lesposizione ai campi elettromagnetici. In Italia, il decreto n. 381 del 10 settembre 1998 e il DPCM dell8 luglio 2003, relativamente allintensit della componente elettrica delle emissioni, la cui unit di misura il volt per metro (V/m), stabiliscono un limite massimo di esposizione di 6 V/m. Ebbene, in contrada Ulmo, una centralina ha registrato una media di esposizione di circa 6 V/mt con dei picchi settimanali di superamento; la seconda centralina, sita sempre nei paraggi dellinstallazione militare statunitense, ha registrato i valori medi di 4 V/mt con picchi di superamento occasionali, che in un caso (il 20 dicembre 2008), hanno raggiunto i 9 V/m. Le altre due centraline hanno invece registrato dei valori medi di 1-2 V/mt con picchi preoccupanti, specie in contrada Martelluzzo, dove nella giornata del 10 gennaio 2009 si sfiorata lintensit soglia dei 6 volt per metro. A Niscemi, dunque, siamo gi oltre i valori di rischio e le emissioni elettromagnetiche sono notevolmente superiori a quanto si registra normalmente nei pressi dei pi potenti ripetitori televisivi o delle stazioni di trasmissione della telefonia cellulare GSM (le pi simili ai sistemi satellitari del tipo MUOS), dove lintensit oscilla tra i 0,3 e i 10 volt per metro.

Nella stazione di telecomunicazione dellUS Navy di Niscemi si sono registrati inoltre diversi gravi incidenti ambientali rigorosamente tenuti segreti agli amministratori e alle popolazioni locali. Dal sito internet del The OK Design Group di Roma, la societ che ha progettato la realizzazione dellimpianto MUOS nel SIC di Niscemi, si apprende che nel 2004 essa fu chiamata dalla Marina USA per effettuare unispezione delle condizioni esistenti della rete di media e bassa tensione della stazione di telecomunicazione militare, onde misurare e registrare le anomalie dei parametri elettrici della rete e analizzare i rimedi necessari. Qualche tempo dopo lazienda catanese Lageco (oggi impegnata nei lavori dinstallazione del MUOS accanto alla Gemmo Spa di Vicenza), eseguiva nella base USA di contrada Ulmo, lavori di bonifica ambientale del terreno contaminato a causa di un versamento di gasolio sullo stesso.



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