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Maglie ferita nel suo patrimonio architettonico, nel silenzio della Soprintendenza!
30-12-2009
Oreste Caroppo

Via Diaz, abbattuto un edificio in pietra leccese e distrutto il suo grande agrumeto


E un Natale da terremotati quello che si vive quest'anno nel rione del Sacro Cuore a Maglie, di fronte ai ruderi e alle macerie del belledificio in pietra leccese e del suo vasto agrumeto, selvaggiamente sradicato, ubicati nel largo della Scuola Elementare Giulio De Giuseppe. La costruzione in gradevole stile lineare stata semiabbattuta proprio alle porte del Natale, palesando cos, nello sfarzo e nel calore delle festivit ferite, tutto lincomprensibile accanimento nei confronti del nostro patrimonio architettonico e urbano, sacrificato per la costruzione dellennesimo avvilente condominio. Cos esordisce la dura lettera di denuncia scritta dal presidente del Movimento per La Rinascita del Salento, Oreste Caroppo. Non si contestano certo le ditte costruttrici, che ricevute le dovute autorizzazione comunali procedono nel loro naturale lavoro, ma le scelte amministrative che hanno permesso e avallato tutto ci! Le scelte di chi chiamato ad armonizzare le vocazioni di singoli cittadini e imprese, con linteresse collettivo, la tutela della nostra identit, leleganza e la bellezza urbana della Citt. Il vecchio edifico ed il suo prezioso polmone verde, rappresentato dal caratteristico grande agrumeto di notevole interesse etnoantropologico e culturale, oltre che ambientale, sorgevano ai confini del centro storico di Maglie, in un quartiere della zona B quasi interamente caratterizzato dalla presenza di edifici in pura pietra leccese. Motivo di forte scandalo questa autorizzata demolizione, sia perch ledificio ricade, per la sua collocazione, nella ovvia fascia di rispetto del centro storico, zona A, sia per la peculiarit dellintera area di ubicazione; ledificio andava pertanto tutelato sia in s, sia per tutelare, con esso, il prezioso contesto urbanistico univoco circostante. E potremmo fermarci al buon senso per auspicare queste dovute cautele, se non fosse che lautorizzazione data viola anche una delibera del 2002 del consiglio comunale di Maglie, con la quale lamministrazione si era preoccupata di tutelare proprio quella tipologia di abitazioni ricadenti in zona B, cui si deve ascrivere la costruzione oggi abbattuta. Si legge in quella delibera, infatti, che Maglie ha una importanza particolare in quanto ritenuta il pi grande centro con edifici realizzati in pietra di Cursi o leccese anche detta -. E sicuramente una caratteristica degna di nota, non solo per lestensione della parte edificata con questa tipologia, ma anche per le linee degli stessi edifici con architettura gentile e lineare che impreziosiscono i palazzi e le singole costruzioni. E un patrimonio che bisogna salvaguardare per il rispetto che dobbiamo avere nei confronti di quelli che verranno. A Maglie anche le zone B sono edificate in pietra leccese come le stesse case del centro storico. A volte con maggior pregio. Eventuali trasformazioni edilizie, demolizioni e ricostruzioni potranno essere autorizzate a condizione che non siano alterati gli aspetti architettonici ambientali e per i prospetti su strada sia fatto uso della pietra di Cursi o similari. Costi amministrativi per produrre carta straccia, dunque, quelli spesi per giungere a quella delibera tanto illuminata quanto disattesa! E alla luce della delibera del 2002, ci si chiede, non doveva la Soprintendenza preposta alla salvaguardia dei Beni Architettonici, avviare le procedure di censimento, vincolo e tutela del patrimonio magliese delle abitazioni in pietra leccese del centro storico e della sua zona B, patrimonio riconosciuto in detta delibera? Ci nonostante, a nulla sono valse le tante telefonate, le mail, le raccomandate con dettagliati studi, con cui diversi cittadini hanno sollecitato quell'ente preposto, al fine di scongiurare questo schiaffo alla Citt, l'ennesimo al suo patrimonio architettonico in pietra leccese: come non ricordare la recente distruzione del pergolato monumentale in pietra di localit Policarita e con esso i recentissimi abbattimenti di diverse preziose e ormai rarissime antiche casette rurali a tegole nella stessa bella contrada, sacrificata, in questi giorni, immolata, alla speculazione edilizia pi selvaggia, poich priva di alcun rispetto per gli stili architettonici identitari e tradizionali di Maglie e della sua campagna, cui sarebbe stato doveroso attenersi! C' dunque in tutto questo una grave, una gravissima assenza, che non possiamo pi tacere; quella della Soprintendenza di Lecce al Paesaggio e ai Beni Architettonici, appunto detta; ma questo caso magliese solo la punta di un iceberg ormai troppo grande per non essere visto e denunciato, e quanto sta avvenendo nel Salento, con le autorizzazioni ottenute ad occhi chiusi da criminosi mega parchi eolici e fotovoltaici, devastanti del territorio e del paesaggio, lo dimostra oltremodo e oltre ogni dubbio! Se solo la Soprintendenza soprintendesse davvero, come suo dovere istituzionale, non sarebbero necessari mille comitati sorti tra i cittadini a difesa del paesaggio, n articoli come questo! Abbiamo bisogno tutti di una Soprintendenza che sappia sbattere i pugni sul tavolo quando serve, contro le amministrazioni troppo permissive, non di un ufficio che si limita ad esprimere pareri, spesso neppure vincolanti! Ma la speranza l'ultima a morire e tutti i comitati, le associazioni e i cittadini che amano il Salento sperano ancora di poter guardare a questo Ente Statale davvero con nuova stima e rinnovata fiducia per il bene di tutti e di tutto il nostro territorio!



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