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Maglie: dopo l’abbattimento irregolare di un edificio in pura pietra leccese interviene la Soprintendenza per fermare lo scempio!
13-01-2010
Oreste Caroppo

Dopo le polemiche divampate nei giorni scorsi a Maglie a seguito dell'autorizzato abbattimento di un edificio in pura pietra leccese in via Diaz, e la distruzione del suo vasto agrumeto tradizionale, la Soprintendenza preposta ai Beni Architettonici e Paesaggistici scrive al Comune di Maglie, con una lettera urgente, inoltrata il 5 gennaio 2010, e lo fa a firma della nuova Soprintendente ad Interim, la Dott.ressa Maria Costanza Piedominici. Già il precedente Soprintendente ad Interim, l'Ing. Attilio Maurano, aveva richiesto all'Ufficio Tecnico di Maglie, con una lettera inoltrata l’1 sett. 2009, la documentazione in merito all'abbattimento paventato, a seguito delle segnalazioni di diversi cittadini preoccupati. Come è allora possibile, ci si chiede oggi, che lo stesso ufficio comunale abbia concesso il nulla osta ai lavori di abbattimento dello stabile, iniziati in pieno periodo natalizio, senza invece attendere la conclusione delle indagini avviate dalla Soprintendenza?! Un interrogativo che si fa ancora più scabroso alla luce di quanto si deduce dalla recente lettera della Soprintendenza da cui si apprende che la documentazione, fatta pervenire dal Comune di Maglie all'ente statale vigilante per la tutela del paesaggio, dopo la prima richiesta, è incompleta, mancante addirittura della ovvia documentazione fotografica degli immobili e del suo agrumeto di cui si autorizzava l'abbattimento. Tutto questo nonostante una chiara delibera del 2003, con la quale il Consiglio Comunale cittadino, all'unanimità, aveva inteso tutelare proprio le tipiche abitazioni in pietra leccese della zona B, e pertanto con esse l'integrità architettonica urbana di stili, volumi e materiali di quel contesto urbano, quale in particolare quello della contrada urbana del Divin Sacro Cuore, in cui ricade il bell’edificio in questione. Inoltre, a ulteriore aggravante di quanto sta avvenendo, si aggiunga che nel PRG, Piano Regolatore Generale di Maglie, (Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 27 del 1-3-2006) si prescrive rigorosamente che: “Per quanto riguarda gli edifici della fine del XIX secolo e degli inizi del XX realizzati in pietra leccese e di ottima fattura anche esterni al centro storico –esattamente come nel caso in questione- è necessario che siano previsti interventi di recupero finalizzati alla conservazione delle tipologie originarie e dei prospetti che caratterizzano gran parte del tessuto viario della città storica di Maglie”. Si aggiunga inoltre che lo stabile ed il suo agrumeto sono ubicati al confine con il centro storico e pertanto anche nella ovvia fascia di rispetto paesaggistico di quest' ultimo. Non solo, la Soprintendenza fa sapere, nella lettera urgentemente inoltrata alla vigilia dell’Epifania, che il progetto esecutivo doveva essere preventivamente sottoposto al suo esame per ottenerne parere favorevole; un passaggio importantissimo che è stato gravemente disatteso, e che avrebbe impedito quanto accaduto! Si è così perpetrato, in questo quadro scandaloso, un danno ai beni culturali, ma anche un grave danno all'ambiente urbano a causa della estirpazione del vasto agrumeto, uno dei pochi che abbellivano e facevano da vitale polmone verde nel tessuto urbano magliese soffocato dalle costruzioni e oggi dal cemento.

Tanti cittadini hanno assistito con le lacrime agli occhi, impotenti, all’abbattimento natalizio che ha offeso la Città. Ma fortunatamente il danno è solo parziale per il momento e del tutto recuperabile, attraverso la progettazione in luogo, come ora impone la corretta applicazione del PRG di Maglie, di un nuovo edificio che rispetti le antiche volumetrie dell’edificio abbattuto e gli spazi verdi originariamente dedicati al giardino-agrumeto, le forme preesistenti, con gli intarsi e rotondità che contraddistinguevano i prospetti, facendo rigorosamente uso della pietra di Cursi e degli stili architettonici gentili e lineari del contesto. Un atto dovuto alla Città, alla sua storia e ai suoi abitanti, che si augurano ora un vero trionfo del buon senso, della serietà e coerenza amministrativa, e del rispetto per le norme, e che non possono più sopportare di vedere calpestata e cancellata la loro identità e gli spazi verdi cittadini, sotto il cemento e le ruspe di un pubblicizzato sviluppo e di una sbandierata modernità che è null’altro se non un grave regresso e sottosviluppo culturale! Appare pertanto opportuno che le autorità preposte facciano sospendere i lavori di demolizione in corso, per evitare danni economici alle ditte esecutrici dei lavori conseguenti alle errate o poco avvedute valutazioni urbanistiche, che hanno consentito questo obbrobrio, che ci auguriamo sia al più presto risanato per il bene di tutti e di tutto!



Non è la prima volta che l’intervento salvifico della Soprintendenza deve porre rimedio a scempi volutamente perseguiti dalle amministrazioni magliesi o da soggetti privati, che prepongono interessi di altra natura, o semplicemente il cattivo gusto, a quelli del decoro urbano e del rispetto per la nostra storia. Ci auguriamo che l’intervento della Soprintendenza non sia ora un mero fuggevole atto d’ufficio, ma sia animato dalla volontà forte di ridonare alla Città depredata l’angolo di verde e di storia architettonica che le è stato sottratto e a cui ha pieno diritto, e ci auguriamo ancora che la risoluzione decorosa e dignitosa della questione di via Diaz, possa far rinascere, sulle inutili macerie di oggi, un monumento, piccolo nelle forme ma grande nel significato, al rispetto che dobbiamo ai nostri beni culturali e ambientali, ai vetusti edifici e ai loro spazi verdi, attraverso i quali passa anche il rispetto per noi stessi e per il nostro prossimo. Solo se nei prossimi anni si potrà tornare a raccogliere agrumi in quell’antico agrumeto del Sacro Cuore, vorrà dire che forse, anche nella barbarie di oggi, continua a risplendere la fioca luce della civiltà che ha sempre reso questa Città, punto di riferimento irrinunciabile per l’intero territorio salentino e pugliese!



Oreste Caroppo

(presidente del Movimento per “La Rinascita del Salento”)




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